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Amoxicillina + Acido Clavulanico


Area Riservata



A cosa serve

Farmaco soggetto a prescrizione medica obbligatoria. Trattamento di alcune infezioni batteriche della bocca e dei denti, dell’orecchio (otite media), dell’apparato respiratorio (bronchiti e polmoniti) e delle vie urinarie. Morsi di animali.


Indicazioni

Infezioni batteriche sostenute da germi sensibili, quali comunemente si riscontrano nelle: infezioni delle vie respiratorie ed infezioni otomastoidee; delle vie urogenitali; della pelle e dei tessuti molli; infezioni ginecologiche; enteriche e delle vie biliari e, solo per le forme farmaceutiche iniettabili, infezioni ossee ed articolari; infezioni gastro-intestinali; setticemie, peritoniti, endocarditi, sepsi post-operatorie, profilassi in chirurgia.


Posologia

Adulti: 1 g (pari a 875 mg di amoxicillina) ogni 8-12 ore a seconda della gravità dell’infezione.
Nell’ insufficienza renale lieve o moderata (clearance della creatinina compresa tra 50 e 10 ml/min.) 500 mg ogni 12 ore, grave (clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min.) 500 mg ogni 24 ore. In questo caso, il farmaco può essere più facilmente dosato utilizzando la sospensione pediatrica.
I pazienti sottoposti ad emodialisi dovrebbero ricevere una dose addizionale di amoxicillina/acido clavulanico durante il trattamento e una al termine (il farmaco è parzialmente dializzabile).
Per via endovenosa (da effettuarsi in 3-4 minuti) o per infusione endovenosa: 1,2 g (come amoxicillina) ogni 8 ore o ogni 6 ore se l'infezione è grave, aumentabili fino a 2,2 g infusi in 30 minuti ogni 8 ore.
Bambini di peso superiore a 40 kg: dovrebbe essere utilizzato lo stesso schema posologico valido per gli adulti ; di peso inferiore a 40 kg: 12,5mg/kg ogni 8 ore, aumentabile a 25 mg/kg ogni 8 ore nelle infezioni più gravi.


Medicinali che contengono il Principio Attivo Amoxicillina + Acido Clavulanico


Controindicazioni

Ipersensibilità alle penicilline e agli altri antibiotici beta-lattamici; comparsa di ittero o insufficienza epatica durante il trattamento con penicilline o con l’associazione amoxicillina/acido clavulanico.


Avvertenze

L’uso di aminopenicilline nei pazienti affetti da mononucleosi infettiva comporta una maggior incidenza di rash cutaneo.
Durante trattamenti prolungati con le aminopenicilline, soprattutto in pazienti affetti da insufficienza epatica o renale, occorre monitorare periodicamente la funzionalità epatica e renale. In caso di insufficienza renale risulta necessario aggiustare il dosaggio in relazione alla gravità della patologia, dell’infezione e alla sensibilità dell’agente infettante al trattamento.


Interazioni

Con i contraccettivi orali: la possibilità che le penicilline ad ampio spettro riducano l’efficacia dei contraccettivi orali rimane tuttora un problema controverso. L’ipotesi che sta alla base di tale interazione è che le penicilline, interferendo con la crescita della normale flora intestinale, riducano sia l’assorbimento del contraccettivo orale che il ricircolo enteroepatico dell’estrogeno. Tuttavia i dati disponibili non supportano tale ipotesi (in diversi studi, la somministrazione del farmaco non ha influenzato significativamente i livelli plasmatici di etinilestradiolo, levonorgestrel, noretiestrone, FSH, LH) e, complessivamente , il rischio di gravidanze indesiderate dovute a possibile fallimento del contraccettivo in caso di impiego concomitante di antibiotici è ricompreso nel "range" del rischio generale di fallimento di questo metodo di contraccezione. In alcune donne la concentrazione plasmatica di estradiolo effettivamente diminuisce e le donne sembrano ovulare. Anche se questo evento non si traduce necessariamente in una gravidanza, indica che una percentuale di donne vulnerabili esiste. Tuttavia, non esistono fattori predittivi che consentano di stabilire quali donne siano più a rischio.
Con il warfarin: il valore di INR potrebbe variare in corso di terapia con penicilline ad ampio spettro.


Effetti Indesiderati

Il farmaco è generalmente ben tollerato. Reazioni di ipersensibilità (rash cutanei, prurito, orticaria) e disturbi gastrointestinali (nausea, vomito e diarrea) sono gli effetti indesiderati più frequenti. Rispetto alla sola amoxicillina è associato a una maggiore incidenza di diarrea. Occasionalmente possono comparire dolori addominali, flatulenza, modesto aumento delle transaminasi di incerto significato clinico, epatite e ittero colestatico, più frequente nei pazienti con più di 65 anni e di sesso maschile. Raramente si possono riscontrare un prolungamento del tempo di sanguinamento, vertigini, cefalea, convulsioni (in particolare con dosi alte o in caso di insufficienza renale), colite pseudomembranosa e discrasie ematiche, di norma reversibili con la sospensione della terapia.


Sovradosaggio

Sintomi di intossicazione
Possono esser evidenti sintomi gastrointestinali e disturbi dell’equilibrio dei liquidi e degli elettroliti.
E’ stata osservata cristalluria da amoxicillina, che in alcuni casi porta ad insufficienza renale possono comparire in pazienti con compromissione della funzionalità renale o in quelli che ricevono dosi elevate.
E’ stato riportato che amoxicillina può precipitare nei cateteri urinari, particolarmente dopo somministrazione endovenosa di elevate quantità. Deve essere effettuato un regolare controllo della pervietà
Trattamento dell’intossicazione
I sintomi gastrointestinali possono essere trattati con misure sintomatiche, con particolare attenzione all’idratazione ed al bilancio degli elettroliti.
Amoxicillina/acido clavulanico può essere rimossa dal circolo mediante emodialisi.


Gravidanza e Allattamento

Gli studi condotti nell’animale e l’esperienza clinica riguardanti l’uso dell’amoxicillina/acido clavulanico in gravidanza non hanno evidenziato effetti tossici o teratogeni.
L’amoxicillina e l’acido clavulanico compaiono in tracce nel latte materno.

 

 


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