Cos'è Recarbrio?
Recarbrio è un farmaco a base del principio attivo
Imipenem + Cilastatina + Relebactam , appartenente alla categoria degli Antibatterici
e nello specifico Carbapenemi. E' commercializzato in Italia dall'azienda
Merck Sharp & Dohme B.V. .
Recarbrio può essere prescritto con Ricetta OSP - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile.
Recarbrio può essere prescritto con Ricetta OSP - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile.
Confezioni
Recarbrio 500 mg / 500 mg / 250 mg polvere per soluzione per infusione uso iv 25 flaconcini
Indicazioni
Perché si usa Recarbrio? A cosa serve?
Recarbrio è indicato in pazienti adulti e pediatrici dalla nascita per:
• Trattamento della polmonite acquisita in ospedale (hospital-acquired pneumonia, HAP), compresa polmonite associata a ventilazione meccanica (ventilator associated pneumonia, VAP) (vedere paragrafi 4.4 e 5.1);
• Trattamento della batteriemia che si manifesta in associazione o che si sospetta sia associata a HAP o VAP;
• Trattamento delle infezioni causate da organismi aerobi Gram-negativi con opzioni di trattamento limitate (vedere paragrafi 4.2, 4.4 e 5.1).
Occorre tenere in considerazione le linee guida ufficiali sull’uso corretto degli agenti antibatterici.
Posologia
Come usare Recarbrio: Posologia
Si raccomanda l’utilizzo di Recarbrio per il trattamento delle infezioni causate da organismi aerobi Gram-negativi in pazienti con opzioni di trattamento limitate solo dopo aver consultato un medico con adeguata esperienza nella gestione delle malattie infettive.
Posologia
La Tabella 1 riporta la dose raccomandata per via endovenosa nei pazienti adulti con una clearance della creatinina (CrCl) ≥90 mL/min e la Tabella 2 riporta la dose raccomandata per via endovenosa nei pazienti pediatrici (dalla nascita a < 18 anni di età) con funzione renale normale (vedere paragrafi 4.4e 5.1).
Tabella 1: Dosi raccomandate nei pazienti adulti con una CrCl ≥ 90 mL/min*,†
| Tipodi infezione | Dose di Recarbrio (imipenem/cilastatina/ relebactam) | Frequenza | Tempo di infusione (minuti) | Durata del trattamento |
| Polmonite acquisita in ospedale, compresa polmonite associata a ventilazione meccanica†, ‡ | 500 mg/500 mg/250 mg | Ogni 6 ore | 30 | Da 7 a 14 giorni |
| Infezioni causate da organismi aerobi Gram-negativi in pazienti con opzioni di trattamento limitate† | 500 mg/500 mg/250 mg | Ogni 6 ore | 30 | Durata in base al sito di infezione§ |
| *Calcolata utilizzando la formula di Cockcroft-Gault. †La dose raccomandata può non essere sufficiente per i pazienti con HAP o VAP con CrCl > 250 mL/min e per i pazienti con infezioniintra-addominali complicate (complicated intra-abdominal infections, cIAI) o infezioni complicate del tratto urinario (complicated urinary tract infections, cUTI), compresa pielonefrite, con CrCl >150 mL/min (vedere paragrafo 4.4). ‡Comprende batteriemia, in associazione o che si sospetta sia associata a HAP o VAP. §Ad es., per lecUTI, e per le cIAI la durata raccomandata del trattamento è da 5 a 10 giorni; il trattamento può proseguire finoa 14 giorni. | ||||
Tabella 2: Dosi raccomandate nei pazienti pediatrici con funzione renale normale*
| Peso corporeo | Età | Dose diRecarbrio (imipenem/cilastatina/relebactam) | Frequenza | Tempo di infusione (minuti) |
| ≥ 30 kg | < 18 anni | 500 mg/500 mg/250 mg | Ogni 6 ore | 30 |
| Da 2 kg a < 30 kg | Da ≥ 3 mesi a < 18 anni | 37,5 mg/kg (imipenem 15 mg/kg, cilastatina 15 mg/kg e relebactam 7,5 mg/kg) | Ogni 6 ore | 60 |
| Dalla nascita a < 3 mesi | 37,5 mg/kg (imipenem 15 mg/kg, cilastatina 15 mg/kg e relebactam 7,5 mg/kg) | Ogni 8 ore | 60 | |
| *Misurata mediante velocità di filtrazione glomerulare stimata (estimated glomerular filtration rate, eGFR) calcolata utilizzando la formula bedside Schwartz. | ||||
La durata raccomandata del trattamento per i pazienti pediatrici con HAP/VAP è la stessa degli adulti. Per il trattamento delle infezioni causate da organismi aerobi Gram-negativi in pazienti pediatrici con opzioni di trattamento limitate, la durata del trattamento è a discrezione del medico. Vedere paragrafo 5.1.
Popolazioni speciali
Compromissione renale
Nei pazienti adulti con una CrCl inferiore a 90 mL/min ènecessaria una riduzione della dose di imipenem/cilastatina/relebactam, come indicato nella Tabella 3. Nei pazienti con fluttuazioni della funzione renale è necessario monitorare la CrCl.
I pazienti pediatrici di peso corporeo di almeno 30 kg con eGFRinferiore a 90 mL/min/1,73 m² richiedono una riduzione della dose di imipenem/cilastatina/relebactam come indicato nella Tabella 3. Imipenem/cilastatina/relebactam non è raccomandato in pazienti pediatrici di peso corporeo inferiore a 30 kg con compromissione renale.
Tabella 3: Dosi raccomandate per via endovenosa nei pazientiadulti con una CrCl < 90 mL/min e nei pazienti pediatrici (di peso corporeo di almeno 30 kg) con eGFR < 90 mL/min/1,73 m²
| Funzionalità renale stimata (CrCl [mL/min]* o eGFR [mL/min/1,73 m²]†) | Dose raccomandata di Recarbrio (imipenem/cilastatina/relebactam) (mg)‡ |
| Da inferiore a90 a superiore o uguale a 60 | 400/400/200 |
| Da inferiore a 60 a superiore o uguale a 30 | 300/300/150 |
| Da inferiore a 30 a superiore o uguale a 15 | 200/200/100 |
| Nefropatia allo stadio terminale (ESRD) in emodialisi§ | 200/200/100 |
| *CrCl calcolata utilizzando la formula di Cockcroft-Gault per i pazienti adulti. †eGFR calcolata utilizzando la formula bedside Schwartz in pazienti pediatrici di peso corporeo ≥ 30 kg. ‡Da somministrare per via endovenosa. Per la durata dell’infusione e la frequenza di somministrazione, vedere Tabella 1 e Tabella 2. §La somministrazione deve essere programmata dopo l’emodialisi. Imipenem, cilastatina e relebactam vengono eliminati dal circolo durante l’emodialisi. Recarbrio viene fornito in un flaconcino monodose in un’associazione a dose fissa; la dose di ogni componente sarà aggiustata equamente durante la preparazione (vedere paragrafo 6.6). | |
I pazienti adulti con CrCl inferiore a 15 mL/min e i pazienti pediatrici (di peso corporeo di almeno 30 kg) con eGFR inferiore a 15 mL/min/1,73m² non devono ricevere imipenem/cilastatina/relebactam a meno che l’emodialisi non sia effettuata entro 48 ore. Non vi sono sufficienti informazioni per raccomandarel’utilizzo di imipenem/cilastatina/relebactam nei pazienti sottoposti a dialisi peritoneale.
Compromissione epatica
Non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione della funzione epatica (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione anziana
Non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti anziani (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di imipenem/cilastatina/relebactam nei bambini di peso corporeo inferiore a 30 kg con compromissione renale, nei bambini di peso corporeo inferiore a 2 kg o lattanti nati pretermine (età post-mestruale inferiore a 37 settimane) non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Modo di somministrazione
Per infusione endovenosa.
Per le istruzioni sulla ricostituzione e diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Controindicazioni
Quando non dev'essere usato Recarbrio
Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1;
Ipersensibilità a qualsiasi altro agente antibatterico carbapenemico;
Ipersensibilità severa (ad es., reazione anafilattica, reazione cutanea severa) a qualsiasi altro tipo di agente antibatterico beta-lattamico (ad es., penicilline, cefalosporine o monobattami) (vedere paragrafo 4.4).
Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
Cosa serve sapere prima di prendere Recarbrio
Reazioni di ipersensibilità
Nei pazienti in trattamento con beta-lattamici sono state segnalate reazioni di ipersensibilità (anafilattiche) gravi e occasionalmente fatali (vedere paragrafi 4.3 e 4.8).
È più probabile che tali reazioni si verifichino in individui con una storia di sensibilità a più allergeni. Prima di iniziare la terapia con imipenem/cilastatina/relebactam, si deve condurre un’indagine accurata su precedenti reazioni di ipersensibilità a carbapenemi, penicilline, cefalosporine, altri beta-lattamici e altri allergeni.
In caso di reazione allergica a imipenem/cilastatina/relebactam, si deve interrompere immediatamente il trattamento. Le reazioni anafilattiche gravi richiedono un trattamento di emergenza immediato.
Funzione epatica
La funzione epatica deve essere monitorata attentamente duranteil trattamento con imipenem/cilastatina/relebactam a causa del rischio di tossicità epatica (come aumento delle transaminasi, insufficienza epatica ed epatite fulminante) (vedere paragrafo 4.8).
Uso nei pazienti con malattia epatica: nei pazienti con patologie epatiche preesistenti la funzione epatica deve essere monitorata durante il trattamento con imipenem/cilastatina/relebactam. Non è necessario un aggiustamento della dose (vedere paragrafo 4.2).
Sistema nervoso centrale (SNC)
Durante il trattamento con imipenem/cilastatina, sono state segnalate reazioni avverse a livello del SNC, quali crisi convulsive, stati confusionali e attività mioclonica, in particolare in caso di superamento delle dosi raccomandate di imipenem. Tali reazioni sono state segnalate più comunemente nei pazienti con disturbi a carico del SNC (ad esempio, lesioni cerebrali o anamnesi di crisi convulsive) e/o compromissione della funzione renale.
Si deve prestare particolare attenzione ai sintomi neurologici o alle convulsioni nei bambini con fattori di rischio noti per le crisi epilettiche o in trattamento concomitante con medicinaliche abbassano la soglia convulsiva.
Aumento del potenziale convulsivo in seguito all’interazione con acido valproico
Non è raccomandato l’uso concomitante di imipenem/cilastatina/relebactam e acido valproico/divalproex sodico. Per il trattamento delle infezioni nei pazienti con crisi convulsiveben controllate dall’acido valproico o dal divalproex sodico si devono prendere in considerazione antibatterici diversi dai carbapenemi. Se è necessaria la somministrazione di questo medicinale, deve essere presa in considerazione una terapiaanticonvulsivante aggiuntiva (vedere paragrafo 4.5).
Diarrea associata a Clostridioides difficile (CDAD)
Diarrea associata a Clostridioides difficile (Clostridioides difficile-associated diarrhoea, CDAD) è statasegnalata con imipenem/cilastatina/relebactam. In termini di severità, la CDAD può variare da una forma lieve di diarrea a colite fatale. La CDAD deve essere presa in considerazione in tutti i pazienti che sviluppano diarrea durante o dopo la somministrazione di imipenem/cilastatina/relebactam (vedere paragrafo 4.8). È necessaria un’anamnesi accurata poiché la CDAD è stata segnalata a distanza di oltre due mesi dalla somministrazione di agenti antibatterici.
In caso di CDAD sospetta o confermata, si deve prendere in considerazione l’interruzione della terapia con imipenem/cilastatina/relebactam e la somministrazione di un trattamento specifico per C. difficile. Non devono essere somministrati medicinali che inibiscono la peristalsi.
Pazienti con CrCl ≥ 150 mL/min
Sulla base di analisi di farmacocinetica-farmacodinamica, la dose raccomandata di imipenem/cilastatina/relebactam per i pazienti con CrCl ≥ 90 mL/min può non essere sufficiente nel trattamento di pazienti con HAP o VAP e CrCl > 250 mL/min o di pazienti con cIAI o cUTI e CrCl > 150 mL/min. Per questi pazienti si deve prendere in considerazione la possibilità di utilizzare terapie alternative.
Compromissione renale
È raccomandato un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale (vedere paragrafo 4.2). Non vi sono informazioni adeguate per raccomandare l’uso di imipenem/cilastatina/relebactam nei pazienti sottoposti a dialisi peritoneale.
Limiti dei dati clinici
I pazienti immunocompromessi, compresi i pazienti con neutropenia, sono stati esclusi dagli studi clinici.
Polmonite acquisita in ospedale, compresa polmonite associata a ventilazione meccanica
In un solo studio sulla polmonite acquisita in ospedale, compresa polmonite associata a ventilazione meccanica, il 6,2% (33/535) dei pazienti presentava batteriemia al basale.
Pazienti con opzioni di trattamento limitate
L’uso di imipenem/cilastatina/relebactam per il trattamento di pazienti con infezioni causate da organismi aerobi Gram-negativi che hanno opzioni di trattamento limitate si basa sull’esperienza con imipenem/cilastatina, sulle analisi di farmacocinetica-farmacodinamica per imipenem/cilastatina/relebactam e sui dati limitati ricavati da uno studio clinico randomizzato nel quale 21 pazienti valutabili sono stati trattati con imipenem/cilastatina/relebactam e 10 pazienti valutabili sono stati trattati con colistina e imipenem/cilastatina per le infezioni causate da organismi non sensibili a imipenem.
Limiti dello spettro dell’attività antibatterica
Imipenem non presenta attività contro Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) e Staphylococcus epidermidis resistente alla meticillina (MRSE) o contro Enterococcus faecium. In caso di coinvolgimento noto o sospetto di questi agenti patogeni nel processo infettivo, si devonoutilizzare agenti antibatterici alternativi o aggiuntivi.
Lo spettro di inibizione di relebactam comprende le beta-lattamasi di classe A (come le beta-lattamasi a spettro esteso (extended-spectrum beta-lactamases, ESBL) e carbapenemasiKlebsiella pneumoniae (Klebsiella pneumoniae carbapenemase, KPC)) e le beta-lattamasi di classe C compresa la cefalosporinasi derivata da Pseudomonas (Pseudomonas-derived cephalosporinase, PDC).
Relebactam non inibisce le carbapenemasi di classe D come Oxacillina-48 (OXA-48) o le metallo- beta-lattamasi di classe B come le metallo-beta-lattamasi New Dehli (New Delhi metallo-beta-lactamase, NDM) e le metallo-beta-lattamasi codificata da integrone di Verona (Verona integron-encoded metallo-beta-lactamase, VIM) (vedere paragrafo 5.1).
Organismi non sensibili
L’uso di imipenem/cilastatina/relebactam può comportare una crescita eccessiva di organismi non sensibili, che può richiedere l’interruzione del trattamento o altre misure appropriate.
Sieroconversione al test dell’antiglobulina (test di Coombs)
Durante il trattamento con imipenem/cilastatina/relebactam si può sviluppare una positività al test diretto o indiretto di Coombs (vedere paragrafo 4.8).
Eccipienti con effetti noti
Sodio
Ogni flaconcino contiene un totale di 37,5 mg di sodio (1,6 mmol), equivalente all’1,9% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS, che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Ciò deve essere tenuto in considerazione quando si somministra Recarbrio a pazienti che seguono una dieta a contenuto controllato di sodio.
Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Recarbrio
Ganciclovir
Nei pazienti che hanno ricevuto ganciclovir in concomitanza a imipenem/cilastatina, sono state segnalate crisi convulsive generalizzate. Ganciclovir non deve essere usato in concomitanza con imipenem/cilastatina/relebactam a meno che i benefici potenzialinon superino i rischi.
Acido valproico
I casi clinici in letteratura hanno mostrato che la co-somministrazione dei carbapenemi, compreso imipenem/cilastatina, a pazienti in trattamento con acido valproico o divalproex sodico comporta una riduzione delle concentrazioni di acido valproico. Le concentrazioni di acido valproico possono scendere al di sotto delrange terapeutico come conseguenza di questa interazione, aumentando, pertanto, il rischio di comparsa improvvisa di crisi convulsive. Sebbene non sia noto il meccanismo di questa interazione, i dati degli studi in-vitro e degli studi condotti sugli animali indicano che i carbapenemi possono inibire l’idrolisi del metabolita glucuronide dell’acido valproico (VPA-g) ad acido valproico, abbassando di conseguenza le concentrazioni sieriche di acido valproico. Non è raccomandato l’uso concomitante di imipenem/cilastatina/relebactam e acido valproico/divalproex sodico (vedere paragrafo 4.4).
Anticoagulanti orali
La somministrazione concomitante di agenti antibatterici e warfarin può aumentare gli effetti anticoagulanti di quest’ultimo. Si raccomanda il monitoraggio appropriato del rapporto internazionale normalizzato (INR) durante e subito dopo la co-somministrazione di antibiotici e medicinali anticoagulanti orali.
Studi clinici di interazione farmacologica
Uno studio clinico di interazione farmacologica ha dimostrato che l’esposizione a imipenem e relebactam non aumenta in maniera clinicamente significativa quando imipenem/cilastatina/relebactam viene co-somministrato con probenecid, il prototipo dell’inibitore del trasportatore di anioni organici (OAT), indicando un’assenza di interazioni farmacologiche mediate daOAT clinicamente significative. La somministrazione concomitante di imipenem/cilastatina e probenecid ha aumentato il livello plasmatico e l’emivita di cilastatina, sebbene non in misura clinicamente significativa. Pertanto, questo medicinale può essere somministrato in concomitanza agli inibitori di OAT.
Interazioni riportate su letteratura scientifica internazionale
Prima di prendere "Recarbrio" insieme ad altri farmaci come “Acido Valproico + Sodio Valproato EG”, “Acido Valproico + Sodio Valproato Ratiopharm”, “Acido Valproico + Sodio Valproato Sandoz”, “Depakin Chrono”, “Depakin - Compressa Gastroresistente, Soluzione”, “Depakin - Granulato A Rilascio Modificato”, “Depakin - Polvere”, “Sodio Valproato Aurobindo Italia”, “Sodio Valproato Aurobindo”, “Sodio Valproato Seacross”, etc.., chiedi al tuo al tuo medico o farmacista di fiducia di verificare che sia sicuro e non dannoso per la tua salute ...
Fertilità, gravidanza e allattamento
Gravidanza
Non esistono studi adeguati e ben controllati sull’uso diimipenem, cilastatina o relebactam nelle donne in gravidanza.
Gli studi sugli animali con imipenem/cilastatina hanno mostratotossicità riproduttiva nelle scimmie (vedere paragrafo 5.3). Non è noto il rischio potenziale per gli esseri umani. Gli studi sugli animali con relebactam non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Recarbrio deve essere utilizzato durante la gravidanza solo se il potenziale beneficio giustifica il potenziale rischio per il feto.
Allattamento
Imipenem e cilastatina sono escreti in piccoli quantitativi nellatte materno.
Non è noto se relebactam sia escreto nel latte materno. I dati disponibili sugli animali hanno mostrato l’escrezione di relebactam nel latte dei ratti (per i dettagli vedere paragrafo 5.3).
Il rischio per i neonati/lattanti allattati al seno non può essere escluso. Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia con Recarbrio tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità
Non sono disponibili dati sull’uomo riguardo ai potenziali effetti del trattamento con imipenem/cilastatina o relebactam sulla fertilità maschile o femminile. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi di imipenem/cilastatina o relebactam sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).
Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari
Recarbrio altera moderatamente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Durante il trattamento con imipenem/cilastatina, sono state segnalate reazioni avverse a livello del SNC quali crisi convulsive, stati confusionali e attività mioclonica, soprattutto in caso di superamento delle dosi raccomandate di imipenem (vedere paragrafo 4.4). Pertanto, si deve prestare attenzione alla guida di veicoli o all’uso di macchinari.
Effetti indesiderati
Quali sono gli effetti collaterali di Recarbrio
Riassunto del profilo di sicurezza
La reazione avversa che si è verificata più frequentemente (≥ 2%) nei pazienti adulti che ricevevano imipenem/cilastatina più relebactam negli studi aggregati di Fase II sulle infezioni intra-addominali complicate (cIAI) e sulle infezioni complicate del tratto urinario (cUTI), compresa pielonefrite (N = 431) è stata diarrea. Le reazioni avverse che si sono verificate più frequentemente (≥ 2%) nei pazienti che ricevevano Recarbrio in uno studio di Fase III su HAP o VAP (N = 266) sono state diarrea, alanina aminotransferasi aumentata e aspartato aminotransferasi aumentata.
Tabella riassuntiva delle reazioni avverse
Le seguenti reazioni avverse sono state segnalate durante studiclinici di Fase II (imipenem/cilastatina più relebactam,con la partecipazione di 431 pazienti) e di Fase III (Recarbrio, con la partecipazione di 266 pazienti) e con imipenem/cilastatina negli studi clinici o nell’esperienza post-marketing con imipenem/cilastatina (vedere Tabella 4).
Le reazioni avverse sono classificate per sistemi e organi e per frequenza secondo MedDRA. Le categorie di frequenza si basano sulle seguenti convenzioni: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1 000, < 1/100), raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000), molto raro (< 1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tabella 4: Elenco delle reazioni avverse
| Classificazione per sistemi e organi | Comune | Non comune | Raro | Molto raro | Non nota |
| Infezioni ed infestazioni | Colite pseudomembranosa*, Candidiasi* | Gastroenterite* | |||
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Eosinofilia* | Pancitopenia*, Neutropenia*, Leucopenia*, Trombocitopenia*, Trombocitosi* | Agranulocitosi* | Anemia emolitica*, Depressione midollare* | |
| Disturbi del sistema immunitario | Reazioni anafilattiche* | ||||
| Patologie del sistema nervoso | Crisi convulsive*, Allucinazioni*, Stati confusionali*, Attività mioclonica*, Capogiro*, Sonnolenza* | Encefalopatia*, Parestesia*, Tremore focale*, Perversione del gusto* | Peggioramento di miastenia gravis*, Cefalea* | Agitazione*, Discinesia * | |
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | Perdita dell’udito* | Vertigine*, Tinnito* | |||
| Patologie cardiache | Cianosi*, Tachicardia*, Palpitazioni* | ||||
| Patologie vascolari | Tromboflebite* | Ipotensione* | Rossore* | ||
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Dispnea*, Iperventilazione*, Dolore faringeo* | ||||
| Patologie gastrointestinali | Diarrea†*, Nausea†*, Vomito†* | Colorazione dei denti e/o della lingua* | Colite emorragica*, Dolore addominale*, Bruciore distomaco*, Glossite*, Ipertrofia delle papille della lingua*, Salivazione aumentata* | ||
| Patologie epatobiliari | Alanina aminotransferasi aumentata†*, Aspartato aminotransferasi aumentata†* | Insufficienza epatica*, Epatite* | Epatite fulminante* | Ittero* | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Eruzione cutanea (ad es., esantematica)* | Orticaria*, Prurito* | Necrolisi epidermica tossica*, Angioedema*, Sindrome di Stevens-Johnson*, Eritema multiforme*, Dermatiteesfoliativa* | Iperidrosi*, Modificazioni del tessuto cutaneo* | |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Poliartralgia*, Dolore alla spina dorsale toracica* | ||||
| Patologie renali e urinarie | Aumenti della creatinina sierica* | Insufficienza renale acuta*,Oliguria/anuria*, Poliuria*, Colore anormale delle urine (innocuo e non deve essere confuso con l’ematuria)* | |||
| Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella | Prurito vulvare* | ||||
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Febbre*, Dolore locale e indurimento nella sede di iniezione* | Fastidio al torace*, Astenia/debolezza* | |||
| Esami diagnostici | Aumenti della fosfatasi alcalina sierica* | Test di Coombs positivo*, Tempo di protrombina prolungato*, Emoglobina ridotta*, Aumenti della bilirubina sierica*, Aumenti dell’azoto ureico ematico* | Latticodei drogenasi ematica aumentata * | ||
| *segnalato con imipenem/cilastatina negli studi clinici o nell’esperienza post-marketing con imipenem/cilastatina. †segnalato con imipenem/cilastatina più relebactam negli studi di Fase II (N = 431) e di Fase III (N = 266). | |||||
Popolazione pediatrica
La sicurezza di imipenem/cilastatina/relebactam è stata valutata in uno studio clinico di Fase 2/3 su partecipanti pediatrici, dalla nascita fino a meno di 18 anni di età (vedere paragrafo 5.1). Sono stati arruolati e trattati 85 partecipanti nel braccio imipenem/cilastatina/relebactam, di cui 10 adolescenti, 31 bambini di età compresa tra 6 e meno di 12 anni,21 di età compresa tra 2 anni e meno di 6 anni, 15 di età compresa tra 3 mesi e meno di 2 anni e 8 di età compresa tra la nascita (a termine) e meno di 3 mesi. Sulla basedi questi dati, le reazioni avverse sono state generalmente paragonabili a quelle osservate negli adulti.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l’Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni- avverse.
Sovradosaggio
Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Recarbrio
In caso di sovradosaggio, interrompere la terapia con Recarbrio, trattare in base ai sintomi e istituire un trattamento di supporto generale. Imipenem, cilastatina e relebactam possono essereeliminati tramite emodialisi. Non sono disponibili informazionicliniche sull’utilizzo dell’emodialisi per il trattamento di un sovradosaggio.
Scadenza
Polvere secca
30 mesi.
Dopo ricostituzione e diluizione
Le soluzioni diluite devono essere usate immediatamente. L’intervallo di tempo compreso tra l’inizio della ricostituzione e la fine dell’infusione endovenosa non deve superare le due ore.
Conservazione
Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Tenere i flaconcini nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione e la diluizione del medicinale vedere paragrafo 6.3.
Elenco degli eccipienti
Bicarbonato di sodio.
