Università degli Studi di MilanoFederazione Ordini Farmacisti Italiani
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Adepril

Ultimo aggiornamento: 14/09/2022




Cos'è Adepril?

Adepril è un farmaco a base del principio attivo Amitriptilina Cloridrato, appartenente alla categoria degli Antidepressivi triciclici e nello specifico Inibitori non selettivi della monoamino-ricaptazione. E' commercializzato in Italia dall'azienda Teofarma.

Adepril può essere prescritto con Ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica.


Confezioni

Adepril 10 mg 30 compresse rivestite
Adepril 25 mg 30 compresse rivestite

Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: Teofarma
Ricetta: RR - medicinali soggetti a prescrizione medica
Classe: A
Principio attivo: Amitriptilina Cloridrato
Gruppo terapeutico: Antidepressivi triciclici
ATC: N06AA09 - Amitriptilina
Forma farmaceutica: compresse rivestite

Indicazioni

Adepril è indicato per:
  • il trattamento del disturbo depressivo maggiore negli adulti
  • il trattamento del dolore neuropatico negli adulti
  • la profilassi della cefalea tensiva cronica negli adulti (CTTH)
  • la profilassi dell'emicrania negli adulti
  • il trattamento dell'enuresi notturna nei bambini di età pari o superiore a 6 anni quando una patologia organica, inclusa la spina bifida e i disturbi correlati, sono state escluse e non si è ottenuta risposta a tutti gli altri trattamenti non farmacologici e farmacologici, inclusi antispastici e prodotti correlati con la vasopressina. Questo medicinale deve essere prescritto esclusivamente da un professionista sanitario esperto nel trattamento dell'enuresi persistente.

Posologia

Posologia
Non tutti gli schemi di dosaggio sono realizzati con tutte le forme farmaceutiche/dosaggi. La formulazione/dosaggio appropriati devono essere definiti per le dosi di partenza e per gli incrementi di dose successivi.
Disturbo depressivo maggiore
Iniziare la somministrazione con una dose bassa e aumentarla progressivamente, prestando attenzione alla risposta clinica e agli eventuali segni di intolleranza.
Adulti
Inizialmente 25 mg due volte al giorno (50 mg al giorno). Se necessario la dose può essere aumentata di 25 mg a giorni alterni, fino a un massimo di 150 mg/die divisi in due dosi. La dose di mantenimento corrisponde alla più bassa dose efficace.
Pazienti anziani di età superiore a 65 anni e pazienti con malattia cardiovascolare
Inizialmente 10 – 25 mg/die.
La dose giornaliera può essere aumentata fino a 100 mg – 150 mg, divisi in due dosi, in base alla risposta e alla tollerabilità individuale.
Dosi superiori a 100 mg vanno somministrate con cautela.
La dose di mantenimento corrisponde alla più bassa dose efficace.
Popolazione pediatrica
L'amitriptilina non deve essere usata nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni dato che la sicurezza e l'efficacia a lungo termine non sono state stabilite (vedere paragrafo 4.4).
Durata del trattamento
L'effetto antidepressivo si manifesta in genere dopo 2 – 4 settimane. Il trattamento con antidepressivi è sintomatico e deve quindi proseguire per un periodo adeguato, in genere fino a un massimo di 6 mesi dopo la guarigione, per evitare una recidiva.
Dolore neuropatico, profilassi della cefalea tensiva cronica e profilassi dell'emicrania
La dose va titolata su base individuale fino a ottenere un'analgesia adeguata, con reazioni avverse al farmaco tollerabili. In generale, va utilizzata la dose minima efficace per il tempo più breve possibile necessario per il trattamento dei sintomi.
Adulti
La dose raccomandata è di 25 mg – 75 mg al giorno, la sera. Dosi superiori a 100 mg vanno somministrate con cautela.
La dose iniziale è di 10 mg - 25 mg alla sera. Le dosi possono essere aumentate di 10 mg - 25 mg ogni 3 – 7 giorni in base alla tollerabilità.
La dose può essere assunta una volta al giorno oppure divisa in due dosi. Una dose singola superiore a 75 mg non è raccomandata.
L'effetto analgesico si osserva in genere dopo 2 – 4 settimane di somministrazione.
Pazienti anziani di età superiore a 65 anni e pazienti con malattia cardiovascolare
Dosi superiori a 75 mg vanno somministrate con cautela.
In generale, si raccomanda di iniziare il trattamento con le dosi più basse raccomandate per gli adulti. La dose può essere aumentata in base alla risposta e alla tollerabilità individuale.
Popolazione pediatrica
L'amitriptilina non dovrebbe essere utilizzata nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni in quanto la sicurezza e l'efficacia a lungo termine di questo medicinale non sono state stabilite (vedere paragrafo 4.4).
Durata del trattamento
Dolore neuropatico
Il trattamento è sintomatico e deve quindi proseguire per un periodo adeguato. In molti pazienti può essere necessaria una terapia di diversi anni. Si raccomandano controlli a intervalli regolari, per confermare che la continuazione della terapia rimanga adatta per il paziente.
Profilassi della cefalea tensiva cronica e profilassi dell'emicrania negli adulti
Il trattamento deve proseguire per un periodo adeguato. Si raccomandano controlli a intervalli regolari, per confermare che la continuazione della terapia rimanga adatta per il paziente.
Enuresi notturna
Popolazione pediatrica
Dosi raccomandate per:
  • bambini di età compresa tra 6 e 10 anni: 10 mg – 20 mg Per questo gruppo di pazienti deve essere utilizzata una forma di dosaggio adattata.
  • bambini di età pari o superiore a 11 anni: 25 mg – 50 mg al giorno

Aumentare la dose gradualmente.

Somministrare la dose 1 ora – 1 ora e mezza prima di coricarsi.
Effettuare un ECG prima dell'inizio della terapia con amitriptilina per escludere una sindrome del QT lungo.
Durata del trattamento
La durata massima di un ciclo di trattamento non deve superare i 3 mesi.
Se sono necessari cicli ripetuti di amitriptilina, effettuare una valutazione medica ogni 3 mesi.
Al termine del trattamento, interrompere la somministrazione di amitriptilina gradualmente.
Popolazioni speciali
Compromissione renale
Questo medicinale può essere somministrato ai pazienti con insufficienza renale alle dosi abituali.
Compromissione epatica
Si raccomanda cautela nella somministrazione e, se possibile, la determinazione dei livelli sierici.
Inibitori di CYP2D6 del citocromo P450
In base alla risposta individuale, prendere in considerazione una dose più bassa di amitriptilina in caso di aggiunta di un inibitore potente di CYP2D6 (ad es. bupropione, chinidina, fluoxetina, paroxetina) al trattamento con amitriptilina (vedere paragrafo 4.5).
Noti metabolizzatori lenti di CYP2D6 o CYP2C19
Questi pazienti possono presentare concentrazioni plasmatiche più elevate di amitriptilina e del suo metabolita attivo nortriptilina. Prendere in considerazione una riduzione del 50% della dose iniziale raccomandata.
Modo di somministrazione
Adepril è per uso orale.
Le compresse devono essere deglutite con acqua.
Interruzione del trattamento
Al termine del trattamento, il farmaco va sospeso gradualmente nell'arco di diverse settimane.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Infarto miocardico recente. Blocco cardiaco di qualsiasi grado o disturbi del ritmo cardiaco e insufficienza coronarica.
Il trattamento concomitante con I-MAO (inibitori della monoaminossidasi) è controindicato (vedere paragrafo 4.5).
La somministrazione simultanea di amitriptilina e I-MAO può indurre una sindrome serotoninergica (una combinazione di sintomi che possono comprendere agitazione, confusione, tremore, mioclono e ipertermia).
Il trattamento con amitriptilina può iniziare 14 giorni dopo l'interruzione degli I-MAO non selettivi irreversibili e almeno un giorno dopo l'interruzione di moclobemide reversibile. Il trattamento con I-MAO può iniziare 14 giorni dopo l'interruzione di amitriptilina.
Epatopatia severa.
Nei bambini al di sotto dei 6 anni di età.


Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Con dosi elevate è probabile la comparsa di aritmie cardiache e ipotensione severa. Queste patologie possono manifestarsi anche in pazienti con cardiopatia preesistente che assumono dosi normali.
Prolungamento dell'intervallo QT
Nel periodo post-marketing sono stati segnalati casi di prolungamento dell'intervallo QT e aritmia. Si raccomanda cautela nei pazienti con bradicardia significativa, nei pazienti con insufficienza cardiaca scompensata o nei pazienti che assumono contemporaneamente medicinali che prolungano l'intervallo QT. Gli squilibri elettrolitici (ipokaliemia, iperkaliemia, ipomagnesiemia) aumentano notoriamente il rischio proaritmico.
Gli anestetici somministrati durante la terapia con antidepressivi tri/tetraciclici possono aumentare il rischio di aritmie e ipotensione. Se possibile, interrompere la somministrazione di questo medicinale diversi giorni prima di un intervento chirurgico; se un intervento d'emergenza è inevitabile, l'anestesista deve essere informato del trattamento che il paziente riceve.
È richiesta molta attenzione qualora si somministri amitriptilina a pazienti ipertiroidei o a pazienti trattati con medicinali per la tiroide, perché possono manifestarsi aritmie cardiache.
I pazienti anziani sono particolarmente a rischio di ipotensione ortostatica.
Questo medicinale deve essere usato con cautela nei pazienti con disturbi convulsivi, ritenzione urinaria, ipertrofia prostatica, ipertiroidismo, sintomatologia paranoide e malattia epatica o cardiovascolare in stadio avanzato, stenosi pilorica e ileo paralitico.
Nei pazienti affetti dalla rara condizione di camera anteriore appiattita ed angolo camerulare ristretto, è possibile provocare attacchi di glaucoma acuto a causa della dilatazione della pupilla.
Suicidio/pensieri suicidari
La depressione è associata a un aumento del rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Il rischio persiste fino a che non si verifichi una remissione significativa. Poiché è possibile che nelle prime settimane o più di trattamento non si osservi alcun miglioramento, i pazienti devono essere strettamente monitorati fino alla comparsa di tale miglioramento. Dall'esperienza clinica generale è evidente che il rischio di suicidio può aumentare nelle prime fasi della guarigione.
I pazienti con eventi correlati al suicidio all'anamnesi o quelli con ideazioni suicidarie di grado significativo prima dell'inizio del trattamento sono maggiormente a rischio di pensieri suicidari o tentativi di suicidio e devono essere monitorati con attenzione durante il trattamento. Una meta-analisi di studi clinici controllati verso placebo su medicinali antidepressivi in pazienti adulti con disturbi psichiatrici ha evidenziato un aumento del rischio di comportamento suicidario con gli antidepressivi rispetto al placebo nei pazienti di età inferiore a 25 anni.
La terapia farmacologica deve essere accompagnata da una stretta supervisione dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, specialmente all'inizio del trattamento e dopo modifiche della dose. I pazienti (e le persone che se ne prendono cura) devono essere informati della necessità di monitorare qualsiasi peggioramento clinico, comportamento o pensiero suicidario e i cambiamenti inusuali del comportamento, e di rivolgersi immediatamente al medico se si presentano questi sintomi.
Nei soggetti maniaco-depressivi si può osservare un passaggio alla fase maniacale; se il paziente entra in una fase maniacale, la somministrazione di amitriptilina deve essere interrotta.
Come descritto per altri psicotropici, amitriptilina può modificare la risposta all'insulina e al glucosio e richiedere una modifica della terapia antidiabetica nei pazienti diabetici; inoltre, la malattia depressiva stessa può avere effetti sull'equilibrio del glucosio.
Sono stati segnalati casi di iperpiressia in caso di somministrazione di antidepressivi triciclici con anticolinergici o neurolettici, in particolare nella stagione calda.
Dopo una somministrazione prolungata, l'interruzione improvvisa della terapia può indurre sintomi di astinenza come cefalea, malessere, insonnia e irritabilità.
Amitriptilina deve essere usata con cautela nei pazienti che ricevono SSRI (vedere paragrafi 4.2 e 4.5).
Enuresi notturna
Effettuare un ECG prima dell'inizio della terapia con amitriptilina per escludere una sindrome del QT lungo.
Per il trattamento dell'enuresi, amitriptilina non deve essere combinata con un anticolinergico.
I pensieri e i comportamenti suicidari possono manifestarsi all'inizio del trattamento con antidepressivi anche in caso di disturbi diversi dalla depressione; nel trattamento dei pazienti con enuresi devono quindi essere adottate le stesse precauzioni valide per il trattamento dei pazienti con depressione.
Popolazione pediatrica
Non sono disponibili dati di sicurezza a lungo termine nei bambini e negli adolescenti riguardanti la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale (vedere paragrafo 4.2).
Informazioni importanti su alcuni eccipienti di Adepril
Adepril contiene saccarosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicinale.
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente “senza sodio“.

Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Potenziali effetti di amitriptilina su altri medicinali
Combinazioni controindicate
I-MAO (non selettivi e selettivi A (moclobemide) e B (selegilina)) – rischio di “sindrome serotoninergica“ (vedere paragrafo 4.3).
Combinazioni non raccomandate
  • Simpaticomimetici: amitriptilina può potenziare gli effetti cardiovascolari di adrenalina, efedrina, isoprenalina, noradrenalina, fenilefrina e fenilpropanolamina (contenute, ad es. negli anestetici locali e generali e nei decongestionanti nasali).
  • Bloccanti dei neuroni adrenergici: gli antidepressivi triciclici possono contrastare l'effetto antipertensivo degli antipertensivi ad azione centrale come guanetidina, betanidina, reserpina, clonidina e metildopa. Durante il trattamento con antidepressivi triciclici è opportuno rivalutare la terapia antipertensiva.
  • Anticolinergici: gli antidepressivi triciclici possono potenziare gli effetti di questi medicinali sull'occhio, sul sistema nervoso centrale, sull'intestino e sulla vescica; l'uso concomitante deve essere evitato a causa del rischio aumentato di ileo paralitico, iperpiressia ecc.
  • I medicinali che prolungano l'intervallo QT, tra cui gli antiaritmici come la chinidina, gli antistaminici astemizolo e terfenadina, alcuni antipsicotici (in particolare pimozide e sertindolo), cisapride, alofantrina e sotalolo possono aumentare la probabilità di aritmie ventricolari quado assunti insieme agli antidepressivi triciclici.
  • Usare cautela in caso di uso concomitante di amitriptilina e metadone a causa dei potenziali effetti additivi sull'intervallo QT e del rischio aumentato di effetti cardiovascolari gravi.
  • Si raccomanda cautela anche in caso di co-somministrazione di amitriptilina e diuretici che inducono ipokaliemia (ad es. furosemide)
  • Tioridazina: la co-somministrazione di amitriptilina e tioridazina (substrato di CYP2D6) deve essere evitata a causa dell'inibizione del metabolismo di tioridazina e del conseguente aumento del rischio di effetti indesiderati cardiaci.
  • Tramadolo: l'uso concomitante di tramadolo (un substrato di CYP2D6) e antidepressivi triciclici (tricyclic antidepressants, TCA) come amitriptilina aumenta il rischio di convulsioni e sindrome serotoninergica. Inoltre, questa combinazione può inibire la trasformazione di tramadolo nel suo metabolita attivo e quindi aumentare le concentrazioni di tramadolo, con possibile tossicità da oppioidi.
  • Gli antimicotici come fluconazolo e terbinafina aumentano le concentrazioni sieriche dei triciclici e la relativa tossicità. Sono state osservate sincope e torsione di punta.
Combinazioni che richiedono precauzioni
  • Depressori del SNC: amitriptilina può potenziare l'effetto sedativo dell'alcol, dei barbiturici e di altri depressori del SNC.
Potenziali effetti di altri medicinali su amitriptilina
Gli antidepressivi triciclici (TCA), amitriptilina inclusa, sono metabolizzati prevalentemente dagli isoenzimi epatici CYP2D6 e CYP2C19 del citocromo P450, che sono polimorfici nella popolazione. Altri isoenzimi coinvolti nel metabolismo di amitriptilina sono CYP3A4, CYP1A2 e CYP2C9.
Interazioni con duloxetina
Inibitori di CYP2D6: l'isoenzima CYP2D6 può essere inibito da diversi medicinali, ad es. neurolettici, inibitori della ricaptazione della serotonina, beta bloccanti e antiaritmici. Gli inibitori potenti di CYP2D6 comprendono bupropione, fluoxetina, paroxetina e chinidina. Questi medicinali possono ridurre notevolmente il metabolismo dei TCA e aumentarne notevolmente le concentrazioni plasmatiche. Considerare il monitoraggio dei livelli plasmatici dei TCA ogni volta che un TCA deve essere co-somministrato con un noto inibitore di CYP2D6. Può essere necessario un adattamento della dose di amitriptilina (vedere paragrafo 4.2). Si raccomanda cautela nel caso di co-somministrazione di amitriptilina con duloxetina, un inibitore moderato di CYP2D6.
Altri inibitori del citocromo P450: cimetidina, metilfenidato e calcio-antagonisti (ad es. diltiazem e verapamil) possono aumentare i livelli plasmatici degli antidepressivi triciclici e potenziare la relativa tossicità. È stato osservato che gli antimicotici come fluconazolo (inibitore di CYP2C9) e terbinafina (inibitore di CYP2D6) aumentano i livelli sierici di amitriptilina e nortriptilina.
Gli isoenzimi CYP3A4 e CYP1A2 metabolizzano amitriptilina in misura minore. Tuttavia, fluvoxamina (un potente inibitore di CYP1A2) ha aumentato le concentrazioni plasmatiche di amitriptilina e questa combinazione va evitata. Sono possibili interazioni clinicamente rilevanti con l'uso concomitante di amitriptilina e potenti inibitori di CYP3A4, come ketoconazolo, itraconazolo e ritonavir.
Gli antidepressivi triciclici e i neurolettici inibiscono reciprocamente il loro metabolismo; ciò può ridurre la soglia convulsiva e indurre crisi convulsive. Può essere necessario modificare la dose di questi medicinali.
Induttori del citocromo P450: contraccettivi orali, rifampicina, fenitoina, barbiturici, carbamazepina e iperico (Hypericum perforatum) possono potenziare il metabolismo degli antidepressivi triciclici, con conseguente riduzione dei livelli plasmatici degli antidepressivi triciclici e ridotta risposta agli antidepressivi.
In presenza di etanolo, le concentrazioni plasmatiche di amitriptilina libera e le concentrazioni di nortriptilina erano aumentate.
Poiché sodio valproato e valpromide possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di amitriptilina, si raccomanda un monitoraggio clinico.


Interazioni riportate su letteratura scientifica internazionale
Prima di prendere "Adepril" insieme ad altri farmaci come “Linezolid Accord Healthcare”, “Linezolid Aurobindo Italia”, “Linezolid Aurobindo”, “Linezolid B. Braun”, “Linezolid Kabi”, “Linezolid KRKA D.D.”, “Linezolid Krka”, “Linezolid Mylan Pharma”, “Linezolid Teva”, “Nervaxon”, “Zyvoxid - Compresse Rivestite”, “Zyvoxid - Granulato”, “Zyvoxid - Soluzione (uso Interno)”, etc.., chiedi al tuo al tuo medico o farmacista di fiducia di verificare che sia sicuro e non dannoso per la tua salute ...

Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza
Per amitriptilina sono disponibili solo dati clinici limitati in termini di gravidanze esposte.
Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Amitriptilina non è raccomandata durante la gravidanza, salvo in caso di evidente necessità e solo dopo una valutazione accurata del rapporto rischio/beneficio.
Durante l'uso cronico e dopo somministrazione nelle ultime settimane di gravidanza possono manifestarsi sintomi di astinenza nel neonato. Questi possono comprendere irritabilità, ipertonia, tremore, respirazione irregolare, ridotta sete e pianto forte, ed eventualmente sintomi anticolinergici (ritenzione urinaria, stitichezza).
Allattamento
Amitriptilina e i suoi metaboliti sono escreti nel latte materno (in quantità corrispondente allo 0,6% - 1% della dose materna). Il rischio per i lattanti non può essere escluso. Deve essere presa la decisione se interrompere l'allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con questo medicinale tenendo in considerazione il beneficio dell'allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità
Amitriptilina ha ridotto la percentuale di gravidanze nel ratto (vedere paragrafo 5.3).
Non sono disponibili dati sugli effetti di amitriptilina sulla fertilità umana.


Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Amitriptilina è un medicinale sedativo.
I pazienti ai quali vengono prescritti medicinali psicotropi possono presentare disturbi dell'attenzione e della concentrazione in generale e devono essere messi in guardia dagli effetti sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Questi effetti avversi possono essere potenziati dall'assunzione concomitante di alcol.


Effetti indesiderati

Amitriptilina può indurre effetti indesiderati simili a quelli di altri antidepressivi triciclici. Alcuni degli effetti indesiderati riportati in basso, ad es. cefalea, tremore, disturbi dell'attenzione, stipsi e riduzione della libido possono anche essere sintomi della depressione e in genere si attenuano con il miglioramento dello stato depressivo.
Nell'elenco in basso è utilizzata la seguente convenzione:
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA/termine preferito;
Molto comune (>1/10);
Comune (>1/100, <1/10);
Non comune (>1/1.000, <1/100);
Raro (>1/10.000, <1/1.000);
Molto raro (<1/10.000);
Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
CSO MedDRA
Frequenza
Termine preferito
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro
Depressione del midollo osseo, agranulocitosi, leucopenia, eosinofilia, trombocitopenia.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro
Appetito ridotto.
Non nota
Anoressia, aumento o diminuzione dei livelli di zucchero nel sangue.
Disturbi psichiatrici
Molto comune
Aggressione.
Comune
Stato confusionale, libido diminuita, agitazione.
Non comune
Ipomania, mania, ansia, insonnia, incubo.
Raro
Delirio (nei pazienti anziani), allucinazione, pensieri o comportamenti suicidari*.
Non nota
Paranoia.
Patologie del sistema nervoso
 
Molto comune
Sonnolenza, tremore, capogiro, cefalea, dormiveglia, disturbi del linguaggio (disartria).
Comune
Disturbo dell'attenzione, disgeusia, parestesia, atassia.
Non comune
Convulsione.
Molto raro
Acatisia, polineuropatia.
Non nota
Disturbi extrapiramidali.
Patologie dell'occhio
 
Molto comune
Disturbo dell'accomodazione.
Comune
Midriasi.
Molto raro
Glaucoma acuto.
Non nota
Secchezza dell'occhio
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Non comune
Tinnito.
Patologie cardiache
 
Molto comune
Palpitazioni, tachicardia.
Comune
Blocco atrioventricolare, blocco di branca.
Non comune
Condizioni di collasso, peggioramento dell'insufficienza cardiaca.
Raro
Aritmia.
Molto raro
Cardiomiopatie, torsione di punta.
Non nota
Ipersensibilità miocardite.
Patologie vascolari
 
Molto comune
Ipotensione ortostatica.
Non comune
Ipertensione.
Non nota
Ipertermia.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
 
Molto comune
Naso congestionato
Molto raro
Infiammazione allergica degli alveoli polmonari e dei tessuti del polmone, rispettivamente (alveolite, sindrome di Löffler).
Patologie gastrointestinali
 
Molto comune
Bocca secca, stipsi, nausea.
Non comune
Diarrea, vomito, edema della lingua.
Raro
Ingrossamento delle ghiandole salivari, ileo paralitico.
Patologie epatobiliari
 
Raro
Ittero.
Non comune
Insufficienza epatica (esempio: epatopatia colestatica)
Non nota
Epatite.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
 
Molto comune
Iperidrosi.
Non comune
Eruzione cutanea, orticaria, edema facciale.
Raro
Alopecia, reazione di fotosensibilizzazione.
Patologie renali e urinarie
 
Comune
Disturbi della minzione.
Non comune
Ritenzione urinaria.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Comune
Disfunzione erettile.
Non comune
Galattorrea.
Raro
Ginecomastia.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune
Affaticamento, sensazione di sete.
Raro
Piressia.
Esami diagnostici
 
Molto comune
Peso aumentato.
Comune
Elettrocardiogramma anomalo, intervallo QT dell'elettrocardiogramma prolungato, complesso QRS dell'elettrocardiogramma prolungato, iponatriemia.
Non comune
Pressione intraoculare aumentata.
Raro
Peso ridotto.
Prove di funzionalità epatica anormali, fosfatasi alcalina ematica aumentata, transaminasi aumentate.
* Sono stati segnalati casi di pensieri o comportamenti suicidari durante il trattamento o poco dopo la conclusione del trattamento con amitriptilina (vedere paragrafo 4.4)
Gli studi epidemiologici, condotti principalmente con pazienti di età pari o superiore a 50 anni, evidenziano un aumento del rischio di fratture ossee nei pazienti che ricevono SSRI e TCA. Il meccanismo alla base di questo rischio non è noto.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all'indirizzo

Sovradosaggio

Sintomi
Sintomi anticolinergici: midriasi, tachicardia, ritenzione urinaria, secchezza delle mucose, ridotta motilità intestinale. Convulsioni. Febbre. Comparsa improvvisa di depressione del SNC. Offuscamento della coscienza con progressione verso il coma. Depressione respiratoria.
Sindrome di Brugada
Sintomi cardiaci: aritmie (tachiaritmie ventricolari, torsione di punta, fibrillazione ventricolare). L'ECG mostra tipicamente prolungamento dell'intervallo PR, ampliamento del complesso QRS, prolungamento del QT, appiattimento o inversione dell'onda T, depressione del segmento ST e vari gradi di blocco cardiaco con progressione verso l'arresto cardiaco. L'ampliamento del complesso QRS è in genere ben correlato alla severità della tossicità dopo sovradosaggio acuto. Insufficienza cardiaca, ipotensione, shock cardiogeno. Acidosi metabolica, ipokaliemia. La sorveglianza post-marketing e la letteratura hanno riportato casi di identificazione della sindrome di Brugada e pattern ECG Brugada (BEP) con sovradosaggio di amitriptilina.

L'ingestione di 750 mg o più da parte di un adulto può determinare una tossicità severa. Gli effetti del sovradosaggio sono potenziati dall'ingestione simultanea di alcol e altri psicotropi. Esiste una considerevole variabilità individuale di risposta al sovradosaggio.

Intossicazione pediatrica

Il sovradosaggio con amitriptilina nei bambini può avere gravi conseguenze. I bambini sono particolarmente suscettibili a coma, alla cardiotossicità, alla depressione respiratoria, alle crisi epilettiche, all'iponatremia, alla letargia, alla tachicardia sinusale, alla sonnolenza, alla nausea, al vomito e alla iperglicemia.

Durante il risveglio possono ripresentarsi confusione, agitazione, allucinazioni e atassia.
Trattamento
  1. Ricovero in ospedale (unità di terapia intensiva) se richiesto. Il trattamento è sintomatico e di supporto.
  2. Valutazione e trattamento ABC (airway, breathing and circulation; vie aeree, respirazione e circolazione), secondo necessità. Inserimento di un accesso e.v. Stretto monitoraggio anche nei casi apparentemente non complicati.
  3. Valutazione delle caratteristiche cliniche. Controllo urea ed elettroliti: ricerca di livelli bassi di potassio e monitoraggio dell'emissione di urine. Controllo dei gas nel sangue arterioso: ricerca dell'acidosi. Elettrocardiogramma: ricerca di QRS >0,16 secondi.
  4. Non somministrare flumazenil per invertire la tossicità delle benzodiazepine in sovradosaggi di medicinali mescolati.
  5. Considerare il lavaggio gastrico solo se non è trascorsa più di un'ora da un sovradosaggio potenzialmente fatale.
  6. Somministrare 50 g di carbone vegetale se non è trascorsa più di un'ora dall'ingestione.
  7. Se necessario, mantenere la pervietà delle vie aeree tramite intubazione. Il trattamento con respiratore è consigliato per prevenire un possibile arresto respiratorio. Monitoraggio ECG continuo, della funzione cardiaca per 3 - 5 giorni. Il trattamento delle seguenti patologie sarà deciso caso per caso:
  • Ampliamento degli intervalli QRS, insufficienza cardiaca e aritmie ventricolari
  • Insufficienza circolatoria
  • Ipotensione
  • Ipertermia
  • Convulsioni
  • Acidosi metabolica
  1. L'irrequietezza e le convulsioni possono essere trattate con diazepam.
  2. I pazienti che manifestano segni di tossicità devono essere monitorati per almeno 12 ore.
  3. Monitorare la rabdomiolisi se il paziente non è stato conscio per un tempo considerevole.
  4. Dato che il sovradosaggio è di solito volontario i pazienti potrebbero tentare il suicidio con altri mezzi durante il ricovero. Con questa classe di medicinali si sono verificate morti per sovradosaggi volontari o accidentali.


Scadenza

5 anni.


Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.


Elenco degli eccipienti

Compresse rivestite 10 mg - 25 mg
Calcio fosfato tribasico; cellulosa microcristallina; amido di mais; povidone; magnesio stearato; colofonia; gomma sandracca; gomma lacca; trementina; sodio diottilsolfosuccinato; talco; magnesio carbonato leggero; titanio biossido (E 171); caolino; gelatina; saccarosio.


Foglietto Illustrativo


Fonti Ufficiali


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