Abidol

    Ultimo aggiornamento: 13/03/2024

    Cos'è Abidol?

    Abidol è un farmaco a base del principio attivo Ibuprofene, appartenente alla categoria degli Analgesici FANS e nello specifico Derivati dell'acido propionico. E' commercializzato in Italia dall'azienda Aurora Biofarma S.r.l. Ricerca e Sviluppo Marketing.

    Abidol può essere prescritto con Ricetta OTC - medicinali non soggetti a prescrizione medica da banco.


    Confezioni

    Abidol 200 mg 12 compresse rivestite con film
    Abidol 200 mg 24 compresse rivestite con film

    Informazioni commerciali sulla prescrizione

    Titolare: Aurora Licensing S.r.l.
    Concessionario: Aurora Biofarma S.r.l. Ricerca e Sviluppo Marketing
    Ricetta: OTC - medicinali non soggetti a prescrizione medica da banco
    Classe: C
    Principio attivo: Ibuprofene
    Gruppo terapeutico: Analgesici FANS
    ATC: M01AE01 - Ibuprofene
    Forma farmaceutica: compresse rivestite


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    Indicazioni

    Perché si usa Abidol? A cosa serve?
    Trattamento sintomatico a breve termine di:
    • dolore da lieve a moderato

    Posologia

    Come usare Abidol: Posologia
    Posologia
    Deve essere impiegata la dose minima efficace per il tempo minimo necessario per alleviare i sintomi. La dose dell'Ibuprofene è basata sul peso corporeo e sull'età del paziente. Gli intervalli fra le somministrazioni dipendono dai sintomi e dalla dose massima giornaliera totale. Deve essere applicato un intervallo minimo di almeno 6 ore. La dose raccomandata non deve essere superata.
    La dose efficace più bassa deve essere usata per il periodo più breve necessario ad alleviare i sintomi (vedere paragrafo 4.4).
    ABIDOL 200 mg compresse rivestite con film
    Età
     
    Dose singola
     
    Dose massima giornaliera
     
    12-15 anni
    1 compressa
    (equivalente a 200 mg di ibuprofene)
    3 compresse
    (equivalenti a 600 mg di ibuprofene)
    oltre 15 anni
    1-2 compresse
    (equivalenti a 200-400 mg di ibuprofene)
    6 compresse
    (equivalenti a 1200 mg di ibuprofene)
    Per uso a breve termine.
    Nel caso l'uso del medicinale sia necessario per più di 3 giorni negli adolescenti, o nel caso di peggioramento della sintomatologia, deve essere consultato il medico.
    Nel caso l'uso del medicinale sia necessario per più di 4 giorni negli adulti, o se i sintomi dovessero peggiorare deve essere consultato il medico.
    Gruppi particolari di pazienti
    Anziani:
    Non è richiesto un aggiustamento specifico della dose. A causa del possibile profilo di effetti indesiderati (vedere paragrafo 4.4), i pazienti anziani devono essere monitorati con particolare attenzione.
    Insufficienza renale:
    Nei pazienti con compromissione della funzione renale da lieve a moderata non è prevista una riduzione della dose (per i pazienti con grave insufficienza renale, vedere paragrafo 4.3).
    Insufficienza epatica (vedere paragrafo 5.2):
    Nei pazienti con compromissione della funzione epatica da lieve a moderata non è prevista una riduzione della dose (per i pazienti con grave disfunzione epatica, vedere paragrafo 4.3).
    Bambini e adolescenti:
    Per l'uso nei bambini e negli adolescenti, vedere anche paragrafo 4.3.
    Modo di somministrazione
    Per uso orale.
    Le compresse rivestite con film devono essere deglutite intere con acqua.
    Nei pazienti con sensibilità gastrica si raccomanda l'assunzione di ibuprofene durante i pasti.

    Controindicazioni

    Quando non dev'essere usato Abidol
    ABIDOL 200 mg compresse rivestite con film è controindicato nei seguenti casi:
    • ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
    • reazioni note di broncospasmo, asma, rinite, angioedema od orticaria a seguito di precedente assunzione di acido acetilsalicilico o di altri farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS)
    • disturbi non precisati della formazione del sangue
    • ulcera peptica/emorragia attiva o anamnesi di ulcera peptica/emorragia ricorrente (due o più episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento)
    • anamnesi di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti con FANS
    • emorragia cerebrovascolare o altri tipi di emorragia attiva
    • funzione epatica o renale gravemente compromessa (filtrazione glomerulare inferiore a 30 ml/min)
    • insufficienza cardiaca severa (IV classe NYHA; vedere anche paragrafo 4.4)
    • grave disidratazione (causata da vomito, diarrea o insufficiente apporto di liquidi)
    • durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6).
    ABIDOL 200 mg compresse rivestite con film
    Il farmaco è controindicato nei bambini al di sotto di 12 anni di età, poiché questo dosaggio non è adatto a causa dell'elevata quantità di principio attivo.

    Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

    Cosa serve sapere prima di prendere Abidol
    Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati usando la più bassa dose efficace per il tempo minimo necessario ad ottenere il controllo dei sintomi (vedere paragrafo 4.2 i capitoli sottostanti dedicati ai rischi gastrointestinali e cardiovascolari).
    Sicurezza gastrointestinale
    Esiste un forte legame tra la dose e il sanguinamento gastrointestinale grave.
    L'uso concomitante di Ibuprofene e altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2 deve essere evitato.
    Anziani: I pazienti anziani sono soggetti a un aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragia e perforazione gastrointestinale, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.2).
    Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione: durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento durante la terapia, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione, che possono essere fatali.
    Nei pazienti con anamnesi di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3), e negli anziani il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione è maggiore con l'aumento delle dosi di FANS. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più bassa dose disponibile. È opportuno considerare l'uso concomitante di agenti protettivi (per es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica) sia per questi pazienti che per i pazienti che assumono in concomitanza basse dosi di acido acetilsalicilico o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali (vedere sotto e paragrafo 4.5).
    I pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare se anziani, devono riferire qualsiasi sintomo di natura gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. È necessaria cautela nel trattamento di pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come il warfarin, inibitori selettivi della ricaptazione di serotonina o agenti antiaggreganti come l'acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.5).
    Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono ibuprofene, il trattamento deve essere sospeso.
    I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con anamnesi di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn), poiché tali condizioni possono essere esacerbate (vedere paragrafo 4.8).
    Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari
    Si richiede particolare cautela (discutere con il medico o il farmacista) prima di iniziare il trattamento in pazienti con anamnesi di ipertensione e/o insufficienza cardiaca, perché in associazione alla terapia con FANS sono state segnalate ritenzione idrica, ipertensione e edema.
    Studi clinici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, specie ad alte dosi (2400 mg/die) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto miocardico o ictus). In generale, gli studi epidemiologici non suggeriscono che basse dosi di ibuprofene (per esempio ≤ 1200 mg/die) siano associate ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi.
    I pazienti che soffrono di ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia (II-III classe NYHA), cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene solo dopo un'attenta considerazione e si devono evitare dosi elevate (2400 mg/die).
    Attenta considerazione è necessaria anche prima di avviare al trattamento a lungo termine i pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, abitudine al fumo di sigaretta), soprattutto se sono necessarie dosi elevate di ibuprofene (2400 mg/die).
    Effetti renali
    Deve essere prestata cautela nei confronti dei pazienti disidratati. Esiste il rischio di insufficienza renale soprattutto nei bambini disidratati, negli adolescenti e negli anziani.
    Come con altri FANS, la somministrazione a lungo termine di ibuprofene ha provocato necrosi papillare e altri cambiamenti patologici nel rene. Tossicità renale è stata osservata anche in pazienti nei quali le prostaglandine renali hanno un ruolo compensatorio nel mantenimento della normale perfusione renale. In questi pazienti la somministrazione di un FANS può determinare una riduzione dose-dipendente della formazione di prostaglandine e, in secondo luogo, del flusso sanguigno renale che può causare insufficienza renale. I soggetti maggiormente a rischio sono i pazienti con insufficienza renale, insufficienza cardiaca, disfunzione epatica, gli anziani e i pazienti che assumono diuretici o ACE-inibitori. I sintomi sono normalmente reversibili dopo la sospensione del FANS.
    Per i pazienti con insufficienza renale, epatica o cardiaca, utilizzare la dose efficace più bassa per il minor tempo possibile e monitorare la funzionalità renale, specialmente nei pazienti trattati a lungo termine (vedere anche paragrafo 4.3).
    Reazioni cutanee severe
    Sono state segnalate molto raramente reazioni cutanee gravi, alcune delle quali fatali, tra cui dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, in associazione con l'uso di FANS (vedere paragrafo 4.8). I pazienti sembrano essere a più alto rischio nelle prime fasi della terapia: l'insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. È stata segnalata pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG) in relazione a medicinali contenenti ibuprofene. Ibuprofene deve essere sospeso alla prima comparsa di segni e sintomi di reazioni cutanee severe, come eruzione cutanea, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.
    Eccezionalmente, la varicella può essere all'origine di gravi complicazioni infettive cutanee e dei tessuti molli. Finora, non è stato possibile escludere che i FANS contribuiscano al peggioramento di queste infezioni. Si raccomanda pertanto di non utilizzare ABIDOL 200 mg compresse rivestite con film in caso di varicella.
    Mascheramento dei sintomi di infezioni sottostanti
    ABIDOL 200 mg compresse rivestite con film può mascherare i sintomi di infezione, cosa che potrebbe ritardare l'avvio di un trattamento adeguato e peggiorare pertanto l'esito dell'infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando ABIDOL 200 mg compresse rivestite con film è somministrato per il sollievo dalla febbre o dal dolore correlati a infezione, è consigliato il monitoraggio dell'infezione. In contesti non ospedalieri, il paziente deve rivolgersi al medico se i sintomi persistono o peggiorano.
    Meningite asettica
    La meningite asettica è stata osservata in rare occasioni in pazienti in terapia con ibuprofene. Sebbene sia più probabile che si verifichi in pazienti con lupus eritematoso sistemico e malattie del tessuto connettivo correlate, è stato rilevato in pazienti che non hanno una malattia cronica di base.
    È richiesta particolare cautela in pazienti che presentano:
    • lupus eritematoso sistemico (LES) e malattia mista del tessuto connettivo (vedere paragrafo 4.8). Nei pazienti con lupus eritematoso sistemico (LES) e disturbi misti del tessuto connettivo può esserci un aumentato rischio di meningite asettica
    • disturbi congeniti del metabolismo della porfirina (per es. porfiria acuta intermittente)
    • disturbi gastrointestinali o malattia intestinali infiammatorie croniche (colite ulcerosa, morbo di Crohn)
    • ipertensione e/o insufficienza cardiaca
    • funzione renale compromessa (poiché può verificarsi un deterioramento acuto della funzione renale in pazienti con malattia renale preesistente)
    • disidratazione
    • funzionalità epatica compromessa
    • febbre da fieno, polipi nasali o patologie respiratorie ostruttive croniche poiché esiste per loro un aumento del rischio di reazioni allergiche. Queste possono manifestarsi come attacchi di asma (cosiddetta asma da analgesici), edema di Quincke o orticaria
    • allergie ad altre sostanze, poiché esiste un aumento del rischio di reazioni di ipersensibilità anche con l'uso di ABIDOL 200 mg compresse rivestite con film
    • direttamente dopo chirurgia maggiore
    Informazioni aggiuntive:
    L'ibuprofene, il principio attivo di ABIDOL 200 mg compresse rivestite con film può inibire temporaneamente la funzione delle piastrine (aggregazione piastrinica). I pazienti con disturbi della coagulazione devono pertanto essere attentamente monitorati.
    Se il medico considera necessaria la terapia prolungata con ibuprofene, si devono eseguire controlli regolari dei valori epatici, della funzione renale e del conteggio delle cellule ematiche.
    Durante il trattamento deve essere assicurato un adeguato apporto idrico, per prevenire la disidratazione e il possibile aumento della tossicità renale associato all'uso di ibuprofene.
    L'uso prolungato di qualsiasi antidolorifico per la cefalea può peggiorarla. Se questa situazione si manifesta o si sospetta, si deve chiedere consiglio al medico e il trattamento deve essere interrotto. La diagnosi di cefalea da abuso di farmaci (MOH) deve essere sospettata in pazienti che hanno cefalea frequente o giornaliera nonostante (o a causa di) uso regolare di medicinali per la cefalea.
    In generale, l'assunzione abituale di analgesici, in particolare di una associazione di diverse sostanze analgesiche, può provocare danno renale permanente con rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).
    In seguito a consumo concomitante di alcol, gli effetti indesiderati correlati al principio attivo, specialmente quelli che riguardano il tratto gastrointestinale o il sistema nervoso centrale, possono aumentare durante l'uso di FANS.
    In rari casi sono state osservate gravi reazioni acute di ipersensibilità (per es. shock anafilattico). La terapia deve essere sospesa ai primi segni di una reazione di ipersensibilità dopo assunzione/ somministrazione di ibuprofene. Le procedure mediche adeguate alla sintomatologia devono essere eseguite da personale specializzato.
    Popolazione pediatrica
    Negli adolescenti disidratati esiste il rischio di compromissione renale.
    Eccipienti
    Sodio
    Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè essenzialmente “senza-sodio”.

    Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

    Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Abidol
    È necessaria cautela se l'ibuprofene viene assunto contemporaneamente ai seguenti medicinali:
    • Acido acetilsalicilico o altri farmaci/analgesici antiinfiammatori non steroidei: aumentato rischio di ulcera ed emorragia gastrointestinale.
    • Acido acetilsalicilico: la somministrazione concomitante di ibuprofene e acido acetilsalicilico non è generalmente raccomandata a causa del potenziale aumento di effetti indesiderati. Dati sperimentali suggeriscono che l'ibuprofene può inibire competitivamente l'effetto dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente. Sebbene vi siano incertezze riguardanti l'estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l'uso regolare, a lungo termine di ibuprofene possa ridurre l'effetto cardioprotettivo dell'acido acetilsalicilico a basse dosi. Nessun effetto clinico rilevante è considerato probabile in seguito a un uso occasionale di ibuprofene (vedere paragrafo 5.1).
    • Glicosidi cardiaci: i FANS possono esacerbare l'insufficienza cardiaca, ridurre la filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici di glicosidi cardiaci (ad esempio digossina). Un controllo dei livelli sierici di digossina non è di norma richiesto per un uso corretto (massimo oltre 3 giorni negli adolescenti e 4 giorni negli adulti).
    • Litio: l'ibuprofene riduce la clearance renale del litio, di conseguenza i livelli sierici di litio possono aumentare. La combinazione deve essere evitata, a meno che non sia possibile effettuare controlli frequenti del litio sierico e realizzare una possibile riduzione della dose di litio.
    • Fenitoina: l'uso concomitante di compresse rivestite con film di ibuprofene con preparazioni a base di fenitoina, può aumentare i livelli sierici di questi medicinali. Un controllo dei livelli sierici di fenitoina non è di norma richiesto per un uso corretto (massimo oltre 3 giorni negli adolescenti e 4 giorni negli adulti).
    • Diuretici, ACE inibitori, beta-bloccanti ed antagonisti dell'angiotensina II: i FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi. I diuretici possono anche aumentare il rischio di nefrotossicità dei FANS. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per es. pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione renale compromessa) la co-somministrazione di un ACE inibitore, di un beta-bloccante o di un antagonista dell'angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della cicloossigenasi, inclusi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2, può avere come conseguenza un ulteriore deterioramento della funzione renale, compresa insufficienza renale acuta, che è generalmente reversibile. Pertanto, l'associazione deve essere somministrata con cautela ai pazienti con insufficienza renale, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante e successivamente con cadenza regolare.
      La somministrazione concomitante di ABIDOL 200 mg compresse rivestite con film e diuretici risparmiatori di potassio può portare ad iperpotassiemia.
    • Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4)
    • Anticoagulanti: i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin (vedere paragrafo 4.4).
    • Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). I FANS non devono essere combinati con agenti antipiastrinici come la ticlopidina a causa dell'inibizione additiva della funzione piastrinica.
    • Metotrexato: i FANS inibiscono la secrezione tubulare di metotrexato e di conseguenza possono verificarsi anche alcune interazioni metaboliche con una ridotta clearance del metotrexato. Di conseguenza, nel trattamento ad alte dosi di metotrexato, si dovrebbe sempre evitare di prescrivere i FANS. Il rischio di una potenziale interazione tra un FANS e il metotrexato deve essere preso in considerazione anche in relazione al trattamento a basso dosaggio con metotrexato, specialmente nei pazienti con insufficienza renale. Ogni volta che viene somministrato un trattamento di associazione, la funzionalità renale deve essere monitorata. Si deve usare cautela se un FANS viene somministrato entro 24 ore prima o dopo la somministrazione di metotrexato poiché può portare a concentrazioni elevate di metotrexato e ad aumento della tossicità.
    • Zidovudina: ci sono indicazioni di un aumento del rischio di emartrosi ed ematoma in pazienti HIV positivi con emofilia in trattamento concomitante con zidovudina e ibuprofene.
    • Ciclosporina: si ritiene che la somministrazione concomitante di FANS e ciclosporina sia in grado di aumentare il rischio di nefrotossicità a causa della ridotta sintesi di prostaciclina nel rene. Di conseguenza, in caso di trattamento combinato, la funzionalità renale deve essere attentamente monitorata.
    • Sulfaniluree: studi clinici hanno mostrato interazioni tra farmaci antiinfiammatori non steroidei e antidiabetici (sulfoniluree). Sebbene finora non siano state descritte interazioni tra ibuprofene e sulfanilurea, si raccomanda un controllo dei valori ematici di glucosio, come misura precauzionale durante l'assunzione concomitante. Ci sono rare segnalazioni di ipoglicemia in pazienti che assumono sulfaniluree e ibuprofene.
    • Tacrolimus: si ritiene che la somministrazione concomitante di FANS e tacrolimus sia in grado di di aumentare il rischio di nefrotossicità a causa della ridotta sintesi di prostaciclina nel rene. Di conseguenza, in caso di trattamento combinato, la funzionalità renale deve essere attentamente monitorata.
    • Probenecid e sulfinpirazone: i medicinali che contengono probenecid o sulfinpirazone possono ritardare l'escrezione di ibuprofene.
    • Antibiotici chinolonici: dati provenienti dagli studi sugli animali indicano che i FANS possono aumentare il rischio di convulsioni associate agli antibiotici chinolonici. I pazienti che assumono FANS e chinoloni possono avere un rischio aumentato di sviluppare convulsioni.
    • Aminoglicosidi: i FANS possono ridurre l'escrezione di aminoglicosidi. Bambini: occorre prestare attenzione durante il trattamento concomitante con ibuprofene e aminoglicosidi.
    • Mifepristone: può teoricamente verificarsi una diminuzione dell'efficacia del medicinale a causa delle proprietà antiprostaglandine dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) incluso l'acido acetilsalicilico. Prove limitate suggeriscono che la co-somministrazione di FANS il giorno della somministrazione delle prostaglandine non influenza negativamente gli effetti del mifepristone o delle prostaglandine sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l'efficacia clinica dell'interruzione medica della gravidanza.
    • Captopril: studi sperimentali indicano che l'ibuprofene contrasta l'effetto del captopril sull'escrezione di sodio.
    • Colestiramina: la somministrazione concomitante di ibuprofene e colestiramina ritarda e riduce (del 25%) l'assorbimento di ibuprofene. Questi farmaci devono essere somministrati ad un intervallo di almeno 2 ore.
    • Inibitori del CYP2C9: la somministrazione concomitante di ibuprofene e inibitori del CYP2C9 può aumentare l'esposizione all'ibuprofene (substrato del CYP2C9). In uno studio con voriconazolo e fluconazolo (inibitori del CYP2C9), si è osservata una aumentata esposizione al S (+)-ibuprofene da approssimativamente l'80% al 100%. Si deve prendere in considerazione la riduzione della dose di ibuprofene quando si somministrano concomitantemente forti inibitori del CYP2C9, in particolar modo quando dosi elevate di ibuprofene vengono somministrate con voriconazolo o fluconazolo.


    Interazioni riportate su letteratura scientifica internazionale
    Prima di prendere "Abidol" insieme ad altri farmaci come “Acido Acetilsalicilico Aurobindo”, “Acido Acetilsalicilico DOC Generici”, “Acido Acetilsalicilico + Acido Ascorbico Coop”, “Acido Acetilsalicilico EG”, “Acido Acetilsalicilico Krka - Compressa Gastroresistente”, “Acido Acetilsalicilico L.F.M.”, “Acido Acetilsalicilico Mylan”, “Acido Acetilsalicilico Sandoz”, “Acido Acetilsalicilico Tecnigen”, “Acido Acetilsalicilico Teva Italia”, “Acido Acetilsalicilico Zentiva Italia”, “Algopirina”, “Alkaeffer”, “Antireumina”, “Asadrox”, “Ascriptin”, “Aspirina”, “Aspirinaact”, “Aspirina C”, “Aspirina Dolore E Infiammazione”, “Aspirina Efferv. + Vitamina C - Granulato”, “Aspirina Influenza Naso Chiuso”, “Aspirina Rapida”, “Aspirinetta”, “Bronchodual Tosse E Gola”, “Cardioaspirin”, “Carin”, “Clopidogrel E Acido Acetil Salicilico Mylan”, “Coumadin”, “Duoplavin”, “Euspiflu”, “Frobeflu”, “Neonisidina C”, “Neonisidina”, “Rosuasa”, “Sintrom”, “Vivin C”, etc.., chiedi al tuo al tuo medico o farmacista di fiducia di verificare che sia sicuro e non dannoso per la tua salute ...

    Fertilità, gravidanza e allattamento

    Gravidanza
    L'inibizione della sintesi di prostaglandine può influire negativamente sulla gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. I dati provenienti da studi epidemiologici evidenziano un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi di prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazione cardiovascolare è aumentato da meno dell'1% fino a circa 1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia.
    Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha indotto un aumento della perdita pre e post-impianto e mortalità embrio-fetale. Inoltre, negli animali a cui erano stati somministrati inibitori della sintesi di prostaglandine durante il periodo dell'organogenesi, è stato riportato un aumento dell'incidenza di varie malformazioni, compresa quella cardiovascolare.
    Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l'utilizzo di Ibuprofene potrebbe causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Questa condizione potrebbe essere riscontrata poco dopo l'inizio del trattamento ed è in genere reversibile con l'interruzione del trattamento. Inoltre, ci sono state segnalazioni di costrizione del dotto arterioso dopo il trattamento nel secondo trimestre, la maggior parte delle quali si è risolta dopo l'interruzione del trattamento. Pertanto, durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, l'ibuprofene non deve essere somministrato, se non in casi strettamente necessari. Qualora l'ibuprofene venga utilizzato da una donna in attesa di concepimento o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le più basse possibili. In seguito all'esposizione a ibuprofene per diversi giorni dalla 20a settimana di gestazione in poi, dovrebbe essere considerato un monitoraggio antenatale dell'oligoidramnios e costrizione del dotto arterioso. In caso di oligoidramnios o costrizione del dotto arterioso, il trattamento con ibuprofene deve essere interrotto.
    Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre
    • il feto a:
      • tossicità cardiopolmonare (costrizione prematura/chiusura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
      • disfunzione renale (vedere sopra), che può progredire in insufficienza renale con oligoidramnios;
    • la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a:
      • possibile prolungamento del tempo di sanguinamento ed effetto antiaggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse;
      • inibizione delle contrazioni uterine con conseguente ritardo o prolungamento del travaglio.

    Conseguentemente, l'uso di ibuprofene è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 5.3).

    Allattamento

    Solo piccole quantità di ibuprofene e dei prodotti del suo metabolismo vengono escrete nel latte materno. Poiché non sono noti effetti indesiderati nel lattante, non è generalmente necessario interrompere l'allattamento durante l'uso a breve termine e alle dosi raccomandate per il trattamento del dolore da lieve a moderato. Tuttavia, in caso di prescrizione del farmaco per trattamento prolungato o ad alte dosi, si deve prendere in considerazione uno svezzamento precoce.
    Fertilità
    Vi sono evidenze che mostrano che i farmaci che inibiscono la cicloossigenasi/sintesi delle prostaglandine possono causare compromissione della fertilità femminile a seguito di un effetto sull'ovulazione. Questo evento è però reversibile con la sospensione del trattamento.

    Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

    Poiché durante l'uso di ABIDOL 200 mg compresse rivestite con film possono verificarsi effetti indesiderati come stanchezza, vertigini e disturbi visivi, la capacità di reazione e di vigilanza attiva durante la guida o l'uso di macchinari possono risultare compromesse in casi isolati. Questi effetti risultano ancora più potenziati in caso di assunzione concomitante di alcol.

    Effetti indesiderati

    Quali sono gli effetti collaterali di Abidol
    Il modello di eventi avversi riportati per l'Ibuprofene è simile a quello per altri FANS.
    • Disturbi gastrointestinali
      Gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Dopo somministrazione di ibuprofene sono stati segnalati nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerativa, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere paragrafo 4.4). Meno frequentemente è stata osservata gastrite, ulcera duodenale, ulcera gastrica e perforazione gastrointestinale.
    Le ulcere gastrointestinali, la perforazione o il sanguinamento possono talvolta essere fatali, specialmente nelle persone anziane (vedere paragrafo 4.4).
    • Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
    Eccezionalmente possono insorgere gravi complicanze infettive cutanee e dei tessuti molli durante l'infezione da varicella. È stata descritta l'esacerbazione di infiammazioni correlate a infezioni (ad es. sviluppo di fascite necrotizzante) in coincidenza con l'uso di FANS.
    • Patologie cardiache e vascolari
    Studi clinici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, specie ad alte dosi (2400 mg/die) può essere associato a un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto miocardico o ictus) (vedere paragrafo 4.4). Edema, ipertensione e insufficienza cardiaca sono stati riportati in relazione al trattamento con FANS.
    • Patologie del sangue e del sistema emolinfopoietico
    L'ibuprofene può causare un prolungamento del tempo di sanguinamento attraverso l'inibizione reversibile dell'aggregazione piastrinica.
    • Infezioni e infestazioni
    Nella maggior parte dei casi in cui è stata segnalata meningite asettica, vi è stata una qualche forma di malattia autoimmune sottostante (in particolare, lupus eritematoso sistemico e malattie del tessuto connettivo correlate).
    Gli eventi avversi almeno possibilmente correlati all'ibuprofene sono visualizzati dalla convenzione sulla frequenza MedDRA e dal database di classificazione per sistemi e organi. Sono utilizzate le seguenti classi di frequenza: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1000, <1/100), Raro (≥1/10.000, <1/100), Raro (≥1/10.000, <1/100), 1/1000), Molto raro (<1/10.000) e Non nota (non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).
    Classificazione sistemica organica
    Frequenza
     Reazioni avverse
    Infezioni e infestazioni
    Non comune
    Rinite
    Raro
    Meningite Asettica (vedere sezione 4.4)
    Patologie del sistema emolinfopoietico
    Non comune
    Leucopenia, trombocitopenia, agranulocitosi, anemia aplastica e anemia emolitica
    Patologie del sistema immunitario
    Non comune
    Ipersensibilità
    Raro
    Reazione anafilattica
    Patologie psichiatriche
    Non comune
    Insonnia, ansia
    Raro
    Depressione, stato confusionale
    Patologie del sistema nervoso
    Comune
    Mal di testa, vertigini
    Non comune
    Parestesia, sonnolenza
    Raro
    Neurite ottica
    Patologie dell'occhio
    Non comune
    Deficit visivo
    Raro
     Neuropatia ottica tossica
    Patologie dell'orecchio e del labirinto
    Non comune
    Compromissione dell'udito
    Raro
    Acufeni, vertigini
    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
    Non comune
    Asma, broncospasmo, dispnea
     
    Disordini gastrointestinali
    Comune
    Dispepsia, diarrea, nausea, vomito, dolore addominale, flatulenza, costipazione, melena, ematemesi, emorragia gastrointestinale
    Non comune
    Gastrite, ulcera duodenale, ulcera gastrica, ulcerazione della bocca, perforazione gastrointestinale
    Molto raro
    Pancreatite
    Non conosciuto
    Esacerbazione della colite e del morbo di Crohn
    Patologie epatobiliari
    Non comune
    Epatite, ittero, funzione epatica anormale
    Raro
    Danno al fegato
    Molto raro
    Insufficienza epatica
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
    Comune
    Eruzione cutanea
    Non comune
    Orticaria, prurito, porpora, angioedema, reazione di fotosensibilità
    Molto raro
    Forme gravi di reazioni cutanee (ad es. eritema multiforme, reazioni bollose inclusa la sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica)
    Non conosciuto
    Reazione al farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS)
    Pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP)
    Patologie renali e urinarie
    Non conosciuto
    Nefrotossicità in varie forme,
    per esempio. nefrite tubulointerstiziale, sindrome nefrosica e insufficienza renale
    Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
    Comune
    Fatica
    Raro
    Edema
    Patologie cardiache
    Non conosciuto
    Insufficienza cardiaca, infarto del miocardio (vedere paragrafo 4.4)
    Patologie vascolari
    Non conosciuto
    Ipertensione
    Segnalazione delle reazioni avverse sospette
    La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

    Sovradosaggio

    Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Abidol
    Tossicità
    Rischio di sintomi a dosi >80-100 mg/kg. A dosi >200 mg/kg esiste il rischio di sintomi gravi, anche se con notevoli variazioni tra gli individui. Una dose di 560 mg/kg in un bambino di 15 mesi ha provocato intossicazione grave, 3.2 g in un bambino di 6 anni intossicazione da lieve a moderata, 2,8-4 g in un bambino di 1 anno e mezzo e 6 g in un bambino di 6 anni intossicazione grave anche dopo lavanda gastrica, 8 g in un adulto con intossicazione moderata e >20 g in un adulto con intossicazione molto grave.8 g somministrati a un sedicenne hanno colpito il rene e 12 g in combinazione con alcol somministrato a un adolescente hanno provocato necrosi tubulare acuta.
    Sintomi
    I sintomi predominanti sono quelli del tratto gastrointestinale, ad es. nausea, dolori addominali, vomito (possibilmente striato di sangue) e mal di testa, tinnito, confusione e nistagmo. Ad alte dosi perdita di coscienza, convulsioni (soprattutto nei bambini). Bradicardia, abbassamento della pressione sanguigna. Acidosi metabolica, ipernatriemia, effetti renali, ematuria. Possibili effetti sul fegato. Occasionalmente sono state riportate ipotermia e ARDS.
    Trattamento
    Se giustificato, lavanda gastrica, carbone. In caso di problemi gastrointestinali, antiacidi. In caso di ipotensione fluidi per via endovenosa e se necessario supporto inotropo. Garantire un'adeguata diuresi. Correzione dei disturbi acido-base ed elettrolitici. Altra terapia sintomatica.

    Scadenza

    3 anni

    Conservazione

    Questo medicinale non richiede condizioni particolari per la conservazione.

    Farmaci Equivalenti


    Foglietto Illustrativo


    Fonti Ufficiali


    Servizi Avanzati


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