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Paracetamolo


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A cosa serve

Il paracetamolo è un farmaco appartenente alla classe degli antipiretici e analgesici. Il paracetamolo è disponibile in svariate formulazioni farmaceutiche adatte alla somministrazione per via orale, per via rettale e per via parenterale.
Il
paracetamolo serve per la terapia e cura di varie malattie e patologie come: Febbre, mal di testa, nevralgie, mialgie, dolori articolari, dolore post-operatorio, mal di denti, dolori mestruali.


Indicazioni

Trattamento sintomatico delle affezioni dolorose di ogni genere (ad esempio, mal di testa, mal di denti, torcicollo, dolori articolari e lombosacrali, dolori mestruali, piccoli interventi chirurgici).


Posologia

Come accennato, il paracetamolo è disponibile in differenti formulazioni farmaceutiche adatte a diverse vie di somministrazione.
Più nel dettaglio, il paracetamolo è disponibile per la:

  • Somministrazione orale sotto forma di compresse, compresse effervescenti, compresse orodispersibili, granulato effervescente, sciroppo, polvere per soluzione orale e gocce orali.
  • Somministrazione per via rettale sotto forma di supposte.
  • Somministrazione per via parenterale sotto forma di soluzione per infusione endovenosa.

Durante il trattamento con il farmaco - per evitare l'insorgenza di pericolosi effetti collaterali, soprattutto a livello epatico e renale - è fondamentale non superare mai le dosi di paracetamolo consigliate ed è necessario attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal medico, sia per quanto riguarda la quantità di farmaco da assumere, sia per quanto riguarda la frequenza delle somministrazioni e la durata dello stesso trattamento.
Di seguito sono riportate alcune indicazioni sulle dosi di paracetamolo abitualmente impiegate in terapia.
In qualsiasi caso, per conoscere l'esatta posologia di ciascuna formulazione farmaceutica, si rimanda ai foglietti illustrativi delle singole specialità medicinali.
Somministrazione per via orale e per via rettale
Quando il paracetamolo è somministrato per via orale o per via rettale, la dose abitualmente impiegata negli adulti è di 500-1000 mg di farmaco, da assumersi 3-4 volte al giorno, con intervalli di almeno quattro ore fra una somministrazione e l'altra. La quantità di farmaco da assumere e la frequenza delle somministrazioni variano in funzione della gravità dei sintomi e dalle condizioni cliniche di ogni singolo paziente.
La dose solitamente utilizzata nei bambini varia dai 120 ai 500 mg di paracetamolo, da assumersi al massimo quattro volte al giorno. Nella prima infanzia, invece, la dose di paracetamolo abitualmente somministrata è di 40-120 mg, da assumersi al massimo quattro volte al giorno.
La quantità di paracetamolo da somministrare ai bambini e nella prima infanzia varia in funzione del peso corporeo di ciascun bambino. In qualsiasi caso, non si devono mai superare le dosi giornaliere massime raccomandate.
Somministrazione per via endovenosa
La quantità di paracetamolo da somministrare per via endovenosa dipende dal peso corporeo dei pazienti.
Nei pazienti con peso inferiore ai 10 Kg, la dose di paracetamolo solitamente impiegata è di 7.5 mg/Kg, da assumersi al massimo quattro volte al giorno senza superare la dose giornaliera massima di 30 mg/Kg di peso corporeo.
Nei pazienti con peso compreso fra i 10 e i 33 Kg, la dose di farmaco abitualmente utilizzata è di 15 mg/Kg, da somministrarsi al massimo quattro volte al giorno. In qualsiasi caso, non si deve mai superare la dose giornaliera massima di 2 grammi di farmaco.
Nei pazienti con peso compreso fra i 33 e i 50 Kg, la dose di farmaco abitualmente impiegata è di 15 mg/Kg di peso corporeo, da somministrarsi al massimo quattro volte al giorno senza superare la dose massima di 3 grammi di paracetamolo al giorno.
Nei pazienti con peso superiore ai 50 Kg, invece, la dose abitualmente utilizzata è di 1 grammo di paracetamolo, da somministrarsi al massimo quattro volte al giorno senza superare la dose massima di 3-4 grammi di farmaco al giorno.


Medicinali che contengono il Principio Attivo Paracetamolo


Controindicazioni

L'utilizzo del paracetamolo è controindicato nei seguenti casi:

  • In pazienti con ipersensibilità nota al paracetamolo stesso;
  • In pazienti con grave anemia emolitica;
  • In pazienti affetti da gravi patologie epatiche

Avvertenze

Nei rari casi di reazioni allergiche, la somministrazione deve essere sospesa e deve essere istituito un idoneo trattamento.
Il paracetamolo deve essere somministrato con cautela a pazienti con insufficienza epatocellulare da lieve a moderata (compresa la sindrome di Gilbert), insufficienza epatica grave (Child-Pugh>6), epatite acuta, in trattamento concomitante con farmaci che alterano la funzionalità epatica, carenza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, anemia emolitica.
Dosi elevate o prolungate del prodotto possono provocare un'epatopatia ad alto rischio e alterazioni a carico del rene e del sangue anche gravi, perciò la somministrazione nei soggetti con insufficienza renale o epatica di grado lieve/moderato e nei pazienti affetti da sindrome di Gilbert deve essere effettuata solo se effettivamente necessaria e sotto il diretto controllo medico.
Durante il trattamento con paracetamolo prima di assumere qualsiasi altro farmaco controllare che non contenga lo stesso principio attivo, poichè se il paracetamolo è assunto in dosi elevate si possono verificare gravi reazioni avverse.
Invitare il paziente a contattare il medico prima di associare qualsiasi altro farmaco.


Interazioni

L'assorbimento per via orale del paracetamolo dipende dalla velocità dello svuotamento gastrico. Pertanto, la somministrazione concomitante di farmaci che rallentano (ad es. anticolinergici, oppioidi) o aumentano (ad es. procinetici) la velocità dello svuotamento gastrico può determinare rispettivamente una diminuzione o un aumento della biodisponibilità del prodotto.
La somministrazione concomitante di
colestiramina riduce l'assorbimento del paracetamolo.
L'assunzione contemporanea di paracetamolo edi cloramfenicolo può indurre un aumento dell'emivita del cloramfenicolo, con il rischio di elevarne la tossicità.
L'uso concomitante di paracetamolo (4 g al giorno per almeno 4 giorni) con anticoagulanti orali può indurre leggere variazioni nei valori di INR. In questi casi deve essere condotto un monitoraggio più frequente dei valori di INR durante l'uso concomitante e dopo la sua interruzione.
Usare con estrema cautela e sotto stretto controllo durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l'induzione delle monossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sostanze che possono avere tale effetto (per esempio
rifampicina, cimetidina, antiepilettici quali glutetimmide, fenobarbital, carbamazepina). Lo stesso vale nei casi di etilismo e nei pazienti trattati con zidovudina.
La somministrazione di paracetamolo può interferire con la determinazione della uricemia (mediante il metodo dell'acido fosfotungstico) e con quella della glicemia (mediante il metodo della glucosio-ossidasi-perossidasi).
Prima di prendere
paracetamolo insieme ad altri farmaci come acenocumarolo, carbamazepina, etanolo etc.., chiedi al tuo al tuo medico o farmacista di fiducia di verificare che sia sicuro e non dannoso per la tua salute.


Effetti Indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati del paracetamolo organizzati secondo la classificazione sistemica e organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati

Patologie del sistema emolinfopoietico

Trombocitopenia, leucopenia, anemia, agranulocitosi,

Disturbi del sistema immunitario

Reazioni di ipersensibilità (orticaria, edema della laringe, angioedema, shock anafilattico)

Patologie del sistema nervoso

Vertigini

Patologie gastrointestinali

Reazione gastrointestinale

Patologie epatobiliari

Funzionalità epatica anormale, epatite

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Eritema multiforme, Sindrome di Stevens Johnson, Necrolisi epidermica, eruzione cutanea.

Patologie renali ed urinarie

Insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria


Sovradosaggio

Sintomi
In caso di assunzione accidentale di dosi molto elevate di paracetamolo, l'intossicazione acuta si manifesta con anoressia, nausea e vomito seguiti da profondo decadimento delle condizioni generali; tali sintomi compaiono in genere entro le prime 24 ore. In caso di sovradosaggio il paracetamolo può provocare citolisi epatica che può evolvere verso la necrosi massiva e irreversibile, con conseguente insufficienza epatocellulare, acidosi metabolica ed encefalopatia, che possono portare al coma e alla morte. Simultaneamente vengono osservati un incremento dei livelli di transaminasi epatiche, lattico-deidrogenasi e bilirubinemia, ed una riduzione dei livelli di protrombina, che possono manifestarsi nelle 12-48 ore successive all'ingestione.
Trattamento
I provvedimenti da adottare consistono nello svuotamento gastrico precoce e nel ricovero ospedaliero per le cure del caso, mediante somministrazione, il più precocemente possibile, di N-acetilcisteina come antidoto: la posologia è di 150 mg/kg e.v. in soluzione glucosata in 15 minuti, poi 50 mg/kg nelle 4 ore successive e 100 mg/kg nelle 16 ore successive, per un totale di 300 mg/kg in 20 ore.

Gravidanza e Allattamento

Nonostante studi clinici in pazienti gravide o in allattamento non abbiano evidenziato particolari controindicazioni all'uso del paracetamolo né provocato effetti indesiderati a carico della madre o del bambino, si consiglia di somministrare il prodotto solo in casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico.

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