Cos'è Rekambys?
Rekambys è un farmaco a base del principio attivo
Rilpivirina , appartenente alla categoria degli Antivirali
e nello specifico Non-nucleosidi inibitori della transcrittasi inversa. E' commercializzato in Italia dall'azienda
ViiV Healthcare S.r.l. unipersonale .
Rekambys può essere prescritto con Ricetta RNRL - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, da rinnovare volta per volta, vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti.
Rekambys può essere prescritto con Ricetta RNRL - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, da rinnovare volta per volta, vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti.
Confezioni
Rekambys 900 mg sosp. iniett. ril. prol.uso im 1 flaconcino 3 ml (300 mg/ml)+1 siringa+1 adatt. per fl.no+1 ago
Indicazioni
Perché si usa Rekambys? A cosa serve?
REKAMBYS è indicato, in associazione a cabotegravir iniettabile, per il trattamento del virus dell’immunodeficienza umana di tipo 1 (HIV-1) negli adulti e negli adolescenti (di almeno 12 anni di età e di peso corporeo di almeno 35 kg) in soppressione virologica (HIV-1 RNA < 50 copie/mL) e in regime antiretrovirale stabile senza evidenza presente o passata di resistenza virale ad agenti della classe degli inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa (NNRTI) e degli inibitori dell’integrasi (INI) e senza precedenti fallimenti virologici con gli stessi (vedere paragrafi 4.2, 4.4 e 5.1).
Posologia
Come usare Rekambys: Posologia
Il trattamento deve essere prescritto da un medico esperto nella gestione dell’infezione da HIV. Ogni iniezione deve essere somministrata da un operatore sanitario.
Prima di iniziare la terapia con REKAMBYS, l’operatore sanitario deve accuratamente selezionare i pazienti che accettano di sottoporsi allo schema richiesto per le iniezioni e informare i pazienti dell’importanza di rispettare le visite programmate per la somministrazione al fine di contribuire al mantenimento della soppressione virale e ridurre il rischio di rebound viremico e il potenziale sviluppo di resistenza associata alla mancata assunzione delle dosi.
Dopo l’interruzione di REKAMBYS in associazione all’iniezione di cabotegravir, è indispensabile adottare un regime antiretrovirale alternativo totalmente soppressivo non oltre un mese dopo l’ultima iniezione mensile, o non oltre due mesi dopo l’ultima iniezione bimestrale (vedere paragrafo 4.4).
Per l’iniezione di cabotegravir deve essere consultato il riassunto delle caratteristiche del prodotto per il dosaggio raccomandato.
Posologia
REKAMBYS (iniezione di Rilpivirina) può essere iniziato con o senza fase di induzione orale (iniezione diretta).
Il medico e il paziente possono decidere di usare le compresse di rilpivirina come fase di induzione orale prima di iniziare le iniezioni di rilpivirina per valutare la tollerabilità (vedere la Tabella 1), o di procedere direttamente con l’iniezione di rilpivirina (vedere rispettivamente le Tabelle 2 e 3 per le raccomandazioni posologiche mensili e bimestrali).
Adulti e adolescenti (di almeno 12 anni di età e di peso corporeo di almeno 35 kg)
Fase di induzione orale
Quando usate per la fase di induzione orale prima dell’inizio della terapia con REKAMBYS devono essere assunte per via orale compresse di rilpivirina, unitamente a compresse di cabotegravir, per circa 1 mese (almeno 28 giorni) al fine di valutare la tollerabilità a rilpivirina e cabotegravir. Una compressa di rilpivirina da 25 mg dovrà essere assunta con un pasto insieme ad una compressa di cabotegravir 30 mg una volta al giorno (vedere la Tabella 1).
Tabella 1 Schema posologico per la fase di induzione orale
| Fase di induzione orale | |
| Medicinale | Per un mese (almeno 28 giorni), seguito dall’iniezione inizialea |
| Rilpivirina | 25 mg una volta al giorno con un pasto |
| Cabotegravir | 30 mg una volta al giorno |
a vedere la Tabella 2 per lo schema posologico mensile delle iniezioni e la Tabella 3 per lo schema posologico bimestrale delle iniezioni.
Somministrazione mensile
Iniezione iniziale (900 mg corrispondenti a 3 mL)
Nel giorno finale della terapia antiretrovirale corrente o della fase di induzione orale, la dose iniziale di rilpivirina iniettabile raccomandata è pari a una singola iniezione da 900 mg per via intramuscolare.
Iniezione di mantenimento (600 mg corrispondenti a 2 mL)
Dopo l’iniezione iniziale, la dose di rilpivirina iniettabile raccomandata per il proseguimento è pari a una singola iniezione da 600 mg per via intramuscolare con frequenza mensile. Le iniezioni potranno essere somministrate ai pazienti fino a 7 giorni prima o dopo la data programmata per l’iniezione mensile.
Tabella 2 Schema posologico di iniezione intramuscolare mensile raccomandato
| Medicinale | Iniezione iniziale | Iniezioni di mantenimento |
| Eseguire l’iniezione l’ultimo giorno della terapia ART in corso o dell’induzione orale (se utilizzata) | Un mese dopo l’iniezione iniziale e successivamente ogni mese | |
| Rilpivirina | 900 mg | 600 mg |
| Cabotegravir | 600 mg | 400 mg |
Somministrazione bimestrale
Iniezioni iniziali: a 1 mese di distanza (900 mg corrispondenti a 3 mL)
Nel giorno finale della terapia antiretrovirale corrente o della fase di induzione orale, la dose iniziale di rilpivirina iniettabile raccomandata è pari a una singola iniezione da 900 mg per via intramuscolare.
Un mese più tardi dovrà essere somministrata una seconda iniezione da 900 mg per via intramuscolare. La seconda iniezione da 900 mg potrà essere somministrata ai pazienti fino a 7 giorni prima o dopo la data programmata per la somministrazione.
Iniezioni di mantenimento: a 2 mesi di distanza (900 mg corrispondenti a 3 mL)
Dopo le iniezioni iniziali, la dose di rilpivirina raccomandata per le iniezioni di mantenimento è pari a una singola iniezione da 900 mg per via intramuscolare ogni 2 mesi. Le iniezioni potranno essere somministrate ai pazienti fino a 7 giorni prima o dopo la data programmata per la somministrazione bimestrale.
Tabella 3 Schema posologico di iniezione intramuscolare bimestrale raccomandato
| Medicinale | Iniezioni iniziali | Iniezioni di mantenimento |
| Eseguire l’iniezione l’ultimo giorno della terapia ART in corso o dell’induzione orale (se utilizzata). Un mese dopo, deve essere somministrata una seconda iniezione | Due mesi dopo l’ultima delle iniezioni iniziali e successivamente ogni 2 mesi | |
| Rilpivirina | 900 mg | 900 mg |
| Cabotegravir | 600 mg | 600 mg |
Raccomandazioni posologiche quando si passa dalle iniezioni mensili alle iniezioni bimestrali
I pazienti che passano da un programma di iniezione di mantenimento mensile a un programma di iniezione di mantenimento bimestrale devono ricevere una singola iniezione intramuscolare da 900 mg di REKAMBYS un mese dopo l’ultima dose di iniezione di mantenimento da 600 mg di REKAMBYS e successivamente 900 mg ogni 2 mesi.
Raccomandazioni posologiche quando si passa dalle iniezioni bimestrali alle iniezioni mensili
I pazienti che passano dal programma di iniezione di mantenimento bimestrale a un programma di iniezione di mantenimento mensile devono ricevere una singola iniezione intramuscolare da 600 mg di REKAMBYS due mesi dopo l’ultima dose di iniezione di mantenimento da 900 mg di REKAMBYS e successivamente 600 mg una volta al mese.
Dosi mancate
I pazienti che non si presentano a una visita programmata per l’iniezione dovranno essere nuovamente sottoposti a valutazione clinica per garantire che la ripresa della terapia sia appropriata. Vedere la Tabella 4 e la Tabella 5 per le raccomandazioni posologiche in seguito alla mancata iniezione.
Mancata somministrazione di un’iniezione mensile (somministrazione orale in sostituzione di massimo 2 iniezioni mensili consecutive)
Se un paziente prevede di non potersi sottoporre all’iniezione programmata per più di 7 giorni, è possibile ricorrere alla terapia orale giornaliera (una compressa di rilpivirina [25 mg] e una compressa di cabotegravir [30 mg]) in sostituzione di massimo 2 visite consecutive per la somministrazione dell’iniezione mensile. Sono disponibili dati limitati sul bridging orale con altre terapie antiretrovirali (ART) a soppressione completa (principalmente a base di INI), vedere paragrafo 5.1.
La prima dose della terapia orale deve essere assunta 1 mese (± 7 giorni) dopo le ultime iniezioni di REKAMBYS e cabotegravir. La somministrazione delle iniezioni dovrà essere ripresa l’ultimo giorno della somministrazione orale giornaliera, come raccomandato nella Tabella 4.
Nel caso in cui sia necessario sopperire alla mancanza di terapia per più di due mesi, ossia qualora vengano saltate più di due iniezioni mensili, si dovrà avviare un regime orale alternativo un mese (± 7 giorni) dopo l’ultima iniezione di REKAMBYS.
Tabella 4 Raccomandazioni posologiche per REKAMBYS dopo mancata somministrazione di più iniezioni o terapia orale per i pazienti in terapia iniettiva mensile
| Tempo trascorso dall’ultima iniezione | Raccomandazione |
| ≤ 2 mesi: | proseguire con lo schema basato su iniezioni mensili da 600 mg non appena possibile |
| > 2 mesi: | riavviare la terapia con una dose da 900 mg, quindi continuare a seguire lo schema basato su iniezioni mensili da 600 mg |
Mancata somministrazione di un’iniezione bimestrale (somministrazione orale in sostituzione di 1 iniezione bimestrale)
Se un paziente prevede di non potersi sottoporre alla visita programmata per l’iniezione per più di 7 giorni, è possibile sostituire una visita programmata per l’iniezione bimestrale con una terapia orale giornaliera (una compressa [25 mg] di rilpivirina e una compressa [30 mg] di cabotegravir). Sono disponibili dati limitati sul bridging orale con altre terapie antiretrovirali (ART) a soppressione completa (principalmente a base di INI), vedere paragrafo 5.1.
La prima dose della terapia orale dovrà essere assunta circa due mesi (± 7 giorni) dopo le ultime iniezioni di REKAMBYS e cabotegravir. La somministrazione delle iniezioni dovrà essere ripresa l’ultimo giorno della somministrazione orale giornaliera, come raccomandato nella Tabella 5.
Nel caso in cui sia necessario sopperire alla mancanza di terapia per più di due mesi, ossia qualora venga saltata più di una iniezione bimestrale, si dovrà avviare un regime orale alternativo due mesi (± 7 giorni) dopo l’ultima iniezione di REKAMBYS.
Tabella 5 Raccomandazioni posologiche per REKAMBYS dopo mancata somministrazione di più iniezioni o terapia orale per i pazienti in terapia iniettiva bimestrale
| Mancata visita per iniezione | Tempo trascorso dall’ultima iniezione | Raccomandazione (tutte le iniezioni sono da 3 mL) |
| Iniezione 2 | ≤ 2 mesi | Proseguire con un’iniezione da 900 mg non appena possibile e continuare lo schema basato su iniezioni bimestrali. |
| > 2 mesi | Riavviare la terapia con una dose da 900 mg, seguita da una seconda iniezione iniziale da 900 mg un mese dopo. Successivamente, attenersi allo schema basato su iniezioni bimestrali. | |
| Iniezione 3 o successive | ≤ 3 mesi | Proseguire con un’iniezione da 900 mg non appena possibile e continuare lo schema basato su iniezioni bimestrali. |
| > 3 mesi | Riavviare la terapia con una dose da 900 mg, seguita da una seconda iniezione iniziale da 900 mg un mese dopo. Successivamente, attenersi allo schema basato su iniezioni bimestrali. |
Popolazioni speciali
Anziani
Le informazioni sull’uso di REKAMBYS nei pazienti di età > 65 anni sono limitate. Non è richiesto alcun aggiustamento della dose di REKAMBYS nei pazienti anziani (vedere paragrafi 5.1 e 5.2).
Compromissione renale
Nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata non è richiesto alcun aggiustamento della dose. Nei pazienti con compromissione renale severa o nefropatia allo stadio terminale, l’associazione di REKAMBYS e un forte inibitore di CYP3A deve essere impiegata solo se il beneficio supera il rischio. I soggetti con clearance della creatinina stimata < 50 mL/min/1,73 m² non sono stati inclusi negli studi di Fase 3. Non sono disponibili dati nei soggetti dializzati, sebbene non siano previste differenze nella farmacocinetica in questa popolazione (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione epatica
Nei pazienti con compromissione epatica lieve o moderata (classe Child-Pugh A o B) non è richiesto alcun aggiustamento della dose, ma si consiglia cautela nei pazienti con compromissione epatica moderata. Non sono disponibili dati nei pazienti con compromissione epatica severa (classe Child-Pugh C); pertanto, REKAMBYS non è raccomandato in questi pazienti (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di REKAMBYS nei bambini di età inferiore a 12 anni e negli adolescenti di peso inferiore a 35 kg non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Modo di somministrazione
Per uso intramuscolare.
Prestare attenzione per evitare l’iniezione involontaria di REKAMBYS in un vaso sanguigno. La sospensione deve essere iniettata lentamente (vedere paragrafo 4.4).
Prima della somministrazione, il flaconcino di REKAMBYS deve essere portato a temperatura ambiente.
Per le istruzioni sulla somministrazione, vedere le “Istruzioni per l’uso” nel foglio illustrativo. Queste istruzioni devono essere seguite scrupolosamente durante la preparazione della sospensione per iniezione al fine di evitare fuoriuscite di liquido.
REKAMBYS deve essere sempre somministrato in concomitanza con un’iniezione di cabotegravir. Le iniezioni di REKAMBYS e cabotegravir devono essere praticate su sedi glutee distinte durante la stessa visita. L’ordine in cui vengono praticate le iniezioni non è importante.
Al momento della somministrazione di REKAMBYS, l’operatore sanitario deve tenere in considerazione l’indice di massa corporea (IMC) del paziente per assicurare che la lunghezza dell’ago sia sufficiente a raggiungere il muscolo gluteo. La confezione contiene 1 ago per iniezione (vedere paragrafo 6.5).
Il flaconcino deve essere tenuto con fermezza e agitato energicamente per 10 secondi completi. Il flaconcino deve essere capovolto e la risospensione deve essere controllata. Deve avere un aspetto uniforme. Se la sospensione non è uniforme, il flaconcino deve essere agitato nuovamente. La presenza di piccole bolle d’aria è normale.
Le iniezioni devono essere somministrate in sede ventrogluteale (raccomandata) o dorsogluteale.
Controindicazioni
Quando non dev'essere usato Rekambys
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
La somministrazione concomitante con i seguenti medicinali (vedere paragrafo 4.5):
- carbamazepina, oxcarbazepina, fenobarbital, fenitoina (anticonvulsivanti);
- rifabutina, rifampicina, rifapentina (antimicobatterici);
- desametasone (glucocorticoide per via sistemica), ad eccezione di terapie a dose singola;
- iperico (Hypericum perforatum).
Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
Cosa serve sapere prima di prendere Rekambys
Rischio di resistenza in seguito a interruzione del trattamento
Per ridurre al minimo il rischio di sviluppare resistenza virale, è indispensabile adottare una terapia antiretrovirale alternativa ampiamente soppressiva non oltre un mese dopo l’ultima iniezione mensile di Rilpivirina o non oltre due mesi dopo l’ultima iniezione bimestrale di rilpivirina.
Se si sospetta un fallimento virologico, è necessario adottare un regime alternativo il prima possibile.
Proprietà inerenti la lunga durata d’azione delle iniezioni di rilpivirina
Concentrazioni residue di rilpivirina possono rimanere nella circolazione sistemica dei pazienti per periodi prolungati (fino a 4 anni in alcuni pazienti) e devono essere prese in considerazione al momento dell’interruzione della terapia con rilpivirina (vedere paragrafi 4.5, 4.6, 4.7 e 4.9).
Fattori basali associati a fallimento virologico
Prima di iniziare il regime, si deve tenere in considerazione che le analisi multivariabili indicano che una combinazione di almeno 2 dei seguenti fattori basali potrebbe essere associata a un aumento del rischio di fallimento virologico: mutazioni preesistenti di resistenza a rilpivirina, HIV-1 sottotipo A6/A1 o IMC ≥ 30 kg/m². I dati disponibili suggeriscono che il fallimento virologico si verifica più spesso quando questi pazienti sono trattati con lo schema posologico bimestrale rispetto al regime posologico mensile. Nei pazienti con un’anamnesi terapeutica incompleta o incerta, senza analisi di resistenza pre-trattamento, è necessaria cautela in presenza di IMC ≥ 30 kg/m² o HIV-1 sottotipo A6/A1 (vedere paragrafo 5.1).
Reazioni post-iniezione
La somministrazione accidentale per via endovenosa può provocare eventi avversi dovuti a temporanee concentrazioni plasmatiche elevate. Negli studi clinici sono state segnalate gravi reazioni post-iniezione entro alcuni minuti dall’iniezione di rilpivirina. Queste reazioni includono sintomi come dispnea, broncospasmo, agitazione, crampi addominali, eruzione cutanea/orticaria, capogiro, vampate di calore, sudorazione, intorpidimento orale, variazioni della pressione arteriosa e dolore (ad es. alla schiena e al torace). Questi eventi sono stati molto rari e hanno iniziato a risolversi nel giro di minuti dopo l’iniezione. Alcuni dei pazienti hanno ricevuto una terapia sintomatica, a discrezione del medico curante.
Seguire attentamente le Istruzioni per l’uso durante la preparazione e la somministrazione di rilpivirina (vedere paragrafo 4.2). I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per un breve periodo (circa 10 minuti) dopo l’iniezione. Se un paziente manifesta una reazione post-iniezione, è necessario sottoporsi a monitoraggio e trattamento secondo le indicazioni cliniche.
Effetti cardiovascolari
Rilpivirina deve essere usato con cautela quando somministrato in concomitanza con un medicinale che presenta un rischio noto di torsione di punta. A dosi sovraterapeutiche (75 mg e 300 mg una volta al giorno), rilpivirina orale è stata associata a un prolungamento dell’intervallo QTc all’elettrocardiogramma (ECG) (vedere paragrafi 4.5, 4.8 e 5.2). La rilpivirina per via orale alla dose raccomandata di 25 mg una volta al giorno non è associata a effetti clinicamente rilevanti sul QTc. Le concentrazioni plasmatiche di rilpivirina dopo le iniezioni di rilpivirina sono sovrapponibili a quelle della terapia con rilpivirina orale.
Co-infezione da HBV/HCV
I pazienti con co-infezione da epatite B sono stati esclusi dagli studi con rilpivirina. L’avvio di una terapia con rilpivirina nei pazienti con co-infezione da epatite B non è raccomandato. Nei pazienti con co-infezione da epatite B che assumono rilpivirina orale, l’incidenza di un aumento degli enzimi epatici è risultata più elevata rispetto ai pazienti senza co-infezione da epatite B in terapia con rilpivirina orale. I medici devono fare riferimento alle attuali linee guida terapeutiche per la gestione dell’infezione da HIV nei pazienti con co-infezione da virus dell’epatite B.
I dati disponibili nei pazienti con co-infezione da epatite C sono limitati. Nei pazienti con co-infezione da epatite C che assumono rilpivirina orale, l’incidenza di un innalzamento degli enzimi epatici è risultata più elevata rispetto ai pazienti senza co-infezione da epatite C in terapia con rilpivirina orale. L’esposizione farmacocinetica di rilpivirina orale e iniettabile nei pazienti con co-infezione è risultata sovrapponibile a quella dei pazienti senza infezione concomitante da epatite C. Si raccomanda il monitoraggio della funzionalità epatica nei pazienti con co-infezione da epatite C.
Interazioni con altri medicinali
Rilpivirina non deve essere somministrato con altri medicinali antiretrovirali, ad eccezione di cabotegravir iniettabile, per il trattamento dell’infezione da HIV-1 (vedere paragrafo 4.5).
Gravidanza
I dati relativi all’uso di rilpivirinain donne in gravidanza sono limitati. Rilpivirina non è raccomandato in gravidanza a meno che il beneficio atteso giustifichi il potenziale rischio. Sono state osservate esposizioni inferiori a rilpivirina orale durante l’assunzione di rilpivirina 25 mg una volta al giorno in gravidanza. Negli studi di Fase III con rilpivirina orale, un’esposizione inferiore a rilpivirina, simile a quella osservata durante la gravidanza, è stata associata a un aumento del rischio di fallimento virologico; pertanto, è necessario monitorare attentamente la carica virale. In alternativa, deve essere presa in considerazione l’adozione di un altro regime ART (vedere paragrafi 4.6, 5.1 e 5.2).
Sindrome da riattivazione immunitaria
Nei pazienti con infezione da HIV e in stato di immunodeficienza severa al momento dell’inizio della terapia antiretrovirale di combinazione (CART), può insorgere una reazione infiammatoria ad agenti patogeni opportunisti asintomatici o residui, causando serie condizioni cliniche o un peggioramento dei sintomi. Generalmente, tali reazioni sono state osservate entro le prime settimane o i primi mesi dopo l’inizio della CART. Esempi rilevanti sono le retiniti da citomegalovirus, le infezioni da micobatteri generalizzate e/o focali e la polmonite da Pneumocystis jirovecii. Occorre valutare eventuali sintomi infiammatori e istituire un trattamento laddove necessario. Nel contesto dell’immunoricostituzione sono state segnalate anche patologie autoimmuni (come la malattia di Graves e l’epatite autoimmune); tuttavia, il tempo di insorgenza registrato è più variabile e questi eventi possono verificarsi molti mesi dopo l’inizio del trattamento.
Infezioni opportunistiche
I pazienti devono essere informati che rilpivirina o qualsiasi altra terapia antiretrovirale non cura l’infezione da HIV e che potrebbero sviluppare infezioni opportunistiche e altre complicazioni dell’infezione da HIV. Pertanto, i pazienti devono essere strettamente monitorati clinicamente da un medico esperto nel trattamento di queste patologie associate all’HIV.
Eccipienti
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per iniezione, cioè essenzialmente “senza sodio”.
Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Rekambys
Rilpivirina, in associazione a cabotegravir iniettabile, è destinato all’uso come regime terapeutico completo per il trattamento dell’infezione da HIV-1 e non deve essere somministrato con altri medicinali antiretrovirali per il trattamento dell’HIV-1. Per tale motivo non si forniscono informazioni sulle interazioni farmacologiche con altri antiretrovirali. Dal punto di vista delle interazioni farmacologiche, non ci sono limitazioni nell’uso di altri medicinali antiretrovirali dopo l’interruzione della terapia con rilpivirina.
Per il trattamento durante la fase di induzione con rilpivirina orale e nel caso in cui le dosi saltate vengano sostituite dalla terapia con rilpivirina orale, fare riferimento all’RCP di rilpivirina compresse per informazioni sulle interazioni farmacologiche.
Medicinali che influenzano l’esposizione a rilpivirina
Rilpivirina viene metabolizzata principalmente dal citocromo P450 (CYP)3A. I medicinali che inducono o inibiscono il CYP3A possono quindi alterare la clearance di rilpivirina (vedere paragrafo 5.2). Durante la co-somministrazione di rilpivirina e medicinali induttori di CYP3A è stata osservata una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di rilpivirina che potrebbe ridurne gli effetti terapeutici.
Durante la co-somministrazione di rilpivirina e medicinali inibitori di CYP3A è stato osservato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di rilpivirina.
Quando si usa rilpivirina per via orale l’impiego di inibitori della pompa protonica è controindicato (vedere il RCP rilpivirina compresse, paragrafo 4.3).
Medicinali che subiscono l’influenza dell’uso di rilpivirina
È improbabile che rilpivirina possa avere un effetto clinicamente rilevante sull’esposizione a medicinali metabolizzati dagli enzimi CYP.
Rilpivirina inibisce la glicoproteina-P in vitro (IC50 pari a 9,2 mcM). In uno studio clinico, l’impiego di rilpivirina orale (25 mg QD) non ha influenzato significativamente la farmacocinetica della digossina.
Rilpivirina è un inibitore in vitro del trasportatore MATE-2K con un IC50 < 2,7 nM. Le implicazioni cliniche di questo dato non sono attualmente note.
Tabella delle interazioni
Le interazioni teoriche e pratiche selezionate tra rilpivirina e medicinali somministrati in concomitanza sono elencate nella Tabella 6; si basano sugli studi condotti con rilpivirina orale oppure sono interazioni farmacologiche potenzialmente manifestabili (l’aumento è indicato da “↑”, la diminuzione da “↓”, l’assenza di variazioni da “↔”, la non applicabilità da “NA”, l’intervallo di confidenza da “IC”).
Tabella 6 Interazioni e raccomandazioni sulla dose in associazione con altri medicinali
| Medicinali per area terapeutica | Interazione Variazione media geometrica (%)¹ | Raccomandazioni per la co-somministrazione |
| AGENTI ANTIVIRALI | ||
| Cabotegravir | AUC cabotegravir ↔ | Non è necessario alcun aggiustamento della dose. |
| Cmin cabotegravir ↔ | ||
| Cmax cabotegravir ↔ | ||
| AUC rilpivirina ↔ | ||
| Cmin rilpivirina ↓ 8% | ||
| Cmax rilpivirina ↔ | ||
| Ribavirina | Non studiata. Non sono previste interazioni farmacologiche clinicamente rilevanti. | Non è necessario alcun aggiustamento della dose. |
| ANTICONVULSIVANTI | ||
| Carbamazepina, Oxcarbazepina, Fenobarbital, Fenitoina | Non studiata. Sono previste diminuzioni significative delle concentrazioni plasmatiche di rilpivirina. (induzione degli enzimi CYP3A) | Rilpivirina non deve essere usata in associazione a questi anticonvulsivanti, in quanto la co-somministrazione potrebbe determinare una perdita degli effetti terapeutici di rilpivirina (vedere paragrafo 4.3). |
| AGENTI ANTIMICOTICI AZOLICI | ||
| Ketoconazolo*# 400 mg QD | AUC ketoconazolo ↓ 24% | Non è necessario alcun aggiustamento della dose. |
| Cmin ketoconazolo ↓ 66% | ||
| Cmax ketoconazolo ↔ (induzione di CYP3A dovuta alle dosi elevate di rilpivirina nello studio) | ||
| AUC rilpivirina ↑ 49% | ||
| Cmin rilpivirina ↑ 76% | ||
| Cmax rilpivirina ↑ 30% (inibizione degli enzimi CYP3A) | ||
| Fluconazolo, Itraconazolo, Posaconazolo, Voriconazolo | Non studiata. L’uso concomitante di REKAMBYS con agenti antimicotici azolici potrebbe determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di rilpivirina. (inibizione degli enzimi CYP3A) | Non è necessario alcun aggiustamento della dose. |
| ANTIMICOBATTERICI | ||
| Rifabutina*# | AUC rifabutina ↔ | Rilpivirina non deve essere usato in associazione a rifabutina, in quanto non sono state stabilite specifiche raccomandazioni posologiche. È probabile che la co-somministrazione determini una perdita dell’effetto terapeutico di rilpivirina (vedere paragrafo 4.3). |
| Cmin rifabutina ↔ | ||
| Cmax rifabutina ↔ | ||
| 300 mg QD | AUC 25-O-desacetil-rifabutina ↔ | |
| Cmin 25-O-desacetil-rifabutina ↔ | ||
| Cmax 25-O-desacetil-rifabutina ↔ | ||
| 300 mg QD (+ rilpivirina 25 mg QD) | AUC rilpivirina ↓ 42% | |
| Cmin rilpivirina ↓ 48% | ||
| Cmax rilpivirina ↓ 31% | ||
| 300 mg QD (+ rilpivirina 50 mg QD) | AUC rilpivirina ↑ 16%* | |
| Cmin rilpivirina ↔* | ||
| Cmax rilpivirina ↑ 43%* | ||
| * rispetto a rilpivirina 25 mg QD in monoterapia | ||
| (induzione degli enzimi CYP3A) | ||
| Rifampicina*# 600 mg QD | AUC rifampicina ↔ | Rilpivirina non deve essere usata in associazione a rifampicina, in quanto è probabile che la co-somministrazione determini una perdita degli effetti terapeutici di rilpivirina (vedere paragrafo 4.3). |
| Cmin rifampicina NA | ||
| Cmax rifampicina ↔ | ||
| AUC 25-desacetil-rifampicina ↓ 9% | ||
| Cmin 25-desacetil-rifampicina NA | ||
| Cmax 25-desacetil-rifampicina ↔ | ||
| AUC rilpivirina ↓ 80% | ||
| Cmin rilpivirina ↓ 89% | ||
| Cmax rilpivirina ↓ 69% (induzione degli enzimi CYP3A) | ||
| Rifapentina | Non studiata. Sono previste diminuzioni significative delle concentrazioni plasmatiche di rilpivirina. (induzione degli enzimi CYP3A) | Rilpivirina non deve essere usata in combinazione con rifapentina, in quanto è probabile che la co-somministrazione determini una perdita degli effetti terapeutici di rilpivirina (vedere paragrafo 4.3). |
| ANTIBIOTICI MACROLIDI | ||
| Claritromicina, Eritromicina | Non studiata. Si prevede un aumento dell’esposizione a rilpivirina. (inibizione degli enzimi CYP3A) | Prendere in considerazione il ricorso ad alternative come azitromicina, laddove possibile. |
| GLUCOCORTICOIDI O CORTICOSTEROIDI | ||
| Desametasone (per via sistemica, ad eccezione di una dose singola) | Non studiata. Sono previste diminuzioni dose-dipendenti delle concentrazioni plasmatiche di rilpivirina. (induzione degli enzimi CYP3A) | Rilpivirina non deve essere usata in associazione a desametasone per via sistemica (ad eccezione di una dose singola), in quanto la co-somministrazione potrebbe determinare una perdita degli effetti terapeutici di rilpivirina (vedere paragrafo 4.3). Prendere in considerazione il ricorso ad alternative, particolarmente in caso di uso a lungo termine. |
| ANALGESICI NARCOTICI | ||
| Metadone* 60-100 mg QD, dose personalizzata | AUC R(-) metadone ↓ 16% | Non sono necessari aggiustamenti della dose quando si inizia la somministrazione concomitante di metadone e rilpivirina. Si raccomanda tuttavia il monitoraggio clinico, dato che la terapia di mantenimento con metadone potrebbe necessitare di aggiustamenti in alcuni pazienti. |
| Cmin R(-) metadone ↓ 22% | ||
| Cmax R(-) metadone ↓ 14% | ||
| AUC rilpivirina ↔* | ||
| Cmin rilpivirina ↔* | ||
| Cmax rilpivirina ↔* | ||
| * in base a controlli storici | ||
| ANTIARITMICI | ||
| Digossina* | AUC digossina ↔ | Non è necessario alcun aggiustamento della dose. |
| Cmin digossina NA | ||
| Cmax digossina ↔ | ||
| ANTIDIABETICI | ||
| Metformina* | AUC metformina ↔ | Non è necessario alcun aggiustamento della dose. |
| Cmin metformina NA | ||
| Cmax metformina ↔ | ||
| PRODOTTI ERBORISTICI | ||
| Iperico (Hypericum perforatum) | Non studiata. Sono previste diminuzioni significative delle concentrazioni plasmatiche di rilpivirina. (induzione degli enzimi CYP3A) | Rilpivirina non deve essere usata in associazione a prodotti contenenti iperico, in quanto la co-somministrazione potrebbe determinare una perdita degli effetti terapeutici di rilpivirina (vedere paragrafo 4.3). |
| ANALGESICI | ||
| Paracetamolo*# Dose singola 500 mg | AUC paracetamolo ↔ | Non è necessario alcun aggiustamento della dose. |
| Cmin paracetamolo NA | ||
| Cmax paracetamolo ↔ | ||
| AUC rilpivirina ↔ | ||
| Cmin rilpivirina ↑ 26% | ||
| Cmax rilpivirina ↔ | ||
| CONTRACCETTIVI ORALI | ||
| Etinilestradiolo* 0,035 mg QD | AUC etinilestradiolo ↔ | Non è necessario alcun aggiustamento della dose. |
| Cmin etinilestradiolo ↔ | ||
| Cmax etinilestradiolo ↑ 17% | ||
| Noretindrone 1 mg QD | AUC noretindrone ↔ | |
| Cmin noretindrone ↔ | ||
| Cmax noretindrone ↔ | ||
| AUC rilpivirina ↔* | ||
| Cmin rilpivirina ↔* | ||
| Cmax rilpivirina ↔* | ||
| * in base a controlli storici | ||
| INIBITORI DELLA HMG CO-A REDUTTASI | ||
| Atorvastatina*# 40 mg QD | AUC atorvastatina ↔ | Non è necessario alcun aggiustamento della dose. |
| Cmin atorvastatina ↓ 15% | ||
| Cmax atorvastatina ↑ 35% | ||
| AUC rilpivirina ↔ | ||
| Cmin rilpivirina ↔ | ||
| Cmax rilpivirina ↓ 9% | ||
| INIBITORI DELLA FOSFODIESTERASI TIPO 5 (PDE-5) | ||
| Sildenafil*# Dose singola 50 mg | AUC sildenafil ↔ | Non è necessario alcun aggiustamento della dose. |
| Cmin sildenafil NA | ||
| Cmax sildenafil ↔ | ||
| AUC rilpivirina ↔ | ||
| Cmin rilpivirina ↔ | ||
| Cmax rilpivirina ↔ | ||
| Vardenafil, Tadalafil | Non studiata. | Non è necessario alcun aggiustamento della dose. |
¹ % di aumento/diminuzione sulla base di studi di interazione farmaco-farmaco con rilpivirina orale.
* L’interazione tra rilpivirina e questo medicinale è stata valutata in uno studio clinico. Tutte le altre interazioni farmaco-farmaco illustrate sono frutto di previsione.
# Questo studio di interazione è stato condotto con una dose di rilpivirina superiore alla dose raccomandata al fine di valutare l’effetto massimale sul medicinale somministrato in concomitanza. La raccomandazione di dosaggio è applicabile alla dose raccomandata di rilpivirina 25 mg QD.
Medicinali che prolungano il QT
Rilpivirina orale alla dose raccomandata di 25 mg una volta al giorno non è associata a effetti clinicamente rilevanti sul QTc. Le concentrazioni plasmatiche di rilpivirina dopo le iniezioni di rilpivirina alla dose raccomandata di 600 mg una volta al mese o 900 mg ogni 2 mesi sono comparabili a quelle ottenute con rilpivirina orale a una dose di 25 mg al giorno (QD). In uno studio su soggetti sani, le dosi sovraterapeutiche di rilpivirina orale (75 mg una volta al giorno e 300 mg una volta al giorno) hanno dimostrato di prolungare l’intervallo QTc dell’ECG (vedere paragrafo 5.1). Rilpivirina deve essere usato con cautela quando somministrato in concomitanza con un medicinale che presenta un rischio noto di torsione di punta (vedere paragrafo 4.4).
Interazioni riportate su letteratura scientifica internazionale
Prima di prendere "Rekambys" insieme ad altri farmaci come “Aurantin - Soluzione (uso Interno)”, “Carbamazepina EG”, “Carbamazepina Zentiva - Compressa A Rilascio Modificato”, “Cemib - Collirio”, “Cemib - Gocce”, “Cilodex”, “Cloradex”, “Coldetom - Gocce”, “Combistill”, “Combitimor - Collirio”, “Combitimor - Gocce”, “Decadron - Compressa”, “Decadron - Gocce”, “Decadron - Soluzione (uso Interno)”, “Desaclor”, “Desadoc”, “Desametasone Kalceks”, “Desamix Effe”, “Desamix Neomicina”, “Dexabem - Compressa Effervescente”, “Dexabem - Soluzione”, “Dexamono”, “Dexavision”, “Dintoina”, “Dotecine”, “Ducressa”, “Etacortilen - Collirio”, “Etacortilen - Gel”, “Fenitoina Hikma”, “Fenobarbitale Sodico Salf”, “Fridex”, “Galminor”, “Gamibetal Complex”, “Gardenale”, “Ipokima”, “Leviosa”, “Luminale - Compressa”, “Luxabiotic”, “Mycobutin”, “Mysoline”, “Nervaxon”, “Netildex - Collirio”, “Netildex - Gel”, “Nisegal”, “Oftacortal”, “Otodec”, “Oxcarbazepina Tecnigen - Compresse Rivestite”, “Ozurdex”, “Rifadin”, “Rifater”, “Rifinah”, “Rifocin”, “Sevendoc”, “Slaner”, “Soldesam”, “Stadmycin”, “Surfedex”, “Tamesad”, “Tegretol”, “Tobradex - Collirio, Unguento”, “Tobradex - Gocce”, “Tobramicina E Desametasone Doc Generici”, “Tobramicina E Desametasone EG”, “Tolep”, “Trigon - Collirio”, “Trigon - Gocce”, “Usoldec”, “Varcodes - Compressa Effervescente”, “Vardamir”, “Visucombidex”, “Visucortex”, “Visumetazone”, “Zigabal - Compressa”, etc.., chiedi al tuo al tuo medico o farmacista di fiducia di verificare che sia sicuro e non dannoso per la tua salute ...
Fertilità, gravidanza e allattamento
Gravidanza
L’effetto di Rilpivirina sulla gravidanza negli esseri umani è sconosciuto.
Un moderato numero di dati su rilpivirina orale in donne in gravidanza (fra 300 e 1 000 gravidanze esposte) indica che rilpivirina non causa malformazioni o tossicità fetale/neonatale.
Uno studio condotto su 19 donne in gravidanza trattate con rilpivirina orale in associazione a una terapia di fondo durante il secondo e il terzo trimestre di gestazione e dopo il parto ha dimostrato esposizioni inferiori a rilpivirina orale in gravidanza; pertanto, è necessario monitorare attentamente la carica virale se rilpivirina viene usato durante la gravidanza.
Gli studi sugli animali non mostrano una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Rilpivirina non è raccomandato in gravidanza a meno che il beneficio atteso giustifichi il potenziale rischio.
Deve essere preso in considerazione un regime orale alternativo in accordo con le attuali linee guida di trattamento. Dopo l’interruzione di rilpivirina, in alcuni pazienti rilpivirina può rimanere nella circolazione sistemica fino a 4 anni (vedere paragrafo 4.4).
Allattamento
Sulla base dei dati sugli animali, è prevedibile che rilpivirina sia secreta nel latte materno, sebbene ciò non sia stato confermato nell’uomo. Dopo l’interruzione di rilpivirina, in alcuni pazienti rilpivirina potrebbe essere presente nel latte materno fino a 4 anni.
Al fine di evitare la trasmissione dell'HIV al bambino, si raccomanda alle donne affette da HIV di non allattare al seno.
Fertilità
Non sono disponibili dati relativi agli effetti di rilpivirina sulla fertilità negli esseri umani. Negli studi sugli animali non sono stati osservati effetti clinicamente rilevanti sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).
Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari
I pazienti devono essere informati della possibilità di manifestare stanchezza, capogiri e sonnolenza durante il trattamento con Rilpivirina (vedere paragrafo 4.8).
Effetti indesiderati
Quali sono gli effetti collaterali di Rekambys
Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse (AR) sono state reazioni al sito di iniezione, cefalea e piressia.
Tabella delle reazioni avverse
Le AR identificate per Rilpivirina e/o a cabotegravir sono elencate secondo la classificazione per sistemi e organi (SOC) e per frequenza (vedere Tabella 7). Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10) e non comune (≥1/1 000, <1/100).
Tabella 7 Tabella delle reazioni avverse¹
| Classificazione per sistemi e organi (SOC) secondo MedDRA | Categoria di frequenza | AR per rilpivirina + cabotegravir |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Comune | conta dei leucociti diminuita², emoglobina diminuita ², conta piastrinica diminuita² |
| Disturbi del sistema immunitario | Non comune | sindrome da riattivazione immunitaria² |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Molto comune | colesterolo totale (a digiuno) aumentato², colesterolo LDL (a digiuno) aumentato² |
| Comune | appetito ridotto²,trigliceridi (a digiuno) aumentati² | |
| Disturbi psichiatrici | Comune | depressione, ansia, sogni anormali, insonnia, disturbi del sonno², umore depresso² |
| Patologie del sistema nervoso | Molto comune | Cefalea |
| Comune | Capogiri | |
| Non comune | sonnolenza, reazioni vasovagali (in risposta alle iniezioni) | |
| Patologie gastrointestinali | Molto comune | amilasi pancreatica aumentata² |
| Comune | nausea, vomito, dolore addominale³, flatulenza, diarrea, fastidio addominale², bocca secca², lipasi aumentata² | |
| Patologie epatobiliari | Non comune | epatotossicità |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Comune | eruzione cutanea4 |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Comune | Mialgia |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Molto comune | reazioni in sede di iniezione (dolore e fastidio, nodulo, indurimento), piressia5 |
| Comune | reazioni in sede di iniezione (tumefazione, eritema, prurito, lividura, calore, ematoma), stanchezza, astenia, malessere | |
| Non comune | reazioni in sede di iniezione (cellulite, ascesso, anestesia, emorragia, alterazione del colore) | |
| Esami diagnostici | Comune | peso aumentato |
| Non comune | transaminasi aumentate, bilirubina ematica aumentata |
¹ La frequenza delle reazioni avverse (AR) identificate si basa su tutte le manifestazioni riportate degli eventi e non è limitata alle reazioni considerate almeno possibilmente correlate a giudizio dello sperimentatore.
² Ulteriori reazioni avverse osservate con rilpivirina orale in altre sperimentazioni.
³ Dolore addominale include i seguenti preferred term MedDRA raggruppati: dolore addominale, dolore addominale superiore.
4 Eruzione cutanea include i seguenti preferred term MedDRA raggruppati: eruzione cutanea, eruzione eritematosa, eruzione cutanea generalizzata, eruzione cutanea maculare, eruzione cutanea maculo-papulare, esantema morbilliforme, eruzione cutanea papulare, eruzione cutanea pruriginosa.
5 Piressia include i seguenti preferred term MedDRA raggruppati: piressia, sensazione di caldo, temperatura corporea aumentata. La maggior parte degli eventi di piressia sono stati segnalati entro una settimana dalle iniezioni.
Il profilo di sicurezza complessivo alla settimana 96 e alla settimana 124 nello studio FLAIR era coerente con quello osservato alla settimana 48, senza identificare nuovi dati sulla sicurezza. Nella fase di estensione dello studio FLAIR, l’inizio del regime di iniezioni con rilpivirina più cabotegravir senza induzione orale (iniezione diretta) non è stato associato a nuovi problemi di sicurezza correlati all’omissione della fase di induzione orale.
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Reazioni locali in sede di iniezione (ISR)
Fino all’1% dei soggetti ha interrotto la terapia iniettiva con rilpivirina e cabotegravir a causa di ISR.
Le reazioni in sede di iniezione sono state generalmente lievi (Grado 1 nel 70-75% dei soggetti) o moderate (Grado 2 nel 27-36% dei soggetti). Il 3-4% dei soggetti ha manifestato ISR di grave entità (Grado 3). La durata mediana degli eventi ISR è stata di 3 giorni. La percentuale dei soggetti che hanno riferito ISR si è ridotta nel tempo.
Peso aumentato
Alla settimana 48, i soggetti partecipanti agli studi di Fase III FLAIR e ATLAS che avevano ricevuto rilpivirina più cabotegravir presentavano un aumento mediano di peso pari a 1,5 kg; i soggetti del gruppo che aveva mantenuto il proprio regime antiretrovirale in corso (CAR) presentavano un aumento mediano di peso pari a 1,0 kg (analisi aggregata).
Nei singoli studi FLAIR e ATLAS, l’aumento mediano di peso nei bracci rilpivirina più cabotegravir è stato rispettivamente di 1,3 kg e 1,8 kg, a fronte di un aumento di 1,5 kg e 0,3 kg nei bracci CAR.
Alla settimana 48, nello studio ATLAS-2M l’aumento mediano di peso in entrambi i bracci rilpivirina+cabotegravir (somministrazione mensile e bimestrale) è stato di 1,0 kg.
Variazioni nell’ematochimica di laboratorio
Livelli elevati di transaminasi (ALT/AST) sono stati osservati in soggetti in terapia con rilpivirina più cabotegravir durante gli studi clinici. Questi aumenti sono stati principalmente attribuiti a un’epatite virale acuta. Alcuni soggetti in terapia con rilpivirina orale più cabotegravir orale hanno presentato un innalzamento delle transaminasi attribuito a sospetta epatotossicità farmaco-correlata; tali alterazioni si sono dimostrate reversibili dopo l’interruzione del trattamento.
Con la terapia a base di rilpivirina più cabotegravir sono stati osservati piccoli aumenti non progressivi della bilirubina totale (senza ittero clinico). Queste alterazioni non sono considerate clinicamente rilevanti in quanto probabilmente rispecchiano la competizione per una via di eliminazione comune (UGT1A1) tra cabotegravir e bilirubina non coniugata.
Livelli elevati di lipasi sono stati osservati durante gli studi clinici con rilpivirina più cabotegravir. Aumenti di lipasi di Grado 3 e 4 si sono verificati ad una più elevata incidenza con rilpivirina più cabotegravir rispetto a CAR. Questi aumenti sono stati generalmente asintomatici e non hanno portato a interruzioni di rilpivirina più cabotegravir. Nello studio ATLAS-2M è stato segnalato un caso di pancreatite fatale con Grado 4 di lipasi e fattori confondenti (inclusa un’anamnesi di pancreatite) per il quale la causalità del regime di iniezione non può essere esclusa.
Popolazione pediatrica
Sulla base dei dati alla settimana 16 (Coorte 1; n=25) e alla settimana 24 (Coorte 2; n=144) dello studio MOCHA (IMPAACT 2017), non sono stati identificati nuovi problemi di sicurezza negli adolescenti (di almeno 12 anni di età e di peso pari o superiore a35 kg) rispetto al profilo di sicurezza stabilito negli adulti.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
Sovradosaggio
Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Rekambys
Allo stato attuale, l’esperienza di sovradosaggio con Rilpivirina è limitata. In caso di sovradosaggio, il paziente deve essere trattato con terapie di supporto e secondo le indicazioni cliniche, monitorando i segni vitali e l’ECG (intervallo QT), secondo necessità. Poiché rilpivirina ha un forte legame con le proteine plasmatiche, è improbabile che la dialisi determini una significativa rimozione del principio attivo.
Scadenza
3 anni.
La stabilità chimica e fisica durante l’utilizzo è stata dimostrata per 6 ore a 25 °C.
Una volta aspirata la sospensione nella siringa, l’iniezione deve essere effettuata il prima possibile, anche se il medicinale può rimanere nella siringa fino a 2 ore. Se si supera il periodo di 2 ore, farmaco, siringa e ago devono essere eliminati.
Conservazione
Conservare in frigorifero (2 °C - 8 °C). Non congelare.
Prima della somministrazione, il flaconcino deve essere portato a temperatura ambiente (non superare i 25 °C). Il flaconcino può rimanere nell’astuccio a temperatura ambiente per un massimo di 6 ore; non deve essere rimesso in frigorifero. Se non viene utilizzato entro 6 ore, il flaconcino deve essere eliminato (fare riferimento al paragrafo 6.3).
Elenco degli eccipienti
polossamero 338,
acido citrico monoidrato (E330),
glucosio monoidrato,
sodio diidrogeno,
fosfato monoidrato,
sodio idrossido (E524) (per aggiustamento del pH e mantenimento dell’isotonicità),
acqua per preparazioni iniettabili.
Farmaci Equivalenti
I farmaci equivalenti di Rekambys a base di Rilpivirina sono: Hemgenix, Idrossicarbamide Aurobindo, Metformina Sandoz, Omtisa, Ziagen - Sospensione
