Università degli Studi di MilanoFederazione Ordini Farmacisti Italiani
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Ranitidina





A cosa serve

La ranitidina è un antagonista dei recettori H2 dell'istamina largamente impiegata in terapia per contrastare l'ipersecrezione acida dello stomaco. La ranitidina è disponibile in svariate formulazioni farmaceutiche adatte alla somministrazione per via orale e parenterale.
Alcuni dei medicinali che la contengono sono classificati come farmaci da banco (
OTC) o come SOP (senza obbligo di prescrizione medica), mentre altri necessitano di presentazione di adeguata ricetta medica per poter essere dispensati (ricetta RR).


Indicazioni

In funzione del medicinale impiegato e della concentrazione di principio attivo al suo interno, l'uso di ranitidina è indicato nel trattamento:

  • Di bruciore e iperacidità di stomaco;
  • Dell'ulcera duodenale;
  • Dell'ulcera gastrica benigna;
  • Dell'ulcera causata da stress (anche in ambito preventivo);
  • Dell'ulcera che può manifestarsi come un effetto indesiderato in seguito al trattamento con farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS);
  • Dell'ulcera recidivante;
  • Del sanguinamento delle ulcere dello stomaco e del tratto superiore dell'intestino (anche in ambito preventivo);
  • Dell'esofagite da reflusso;
  • Della sindrome di Zollinger-Ellison
  • Di condizioni come la gastrite o la duodenite quando associate a ipersecrezione acida.

La ranitidina può altresì essere usata per evitare la risalita dell'acido dallo stomaco nel corso di un'operazione sotto anestesia e in bambini e adolescenti per il trattamento di breve durata delle ulcere dello stomaco e dei problemi causati dalla risalita dell'acido gastrico verso l'esofago.


Posologia

Compresse 75 mg: Nella maggior parte dei pazienti è sufficiente il trattamento con 1 o 2 compresse al giorno. Non assumere più di 4 compresse nelle 24 ore. Le compresse devono essere ingerite intere: evitare di dividere le compresse e di conservarne una metà per la successiva somministrazione. Compresse 150-300 mg: La dose abituale è di 300 mg al giorno: 150 mg alla mattina e 150 mg alla sera. Nei pazienti con ulcera gastrica o duodenale può essere somministrata in alternativa 1 compressa da 300 mg, in un'unica somministrazione, alla sera prima di coricarsi. Inoltre nelle seguenti situazioni: pazienti portatori di ulcere di grandi dimensioni e/o forti fumatori e nell'esofagite peptica severa, può essere utile aumentare la posologia fino a 600 mg al giorno, ritornando appena possibile allo schema posologico standard e sotto diretto controllo del medico. Nella profilassi dell'emorragia da ulcera da stress in pazienti gravi o dell'emorragia ricorrente in pazienti affetti da ulcera peptica sanguinante, i pazienti in corso di terapia con ranitidina per via parenterale considerati ancora a rischio, non appena riprende l'alimentazione per bocca, possono essere trattati con2 compresse da 150 mg al giorno. ulcera duodenale, ulcera gastrica, ulcera recidivante, ulcera post-operatoria: La dose giornaliera raccomandata di 300 mg per un periodo di 4 settimane è in grado di guarire la maggior parte delle ulcere. Se necessario il trattamento può essere prolungato fino a 6-8 settimane. In caso di ulcere conseguenti a trattamento con farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) e/o nel caso fosse necessaria la prosecuzione della terapia con tali farmaci, il dosaggio raccomandato è di 300 mg per 8 settimane. Può essere necessario protrarre il trattamento fino a 12 settimane. In caso di pazienti portatori di ulcere di grandi dimensioni e/o forti fumatori, può essere maggiormente utile la somministrazione di 300 mg, due volte al giorno. Nei pazienti in cui, dopo la risposta positiva della terapia a breve termine, e' desiderabile mantenere l'effetto sulla secrezione gastrica, particolarmente in quelli con tendenza a recidive degli episodi ulcerosi, può essere adottata una terapia di mantenimento di 150 mg alla sera. Nei pazienti già in trattamento con 600 mg al giorno, può essere utile iniziare la terapia di mantenimento con una posologia di 300 mg alla sera per un periodo di 8-12 settimane, proseguendo successivamente con la dose standard. Il fumo è associato ad una più elevata incidenza della recidiva dell'ulcera. Pertanto si deve consigliare ai pazienti fumatori di abbandonare tale abitudine; qualora ciò non avvenga, la dose di mantenimento di 300 mg alla sera offre una protezione addizionale rispetto alla dose standard di 150 mg. La terapia di mantenimento (150 mg e 300 mg per via orale alla sera) deve essere prescritta dal medico ed eseguita sotto il suo controllo. Esofagite da reflusso: La dose giornaliera raccomandata nella malattia da reflusso esofageo è di 300 mg/die, suddivisa in due somministrazioni da 150 mg, per un periodo di 8 settimane. Nell'esofagite peptica moderata-severa, la posologia può essere aumentata a 600 mg/die, suddivisa in due-quattro somministrazioni, fino a 12 settimane, sotto il diretto controllo del medico, ritornando appena possibile alla posologia standard. Nel trattamento a lungo termine, per la prevenzione della recidiva, la dose raccomandata è di 150 mg due volte al giorno. Sindrome di Zollinger-Ellison. La dose giornaliera è di 450 mg (150 mg 3 volte al giorno) aumentabile se necessario a 600-900 mg (2 -3 compresse da 300 mg al giorno). Emorragie del tratto gastro-intestinale superiore: Il trattamento orale è di 300 mg al giorno. Qualora la terapia orale non fosse immediatamente possibile, il trattamento può essere iniziato con ranitidina soluzione iniettabile e proseguito con terapia orale (300 mg al giorno per il tempo necessario). Premedicazione in anestesia: A quei pazienti che rischino di sviluppare una sindrome da aspirazione acida (sindrome di Mendelson) puo' essere somministrata una dose orale di 150 mg 2ore prima dell'induzione dell'anestesia generale e, preferibilmente, anche una compressa da 150 mg la sera precedente. Può essere adottata anche la via di somministrazione parenterale. Ulcera da stress: Nella prevenzione e trattamento delle ulcere da stress in pazienti gravi la dose giornaliera raccomandata è di 300 mg. Qualora le condizioni del paziente non permettano la somministrazione orale il trattamento può essere iniziato con ranitidina soluzione iniettabile e proseguito poi con la terapia orale. Le compresse devono essere ingerite intere: evitare di dividere le compresse e di conservarne una metà per la successiva somministrazione.


Medicinali che contengono il Principio Attivo Ranitidina


Controindicazioni

L'utilizzo del paracetamolo è controindicato nei seguenti casi:

  • In pazienti con ipersensibilità nota al ranitidina stesso;
  • In pazienti con particolare cautela in caso di ulceragastrica o duodenale;
  • In pazienti affetti da insufficienza epatica o renale;
  • In pazienti con sintomi dispeptici porficia;
  • Gravidanza e allatamento;

Avvertenze

Prima di iniziare ad assumere la ranitidina è opportuno informare il medico delle proprie condizioni di salute allo scopo di individuare eventuali controindicazioni all'uso del farmaco o per individuare situazioni che potrebbero richiedere un particolare controllo da parte dello stesso medico. Più nel dettaglio, è bene informare questa figura sanitaria se:
  • Si hanno problemi al fegato;
  • Si soffre di gravi problemi ai reni;
  • Si hanno tumori dello stomaco;
  • Si è affetti da porfiria;
  • Si è diabetici;
  • Si ha una malattia polmonare cronica;
  • Si hanno problemi di qualsivoglia tipo al sistema immunitario;
  • Si è anziani;
  • Si è in terapia con altri farmaci, FANS inclusi.

Interazioni

A causa delle possibili interazioni farmacologiche, prima di iniziare ad assumere la ranitidina, è necessario informare il medico se si stanno assumendo altri farmaci, quali:

  • FANS;
  • Lidocaina;
  • Farmaci per la cura di disturbi cardiaci;
  • Ansiolitici come il diazepam;
  • Antiepilettici come la fenitoina;
  • Anticoagulanti orali come il warfarin;
  • Farmaci per la cura del diabete (ipoglicemizzanti);
  • Farmaci per la cura dell'insonnia;
  • Gefitinib (un antitumorale);
  • Antifungini azolici come il ketoconazolo.

Ad ogni modo, il medico dovrebbe essere informato qualora si stiano assumendo, si siano recentemente assunti o si potrebbe assumere qualsiasi tipo di farmaco - inclusi SOP e OTC - o prodotto (compresi quelli naturali), anche se non riportati nel soprastante elenco.


Effetti Indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati del Ranitidina organizzati secondo la classificazione sistemica e organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati

Patologie del della cute e del tessuto sottocutaneo

Eruzione cutanea

Patologie dell’occhio

Visione offuscata

Patologie cardiache

Battito cardiaco lento od irregolare

Disturbi del sistema immunitario

Reazioni di ipersensibilità

Patologie del sistema nervoso

Confusione, vertigini, stanchezza o debolezza, mal di testa, senso di depressione, allucinazioni

Patologie gastrointestinali

Nausea e perdita di appetito più accentuate del normale, forte dolore allo stomaco o variazione nel tipo di dolore

Patologie epatobiliari

Ittero, epatite (infiammazione/infezione del fegato),

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Eritema multiforme, Sindrome di Stevens Johnson, necrolisi epidermica, eruzione cutanea.

Patologie polmonari e del tratto respiratorio

Sensazione di mancanza di respiro ed affaticamento


Sovradosaggio

Sintomi
L’assunzione orale giornaliera di 6300 mg di ranitidina, equivalente a 21 compresse di ranitidina 300 mg o a 42 compresse di ranitidina 150 mg, protratta per diversi mesi è stata tollerata senza effetti collaterali.
In caso di sovradosaggio di ranitidina con insorgenza di sintomi di tossicità, si raccomanda di applicare le seguenti misure terapeutiche:
Trattamento
Il trattamento deve essere di supporto e sintomatico. Deve essere effettuata una lavanda gastrica e/o deve essere indotto il vomito. Le convulsioni possono essere controllate con diazepam, la bradicardia con atropina ed aritmie ventricolari con lidocaina. Ranitidina può essere rimossa dal plasma mediante emodialisi. 

Gravidanza e Allattamento

Poiché la ranitidina è in grado di attraversare la placenta, il suo impiego nelle donne in gravidanza dovrebbe, se possibile, essere evitato e riservato a quei casi ritenuti dal medico di assoluta necessità. Lo stesso dicasi per l'allattamento al seno, poiché il principio attivo viene escreto nel latte materno. Qualora il trattamento con ranitidina sia assolutamente necessario, l'allattamento al seno andrebbe sospeso.


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