UniversitÓ degli Studi di Milano Federazione Ordini Farmacisti Italiani
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Amoxicillina


Area Riservata



A cosa serve

L’amoxicillina rimane l’antibiotico di prima scelta per la maggior parte delle infezioni batteriche in sede extra-ospedaliera, ad eccezione delle infezioni non complicate delle vie urinarie per l’elevato numero di insuccessi causati dalle resistenze dei patogeni implicati (E. coli, Proteus).
Per via iniettiva non presenta vantaggi rispetto all’ampicillina, che rimane il farmaco di prima scelta.


Indicazioni

Infezioni da germi sensibili all’amoxicillina: infezioni acute e croniche delle vie respiratorie, infezioni otorinolaringoiatriche e stomatologiche; infezioni dell’apparato urogenitale, infezioni enteriche e delle vie biliari; infezioni dermatologiche e dei tessuti molli; infezioni di interesse chirurgico. L’amoxicillina è indicata nell’eradicazione dell’Helicobacter pylori , producendo un conseguente decremento della ricorrenza dell’ulcera peptica.


Posologia

Le singole dosi o la durata del trattamento variano notevolmente in rapporto all’infezione da trattare, all’età del paziente e alla funzionalità renale:
Via orale:
Adulti : 500 mg-1 g ogni 8-12 ore.
Bambini (di peso inferiore a 20 kg o fino a 10 anni): 12,5-25 mg/kg ogni 8-12 ore
Via i.m. e e.v.:
Adulti : 500 mg-2 g ogni 6-8 ore;
Bambini : 12,5-25 mg/kg ogni 6-8 ore.
Nell’insufficienza renale: di grado lieve o moderato (clearance della creatinina compresa tra 50 e 10 ml/min.): 500 mg ogni 12 ore;

di grado severo (clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min.): 500 mg ogni 24 ore.
I pazienti sottoposti ad emodialisi dovrebbero ricevere una dose addizionale di amoxicillina dopo ogni trattamento (il farmaco è dializzabile).


Medicinali che contengono il Principio Attivo Amoxicillina


Controindicazioni

  • Ipersensibilità alle penicilline e agli altri antibiotici beta-lattamici.
  • Pazienti con infezioni sostenute da patogeni produttori di betalattamasi;
  • Pazienti con rischio noto per allergia;
  • Ipersensibilità alle penicilline e alle cefalosporine;
  • Pazienti affetti da mononucleosi, infezioni virali, leucemia linfatica.

Avvertenze

L’uso di aminopenicilline nei pazienti affetti da mononucleosi infettiva comporta una maggior incidenza di rash cutaneo.
Durante trattamenti prolungati con le aminopenicilline, soprattutto in pazienti affetti da insufficienza epatica o renale, occorre monitorare periodicamente la funzionalità epatica e renale.
In caso di insufficienza renale risulta necessario un aggiustamento del dosaggio in relazione alla gravità della patologia, dell’infezione e alla sensibilità dell’agente infettante al trattamento.


Interazioni

Con i contraccettivi orali: la possibilità che le penicilline ad ampio spettro riducano l’efficacia dei contraccettivi orali rimane tuttora un problema controverso. L’ipotesi che sta alla base di tale interazione è che le penicilline interferendo con la crescita della normale flora intestinale, interferiscano sia con l’assorbimento del contraccettivo orale che col ricircolo enteroepatico dell’estrogeno. Tuttavia i dati disponibili non supportano tale ipotesi (in diversi studi, la somministrazione del farmaco non ha influenzato significativamente i livelli plasmatici di etinilestradiolo, levonorgestrel, noretiestrone, FSH, LH) e, complessivamente , il rischio di gravidanze indesiderate dovute a possibile fallimento del contraccettivo in caso di impiego concomitante di antibiotici è ricompreso nel "range" del rischio generale di fallimento di questo metodo di contraccezione. In alcune donne la concentrazione plasmatica di estradiolo effettivamente diminuisce e le donne sembrano ovulare; anche se questo evento non si deve necessariamente tradurre in una gravidanza, indica che una percentuale di donne vulnerabili esiste. Tuttavia, non esistono fattori predittivi che consentano di stabilire quali donne siano più a rischio.
Con il warfarin: il valore di INR potrebbe variare in corso di terapia con penicilline ad ampio spettro.


Effetti Indesiderati

Sono generalmente poco frequenti, non gravi e simili a quelli delle altre penicilline. Le reazioni di ipersensibilità (rash cutanei, prurito, orticaria) sono gli effetti collaterali più frequenti. Occasionalmente possono comparire disturbi gastrointestinali (glossite, stomatite, nausea, vomito e diarrea).
Raramente si possono riscontrare: discrasie ematiche (leucopenia, trombocitopenia e anemia emolitica), colite pseudomembranosa e nefrite interstiziale di norma reversibili alla sospensione del trattamento.


Sovradosaggio

In caso di assunzioni di dosi eccessive di amoxicillina potrebbero manifestarsi sintomi come nausea, vomito o diarrea. In caso di sovradosaggio - accertato o presunto - contattare subito il medico o, qualora ciò non fosse possibile, rivolgersi al più vicino ospedale.


Gravidanza e Allattamento

Gli studi condotti nell’animale e l’esperienza clinica riguardanti l’uso dell’amoxicillina in gravidanza non hanno evidenziato alcun effetti tossico o teratogeni. L’amoxicillina compare in tracce nel latte materno.


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