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Moxifloxacina Pensa

Ultimo aggiornamento: 01/12/2022




Cos'è Moxifloxacina Pensa?

Moxifloxacina Pensa è un farmaco a base del principio attivo Moxifloxacina, appartenente alla categoria degli Antibatterici chinolonici e nello specifico Fluorochinoloni. E' commercializzato in Italia dall'azienda Towa Pharmaceutical S.p.A..

Moxifloxacina Pensa può essere prescritto con Ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica.


Confezioni

Moxifloxacina Pensa 400 mg 5 compresse rivestite con film

Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: Towa Pharmaceutical S.p.A.
Ricetta: RR - medicinali soggetti a prescrizione medica
Classe: A
Principio attivo: Moxifloxacina
Gruppo terapeutico: Antibatterici chinolonici
ATC: J01MA14 - Moxifloxacina
Forma farmaceutica: compresse rivestite

Indicazioni

Moxifloxacina Pensa 400 mg compresse rivestite con film è indicato, nei pazienti di almeno 18 anni di età, per il trattamento delle seguenti infezioni batteriche sostenute da batteri sensibili alla moxifloxacina (vedere paragrafi 4.4, 4.8 e 5.1).
Per tutte le indicazioni autorizzate, la moxifloxacina deve essere usata solamente qualora gli agenti antibatterici comunemente raccomandati per il trattamento iniziale di queste infezioni siano ritenuti inappropriati o abbiano fallito:
  • Sinusite acuta batterica
  • Esacerbazione acuta di broncopneumopatia cronica ostruttiva inclusa la bronchite
Nelle seguenti indicazioni, Moxifloxacina dovrebbe essere impiegato solo quando non è considerato appropriato l'impiego di altri agenti antibatterici che sono comunemente raccomandati come trattamento iniziale per questo tipo d'infezioni o che hanno fallito il trattamento:
  • Polmonite acquisita in comunità, con l'esclusione delle forme gravi
  • Malattia infiammatoria pelvica lieve o moderata (cioè infezioni del tratto superiore dell'apparato genitale femminile, comprese la salpingite e l'endometrite), non associata ad ascesso tubo-ovarico o pelvico.
Moxifloxacina Pensa 400 mg compresse rivestite con film non è raccomandato come monoterapia nella malattia infiammatoria pelvica lieve o moderata, ma deve essere somministrato in associazione con un altro antibatterico appropriato (ad es. una cefalosporina), per la crescente resistenza alla moxifloxacina della Neisseria gonorrhoeae, a meno che non possa essere esclusa la presenza di Neisseria gonorrhoeae resistente alla moxifloxacina (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).
Moxifloxacina Pensa 400 mg compresse rivestite con film può essere usato anche per completare un ciclo di terapia in pazienti che abbiano manifestato un miglioramento durante un trattamento iniziale con moxifloxacina per via endovenosa per le seguenti indicazioni:
  • Polmonite acquisita in comunità
  • Infezioni complicate della cute e dei tessuti molli
Moxifloxacina Pensa 400 mg compresse rivestite con film non deve essere usato come terapia iniziale per qualsiasi tipo di infezione della cute e dei tessuti molli o nella polmonite acquisita in comunità, grave.
Nel prescrivere una terapia antibiotica si deve fare riferimento alle linee guida ufficiali sull'uso appropriato degli agenti antibatterici.

Posologia

Posologia (adulti)
La dose raccomandata è di una compressa rivestita con film da 400 mg una volta al giorno.
Compromissione renale/epatica
Non sono necessari aggiustamenti di dosaggio nei pazienti con insufficienza renale da lieve a severa o nei pazienti in dialisi cronica (ad esempio emodialisi) e dialisi peritoneale ambulatoriale continua (vedere paragrafo 5.2 per maggiori dettagli).
I dati nei pazienti con ridotta funzionalità epatica sono insufficienti (vedere paragrafo 4.3).
Altre categorie particolari di pazienti
Non sono necessari aggiustamenti di dosaggio negli anziani e nei pazienti con basso peso corporeo.
Popolazione pediatrica
La Moxifloxacina è controindicata nei bambini e negli adolescenti (al di sotto dei 18 anni).
Nei bambini e negli adolescenti l'efficacia e la sicurezza della moxifloxacina non sono state stabilite (vedere paragrafo 4.3).
Modo di somministrazione
La compressa rivestita con film deve essere deglutita intera con una sufficiente quantità di liquido e può essere assunta indipendentemente dai pasti.
Durata della somministrazione
Moxifloxacina Pensa 400 mg compresse rivestite con film deve essere assunto per i seguenti periodi di trattamento:
  • Esacerbazione acuta di broncopneumopatia cronica ostruttiva, inclusa la bronchite: 5-10 giorni
  • Polmonite acquisita in comunità: 10 giorni
  • Sinusite acuta batterica: 7 giorni
  • Malattia infiammatoria pelvica lieve o moderata: 14 giorni
Moxifloxacina Pensa 400 mg compresse rivestite con film è stato studiato, in fase di sperimentazione clinica, per periodi di trattamento della durata massima di 14 giorni.
Terapia sequenziale (endovenosa seguita da somministrazione orale)
Negli studi clinici con terapia sequenziale la maggior parte dei pazienti è passata dalla terapia endovenosa a quella orale entro 4 giorni (polmonite acquisita in comunità) o 6 giorni (infezioni complicate della cute e dei tessuti molli). La durata totale raccomandata per la somministrazione endovenosa ed orale è di 7 – 14 giorni per la polmonite acquisita in comunità e di 7 – 21 giorni per le infezioni complicate della cute e dei tessuti molli.
Si raccomanda di non superare il dosaggio consigliato (400 mg una volta al giorno), né la durata della terapia per la specifica indicazione.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità alla Moxifloxacina, ad altri chinoloni o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
  • Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).
  • Pazienti di età inferiore ai 18 anni.
  • Pazienti con un'anamnesi di malattia/disturbo dei tendini correlata al trattamento con chinoloni.
Sia nelle sperimentazioni precliniche che nell'uomo, in seguito ad esposizione alla moxifloxacina sono state osservate modificazioni nell'elettrofisiologia cardiaca, sotto forma di prolungamento dell'intervallo QT. Per ragioni di sicurezza, la moxifloxacina e pertanto controindicata nei pazienti con:
  • Documentato prolungamento del QT congenito o acquisito
  • Alterazioni elettrolitiche, in particolare ipokaliemia non corretta
  • Bradicardia clinicamente rilevante
  • Insufficienza cardiaca con ridotta frazione di eiezione ventricolare sinistra, clinicamente rilevante
  • Anamnesi di aritmie sintomatiche.
La moxifloxacina non deve essere impiegata contemporaneamente ad altri farmaci che prolungano l'intervallo QT (vedere anche paragrafo 4.5).
Per insufficienza di dati clinici la moxifloxacina e controindicata anche nei pazienti con ridotta funzionalità epatica (Child Pugh C) e nei pazienti con incremento delle transaminasi >5 x il limite superiore di normalità.


Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

L'uso di Moxifloxacina deve essere evitato nei pazienti che in passato hanno manifestato reazioni avverse gravi durante l'uso di medicinali contenenti chinoloni o fluorochinoloni (vedere paragrafo 4.8). Il trattamento di questi pazienti con moxifloxacina deve essere iniziato soltanto in assenza di opzioni terapeutiche alternative e dopo un'attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio (vedere anche paragrafo 4.3).
Il beneficio di un trattamento con moxifloxacina, specialmente nel caso di infezioni con basso livello di gravità, deve essere valutato con le informazioni contenute nel paragrafo “Avvertenze e precauzioni“.
Prolungamento dell'intervallo QTc e condizioni cliniche potenzialmente correlate
In alcuni pazienti la moxifloxacina ha determinato un prolungamento dell'intervallo QTc dell'elettrocardiogramma. Nell'analisi degli ECG ottenuti nel programma di sperimentazione clinica, il prolungamento del QTc con moxifloxacina è stato pari a 6 msec ± 26 msec, 1,4% rispetto al valore basale. Poiché le donne tendono ad avere un intervallo QTc basale più lungo rispetto agli uomini, possono essere più sensibili ai medicinali che prolungano il QTc. Anche i pazienti anziani possono essere più suscettibili agli effetti farmacologici sull'intervallo QT.
Nei pazienti che ricevono moxifloxacina, i farmaci in grado di ridurre i livelli di potassio devono essere impiegati con cautela (vedere anche paragrafi 4.3 e 4.5).
La moxifloxacina deve essere usata con cautela nei pazienti con condizioni in atto che possono favorire lo sviluppo di aritmie (specialmente donne e pazienti anziani), quali l'ischemia acuta del miocardio o il prolungamento del QT, poiché in tali condizioni può aumentare il rischio di aritmie ventricolari (compresa la torsione di punta) e di arresto cardiaco (vedere anche paragrafo 4.3). L'entità del prolungamento del QT può aumentare con l'aumento delle concentrazioni del farmaco. Pertanto, si raccomanda di non superare il dosaggio consigliato.
Se si verificano segni di aritmia cardiaca durante il trattamento con moxifloxacina, interrompere il trattamento ed eseguire un ECG.
Reazioni di ipersensibilità/allergiche
Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità e allergiche per i fluorochinoloni, inclusa la moxifloxacina dopo la prima somministrazione. Le reazioni anafilattiche possono progredire fino a uno shock potenzialmente letale, anche dopo la prima somministrazione. In caso di manifestazione di gravi reazioni di ipersensibilità e necessario interrompere la somministrazione di moxifloxacina ed iniziare un trattamento idoneo (ad esempio, un trattamento per lo shock).
Gravi patologie epatiche
Con la moxifloxacina, sono stati segnalati casi di epatite fulminante, potenzialmente esitanti in insufficienza epatica (compresi casi fatali) (vedere paragrafo 4.8). Si deve raccomandare ai pazienti di contattare il medico prima di proseguire il trattamento, qualora compaiano segni e sintomi di epatopatia fulminante, quali astenia a rapida evoluzione associata ad ittero, urine scure, diatesi emorragica o encefalopatia epatica.
Qualora vi siano indicazioni di disfunzione epatica si devono eseguire prove/indagini di funzionalità epatica.
Gravi reazioni avverse cutanee
Reazioni avverse cutanee gravi (SCAR) tra cui necrolisi epidermica tossica (TEN: nota anche come Sindrome di Lyell), Sindrome di Stevens Johnson (SJS) e pustulosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), che potrebbero essere pericolose per la vita o fatali, sono state segnalate con moxifloxacina (vedere la sezione 4.8). Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi di gravi reazioni cutanee e devono essere attentamente
monitorati. Se compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni, la moxifloxacina deve essere immediatamente interrotta e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo. Se il paziente ha sviluppato una reazione grave come SJS, TEN o AGEP con l'uso di moxifloxacina, il trattamento con moxifloxacina non deve essere riavviato in questo paziente in nessun momento.
Pazienti con predisposizione alle convulsioni
È noto che i chinoloni possono provocare convulsioni. Il prodotto deve essere usato con cautela nei pazienti con disturbi del SNC od in presenza di altri fattori di rischio che possono predisporre alle convulsioni o abbassare la soglia convulsiva. Qualora si manifestino convulsioni, il trattamento con moxifloxacina deve essere interrotto e devono essere adottate appropriate misure terapeutiche.
Reazioni avverse al farmaco gravi, prolungate, disabilitanti e potenzialmente irreversibili. Casi molto rari di reazioni avverse al farmaco gravi, prolungate (con durata di mesi o anni), disabilitanti e potenzialmente irreversibili a carico di diversi sistemi dell'organismo, talvolta multipli (muscoloscheletrico, nervoso, psichiatrico e sensorio), sono stati segnalati in pazienti che ricevevano chinoloni e fluorochinoloni, indipendentemente dall'età e da fattori di rischio preesistenti. La somministrazione di moxifloxacina deve essere interrotta immediatamente ai primi segni o sintomi di qualsiasi reazione avversa grave e i pazienti devono essere avvisati di consultare il medico prescrittore.
Neuropatia periferica
Casi di polineuropatia sensitivo-motoria con conseguente parestesia, ipoestesia, disestesia o debolezza in pazienti trattati con chinoloni e fluorchinoloni. I pazienti in trattamento con moxifloxacina devono essere avvisati di informare il medico prima di proseguire il trattamento qualora si manifestino sintomi di neuropatia quali dolore, bruciore, formicolio, intorpidimento o debolezza, in modo da evitare l'insorgenza di una condizione potenzialmente irreversibile (vedere paragrafo 4.8).
Reazioni psichiatriche
Anche dopo la prima somministrazione di chinoloni, compresa la moxifloxacina, possono manifestarsi reazioni psichiatriche. In casi molto rari la depressione o le reazioni psicotiche possono evolvere in pensieri suicidi e comportamenti di tipo autoaggressivo, come i tentativi di suicidio (vedere paragrafo 4.8). Qualora il paziente sviluppi tali reazioni, il trattamento con moxifloxacina deve essere interrotto e devono essere adottate appropriate misure terapeutiche. Si raccomanda cautela, se si deve usare la moxifloxacina in pazienti psicotici o in pazienti con anamnesi di malattia psichiatrica.
Diarrea e colite associata ad antibiotici
Con l'uso di antibiotici ad ampio spettro, compresa la moxifloxacina, sono stati segnalati casi di diarrea e colite associate ad antibiotici, compresa la colite pseudomembranosa e la diarrea associata a Clostridium difficile, la cui gravità può variare dalla diarrea lieve alla colite fatale.
Pertanto, è importante che questa diagnosi venga presa in considerazione nei pazienti che sviluppino grave diarrea durante o dopo l'uso di moxifloxacina.
Qualora si sospetti, o venga confermata, una diarrea o una colite associata ad antibiotici, il trattamento in corso con agenti antibatterici, compresa la moxifloxacina, deve essere interrotto e devono essere instaurate immediatamente misure terapeutiche adeguate. Inoltre, e necessario intraprendere opportune misure di controllo dell'infezione, per ridurre il rischio di trasmissione. I farmaci che inibiscono la peristalsi sono controindicati nei pazienti che sviluppano grave diarrea.
Pazienti affetti da miastenia grave
La moxifloxacina dev'essere usata con cautela nei pazienti con miastenia grave, perché si può verificare una esacerbazione dei sintomi.
Tendinite e rottura del tendine
Tendinite e rottura di tendine (in particolare, ma non solo, a carico del tendine di Achille), talvolta bilaterali, possono manifestarsi già entro 48 ore dopo l'inizio del trattamento con chinoloni e fluorochinoloni e sono state segnalate fino a diversi mesi dopo l'interruzione del trattamento (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). Il rischio di tendinite e rottura del tendine è aumentato nei pazienti anziani, nei pazienti con compromissione renale, nei pazienti sottoposti a trapianto di organi solidi e in quelli trattati contemporaneamente con corticosteroidi. Pertanto, l'uso concomitante di corticosteroidi deve essere evitato.
Ai primi segni di tendinite (per es. gonfiore con dolore, infiammazione) il trattamento con moxifloxacina, deve essere interrotto e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo. L'arto o gli arti affetti devono essere adeguatamente trattati (per es. immobilizzazione). I corticosteroidi non devono essere usati in presenza di segni di tendinopatia.
Aneurisma dell'aorta e dissecazione e rigurgito aortico e mitralico/incompetenza aortica e mitralica
Studi epidemiologici indicano un aumento del rischio di aneurisma e dissezione dell'aorta in particolare nei pazienti anziani, nonché di rigurgito aortico e mitralico dopo l'assunzione di fluorochinoloni. Casi di aneurisma e dissezione dell'aorta, talvolta complicati da rottura (anche fatale), e di rigurgito/incompetenza di una delle valvole cardiache sono stati osservati in pazienti trattati con fluorochinoloni (vedere paragrafo 4.8).
Pertanto, i fluorochinoloni devono essere utilizzati unicamente dopo un'attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio e dopo aver preso in considerazione altre opzioni terapeutiche per i pazienti con un'anamnesi familiare positiva per casi di aneurisma, o malattia congenita delle valvole cardiache, o in pazienti con diagnosi pregressa di aneurisma e/o una dissezione dell'aorta, o malattia delle valvole cardiache, o in presenza di altri fattori di rischio o condizioni predisponenti:
  • sia per aneurisma e alla dissezione dell'aorta che per rigurgito aortico e mitralico/incompetenza aortica e mitralica (ad esempio disturbi del tessuto connettivo quali sindrome di Marfan o sindrome di Ehlers-Danlos, sindrome di Turner, malattia di Behcet, ipertensione, artrite reumatoide) o in aggiunta:
  • per aneurisma e dissezione dell'aorta (ad es., disturbi vascolari quali arterite di Takayasu o arterite a cellule giganti, o aterosclerosi nota o sindrome di Sjögren) o, in aggiunta:
  • per rigurgito aortico e mitralico/incompetenza aortica e mitralica (ad es., endocardite infettiva).
Il rischio di aneurisma e dissezione dell'aorta, e di una loro rottura, può essere accresciuto in pazienti trattati contemporaneamente con corticosteroidi sistemici.
In caso di comparsa improvvisa di dolore addominale, toracico o dorsale/lombare, si deve consigliare ai pazienti di consultare immediatamente il medico del pronto soccorso.
I pazienti devono inoltre rivolgersi immediatamente al medico in presenza di dispnea acuta, palpitazioni cardiache di nuova insorgenza o sviluppo di edema addominale o delle estremità inferiori.
Pazienti con compromissione renale
I pazienti anziani con disturbi renali devono usare con cautela la moxifloxacina qualora non siano in grado di mantenere un adeguato apporto idrico, poiché la disidratazione può accrescere il rischio d'insufficienza renale.
Disturbi visivi
Se si constata un indebolimento della vista o qualsiasi altro effetto a carico degli occhi, deve essere consultato immediatamente un oculista (vedere paragrafi 4.7 e 4.8).
Alterazioni della glicemia
Come per tutti i fluorochinoloni, con la moxifloxacina sono state riportate alterazioni nel glucosio ematico che includono sia l'ipoglicemia che l'iperglicemia (vedere paragrafo 4.8). Nei pazienti trattati con moxifloxacina le alterazioni della glicemia si sono manifestate soprattutto in pazienti anziani diabetici in trattamento concomitante con un agente ipoglicemico orale (es. sulfonilurea) o con l'insulina. Nei pazienti diabetici si raccomanda un accurato monitoraggio della concentrazione di glucosio nel sangue.
Prevenzione delle reazioni di fotosensibilità
I chinoloni hanno mostrato di provocare reazioni di fotosensibilità nei pazienti. Tuttavia, dagli studi e emerso che la moxifloxacina presenta un rischio inferiore di indurre fotosensibilità.
Nonostante ciò, è opportuno consigliare ai pazienti di evitare, durante il trattamento con moxifloxacina, l'esposizione ai raggi UV e quella intensa e/o prolungata alla luce solare.
Pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi
I pazienti con anamnesi familiare di, o affetti da, deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, possono andare incontro a reazioni emolitiche se trattati con chinoloni. Pertanto, la moxifloxacina deve essere usata con cautela in questi pazienti.
Pazienti con malattia infiammatoria pelvica
Per pazienti affetti da malattia infiammatoria pelvica complicata (ad esempio associata ad ascesso tubo-ovarico o pelvico), per le quali si ritenga necessaria una terapia endovenosa, il trattamento con Moxifloxacina Pensa 400 mg compresse rivestite con film non è raccomandato.
La malattia infiammatoria pelvica può essere causata da Neisseria gonorrhoeae resistente ai fluorochinoloni. In questa ipotesi, alla terapia empirica con moxifloxacina deve essere associato un altro antibiotico appropriato (ad es. una cefalosporina), a meno che non possa essere esclusa la presenza di Neisseria gonorrhoeae resistente alla moxifloxacina. Se dopo 3 giorni di trattamento non si ottiene un miglioramento clinico, la terapia deve essere riconsiderata.
Pazienti con particolari tipi di infezioni complicate della cute e dei tessuti molli (cSSSI)
L'efficacia clinica della moxifloxacina nel trattamento di infezioni da ustioni gravi, fasciti ascessi maggiori ed infezioni di piede diabetico con osteomielite non è stata dimostrata.
Interferenza con prove biologiche
La terapia con moxifloxacina può interferire con gli esami colturali per Mycobacterium spp. per soppressione della crescita micobatterica, dando luogo a risultati falsi negativi nei campioni presi da pazienti in corso di trattamento con moxifloxacina.
Pazienti con infezioni da MRSA
La moxifloxacina non è raccomandata per il trattamento di infezioni sostenute da MRSA. In caso di infezione da MRSA sospetta o confermata, deve essere iniziato il trattamento con un antibatterico appropriato (vedere paragrafo 5.1).
Popolazione pediatrica
A causa degli effetti avversi sulla cartilagine negli animali giovani (vedere paragrafo 5.3) l'uso della moxifloxacina nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni è controindicato (vedere paragrafo 4.3).
Eccipienti:
Moxifloxacina Pensa contiene coloranti lacca di alluminico giallo tramonto FCF (E 110) e lacca di alluminio Ponceau 4R (E 124) che possono causare reazioni allergiche.

Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Interazioni con medicinali
Non è possibile escludere un effetto additivo sul prolungamento dell'intervallo QT da parte della moxifloxacina e di altri medicinali in grado di prolungare l'intervallo QTc. Questo effetto può determinare un incremento del rischio di aritmie ventricolari, compresa la torsione di punta. Pertanto, la co-somministrazione della moxifloxacina con i seguenti medicinali è controindicata (vedere anche paragrafo 4.3):
  • antiaritmici di classe IA (ad es. chinidina, idrochinidina, disopiramide)
  • antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide)
  • antipsicotici (ad es. fenotiazine, pimozide, sertindolo, aloperidolo, sultopride)
  • antidepressivi triciclici
  • alcuni antimicrobici (saquinavir, sparfloxacina, eritromicina IV, pentamidina, antimalarici, in particolare alofantrina)
  • alcuni antistaminici (terfenadina, astemizolo, mizolastina)
  • altri (cisapride, vincamina IV, bepridile, difemanile).
La moxifloxacina deve essere usata con cautela in pazienti che assumano medicinali in grado di ridurre i livelli di potassio (per esempio diuretici dell'ansa e tiazidici, lassativi e clisteri (alte dosi), corticosteroidi, amfotericina B) o medicinali associati con bradicardia clinicamente significativa.
Deve trascorrere un intervallo di circa 6 ore fra la somministrazione di preparati contenenti cationi bivalenti o trivalenti (ad es. antiacidi contenenti magnesio o alluminio, didanosina compresse, sucralfato e preparati contenenti ferro o zinco) e la somministrazione di moxifloxacina.
La somministrazione concomitante di carbone con una dose orale di 400 mg di moxifloxacina ha ostacolato sensibilmente l'assorbimento del farmaco e ne ha ridotto la disponibilità sistemica di oltre l'80%. Pertanto l'uso concomitante di questi due farmaci non è raccomandato (salvo in caso di sovradosaggio, vedere anche paragrafo 4.9).
Dopo somministrazione ripetuta in volontari sani, la moxifloxacina ha provocato un incremento della Cmax della digossina pari a circa il 30%, senza influenzarne l'AUC o le concentrazioni di valle. Non e necessaria alcuna precauzione per l'impiego con digossina.
Negli studi condotti in volontari diabetici, la somministrazione concomitante di moxifloxacina per via orale con glibenclamide ha ridotto le concentrazioni plasmatiche di picco di glibenclamide del 21% circa. L'associazione di glibenclamide e moxifloxacina può teoricamente dare luogo a lieve e transitoria iperglicemia. Tuttavia, le modificazioni osservate nella farmacocinetica della glibenclamide non hanno determinato modificazioni dei parametri
farmacodinamici (glicemia, insulinemia). Pertanto non si e osservata un'interazione clinicamente rilevante tra moxifloxacina e glibenclamide.
Alterazioni dell'INR
Sono stati segnalati numerosi casi d'incremento dell'attività degli anticoagulanti orali in pazienti che ricevevano agenti antibatterici, in particolare fluorochinoloni, macrolidi, tetracicline, cotrimoxazolo ed alcune cefalosporine. Lo stato infettivo ed infiammatorio, nonché l'età e le condizioni generali del paziente, sembrano costituire dei fattori di rischio. In tali circostanze, risulta difficile valutare se il disordine dell'INR (rapporto standardizzato internazionale) sia provocato dall'infezione o dalla terapia. Una misura precauzionale è rappresentata da un monitoraggio più frequente dell'INR. Se necessario, il dosaggio dell'anticoagulante orale deve essere opportunamente adattato.
Gli studi clinici hanno dimostrato che non ci sono interazioni in seguito a somministrazione concomitante di moxifloxacina con: ranitidina, probenecid, contraccettivi orali, supplementi di calcio, morfina per via parenterale, teofillina, ciclosporina o itraconazolo. Gli studi in vitro con enzimi del citocromo P-450 umani hanno supportato queste conclusioni.
Alla luce di questi risultati, un'interazione metabolica mediata dagli enzimi del citocromo P- 450 e improbabile.
Interazione con il cibo
La moxifloxacina non dà luogo a interazioni clinicamente rilevanti con il cibo, compresi latte e derivati.


Interazioni riportate su letteratura scientifica internazionale
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Pellegrino”, “Magnesio Solfato Bioindustria L.I.M.”, “Magnesio Solfato Galenica Senese”, “Magnesio Solfato Monico”, “Magnesio Solfato Salf”, “Multaq”, “Niferex”, “Nutrineal Pd4”, “Peditrace”, “Pentacarinat”, “Picoprep”, “Plaquenil”, “Prontoferro”, “Ritmodan”, “Ritmodan Retard”, “Rytmobeta”, “Serenase”, “Soluzione Cardioplegica Galenica Senese”, “Soluzione Per Circolazione Extracorporea (S.Thomas II) Monico”, “Soriclar”, “Sotalex”, “Sotalolo Hexal”, “Sotalolo Mylan Generics”, “Sotalolo Teva”, “Sterofundin”, “Sucralfato Aristo”, “Sucralfato DOC Generici”, “Sucralfin”, “Sucramal - Compressa”, “Sucramal - Granulato”, “Sucrate Gel”, “Sustemial”, “Tardyfer”, “Tracyelt”, “Veclam - Compresse Rivestite”, “Veclam - Compresse Rivestite, Granulato”, “Veclam - Granulato”, “Veclam - Polvere”, “Venofer”, “Wilzin - Capsula”, “Xomolix”, “Zelboraf”, “Zincometil”, “Zinco Ossido Afom”, “Zinco Ossido Nova Argentia 10% Unguento”, “Zinco Ossido Unguento Sella”, “Zinco Ossido Unguento Zeta”, “Zinco Solfato Idi”, “Zineryt”, “Ziprasidone Sandoz”, etc.., chiedi al tuo al tuo medico o farmacista di fiducia di verificare che sia sicuro e non dannoso per la tua salute ...

Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza
La sicurezza della Moxifloxacina in gravidanza non è stata valutata nell'uomo. Gli studi animali hanno dimostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per l'uomo non è noto. A causa del rischio sperimentale di lesioni causate dai fluorochinoloni sulla cartilagine delle articolazioni portanti degli animali in accrescimento e le lesioni articolari reversibili descritte in bambini che avevano assunto fluorochinoloni, la moxifloxacina non deve essere somministrata in gravidanza (vedere paragrafo 4.3).
Allattamento al seno
Non sono disponibili dati sull'uso in allattamento o sulle donne in allattamento. I dati preclinici indicano che piccole quantità di moxifloxacina passano nel latte. In assenza di dati sull'uomo ed a causa del rischio sperimentale di lesioni causate dai fluorochinoloni sulla cartilagine delle articolazioni portanti degli animali in accrescimento, l'allattamento al seno è controindicato durante la terapia con moxifloxacina (vedere paragrafo 4.3).
Fertilità
Studi sugli animali non hanno indicato compromissione della fertilità (vedere paragrafo 5.3).


Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Non sono stati condotti studi sugli effetti della Moxifloxacina sulla capacita di guidare veicoli e sull'uso di macchinari. Tuttavia, i fluorochinoloni, compresa la moxifloxacina, possono provocare una compromissione della capacita del paziente di guidare veicoli o azionare macchinari, a causa delle reazioni a carico del SNC (ad es. capogiro, perdita acuta temporanea
della vista, vedere paragrafo 4.8) o perdita di coscienza acuta e di breve durata (sincope, vedere paragrafo 4.8). Deve essere consigliato ai pazienti di osservare le loro reazioni alla moxifloxacina prima di guidare veicoli o azionare macchinari.


Effetti indesiderati

Reazioni avverse osservate negli studi clinici con Moxifloxacina 400 mg (terapia orale e sequenziale) e classificate per frequenza, sono riportate sotto:
Con l'eccezione della nausea e della diarrea, tutte le reazioni avverse sono state osservate con frequenze inferiori al 3%.
All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.
Le frequenze sono definite come:
  • molto comune (≥ 1/10)
  • comune (≥ 1/100, <1/10)
  • non comune (≥ 1/1.000, <1/100)
  • raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000)
  • molto raro (< 1/10.000)
  • Frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA
Comune
 
Non Comune
 
Raro
Molto Raro
Frequenza non nota
Infezioni ed infestazioni
Superinfezioni da batteri resistenti o funghi, come la candidosi orale e vaginale
 
 
 
 
 
 
 
Patologie del sistema
emolinfopoietico
 
 
Anemia
Leucopenia/e
Neutropenia
Trombocitopenia
Trombocitemia
Eosinofilia ematica
Prolungamento
del tempo di protrombina/incremento del INR
 
 
Incremento del livello di
protrombina / riduzione del INR
Agranulocitosi
Pancitopenia
 
Disturbi del sistema
immunitario
 
Reazione allergica
(vedere paragrafo 4.4)
Anafilassi, compreso lo
shock in casi molto rari pericoloso per la vita (vedere paragrafo 4.4)
Edema allergico /
Angioedema (compreso l'edema laringeo,
potenzialmente pericoloso per la vita, vedere
paragrafo 4.4)
 
 
Disturbi endocrini
 
 
 
Sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH)
 
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
 
Iperlipemia
Iperglicemia
Iperuricemia
Ipoglicemia
Coma ipoglicemico
 
Disturbi Psichiatrici*
 
Reazioni ansiose
Iperattività psicomotoria /
agitazione
Labilità emotiva
Depressione (che in casi molto rari può evolvere a
comportamenti
di tipo autolesionista
come idea suicida, pensieri suicidi o tentativi di suicidio, vedere paragrafo 4.4)
Allucinazione
Delirio
Depersonalizzazione
Reazioni psicotiche
(che possono evolvere a
Comportamenti di tipo
autolesionista come
idea suicida, pensieri suicidi o tentativi di suicidio, vedere paragrafo 4.4)
 
 
Patologie del sistema nervoso*
Cefalea
Capogiro
 
Parestesia e Disestesia
Disturbi del gusto
(compresa, in casi molto rari, l'ageusia)
Confusione e
disorientamento
Disturbi del sonno
(prevalentemente insonnia)
Tremore
Vertigine
Sonnolenza
Ipoestesia
Disturbi dell'olfatto
(compresa l'anosmia)
Sogni anormali
Alterazione della
coordinazione
(compresi i disturbi della deambulazione,
specialmente dovuti a capogiro o vertigine)
Convulsioni compreso il
grande male (vedere
paragrafo 4.4)
Disturbi dell'attenzione
Disturbi del linguaggio
Amnesia
Neuropatia periferica e
polineuropatia
Iperestesia
 
Patologie dell'occhio*
 
Disturbi visivi, compresa la diplopia e la vision offuscata (specialmente in corso di reazioni a
carico del SNC,
vedere paragrafo 4.4)
Fotofobia
Perdita temporanea della vista (specialmente in corso di reazioni a carico del SNC, vedere paragrafi 4.4 e 4.7).
Uveite e transilluminazione dell'iride bilaterale acuta
(vedere paragrafo 4.4
 
Patologie dell'orecchio e del labirinto*
 
 
Tinnito
Compromissione dell'udito, compresa la sordità (solitamente reversibile)
 
 
Patologie cardiache**
Prolungamento del tratto QT in pazienti con ipokaliemia
(vedere paragrafi 4.3 e 4.4)
Prolungamento del tratto QT (vedere paragrafo 4.4)
Palpitazioni
Tachicardia
Fibrillazione atriale
Angina pectoris
Tachiaritmie ventricolari
Sincope (cioè perdita di
coscienza acuta e di breve durata)
Aritmie aspecifiche
Torsione di punta (vedere
Paragrafo 4.4)
Arresto cardiaco
(vedere paragrafo 4.4)
 
Patologie vascolari**
 
Vasodilatazione
Ipertensione
Ipotensione
Vasculite
 
Patologie respiratorie,
toraciche e mediastiniche
 
Dispnea (compresa
l'asma)
 
 
 
 
Patologie gastrointestinali
Nausea
Vomito
Dolori
Gastrointestinali e addominali
Diarrea
Riduzione dell'appetito e dell'assunzione di cibo
Costipazione
Dispepsia
Flatulenza
Gastrite
Incremento
dell'amilasi
Disfagia
Stomatite
Colite da antibiotici
(compresa la colite
pseudomembranosa, in casi molto rari associata a complicanze pericolose per la vita, vedere paragrafo 4.4)
 
 
 
Patologie epatobiliari
Incremento
delle transaminasi
Compromissione
epatica (compreso
l'incremento
della LDH)
Incremento della bilirubina
Incremento della gammaglutamiltransferasi
Incremento della fosfatasi alcalina ematica
Ittero
Epatite
(prevalentemente
colestatica)
Epatite fulminante, che può esitare in insufficienza epatica pericolosa per la vita (compresi casi fatali, vedere paragrafo 4.4)
 
Patologie della cute
e del tessuto
sottocutaneo
 
Prurito
Eruzione cutanea
Orticaria
Cute secca
 
Reazioni cutanee
bollose, come la sindrome di Stevens- Johnson o la necrolisi
Epidermica tossica
(potenzialmente pericolose per la vita, vedere paragrafo 4.4)
Pustulosi esantematica acuta generalizzata (AGEP)
Patologie del sistema
muscoloscheletrico
e del tessuto connettivo*
 
Artralgia
Mialgia
Tendinite (vedere paragrafo 4.4)
Crampo muscolare
Contrazione muscolare
Debolezza muscolare
Rottura di tendine
(vedere paragrafo 4.4)
Artrite
Rigidità muscolare
Esacerbazione dei sintomi di miastenia
grave (vedere paragrafo 4.4)
Rabdomiolisi
Patologie renali e urinarie
 
 Disidratazione
Compromissione Renale (compreso l'incremento dell'azoto ureico e della creatinina)
Insufficienza renale (vedere
paragrafo 4.4)
 
 
Patologie sistemiche e
condizioni relative
alla sede di
somministrazione*
 
Sensazione
d'indisposizione
(prevalentemente astenia o fatica)
Condizioni dolorose (compresi dolore lombare, toracico, pelvico ed alle estremità)
Sudorazione
Edema
 
 
* Casi molto rari di reazioni al farmaco gravi, prolungate (con durata di mesi o anni), disabilitanti e potenzialmente irreversibili a carico di diversi sistemi dell'organismo, talvolta multipli (incluse reazioni quali tendinite, rottura di tendine, artralgia, dolore gli arti, disturbi della deambulazione, neuropatie associate a parestesia, depressione, affaticamento, compromissione della memoria, disturbi del sonno e alterazione dell'udito, della vista, del gusto e dell'olfatto), sono stati segnalati in associazione con l'uso di chinoloni e fluorochinoloni, in alcuni casi indipendentemente da fattori di rischio preesistenti (vedere paragrafo 4.4).
**Casi di aneurisma e dissezione dell'aorta, talvolta complicati da rottura (anche fatale), e di rigurgito/incompetenza di una delle valvole cardiache sono stati osservati in pazienti trattati con fluorochinoloni (vedere paragrafo 4.4).
Casi molto rari dei seguenti effetti indesiderati, che non si può escludere possano verificarsi anche durante il trattamento con moxifloxacina, sono stati segnalati con altri fluorochinoloni:
aumento della pressione intracranica (incluso pseudotumor cerebri),ipernatremia, ipercalcemia, anemia emolitica, reazioni di fotosensibilita (vedere paragrafo 4.4).
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avversae.

Sovradosaggio

Non sono raccomandate contromisure specifiche in caso di sovradosaggio accidentale. In caso di sovradosaggio si deve praticare un trattamento sintomatico. Deve essere effettuato monitoraggio elettrocardiografico, per la possibilità di un prolungamento dell'intervallo QT.
La somministrazione concomitante di carbone con una dose di 400 mg di Moxifloxacina orale o endovenosa riduce la biodisponibilità sistemica del farmaco rispettivamente di oltre l'80%.
L'impiego di carbone in fase precoce di assorbimento può essere utile per impedire un eccessivo incremento nell'esposizione sistemica alla moxifloxacina nei casi di sovradosaggio orale.


Scadenza

3 anni.


Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.


Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa:
Mannitolo E 421
Cellulosa microcristallina
Croscarmellosa sodica
Sillice colloidale anidra
Magnesio stearato
Film di rivestimento
(Opadry II rosa 85F240116):
Alcol polivinilico E 1203
Macrogol E 1521
Titanio diossido E 171
Talco E 553b
Lacca di alluminio giallo tramonto E 110
Lacca di alluminio Ponceau 4R E124
Lacca di alluminio indaco carminio E 132


Farmaci Equivalenti

I farmaci equivalenti di Moxifloxacina Pensa a base di Moxifloxacina sono: Avalox - Compresse Rivestite, Moxifloxacina Aurobindo, Moxifloxacina Krka, Moxifloxacina Teva

Foglietto Illustrativo


Fonti Ufficiali


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