UniversitÓ degli Studi di MilanoFederazione Ordini Farmacisti Italiani
banda blu

Latanoprost + Timololo Teva Italia

Ultimo aggiornamento: 30/11/2022




Cos'Ŕ Latanoprost + Timololo Teva Italia?

Latanoprost + Timololo Teva Italia Ŕ un farmaco a base del principio attivo Latanoprost + Timololo, appartenente alla categoria degli Antiglaucoma e nello specifico Sostanze betabloccanti. E' commercializzato in Italia dall'azienda Teva Italia S.r.l. - Sede legale.

Latanoprost + Timololo Teva Italia pu˛ essere prescritto con Ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica.


Confezioni


Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: Teva Italia S.r.l. - Sede legale
Ricetta: RR - medicinali soggetti a prescrizione medica
Classe: A
Principio attivo: Latanoprost + Timololo
Gruppo terapeutico: Antiglaucoma
ATC: S01ED51 - Timololo, associazioni
Forma farmaceutica: collirio

Indicazioni

Riduzione della pressione intraoculare (PIO) in pazienti con glaucoma ad angolo aperto e in pazienti con ipertensione oculare, che non rispondono sufficientemente ai beta-bloccanti per uso topico o agli analoghi delle prostaglandine.

Posologia

Posologia
Adulti (inclusi pazienti anziani):
La terapia raccomandata è una goccia una volta al giorno nell'occhio(i) da trattare.
In caso di mancata somministrazione di una dose, il trattamento deve continuare con la dose successiva, come prescritto. La dose non deve superare una goccia al giorno nell'occhio(i) da trattare.
Popolazione pediatrica:
La sicurezza e l'efficacia nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite.
Modo di somministrazione
Le lenti a contatto devono essere rimosse prima dell'instillazione del collirio e possono essere riapplicate dopo 15 minuti (vedere paragrafo 4.4).
Se si usa più di un medicinale oftalmico per uso topico, i medicinali devono essere somministrati con almeno cinque minuti di differenza l'uno dall'altro.
Con l'occlusione naso-lacrimale o con la chiusura delle palpebre per 2 minuti si riduce l'assorbimento sistemico. Questo comporta una riduzione degli effetti collaterali sistemici e un aumento dell'attività locale.

Controindicazioni

Latanoprost/timololo è controindicato nei pazienti affetti da:
  • Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1;
  • Malattia reattiva delle vie aeree, inclusa asma bronchiale o anamnesi di asma bronchiale, broncopneumopatia cronica ostruttiva grave;
  • Bradicardia sinusale, sindrome del nodo del seno, blocco seno-atriale, blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado non controllato con pace-maker, insufficienza cardiaca manifesta, shock cardiogeno.


Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Effetti sistemici
Come altri agenti oftalmici per uso topico, latanoprost/timololo è assorbito per via sistemica. A causa del componente beta-adrenergico timololo, si possono verificare le stesse reazioni avverse cardiovascolari e polmonari e di altro tipo come osservate con i bloccanti sistemici beta-adrenergici. L'incidenza delle reazioni avverse a seguito della somministrazione topica per via oftalmica è inferiore a quella associata a somministrazione sistemica. Per la riduzione dell'assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.
Patologie cardiache
In pazienti affetti da patologie cardiovascolari (ad es. coronaropatia, angina di Prinzmetal e insufficienza cardiaca) e ipotensione la terapia con beta-bloccanti deve essere attentamente valutata e deve essere considerata la terapia con altri principi attivi. I pazienti affetti da patologie cardiovascolari devono essere tenuti in osservazione per segni di deterioramento di tali patologie e di reazioni avverse.
Considerato l'effetto negativo prodotto sul tempo di conduzione, i betabloccanti devono essere prescritti solo con particolare cautela a pazienti con blocco cardiaco di primo grado.
In seguito alla somministrazione di timololo sono state riportate reazioni cardiache e, raramente, il decesso in associazione a insufficienza cardiaca.
Patologie vascolari
I pazienti affetti da patologie/disturbi gravi del sistema circolatorio periferico (forme gravi della malattia di Raynaud o sindrome di Raynaud) devono essere trattati con particolare cautela.
Patologie dell'apparato respiratorio
Sono state riportate a seguito di somministrazione di alcuni betabloccanti oftalmici reazioni respiratorie, incluso il decesso causato da broncospasmo in pazienti con asma. Latanoprost/timololo deve essere somministrato con cautela a pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) lieve/moderata e solo se il potenziale beneficio è superiore al potenziale rischio.
Ipoglicemia/diabete
I beta-bloccanti devono essere somministrati con cautela a pazienti soggetti a ipoglicemia spontanea o a pazienti con diabete labile, poiché i beta-bloccanti possono mascherare i segni e i sintomi di ipoglicemia acuta. I beta-bloccanti possono anche mascherare i segni dell'ipertiroidismo.
Disturbi della cornea
I beta-bloccanti oftalmici possono indurre secchezza oculare. I pazienti con disturbi della cornea devono essere trattati con cautela.
Altri betabloccanti
L'effetto sulla pressione intraoculare o gli effetti noti prodotti dai betabloccanti sistemici possono essere potenziati quando il timololo è somministrato a pazienti già trattati con un betabloccante sistemico. La risposta di questi pazienti deve essere tenuta sotto stretta osservazione. La somministrazione di due bloccanti beta-adrenergici per uso topico non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5).
Reazioni anafilattiche
Durante il trattamento con beta-bloccanti, pazienti con un'anamnesi di atopia o di grave reazione anafilattica causata da allergeni di varia natura possono essere più reattivi a un contatto ripetuto con tali allergeni e non rispondere alle dosi usuali di adrenalina usata per il trattamento di reazioni anafilattiche.
Distacco coroideale
Il distacco coroideale è stato riportato a seguito di somministrazione di terapia soppressiva acquosa (p.e. timololo, acetazolamide) a seguito di procedure di filtrazione.
Anestesia chirurgica
I preparati oftalmici beta-bloccanti possono bloccare gli effetti prodotti dai beta-agonisti sistemici, p.e. adrenalina. Se il paziente è trattato con timololo, l'anestesista deve esserne messo al corrente.
Terapia concomitante
Il timololo può interagire con altri farmaci (vedere paragrafo 4.5).
Altri analoghi delle prostaglandine
L'uso concomitante di due o più prostaglandine, analoghi delle prostaglandine o derivati delle prostaglandine non è raccomandato (vedere paragrafo 4.5).
Cambiamenti della pigmentazione dell'iride
Latanoprost può alterare gradualmente il colore dell'iride aumentando la quantità di pigmento marrone. Similmente all'esperienza con latanoprost gocce oftalmiche, nel 16-20 % di tutti i pazienti trattati con latanoprost/timololo per un periodo superiore ad un anno è stata osservata una aumentata pigmentazione dell'iride (basata su fotografie). Questo effetto è stato notato soprattutto in pazienti con iridi di colore disomogeneo, ad es. verde-marrone, giallo-marrone o blu/grigio-marrone, ed è dovuto ad un aumento del contenuto di melanina nei melanociti dello stroma dell'iride. Di solito la pigmentazione marrone attorno alla pupilla si diffonde concentricamente verso la zona periferica dell'occhio interessato, ma può tendere al marrone tutta l'iride o una parte di essa. Questa alterazione si è riscontrata solo raramente in pazienti con occhi di colore omogeneo blu, grigio, verde o marrone durante studi clinici con latanoprost in due anni di trattamento.
Il cambiamento di colore dell'iride avviene lentamente e può non essere evidente per parecchi mesi o anni e non è stato associato ad alcun sintomo o alterazioni patologiche.
Dopo la sospensione del trattamento non si è riscontrata un'ulteriore iperpigmentazione dell'iride, ma il cambiamento di colore ottenuto può essere permanente.
Nevi o areole di normale iperpigmentazione dell'iride non sono stati influenzati dal trattamento.
Non è stato osservato accumulo di pigmento nel trabecolato sclero-corneale o in altre parti della camera anteriore, ma i pazienti devono essere controllati sistematicamente e, in base alla situazione clinica, il trattamento può essere sospeso se si verificasse un aumento della pigmentazione dell'iride.
Prima dell'inizio del trattamento i pazienti devono essere informati della possibilità di un cambiamento del colore dell'occhio. Il trattamento unilaterale può causare un'eterocromia permanente.
Cambiamenti di palpebre e ciglia
In combinazione con l'uso di latanoprost è stato riportato un inscurimento della pelle delle palpebre, che può essere reversibile.
Latanoprost può cambiare gradualmente le ciglia e la peluria nell'occhio trattato; questi cambiamenti includono aumento della lunghezza, dello spessore, della pigmentazione e del numero di ciglia o peli e crescita delle ciglia in direzione errata. I cambiamenti delle ciglia sono reversibili con l'interruzione del trattamento.
Glaucoma
Non esiste esperienza documentata circa l'utilizzo di latanoprost in presenza di glaucoma infiammatorio, neovascolare, ad angolo chiuso cronico o congenito, di glaucoma ad angolo aperto in pazienti pseudofachici e di glaucoma pigmentario.
Latanoprost non ha alcuno o scarsi effetti sulla pupilla, ma non si ha alcuna esperienza documentata in merito ad attacchi acuti di glaucoma ad angolo chiuso. Quindi, si deve usare cautela nell'impiego di latanoprost/timololo in queste circostanze, finché non sarà ottenuta ulteriore esperienza.
Cheratite erpetica
Latanoprost deve essere somministrato con cautela a pazienti con storia di cheratite erpetica e deve essere evitato in casi di cheratite da herpes simplex e in pazienti con storia di cheratite erpetica ricorrente specificatamente associata ad analoghi delle prostaglandine.
Edema maculare
Durante il trattamento con latanoprost è stato riportato edema maculare, incluso edema maculare cistoide. Questi eventi si sono verificati soprattutto in pazienti afachici, in pazienti pseudofachici con la rottura della capsula posteriore del cristallino, o in pazienti con fattori di rischio accertati di edema maculare. In questi pazienti latanoprost/timololo deve essere usato con cautela.
Eccipienti
Benzalconio cloruro
Latanoprost/timololo contiene benzalconio cloruro che viene utilizzato come conservante nei prodotti oftalmici. Il benzalconio cloruro può essere assorbito dalle lenti a contatto morbide e può cambiare il colore delle lenti a contatto. Queste devono essere rimosse prima di usare questo medicinale, ma possono essere riapplicate dopo 15 minuti (vedere paragrafo 4.2).
È stato segnalato che il benzalconio cloruro causa irritazione agli occhi, sintomi di secchezza oculare e può influire sul film lacrimale e sulla superficie corneale. Latanoprost/timololo deve essere usato con cautela nei pazienti con occhio secco e nei pazienti in cui la cornea può essere compromessa. I pazienti devono essere monitorati in caso di uso prolungato.

Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Non sono stati effettuati studi specifici di interazione farmacologica con Latanoprost/timololo.
Sono stati riportati casi di innalzamento paradosso della pressione intraoculare in seguito alla concomitante somministrazione oftalmica di due analoghi delle prostaglandine. Pertanto la somministrazione di due o più prostaglandine, analoghi delle prostaglandine o derivati delle prostaglandine non è raccomandata.
Esiste la possibilità di effetti additivi con conseguente ipotensione e/o marcata bradicardia quando la soluzione di beta-bloccanti oftalmici viene somministrata in concomitanza con bloccanti dei canali del calcio per via orale, agenti bloccanti beta-adrenergici, antiaritmici (incluso l'amiodarone), glicosidi della digitale, parasimpaticomimetici, guanetidina.
Durante il trattamento combinato con inibitori del CYP2D6 (come la chinidina, la fluoxetina, la paroxetina) e il timololo è stato riportato un potenziale un potenziamento del beta-blocco sistemico (ad esempio, riduzione della frequenza cardiaca, depressione).
L'effetto sulla pressione intraoculare o gli effetti conosciuti dei beta-bloccanti sistemici possono essere potenziati quando latanoprost/timololo è somministrato a pazienti che già ricevono un agente beta-bloccante adrenergico orale, e non è raccomandato l'uso topico di due o più beta-bloccanti adrenergici.
Occasionalmente è stata riportata midriasi quando i betabloccanti oftalmici sono stati somministrati insieme ad adrenalina (epinefrina).
La reazione ipertensiva all'improvvisa eliminazione della clonidina può essere potenziata quando si assumono beta-bloccanti.
I beta-bloccanti possono potenziare l'effetto ipoglicemico degli antidiabetici. I beta-bloccanti possono mascherare segni e sintomi di ipoglicemia (vedere paragrafo 4.4).

FertilitÓ, gravidanza e allattamento

Gravidanza
Latanoprost
Non ci sono dati sufficienti relativi all'uso di latanoprost in donne in gravidanza.
Studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per l'uomo non è conosciuto.
Timololo
I dati relativi all'uso di timololo in donne in stato di gravidanza non sono sufficienti. Timololo non deve essere assunto in gravidanza salvo laddove la somministrazione sia strettamente necessaria. Per la riduzione dell'assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.
Dagli studi epidemiologici condotti non sono emersi effetti di malformazione bensì è risultato il rischio di crescita intrauterina ritardata in caso di somministrazione di betabloccanti per via orale. Inoltre, segni e sintomi di beta-blocco (p.e. bradicardia, ipotensione, distress respiratorio e ipoglicemia) sono stati osservati nel neonato quando i betabloccanti sono stati somministrati fino al momento del parto. Se latanoprost/timololo è somministrato fino al momento del parto, il neonato dovrà essere tenuto sotto stretto monitoraggio durante i primi giorni di vita.
Di conseguenza, latanoprost/timololo non deve essere somministrato in gravidanza (vedere paragrafo 5.3).
Allattamento
I betabloccanti sono escreti nel latte materno. Tuttavia, a dosi terapeutiche di timololo in gocce oculari, è improbabile che il latte materno ne contenga in quantità tali da produrre nel neonato sintomi clinici di beta-blocco. Per la riduzione dell'assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.
Latanoprost e i suoi metaboliti possono passare nel latte materno.
Latanoprost/Timololo non deve quindi essere usato nelle donne che allattano con latte materno.
Fertilità
Né latanoprost né timololo hanno dimostrato di avere alcun effetto sulla fertilità maschile o femminile negli studi sugli animali (vedere paragrafo 5.3).


Effetti sulla capacitÓádi guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Latanoprost/timololo altera lievemente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Come gli altri preparati oculari, l'instillazione di collirio può causare un annebbiamento transitorio della vista. I pazienti non devono guidare o utilizzare macchinari fino a quando questo effetto non sia risolto.


Effetti indesiderati

Per quanto concerne il latanoprost, la maggioranza delle reazioni avverse riguarda il sistema oculare. Nei risultati della fase di estensione degli studi clinici principali di latanoprost/timololo, nel 16-20 % dei pazienti è stato riscontrato un aumento della pigmentazione dell'iride, che può risultare permanente. In uno studio in aperto di 5 anni sulla sicurezza di latanoprost, è stata riscontrata la pigmentazione dell'iride nel 33 % dei pazienti (vedere paragrafo 4.4). Le altre reazioni avverse oculari sono in genere transitori e si manifestano alla somministrazione della dose.
Per il timololo, le reazioni avverse più gravi sono di tipo sistemico e includono bradicardia, aritmia, insufficienza cardiaca congestizia, broncospasmo e reazioni allergiche.
Analogamente ad altri farmaci oftalmici per uso topico, il timololo è assorbito nella circolazione sistemica. Questo può dare luogo a effetti indesiderati simili a quelli osservati con la somministrazione di betabloccanti sistemici. L'incidenza di reazioni avverse sistemiche a seguito di somministrazione topica per via oftalmica è inferiore a quella associata a somministrazione sistemica. Le reazioni avverse elencate includono reazioni osservate all'interno della classe dei betabloccanti oftalmici.
Le reazioni avverse correlate al trattamento e osservati negli studi clinici con Latanoprost + Timololo sono elencati di seguito.
Le reazioni avverse sono classificate per frequenza come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1,000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1000) e molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tabella 1: Reazioni avverse riscontrate negli studi su latanoprost/timololo
Classificazione per sistemi e organi
Molto comune (≥1/10)
Comune ≥ 1/100 a < 1/10
Non comune ≥ 1/1,000 a < 1/100
Patologie del sistema nervoso
 
 
Cefalea
Patologie dell'occhio
Iperpigmentazione dell'iride
Dolore oculare, irritazione oculare (inclusi irritazione, bruciore, prurito, sensazione di corpo estraneo)
Disturbi corneali, congiuntivite, blefarite, iperemia oculare, visione offuscata, aumento della lacrimazione
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
 
 
Eruzione cutanea, prurito
Sono state segnalate ulteriori reazioni avverse legate all'uso dei singoli componenti di latanoprost/timololo sia negli studi clinici, sia nelle segnalazioni spontanee, sia nella letteratura disponibile.
Per latanoprost, queste sono:
Tabella 2 delle reazioni avverse: Latanoprost
Classificazione per sistemi e organi
Reazioni avverse
Infezioni e infestazioni
Cheratite erpetica
Patologie del sistema nervoso
Capogiri
Patologie dell'occhio
Cambiamenti delle ciglia e della peluria della palpebra (aumento della lunghezza, dello spessore, della pigmentazione e del numero di ciglia); cheratite puntata, edema periorbitale; irite, uveite; edema maculare compreso edema maculare cistoide; secchezza oculare; cheratite; edema corneale; erosione corneale; trichiasi; cisti dell'iride; fotofobia, alterazioni della zona periorbitale e palpebrale che determinano un approfondimento del solco palpebrale; edema della palpebra; reazione cutanea localizzata sulle palpebre; pseudopemfigoide della congiuntiva oculare+; inscurimento della pelle della palpebra
Patologie cardiache
Angina; angina instabile; palpitazioni
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Asma; esarcebazione dell'asma; dispnea
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del
tessuto connettivo
Mialgia; artralgia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di
somministrazione
Dolore toracico
+ Puo essere potenzialmente correlato al conservante benzalconio cloruro
Per il timololo queste sono:
Tabella 3 delle reazioni avverse: timololo maleato (somministrazione per via
oculare)
Classificazione per sistemi e organi
Reazioni avverse
Disturbi del sistema immunitario
Reazioni allergiche sistemiche, tra cui reazione anafilattica, angioedema, orticaria, eruzione cutanea localizzata e generalizzata, prurito
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Ipoglicemia
Disturbi psichiatrici
Perdita di memoria, insonnia, depressione, incubi, allucinazione
Patologie del sistema nervoso
Accidente cerebrovascolare, ischemia cerebrale, capogiri, aumento di segni e sintomi della miastenia grave, parestesia, cefalea, sincope
Patologie dell'occhio
Distacco coroidale a seguito di chirurgia filtrante (vedere paragrafo 4.4), erosione corneale, cheratite, diplopia, diminuzione della sensibilità corneale, segni e sintomi di irritazione oculare (come bruciore, dolore puntorio, prurito, lacrimazione, arrossamento), secchezza oculare, ptosi, blefarite, visione offuscata
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Tinnito
Patologie cardiache
Arresto cardiaco, insufficienza cardiaca, blocco atrioventricolare, insufficienza cardiaca congestizia, dolore toracico, aritmia, bradicardia, edema, palpitazioni
Patologie vascolari
Sensazione di freddo alle mani e ai piedi, ipotensione, fenomeno di Raynaud
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Broncospasmo (particolarmente in pazienti con broncospasmo pre-esistente), tosse, dispnea
Patologie gastrointestinali
Dolore addominale, vomito, diarrea, bocca secca, disgeusia, dispepsia, nausea
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Eruzione cutanea, eruzione cutanea psoriasiforme, esacerbazione della psoriasi, alopecia
 
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Mialgia
 
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Disfunzione sessuale, diminuzione della libido
 
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Astenia, affaticamento
 
Fosfati
In pazienti con grave compromissione della cornea sono stati riportati casi molto rari di calcificazione corneale associata all'utilizzo di colliri contenenti fosfato.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Sovradosaggio

Non sono disponibili dati riguardanti il sovradosaggio con latanoprost/timololo nell'uomo.
Sintomi
I sintomi da sovradosaggio di timololo per via sistemica sono: bradicardia, ipotensione, broncospasmo e arresto cardiaco.
A parte irritazione oculare e iperemia congiuntivale non si conoscono altri effetti indesiderati oculari o sistemici in caso di sovradosaggio di latanoprost.
Trattamento
Se si verificano i sintomi di sovradosaggio, il trattamento deve essere sintomatico e di supporto.
In caso di ingestione accidentale per via orale, possono essere utili le seguenti informazioni:
Gli studi hanno evidenziato che il timololo non si dializza prontamente. Lavanda gastrica se necessario.
Latanoprost è ampiamente metabolizzato durante il primo passaggio nel fegato. L'infusione endovenosa di 3 microgrammi /kg in volontari sani non ha indotto sintomi, ma un dosaggio di 5,5-10 microgrammi/kg ha causato nausea, dolore addominale, vertigini, affaticamento, vampate di calore e sudorazione. Questi eventi sono stati lievi o moderati in intensità e si sono risolti senza alcun trattamento, entro 4 ore dal termine dell'infusione.


Scadenza

3 anni
Dopo la prima apertura del contenitore: 28 giorni. Non conservare a temperatura superiore ai 25 °C.


Conservazione

Conservare in frigorifero (2 °C-8 °C).
Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura del medicinale, vedere paragrafo 6.3.


Elenco degli eccipienti

Sodio cloruro
Benzalconio cloruro
Sodio fosfato monobasico diidrato
Sodio fosfato bibasico dodecaidrato
Acqua depurata
Sodio idrossido per l'aggiustamento del pH
Acido cloridrico per l'aggiustamento del pH


Foglietto Illustrativo


Fonti Ufficiali



Servizi Avanzati

Digita il Marchio o il Principio
Attivo di 2 o pi¨ prodotti e trova
le interazioni.
Marchio / Principio Attivo 1

Marchio / Principio Attivo 2




Cerca