Università degli Studi di MilanoFederazione Ordini Farmacisti Italiani
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Bisoprololo Zentiva Generics

Ultimo aggiornamento: 26/07/2022




Cos'è Bisoprololo Zentiva Generics?

Bisoprololo Zentiva Generics è un farmaco a base del principio attivo Bisoprololo Fumarato, appartenente alla categoria degli Betabloccanti selettivi e nello specifico Betabloccanti selettivi. E' commercializzato in Italia dall'azienda Zentiva Italia S.r.l..

Bisoprololo Zentiva Generics può essere prescritto con Ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica.


Confezioni

Bisoprololo Zentiva Generics 1,25 mg 28 compresse
Bisoprololo Zentiva Generics 10 mg 28 compresse
Bisoprololo Zentiva Generics 2,5 mg 28 compresse
Bisoprololo Zentiva Generics 3,75 mg 28 compresse
Bisoprololo Zentiva Generics 5 mg 28 compresse
Bisoprololo Zentiva Generics 7,5 mg 28 compresse

Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: Zentiva Italia S.r.l.
Ricetta: RR - medicinali soggetti a prescrizione medica
Classe: A
Principio attivo: Bisoprololo Fumarato
Gruppo terapeutico: Betabloccanti selettivi
ATC: C07AB07 - Bisoprololo
Forma farmaceutica: compressa

Indicazioni

Bisoprololo Zentiva Generics è indicato per il trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica, stabile, con ridotta funzione ventricolare sistolica sinistra, in aggiunta ad ACE inibitori e diuretici ed eventualmente glicosidi cardioattivi (per ulteriori informazioni vedere paragrafo 5.1).
Inoltre, Bisoprololo Zentiva Generics 5 mg e 10 mg sono indicati per il trattamento dell'ipertensione e della cardiopatia ischemica (angina pectoris).

Posologia

Trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica stabile
Il trattamento standard dell'insufficienza cardiaca cronica consiste in un ACE-inibitore (o un antagonista recettoriale dell'angiotensina in caso di intolleranza agli ACE-inibitori), un betabloccante, diuretici e, se appropriato, glicosidi cardioattivi. All'inizio del trattamento con il bisoprololo, i pazienti devono essere in condizioni cliniche stabili (senza insufficienza cardiaca acuta).
Raccomandazione: il medico deve avere esperienza clinica nel trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica.
Durante la fase di titolazione e successivamente, possono manifestarsi transitorio peggioramento dell'insufficienza cardiaca, ipotensione e bradicardia.
Posologia
Fase di titolazione
La terapia dell'insufficienza cardiaca cronica stabile con bisoprololo richiede una fase di titolazione.
Il trattamento con bisoprololo deve essere iniziato con un graduale aumento della dose secondo lo schema seguente:
  • 1,25 mg una volta al giorno per 1 settimana. Se ben tollerato aumentare a
  • 2,5 mg una volta al giorno per la settimana successiva. Se ben tollerato aumentare a
  • 3,75 mg una volta al giorno per la settimana successiva. Se ben tollerato aumentare a
  • 5 mg una volta al giorno per le seguenti 4 settimane. Se ben tollerato aumentare a
  • 7,5 mg una volta al giorno per le seguenti 4 settimane. Se ben tollerato aumentare a
  • 10 mg una volta al giorno per la terapia di mantenimento.
La dose massima raccomandata è di 10 mg una volta al giorno.
Durante la fase di titolazione, si raccomanda uno stretto monitoraggio dei segni vitali (frequenza cardiaca, pressione arteriosa) e dei sintomi di un peggioramento dell'insufficienza cardiaca.
I sintomi possono già iniziare durante il primo giorno di trattamento.
Modifiche del trattamento
Se la dose massima raccomandata non viene ben tollerata, si può prendere in considerazione la graduale riduzione della dose.
In caso di transitorio peggioramento dell'insufficienza cardiaca, di ipotensione o di bradicardia, si raccomanda di riesaminare il dosaggio della terapia concomitante. Può anche essere necessario ridurre temporaneamente la dose di bisoprololo o prendere in considerazione l'interruzione.
Vanno sempre presi in considerazione la reintroduzione e/o l'aumento graduale della dose del bisoprololo, quando il paziente raggiunge di nuovo la stabilità.
Se si decide per l'interruzione, si raccomanda la diminuzione graduale della dose, poiché la sospensione brusca può portare a deterioramento acuto delle condizioni del paziente.
Il trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica, stabile, con bisoprololo è generalmente un trattamento a lungo termine.
Compromissione renale o epatica
Non ci sono informazioni riguardo la farmacocinetica di bisoprololo nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica e con compromissione della funzione epatica o renale. Gli aumenti di dosaggio in questi pazienti devono essere fatti con maggiore cautela.
Trattamento dell'ipertensione e trattamento della cardiopatia ischemica (angina pectoris)
In generale, il trattamento deve iniziare con piccole dosi e aumentare gradualmente. La dose deve essere determinata caso per caso, tenendo conto principalmente della frequenza cardiaca e del successo del trattamento.
Posologia
Trattamento dell'ipertensione
La dose raccomandata è di 5 mg di Bisoprololo Fumarato una volta al giorno.
Nei casi meno gravi di ipertensione (pressione sanguigna diastolica fino a 105 mmHg), può essere sufficiente il trattamento con 2,5 mg una volta al giorno, utilizzando altri medicinali con dosaggio appropriato.
Se necessario, la dose può essere aumentata a 10 mg una volta al giorno. Ulteriori aumenti della dose sono giustificati solo in casi eccezionali.
La dose massima raccomandata è di 20 mg una volta al giorno.
Trattamento della cardiopatia ischemica (angina pectoris)
La dose raccomandata è di 5 mg di bisoprololo fumarato una volta al giorno.
Se necessario, la dose può essere aumentata a 10 mg una volta al giorno. Ulteriori aumenti della dose sono giustificati solo in casi eccezionali.
La dose massima raccomandata è di 20 mg una volta al giorno.
Durata della somministrazione
Non c'è limite alla durata della somministrazione. Dipende dal tipo e dalla gravità dei sintomi.
Il trattamento con Bisoprololo Zentiva Generics non deve essere interrotto bruscamente, in particolare nei pazienti con cardiopatia coronarica, poiché ciò può portare a un'esacerbazione acuta delle condizioni del paziente. Nel caso in cui sia necessaria l'interruzione del trattamento, la dose deve essere ridotta gradualmente (ad es. dimezzando la dose ogni settimana).
Compromissione epatica o renale
Nei pazienti con compromissione epatica o renale da lieve a moderata, normalmente non è necessario un aggiustamento della dose. In pazienti con compromissione renale grave (clearance della creatinina <20 ml / min) e in pazienti con compromissione epatica grave, la dose giornaliera non deve superare i 10 mg di bisoprololo fumarato. L'esperienza con l'uso del bisoprololo in pazienti in dialisi è limitata e non vi è alcuna indicazione della necessità di modificare il regime posologico.
Persone anziane
Non sono richiesti aggiustamenti della dose.
Popolazione pediatrica
Non c'è esperienza pediatrica con bisoprololo, perciò il suo utilizzo non è raccomandato nei pazienti pediatrici.
Modo di somministrazione
Le compresse di bisoprololo devono essere assunte al mattino con o senza cibo. Devono essere deglutite con del liquido e non masticate. La linea di incisione non è concepita per rompere la compressa.

Controindicazioni

Bisoprololo è controindicato in pazienti affetti da:
  • ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1;
  • insufficienza cardiaca acuta o episodi di insufficienza cardiaca scompensata che richiedono terapia inotropa via endovena;
  • shock cardiogeno;
  • blocco AV di II o III grado;
  • sindrome del seno malato;
  • blocco seno-atriale;
  • bradicardia sintomatica;
  • ipotensione sintomatica;
  • asma bronchiale grave;
  • grave forma di arteropatia occlusiva periferica o grave forma di sindrome di Raynaud;
  • feocromocitoma non trattato (vedere paragrafo 4.4);
  • acidosi metabolica.


Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Si applica a tutte le indicazioni
Il bisoprololo deve essere usato con cautela nei pazienti con ipertensione o angina pectoris e insufficienza cardiaca associata.
L'inizio e la cessazione del trattamento con bisoprololo richiedono un monitoraggio regolare.
La sospensione della terapia con bisoprololo, specialmente nei pazienti con cardiopatia ischemica, non deve essere fatta bruscamente a meno che non sia chiaramente indicato, poiché ciò può aggravare in maniera transitoria le condizioni cardiache.
Bisoprololo deve essere usato con cautela in caso di:
  • diabete mellito con grandi fluttuazioni dei valori di glucosio nel sangue; i sintomi dell'ipoglicemia possono essere mascherati;
  • digiuno stretto;
  • terapia desensibilizzante in corso. Come con gli altri beta-bloccanti, bisoprololo può aumentare sia la sensibilità verso gli allergeni e la gravità delle reazioni anafilattiche. Il trattamento con adrenalina non produce sempre l'effetto terapeutico atteso;
  • blocco AV di I grado;
  • angina di Prinzmetal; sono stati osservati casi di vasospasmo coronarico. Nonostante la sua elevata selettività beta1, gli attacchi di angina non possono essere completamente esclusi quando bisoprololo viene somministrato a pazienti con angina di Prinzmetal;
  • arteropatia occlusiva periferica. Potrebbe verificarsi un peggioramento dei sintomi specialmente all'inizio della terapia.
Anestesia generale
Nei pazienti sottoposti ad anestesia generale i betabloccanti riducono l'incidenza di aritmie e di ischemia miocardica durante l'induzione e l'intubazione, e nel periodo post-operatorio. Viene correntemente raccomandato che un eventuale trattamento betabloccante di mantenimento sia continuato nel periodo peri-operatorio. L'anestesista deve essere informato dell'uso del beta bloccante a causa delle potenziali interazioni con altri farmaci che possono provocare bradiaritmie, attenuazione della tachicardia riflessa e diminuzione della capacità di compensare in via riflessa la perdita di sangue. Se si ritiene necessario interrompere la terapia betabloccante prima di un intervento chirurgico, l'interruzione deve essere fatta gradualmente e completata circa 48 ore prima dell'anestesia.
Benché i beta-bloccanti cardioselettivi (beta-1) possano esercitare meno effetto sulla funzionalità polmonare rispetto ai beta-bloccanti non selettivi, come per tutti i beta-bloccanti, il loro uso deve essere evitato in pazienti con malattie ostruttive delle vie aeree a meno che vi siano valide motivazioni cliniche che ne giustifichino l'impiego. Se tali motivazioni esistono, bisoprololo deve essere usato con cautela. In pazienti con malattie ostruttive delle vie aeree, il trattamento con bisoprololo deve essere iniziato alla minor dose possibile ed i pazienti devono essere attentamente controllati per verificare l'insorgenza di nuovi sintomi (per esempio dispnea, intolleranza all'esercizio, tosse). Nell'asma bronchiale o in altre malattie polmonari croniche ostruttive che possono causare sintomi deve essere somministrata una terapia concomitante con broncodilatatori.
In singoli casi, in pazienti con asma, può manifestarsi un aumento della resistenza delle vie aeree, quindi può essere necessario un aumento della dose di beta2 stimolanti.
Nei pazienti con psoriasi o familiarità per la psoriasi, va valutato attentamente il rapporto rischio- beneficio prima della somministrazione di beta-bloccanti (es. bisoprololo).
Nei pazienti con feocromocitoma bisoprololo non deve essere somministrato fino ad avvenuto blocco del recettore alfa.
Durante la terapia con bisoprololo possono essere mascherati i sintomi di una tireotossicosi.
La combinazione di bisoprololo con calcio-antagonisti del tipo verapamil o diltiazem, con farmaci antiaritmici di classe I e con farmaci antiipertensivi che agiscono centralmente, è generalmente non raccomandata; per i dettagli fare riferimento al paragrafo 4.5.
L'uso di Bisoprololo Zentiva Generics può causare risultati positivi nei test antidoping. L'uso di Bisoprololo Zentiva Generics come sostanza dopante può costituire un pericolo per la salute.
Avvertenze aggiuntive applicabili all'insufficienza cardiaca cronica stabile
Il trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica stabile con bisoprololo deve essere iniziato con una speciale fase di titolazione.
Non c'è esperienza terapeutica nel trattamento con bisoprololo dell'insufficienza cardiaca in pazienti con le seguenti malattie e condizioni:
  • diabete mellito insulino dipendente (tipo I);
  • funzione renale gravemente compromessa;
  • funzione epatica gravemente compromessa;
  • cardiomiopatia restrittiva;
  • cardiopatia congenita;
  • malattia valvolare organica emodinamicamente significativa;
  • infarto miocardico entro 3 mesi.

Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Si applica a tutte le indicazioni
Associazioni non raccomandate
  • Calcio-antagonisti del tipo verapamil e in misura minore del tipo diltiazem: influenza negativa su contrattilità e conduzione atrio-ventricolare. La somministrazione intravenosa di verapamil in pazienti che sono in trattamento con betabloccanti può portare ad una marcata ipotensione e ad un blocco atrio-ventricolare.
  • Farmaci antiipertensivi che agiscono centralmente come clonidina e altri (ad esempio metildopa, moxonidina, rilmenidina): l'uso concomitante di farmaci antiipertensivi che agiscono centralmente può peggiorare l'insufficienza cardiaca mediante una diminuzione del tono simpatico centrale (riduzione della frequenza e della gittata cardiaca, vasodilatazione). La brusca sospensione, in particolare se precedente l'interruzione del beta-bloccante, può aumentare il rischio di “ipertensione rebound“.
Associazioni da usare con cautela
  • Calcio antagonisti diidropiridinici, (come felodipina e amlodipina): l'uso concomitante può aumentare il rischio di ipotensione e non può essere escluso il rischio di un ulteriore peggioramento dello stato funzionale della pompa ventricolare nei pazienti con insufficienza cardiaca.
  • Farmaci antiaritmici di classe III (es. amiodarone): l'effetto sul tempo di conduzione atrio- ventricolare può essere potenziato.
  • I betabloccanti topici (ad esempio gocce oftalmiche per il trattamento del glaucoma) possono avere un effetto additivo agli effetti sistemici di bisoprololo.
  • Farmaci parasimpaticomimetici come tacrina o carbacolo: l'uso concomitante può aumentare il tempo di conduzione atrio-ventricolare e il rischio di bradicardia.
  • Insulina e antidiabetici orali: aumento dell'effetto ipoglicemico. Il blocco dei recettori beta può mascherare la comparsa di sintomi da ipoglicemia.
  • Agenti anestetici: attenuazione della tachicardia riflessa e aumento del rischio di ipotensione (per maggiori informazioni relative all'anestesia generale vedere anche paragrafo 4.4.).
  • Glicosidi digitalici: riduzione della frequenza cardiaca, aumento del tempo di conduzione atrio- ventricolare.
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): i FANS possono ridurre l'effetto ipotensivo di bisoprololo.
  • Agenti beta-simpaticomimetici (come isoprenalina, dobutamina, orciprenalina): l'associazione con bisoprololo può ridurre l'effetto di tali farmaci. Il trattamento delle reazioni allergiche può richiedere un aumento delle dosi di adrenalina.
  • Simpaticomimetici che attivano sia i beta- che gli alfa-adrenocettori (come noradrenalina, adrenalina): la combinazione con bisoprololo può smascherare gli effetti vasocostrittori di questi agenti mediati dagli alfa-adrenocettori, portando ad un aumento della pressione sanguigna e ad un peggioramento della claudicatio intermittens. Tali interazioni sono considerate più probabili con i betabloccanti non selettivi.
  • L'uso concomitante di agenti antiipertensivi così come di altri farmaci con un potenziale effetto di abbassamento della pressione sanguigna (come antidepressivi triciclici, barbiturici, fenotiazine) possono aumentare il rischio di ipotensione.
Associazioni da tenere presente
  • Meflochina: aumento del rischio di bradicardia.
  • Inibitori delle monoamminaossidasi (eccetto inibitori delle MAO B): aumento dell'effetto ipotensivo dei beta-bloccanti ma anche rischio di crisi ipertensive.
Si applica all'insufficienza cardiaca cronica stabile
Combinazioni sconsigliate
  • Medicinali antiaritmici di classe I (come chinidina, disopiramide, lidocaina, fenitoina, flecainide, propafenone): l'effetto sul tempo di conduzione atrioventricolare può essere potenziato e l'effetto inotropo negativo può essere aumentato.
Si applica all'ipertensione e alla cardiopatia ischemica (angina pectoris)
Combinazioni da usare con cautela
  • Medicinali antiaritmici di classe I (come chinidina, disopiramide, lidocaina, fenitoina, flecainide, propafenone): l'effetto sul tempo di conduzione atrioventricolare può essere potenziato e l'effetto inotropo negativo può essere aumentato.


Interazioni riportate su letteratura scientifica internazionale
Prima di prendere "Bisoprololo Zentiva Generics" insieme ad altri farmaci come “Gilenya”, “Naegoti”, etc.., chiedi al tuo al tuo medico o farmacista di fiducia di verificare che sia sicuro e non dannoso per la tua salute ...

Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza
Bisoprololo ha effetti farmacologici che possono determinare effetti dannosi durante la gravidanza e/o nel feto/neonato. In generale i beta-bloccanti riducono la perfusione placentare, che si associa con un ritardo nella crescita del feto, morte intrauterina, aborto o parto prematuro. Nel feto e nel neonato si possono manifestare effetti indesiderati (ad es. ipoglicemia e bradicardia). Se la terapia con beta-bloccanti è necessaria sono preferibili i beta-bloccanti beta-1 selettivi.
Bisoprololo non deve essere usato durante la gravidanza se non strettamente necessario. Se il trattamento con bisoprololo è considerato necessario, monitorare il flusso ematico utero-placentare e la crescita fetale. Considerare terapie alternative in caso di effetti nocivi sulla gravidanza e sul feto. Monitorare il neonato attentamente in quanto i sintomi di ipoglicemia e bradicardia si manifestano generalmente entro i primi tre giorni.
Allattamento
Non è noto se il farmaco sia escreto nel latte materno. Quindi l'assuzione di bisoprololo durante l'allattamento non è raccomandata.


Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

In uno studio clinico, in pazienti con malattia coronarica, è stato osservato che bisoprololo non influisce negativamente sulla capacità di guidare. Comunque, per le variazioni individuali di reazione ai farmaci, la capacità di guidare e di usare macchinari può essere influenzata. Questo deve essere considerato in particolare all'inizio della terapia, in caso di cambiamento della terapia ed in caso di assunzione contemporanea di alcolici.


Effetti indesiderati

Elenco tabellare delle reazioni averse
Per classificare il verificarsi di reazioni avverse sono state utilizzate le seguenti terminologie: molto comune (≥ 1/10); comune (da ≥ 1/100 a <1/10); non comune (da ≥ 1 / 1.000 a <1/100); raro (da ≥ 1 / 10.000 a <1 / 1.000); molto raro (<1 / 10.000), non noto (non può essere stimato sulla base dei dati disponibili).
Classificazione per sistemi e organi
(MedDRA)
Frequenza
Reazioni avverse
Disturbi psichiatrici
Non comune
Disturbo del sonno, depressione
Raro
Incubo, allucinazione
Patologie del sistema nervoso
 
Comune
Capogiro*, cefalea*
Raro
Sincope
Patologie dell'occhio
 
Raro
Riduzione della lacrimazione (da tenere presente nel caso di uso di lenti a contatto)
Molto raro
Congiuntivite
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Raro
Disturbi uditivi
Patologie cardiache
 
Molto comune
Bradicardia (in pazienti con insufficienza cardiaca cronica)
Comune
Peggioramento dell'insufficienza cardiaca. (in pazienti con insufficienza cardiaca cronica)
Non comune
Disturbi della conduzione AV, peggioramento dell'insufficienza cardiaca preesistente (in pazienti con ipertensione o angina pectoris), bradicardia (in pazienti con ipertensione o angina pectoris)
Patologie vascolari
 
Comune
Sensazione di freddo o formicolio alle estremità, ipotensione
Non comune
Ipotensione ortostatica
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune
Broncospasmo nei pazienti con asma bronchiale o anamnesi di malattia respiratoria ostruttiva
Raro
Rinite allergica
Patologie gastrointestinali
Comune
Disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito, diarrea, stipsi
Patologie epatobiliari
Raro
Epatite
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
 
Raro
Reazioni di ipersensibilità (prurito, arrossamento, eruzione cutanea e angioedema)
Molto raro
Alopecia. I beta bloccanti possono provocare o peggiorare la psoriasi o indurre eruzione cutanea simile alla psoriasi.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune
Debolezza muscolare e crampi
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Raro
Disfunzione erettile
Patologie sistemiche
 
Comune
Astenia (in pazienti con insufficienza cardiaca cronica), affaticamento*
Non comune
Astenia (in pazienti con ipertensione o angina pectoris)
Esami diagnostici
Raro
Aumento dei trigliceridi, aumento degli enzimi epatici (ALAT, ASAT)
Si applica solo all'ipertensione o all'angina pectoris:
* Questi sintomi si verificano soprattutto all'inizio della terapia. Sono generalmente lievi e di solito scompaiono entro 1 - 2 settimane.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Sovradosaggio

Sintomi
In seguito a sovradosaggio (ad es. una dose giornaliera di 15 mg al posto di 7,5 mg) sono stati segnalati: blocco A-V di terzo grado, bradicardia, e capogiri. In generale, i sintomi più comuni attesi in caso di sovradosaggio sono: bradicardia, ipotensione, broncospasmo, insufficienza cardiaca acuta e ipoglicemia. Ad oggi sono stati segnalati pochi casi di sovradosaggio con bisoprololo (dose massima: 2000 mg) in pazienti, con ipertensione e/o malattia coronarica, che hanno manifestato bradicardia e/o ipotensione; tutti i pazienti sono guariti.
C'è un'ampia variabilità individuale di sensibilità ad una singola dose elevata di bisoprololo e i pazienti affetti da insufficienza cardiaca sono probabilmente molto sensibili. È quindi obbligatorio iniziare la terapia di questi pazienti con una titolazione graduale secondo lo schema riportato nel paragrafo 4.2.
Trattamento
In caso di sovradosaggio, il trattamento con bisoprololo deve essere interrotto ed instaurata una terapia di supporto e sintomatica. Dati limitati suggeriscono che bisoprololo è difficilmente dializzabile. In base alle azioni farmacologiche attese ed alle raccomandazioni di altri beta-bloccanti, devono essere prese in considerazione le seguenti misure generali, quando giustificato clinicamente.
Bradicardia: somministrare atropina per endovena. Se la risposta è inadeguata, può essere somministrata con cautela isoprenalina, orciprenalina o un altro farmaco con proprietà cronotrope positive. In alcune circostanze può essere necessario l'inserimento di un pacemaker transvenoso.
Ipotensione: devono essere somministrati liquidi e vasopressori per via endovenosa. Può essere utile la somministrazione di glucagone per via endovenosa.
Blocco AV (II o III grado): i pazienti dovrebbero essere monitorati attentamente e trattati con isoprenalina/orciprenalina per infusione o può essere necessario introdurre un pacemaker per via transvenosa.
Peggioramento acuto dell'insufficienza cardiaca: somministrare diuretici per via endovenosa, farmaci inotropi, vasodilatatori.
Broncospasmo: somministrare broncodilatatori come isoprenalina o orciprenalina, farmaci beta-2 simpaticomimetici e/o aminofillina.
Ipoglicemia: somministrare glucosio e.v.


Scadenza

2 anni.


Conservazione

Per prodotti confezionati in blister OPA25 / Alu45 / PVC100 // Alu oppure OPA25/Alu45/PVC60//Alu blisters: Conservare a temperatura inferiore a 30° C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidità.
Per prodotti confezionati in foglio di PVC / PVdC bianco 0,250 mm / 120 g / m2 // in blister di alluminio:
Conservare a temperatura inferiore a 25° C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidità.


Elenco degli eccipienti

Cellulosa microcristallina (PH 102)
Amido pregelatinizzato (mais)
Crospovidone (tipo A)
Silice colloidale anidra
Magnesio stearato
Bisoprololo Zentiva Generics 3,75 mg compresse;
Bisoprololo Zentiva Generics 5 mg compresse,
Bisoprololo Zentiva Generics 7,5 mg compresse,
Bisoprololo Zentiva Generics 10 mg compresse: ferro ossido giallo (E172)
Bisoprololo Zentiva Generics 3,75 mg compresse;
Bisoprololo Zentiva Generics 10 mg compresse: ferro ossido marrone (E172).


Farmaci Equivalenti


Foglietto Illustrativo


Fonti Ufficiali



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