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Glimepiride





A cosa serve

La glimepiride è un ipoglicemizzante orale utilizzato nel trattamento del diabete mellito di tipo 2 appartenente alla classe delle sulfoniluree. In quanto antidiabetico orale, per poter espletare la sua azione, la glimepiride deve essere assunta per bocca. Può essere somministrata sia da sola, in monoterapia, sia in terapia di associazione con altri farmaci antidiabetici.
I medicinali contenenti glimepiride possono essere venduti al pubblico solo dietro presentazione di ricetta medica ripetibile (RR); tuttavia, poiché classificati come farmaci di fascia A, possono essere dispensati a carico del Sistema Sanitario Nazionale (SSN). In alcuni casi, potrebbe rendersi necessario il pagamento di un piccolo ticket da parte del paziente.

Indicazioni

L'utilizzo della glimepiride è indicato nel trattamento del diabete mellito di tipo 2 quando gli interventi sulla dieta, l'esercizio fisico e l'eventuale riduzione del peso corporeo non sono sufficienti a tenere sotto controllo la malattia.

Posologia

La glimepiride è disponibile in forma di compresse per uso orale che devono essere deglutite intere con mezzo bicchiere d'acqua. Le compresse dovrebbero essere assunte appena prima o durante il primo pasto della giornata, quindi la colazione. Generalmente, il trattamento con glimepiride comincia con la somministrazione di una dose iniziale di 1 mg di principio attivo una volta al giorno. Dopo 1-2 settimane di trattamento, se necessario, il medico può incrementare la quantità di farmaco da assumere. La dose massima raccomandata è di 6 mg di glimepiride al dì. La glimepiride può essere somministrata in terapia di associazione con metformina, oppure con insulina; in questi casi, il medico potrà variare la quantità di principio attivo somministrata. Potrebbe essere necessario un aggiustamento del dosaggio di glimepiride anche in caso di cambiamenti nella dieta o nello stile di vita, variazioni del proprio peso corporeo o in casi di stress. Pertanto, se ci si dovesse trovare in simili situazioni, il medico deve esserne subito informato.

Medicinali che contengono il Principio Attivo Glimepiride


Controindicazioni

L'utilizzo della glimepiride è controindicato in tutti i seguenti casi:
  • Allergia nota alla stessa glimepiride e/o ad uno o più degli altri componenti (principi attivi e/o eccipienti) presenti nel medicinale che si deve utilizzare;
  • Allergia nota ad altre sulfoniluree;
  • Allergia nota a sulfamidici;
  • In pazienti con diabete mellito di tipo 1;
  • In pazienti con chetoacidosi diabetica (una complicanza del diabete);
  • In pazienti in coma diabetico;
  • In pazienti che soffrono di gravi patologie epatiche e/o renali.

Avvertenze

Il farmaco deve essere assunto poco prima o durante un pasto. Quando i pasti sono irregolari e soprattutto quando vengono saltati, il trattamento con GLIMEPIRIDE DOC Generici può determinare ipoglicemia. I possibili sintomi dell'ipoglicemia comprendono, fra l'altro: mal di testa, fame incontrollabile, nausea, vomito, astenia, sonnolenza, disturbi del sonno, irrequietezza, aggressività, difficoltà di concentrazione, alterazione dello stato di vigilanza e del tempo di reazione, depressione, confusione, disturbi della parola e della vista, afasia, tremori, paresi, disturbi sensoriali, vertigini, debolezza, perdita dell'autocontrollo, delirio, convulsioni cerebrali, sonnolenza e perdita di coscienza fino ed incluso il coma, problemi respiratori e bradicardia. Inoltre, possono essere presenti segni della contro-regolazione adrenergica come: sudorazione, pelle fredda e umida, ansietà, tachicardia, ipertensione, palpitazioni, angina pectoris ed aritmie cardiache. Il quadro clinico di un grave attacco ipoglicemico può assomigliare a quello di un ictus. Quasi sempre i sintomi si attenuano con l'assunzione di carboidrati (zucchero). I dolcificanti artificiali sono inefficaci. Come accertato con altre sulfaniluree, nonostante l'iniziale successo del trattamento, l'ipoglicemia può ricomparire. In caso di ipoglicemia grave o protratta oltre un certo periodo, controllata temporaneamente con l'usuale quantità di zucchero, si richiede immediato trattamento medico e occasionalmente ospedalizzazione. I fattori che aumentano il rischio di ipoglicemia sono: mancanza di volontà (soprattutto dei pazienti anziani) o incapacità del paziente a cooperare; malnutrizione, irregolarità nell'orario dei pasti, pasti omessi o periodi di digiuno; modifiche della dieta; squilibrio tra attività fisica e assunzione di carboidrati; consumo di alcolici, in particolare se concomitante a mancato consumo dei pasti; alterazioni della funzionalità renale; gravi disfunzioni della funzionalità epatica; sovradosaggio del farmaco; disturbi del sistema endocrino, non compensati, che influiscono sul metabolismo dei carboidrati o sulla contro-regolazione dell'ipoglicemia (come ad esempio in alcuni disturbi della funzione tiroidea e dell'ipofisi anteriore o nell'insufficienza surrenalica); contemporanea somministrazione di alcuni altri medicinali. Il trattamento richiede controlli regolari dei livelli di glucosio ematico e urinario. Si raccomanda inoltre la determinazione della percentuale di emoglobina glicosilata. Durante il trattamento è necessario eseguire un regolare monitoraggio dei valori ematici (specialmente di leucociti e trombociti) e della funzionalità epatica. In situazioni stressanti (quali ad esempio infortuni, operazioni chirurgiche, infezioni accompagnate da febbre, ecc.) può essere indicato passare temporaneamente alla terapia insulinica. Mancano esperienze circa l'uso del medicinale in pazienti con disfunzione epatica grave e in pazienti dializzati. In pazienti con gravi alterazioni della funzionalità epatica e renale, è indicato passare alla terapia insulinica. Questo medicinale contiene lattosio monoidrato. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp-lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

La concomitante somministrazione di glimepiride ed altri farmaci può portare ad aumenti o diminuzioni non desiderati dell'effetto ipoglicemizzante della glimepiride. Per questo motivo, si devono assumere altri farmaci solo con il consenso del medico o su prescrizione del medico stesso. La glimepiride viene metabolizzata dal citocromo P450 2C9 (CYP2C9). È noto che il metabolismo è influenzato dalla contemporanea somministrazione di induttori (come la rifampicina) o inibitori (come il fluconazolo) di CYP2C9. I risultati di studi di interazioni in vivo riportati in letteratura indicano che l'AUC della glimepiride viene quasi raddoppiata dal fluconazolo, uno dei più potenti inibitori di CYP2C9. Sulla base dell'esperienza con GLIMEPIRIDE DOC Generici e con altre sulfaniluree, devono essere menzionate le interazioni di seguito riportate. Si possono verificare reazioni ipoglicemiche come conseguenza del potenziamento dell'azione ipoglicemizzante in seguito alla concomitante somministrazione del farmaco e per esempio: fenilbutazone, azapropazone ed ossifenbutazone; insulina ed altri antidiabetici orali; metformina; salicilati e acido para-amino-salicilico; steroidi anabolizzanti ed ormoni sessuali maschili; cloramfenicolo; anticoagulanti cumarinici; fenfluramina; fibrati; ACE-inibitori; fluoxetina; allopurinolo; simpaticolitici; ciclo-, tro- e ifosfamidi; sulfimpirazone; alcune sulfonamidi ad azione protratta; tetracicline; MAO inibitori; antibiotici chinolonici; probenecid; miconazolo; pentossifillina (alte dosi parenterali); tritoqualina; fluconazolo. Un decremento dell'azione ipoglicemizzante della glimepiride e un conseguente deterioramento del controllo metabolico può verificarsi quando insieme al farmaco vengono somministrati farmaci che contengono i seguenti PRINCIPI ATTIVI: estrogeni e progestinici; saluretici e diuretici tiazidici; farmaci che stimolano la tiroide e glucocorticoidi; derivati delle fenotiazine, clorpromazina; adrenalina e simpaticomimetici; acido nicotinico (a dosi elevate)e derivati dell'acido nicotinico; lassativi (utilizzo a lungo termine); fenitoina; diazossido; glucagone; barbiturici; rifampicina; acetazolamide. Gli H2 antagonisti, i beta-bloccanti, la clonidina e la reserpina possono indurre sia potenziamento che diminuzione dell'effetto ipoglicemizzante. Durante il trattamento con farmaci simpaticolitici quali i beta-bloccanti, la clonidina e la reserpina, i segni della contro-regolazione adrenergica possono essere ridotti e addirittura assenti. L'assunzione acuta o cronica di alcool può potenziare o ridurre l'azione ipoglicemizzante della glimepiride in modo non prevedibile. La glimepiride può sia potenziare che ridurre gli effetti dei derivati cumarinici.
 

Effetti Indesiderati

Per la classificazione degli effetti indesiderati è stata utilizzatala seguente convenzione: molto comuni (≤1/10); comuni (da ≥1/100 a<1/10); non comuni (da ≥1/1000 a ≤1/100); rari (da ≥1/10000 a ≤1/1000); molto rari (<1/10000), sconosciuti (non si possono valutare in base ai dati disponibili). Sulla base dell'esperienza con il farmaco ed altre sulfaniluree si possono segnalare i seguenti effetti indesiderati: Alterazioni del sangue e del sistema linfatico. Alterazioni della conta delle cellule ematiche sono rare durante la terapia con Glimepiride. Possono verificarsi trombocitopenia di grado da moderato a grave, leucopenia, eritrocitopenia, granulocitopenia, agranulocitosi, anemia emolitica e pancitopenia. Queste reazioni sono generalmente reversibili una volta sospeso il trattamento. Alterazioni del sistema immunitario. In casi molto rari lievi reazioni di ipersensibilità possono evolvere in reazioni gravi, con dispnea, caduta della pressione arteriosa e qualche volta shock. In casi molto rari si può verificare vasculite allergica. È possibile anche allergia incrociata con sulfaniluree, sulfonamidi o sostanze correlate. Alterazioni del metabolismo e della nutrizione. In casi molto rari dopo somministrazione di glimepiride sono state osservate reazioni ipoglicemiche. Queste reazioni nella maggior parte dei casi si verificano immediatamente, possono essere gravi e non sempre facilmente risolvibili. Il verificarsi di queste reazioni dipende, come in ogni terapia antidiabetica con farmaci ipoglicemizzanti, da fattori individuali come le abitudini alimentari e dal dosaggio. Disturbi oculari. Specialmente all'inizio del trattamento possono verificarsi temporanei disturbi visivi, causati dalle variazioni della glicemia. Alterazioni dell'apparato gastrointestinale. Disordini gastrointestinali, quali nausea, vomito e diarrea, pressione epigastrica o una sensazione di pienezza dello stomaco e dolore addominale sono molto rari, e raramente possono condurre all'interruzione del trattamento. Alterazioni del sistema epatobiliare. Si può verificare un innalzamento degli enzimi epatici. In casi molto rari, si può sviluppare una compromissione della funzionalità epatica (per es. colestasi e ittero), così come epatite che può evolvere in insufficienza epatica. Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo. Possono manifestarsi reazioni di ipersensibilità cutanea come prurito, rash e orticaria. In casi molto rari può svilupparsi ipersensibilità alla luce. Indagini diagnostiche. In casi molto rari, può verificarsi una riduzione delle concentrazioni sieriche di sodio.

Sovradosaggio

Il sovradosaggio da glimepiride può causare ipoglicemia i cui sintomi sono riportati nel capitolo "Avvertenze". In simili casi, può essere utile la somministrazione di zuccheri (NON artificiali) in quantità idonee. Se il paziente perde conoscenza, tuttavia, non si devono somministrare cibi o bevande di alcun tipo. Casi gravi d'ipoglicemia con perdita di conoscenza e grave insufficienza neurologica rappresentano un'emergenza medica che richiede l'ospedalizzazione. In simili situazioni, i soccorsi sanitari (118) devono essere subito chiamati, oppure ci si deve recare immediatamente al pronto soccorso. Ad ogni modo, in caso d'iperdosaggio da glimepiride - accertato o presunto che sia - è sempre opportuno contattare il medico.

Gravidanza e Allattamento

Gravidanza. Rischio correlato al diabete. Livelli glicemici alterati durante la gravidanza sono associati ad una più elevata incidenza di anomalie congenite e mortalità perinatale. Pertanto il livello di glucosio nel sangue deve essere attentamente monitorato durante la gravidanza al fine di evitare il rischio teratogeno. In tali casi è necessario utilizzare l'insulina. Le pazienti che vogliano programmare una gravidanza devono informare il proprio medico curante. Rischio correlato alla glimepiride. Non esistono dati adeguati circa l'uso della glimepiride in gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva probabilmente collegata all'azione farmacologica (ipoglicemizzante) della glimepiride. Conseguentemente, la glimepiride non deve essere utilizzata per l'intera durata della gravidanza. In caso di trattamento con glimepiride, se la paziente intende rimanere incinta o scopre di esserlo, deve passare al più presto ad una terapia insulinica. Allattamento. Non è noto se la glimepiride venga escreta nel latte materno, mentre è noto che viene escreta nel latte del ratto. Poichè altre sulfaniluree vengono escrete nel latte materno e poichè esiste il rischio di ipoglicemia nei neonati allattati al seno, si sconsiglia l'allattamento al seno durante la terapia con glimepiride.

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