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Bisoprololo Fumarato





A cosa serve

Il bisoprololo appartiene ad una classe di medicinali detti beta-bloccanti. I beta-bloccanti proteggono il cuore da un'eccessiva attività. Il bisoprololo è disponibile in formulazione farmaceutica adatto alla somministrazione per via orale. Il bisoprololo può essere prescritto con ricetta RR.

Indicazioni

Bisoprololo compresse viene usato in associazione con altri medicinali per trattare l'insufficienza cardiaca stabile. L'insufficienza cardiaca compare quando il muscolo cardiaco è troppo debole per pompare adeguatamente il sangue in circolo.
Questo causa difficoltà di respiro e gonfiore. Bisoprololo abbassa la frequenza cardiaca e rende il cuore più efficiente nel pompare il sangue in circolo. Bisoprololo compresse viene usato anche per trattare l'ipertensione e l'angina pectoris (dolore al torace causato da blocchi alle arterie che alimentano il muscolo cardiaco).

Posologia

Deglutire le compresse con un bicchiere di acqua
Le compresse non devono essere masticate.
Adulti
Dolore al torace e pressione sanguigna elevata (angina ed ipertensione)
Il medico inizierà il trattamento con la più bassa dose possibile (5 mg). Il medico la terrà sotto attento controllo all'inizio del trattamento. Il medico aumenterà la dose per ottenere il miglior dosaggio possibile.
La dose massima raccomandata è di 20 mg una volta al giorno.
Pazienti con malattie renali
I pazienti con gravi malattie renali non devono superare la dose di 10 mg di bisoprololo una volta al giorno.
Pazienti con malattie del fegato
I pazienti con gravi malattie del fegato non devono superare la dose di 10 mg di bisoprololo una volta al giorno.
Insufficienza cardiaca
Prima di iniziare l'uso di Bisoprololo deve essere già in trattamento con altri medicinali per l'insufficienza cardiaca, inclusi un ACE-inibitore, un diuretico e (come opzione addizionale) un glucoside cardiaco.
Il trattamento con Bisoprololo deve iniziare ad una dose bassa ed aumentare gradualmente. Il medico deciderà come aumentare la dose e questo normalmente sarà fatto nel modo seguente:
1,25 mg di bisoprololo una volta al giorno per 1 settimana,
2,5 mg di bisoprololo una volta al giorno per 1 settimana,
3,75 mg di bisoprololo una volta al giorno per 1 settimana,
5 mg di bisoprololo una volta al giorno per 4 settimane,
7,5 mg di bisoprololo una volta al giorno per 4 settimane,
10 mg di bisoprololo una volta al giorno per la terapia di mantenimento.
La dose massima raccomandata è di 10 mg di bisoprololo al giorno.
In base a come tollera il medicinale, il medico può decidere di allungare il tempo tra gli aumenti della dose. Se le sue condizioni peggiorano o non tollera più il medicinale, può essere necessario ridurre la dose o interrompere il trattamento. In alcuni pazienti può essere sufficiente una dose di mantenimento minore di 10 mg di bisoprololo.
Bambini
L'uso di Bisoprololo non è raccomandato perché l'esperienza con l'uso di questo medicinale nei bambini è insufficiente.
Pazienti anziani
In genere non è necessario un aggiustamento della dose. Si raccomanda di iniziare con la più bassa dose possibile.

Medicinali che contengono il Principio Attivo Bisoprololo Fumarato


Controindicazioni

L'utilizzo del bisoprololo è controindicato nei seguenti casi:
  • In pazienti (ipersensibili) al bisoprololo o ad uno qualsiasi degli eccipienti di Bisoprololo compresse;
  • In pazienti con asma grave o di gravi malattie croniche dei polmoni;
  • In pazienti con battito cardiaco lento o irregolare (meno di 60 battiti al minuto). Chieda al medico se non è sicuro;
  • In pazienti con pressione sanguigna molto bassa;
  • In pazienti con gravi problemi circolatori (che possono causare formicolii o un colorito pallido o bluastro alle dita delle mani e dei piedi);
  • In pazienti con insufficienza cardiaca che peggiora improvvisamente e/o che può richiedere un trattamento in ospedale;
  • In pazienti con un eccesso di acido nel sangue, una condizione nota come acidosi metabolica;
  • In pazienti con un feocromocitoma non trattato, un raro tumore delle ghiandole surrenali;

Avvertenze

Altre formulazioni di medicinali contenenti bisoprololo vengono impiegate nel trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica. Relativamente a questa indicazione l'impiego degli agenti beta-bloccanti richiede un approccio molto cauto e deve iniziare con una fase di titolazione molto ben controllata. In questa fase sono necessari degli aumenti che, con l'attuale medicinale, non sono tutti realizzabili. Di conseguenza, il prodotto non deve essere impiegato nel trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica. L'associazione con amiodarone va impiegata con cautela dato il rischio di disturbi della contrattilita', dell'automatismo e della conduzione (soppressione delle reazioni simpatiche compensatorie). Si sconsiglia l'associazione di bisoprololo con antagonisti del calcio quali verapamil e diltiazem, e con i farmaci antiipertensivi ad azione centrale. Il bisoprololo deve essere usato con cautela in caso di: broncospasmo (asma bronchiale, malattia ostruttiva delle vie aeree): nell'asma bronchiale o in altre malattie ostruttive croniche delle vie aeree, potenzialmente sintomatiche, il paziente va sottoposto a terapia broncodilatatoria concomitante. In rari casi può verificarsi un aumento della resistenza a livello delle vie aeree nei pazienti asmatici, e quindi può rendersi necessario un aumento della dose dei beta2-stimolanti. Prima di iniziare il trattamento si raccomanda un test respiratorio funzionale. Terapia concomitante con farmaci anticolinesterasici (tacrina compresa): è possibile un aumento del tempo di conduzione AV e/o della bradicardia. Terapia concomitante con anestetici: attenuazione della tachicardia di riflesso e aumento del rischio di ipotensione. Il beta-blocco prolungato riduce il rischio di aritmia durante l'induzione e l'intubazione. L'anestesista deve essere informato quando il paziente riceve il bisoprololo. Mezzi di contrasto iodati: I beta-bloccanti possono impedire le reazioni cardiovascolari compensatorie associate a ipotensione o shock indotte dai prodotti di contrasto iodati. Diabete mellito con oscillazioni significative dei valori glicemici; possono mascherarsi i sintomi dell'ipoglicemia. Occorre monitorare i livelli glicemici durante il trattamento con bisoprololo. Tireotossicosi, possono mascherarsi sintomi adrenergici. Digiuno forzato. Terapia desensibilizzante in corso. Come con altri agenti beta-bloccanti, il bisoprololo puo' aumentare sia la sensibilità verso gli allergeni sia la gravità delle reazioni anafilattiche. La terapia con adrenalina non sempre dal' effetto terapeutico auspicato. Potrebbe essere necessario somministrare dosi più elevate di epinefrina (adrenalina). Blocco AV di primo grado. Angina di Printzmetal: gli agenti beta-bloccanti possono aumentare il numero e la durata degli attacchi di angina nei pazienti affetti da angina di Printzmetal. E' possibile l'impiego di agenti adrenocettori bloccanti beta-1-selettivi nelle forme lievi esolo in associazione con un agente vasodilatatore. Disturbi della circolazione periferica, quali fenomeno di Raynaud e claudicazione intermittente: possono intensificarsi i sintomi soprattutto all'inizio della terapia. Nei pazienti affetti da feocromocitoma, il bisoprololo può essere somministrato solo dopo il blocco del recettore alfa. Psoriasi pregressa o in atto, il bisoprololo deve essere somministrato solo dopo un'attenta valutazione del rischio/beneficio. All'inizio del trattamento con bisoprololo si richiede un monitoraggio regolare, soprattutto negli anziani. La terapia con bisoprololo non va interrotta bruscamente a meno che non venga espressamente indicato. Nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica esiste il rischio di infarto miocardico e morte improvvisa se l'interruzione avviene in modo brusco. Il medicinale contiene un principio attivo che risulta positivo ai controlli anti-doping.

Interazioni

Floctafenina: i beta-bloccanti possono impedire le reazioni cardiovascolari compensatorie associate a ipotensione o shock da floctafenina. Sultopride: il bisoprololo non deve essere somministrato in concomitanza con sultopride in quanto aumenta il rischio di aritmia ventricolare.Associazioni non raccomandate calcio antagonisti (verapamil, diltiazem, bepridil): influenzano negativamente la contrattilita', la conduzione atrioventricolare e la pressione sanguigna. Clonidina e altri farmaci antiipertensivi ad azione centrale, cioè metildopa, guanfacina, moxonidina, rilmenidina: Aumento del rischio dell'ipertensione di rimbalzo nonché un'eccessiva riduzione del ritmo cardiaco e della conduzione cardiaca, compreso un peggioramento dell'insufficienza cardiaca. Inibitori della monoaminoossidasi (tranne inibitori MAO-B): Oltre a un aumento dell'effetto ipotensivo dei beta-bloccanti vi è il rischio di crisi ipertensiva. Associazioni farmaceutiche da somministrare con cautela. Farmaci antiaritmici di classe I (ad es. disopiramide, chinidina): l'effetto sul tempo di conduzione atrioventicolare potrebbe essere potenziato come pure potrebbe aumentare l'effetto inotropico negativo (si richiede uno stretto monitoraggio clinico e ECG). Farmaci antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone): possibile potenziamento dell'effetto sul tempo di conduzione atriale. calcio antagonisti (derivati della diidropiridina): aumento del rischio di ipotensione. Nei pazienti con insufficienza cardiaca latente, l'impiego concomitante degli agenti beta-bloccanti può provocare un'insufficienza cardiaca. I farmacianticolinesterasici (tacrina compresa): possibile aumento del tempo di conduzione atrioventricolare e/o bradicardia. Altri agenti beta-bloccanti, comprese le gocce oftalmiche, hanno effetti additivi. Insulina e farmaci antidiabetici orali: intensificazione dell'effetto ipoglicemico. Il blocco del beta-adrenocettore può mascherare la sintomatologia ipoglicemica. Glicosidi digitalici: riduzione del ritmo cardiaco, aumento del tempo di conduzione atrioventricolare. Agenti anestetici: attenuazione della tachicardia di riflesso e aumento del rischio di ipotensione (per ulteriori informazioni riguardanti l'anestesia. FANS: riduzione dell'effetto antiipertensivo (inibizione della prostaglandina ad azione vasodilatatoria da parte dei FANS e ritenzione idrica e sodica con il FANS pirazolone). Derivati dell'ergotamina: esacerbazione dei disturbi circolatori periferici. Agenti beta-simpatomimetici (ad es. Isoprenalina, dobutamina): l'associazione con bisoprololo puo' ridurre gli effetti di entrambi gli agenti. Antidepressivi triciclici, barbiturici, fenotiazine e altri agenti antiipertensivi: aumento dell'effetto ipotensivo. Baclofen: aumento dell'attività antiipertensiva. Amifostina: aumento dell'attivita' ipotensiva. Associazioni da valutare. Meflochina: aumento del rischio di bradicardia. Corticosteroidi: riduzione dell'effetto antiipertensivo dovuta a ritenzione idrica e sodica.

Effetti Indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati del Atenololo organizzati secondo la classificazione sistemica e organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati
Patologie vascolari Sensazione di freddo o intorpidimento alle estremità, ipotensione, ipotensione ortostatica.
Patologie cardiache Bradicardia, peggioramento dell’insufficienza cardiaca, disturbi della conduzione AV.
Patologie dell’occhio Riduzione del flusso lacrimale (da considerare in pazienti che
utilizzano lenti a contatto), congiuntiviti.
Disturbi del sistema immunitario Astenia, affaticamento.
Patologie del sistema nervoso Capogiri, cefalea, sincope.
Disturbi psichiatrici Disturbi del sonno, depressione, incubi, allucinazioni.
Patologie gastrointestinali Disturbi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea, stipsi.
Patologie epatobiliari Epatiti
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Reazioni di ipersensibilità (prurito, rossore, eruzione cutanea), gli agenti β-bloccanti possono provocare o peggiorare la psoriasi o
indurre eruzioni cutanee psoriasi-simili, alopecia.
Patologie respiratorie Broncospasmo in pazienti con asma bronchiale o anamnesi di
malattia ostruttiva delle vie aeree, riniti allergiche.
Patologie renali ed urinarie Insufficienza renale e alterazioni della funzione renale in pazienti con malattia vascolare diffusa e/o insufficienza renale basale,

Sovradosaggio

In seguito a sovradosaggio (ad es. dose giornaliera di 15 mg invece di 7.5 mg) sono stati riportati blocco AV di terzo grado, bradicardia e capogiri. I sintomi attesi più comuni conseguenti ad un sovradosaggio di un β bloccante sono in genere bradicardia, ipotensione, broncospasmo, insufficienza cardiaca acuta e ipoglicemia. Al momento attuale sono stati riportati pochi casi di sovradosaggio (massimo 2000 mg) con bisoprololo in pazienti con ipertensione e/o malattia coronarica che hanno manifestato bradicardia e/o ipotensione; tutti i pazienti si sono ristabiliti. C’è un’ampia variabilità individuale di sensibilità ad una singola dose elevata di bisoprololo ed i pazienti affetti da insufficienza cardiaca sono probabilmente molto sensibili. È pertanto obbligatorio iniziare la terapia di questi pazienti con una titolazione graduale.
In caso di sovradosaggio, interrompere il trattamento con bisoprololo fumarato ed effettuare un trattamento sintomatico e di supporto. Dati limitati suggeriscono che il bisoprololo è difficilmente dializzabile. Sulla base delle azioni farmacologiche attese e delle raccomandazioni valide per gli altri βbloccanti si considerino le seguenti misure generali quando giustificato clinicamente.
Bradicardia: si somministri atropina per via endovenosa. Se la risposta è inadeguata può essere somministrata con cautela isoprenalina o un altro farmaco con proprietà cronotrope positive. In alcuni casi può essere necessario l’inserimento di un pacemaker trans-venoso.
Ipotensione: si somministrino liquidi e vasopressori per via endovenosa. Potrebbe essere utile la somministrazione endovenosa di glucagone.
Blocco AV (di secondo e terzo grado): i pazienti devono essere attentamente monitorati e trattati con isoprenalina per infusione o potrebbe essere necessario introdurre un pace-maker per via intravenosa. Peggioramento acuto dell’insufficienza cardiaca: somministrare diuretici, agenti inotropi, vasodilatatori per via endovenosa.
Broncospasmo: somministrare roncodilatatoari come isoprenalina, farmaci simpaticomimetici β2 e/o aminofillina. Ipoglicemia: si somministri glucosio per via endovenosa.

Gravidanza e Allattamento

Bisoprololo può essere pericoloso in gravidanza e/o per il bambino (aumento della possibilità di parto prematuro, aborto spontaneo, ritardo dello sviluppo, basso livello di glucosio nel sangue e riduzione della frequenza cardiaca nel bambino). Pertanto non deve usare questo medicinale durante la gravidanza.
Si ignora se il bisoprololo è escreto nel latte materno. Pertanto non è raccomandato l'allattamento durante l'uso di questo medicinale.

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