UniversitÓ degli Studi di MilanoFederazione Ordini Farmacisti Italiani
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Naltrexone Accord Healthcare

Accord Healthcare Italia S.r.l.
Ultimo aggiornamento: 26/09/2022




Cos'Ŕ Naltrexone Accord Healthcare?

Naltrexone Accord Healthcare Ŕ un farmaco a base del principio attivo Naltrexone Cloridrato, appartenente alla categoria degli Disassuefanti e nello specifico Farmaci usati nella dipendenza da alcool. E' commercializzato in Italia dall'azienda Accord Healthcare Italia S.r.l..

Naltrexone Accord Healthcare pu˛ essere prescritto con Ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica.


Confezioni

Naltrexone Accord Healthcare 50 mg 14 compresse rivestite con film

Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: Accord Healthcare S.L.U.
Concessionario: Accord Healthcare Italia S.r.l.
Ricetta: RR - medicinali soggetti a prescrizione medica
Classe: A
Principio attivo: Naltrexone Cloridrato
Gruppo terapeutico: Disassuefanti
ATC: N07BB04 - Naltrexone
Forma farmaceutica: compresse rivestite

Indicazioni

Per uso come terapia addizionale, come parte di un programma di trattamento completo che includa una consulenza psicologica, per favorire il mantenimento dell'astinenza in pazienti disintossicati con pregressa dipendenza da oppiacei (vedere paragrafi 4.2 e 4.4) e dipendenza da alcool.

Posologia

Uso negli adulti
Il trattamento con naltrexone deve essere iniziato e controllato da un medico qualificato.
La dose iniziale di Naltrexone Cloridrato da somministrare al paziente dipendente da oppiacei è di 25 mg (mezza compressa), seguita dalla consueta dose di una compressa al giorno (50 mg di naltrexone cloridrato).
Se si salta una dose, assumere una compressa al giorno ogni giorno fino alla somministrazione della successiva dose regolare.
Il naltrexone somministrato a soggetti dipendenti da oppiacei può causare sintomi di astinenza potenzialmente letali. I pazienti in cui si sospetti l'uso di oppiacei o la dipendenza da oppiacei devono sottoporsi al test di provocazione con naloxone (vedere paragrafo 4.4), salvo che sia possibile verificare che il paziente non assume oppiacei da 7-10 giorni (esame delle urine) prima dell'inizio del trattamento con naltrexone.
Poiché la terapia con naltrexone è una terapia di supporto e la completa remissione dalla dipendenza da oppiacei varia individualmente da paziente a paziente, non può essere indicata alcuna durata standard del trattamento. Deve essere considerato un periodo iniziale di terapia di tre mesi. Tuttavia, si può rendere necessaria una somministrazione prolungata.
La dose raccomandata per favorire il mantenimento dell'astinenza in soggetti dipendenti da alcool è di 50 mg al giorno (1 compressa).Si raccomanda di non eccedere la dose di 150 mg al giorno, perché questo può dar luogo ad una maggiore incidenza degli effetti indesiderati.
Poiché la terapia con naltrexone cloridrato è una terapia di supporto e la completa remissione dalla dipendenza da alcool varia individualmente da paziente a paziente, non può essere indicata alcuna durata standard del trattamento,deve essere considerato un periodo iniziale di terapia di tre mesi. Tuttavia, si può rendere necessaria una somministrazione prolungata.
Per migliorare l'aderenza del paziente al regime terapeutico, il dosaggio può essere modificato adottando il seguente schema di somministrazione di tre volte la settimana: somministrazione di 2 compresse (100 mg di naltrexone cloridrato) il lunedì ed il mercoledì e di 3 compresse (150 mg di naltrexone cloridrato) il venerdì.
Popolazione pediatrica
Il naltrexone non deve essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni a causa della mancanza di dati clinici relativi a questo gruppo di età. Non è stato stabilito un impiego sicuro nei bambini.
Persone anziane
Non vi sono dati sufficienti sulla sicurezza ed efficacia del naltrexone per questa indicazione nei pazienti anziani.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al(i) principio(i) attivo(i) o ad uno qualsiasi degli eccipienti (elencati al paragrafo6.1).
  • Insufficienza renale grave.
  • Insufficienza epatica grave.
  • Epatite acuta.
  • Pazienti in fase di dipendenza e abuso da oppiacei, poiché può insorgere una sindrome acuta da astinenza.
  • Positività al test di screening per gli oppiacei o dopo fallimento del test di provocazione con naloxone.
  • Per l'uso con medicinali contenenti oppiacei
  • In associazione con metadone (vedere paragrafo 4.5).


Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Conformemente alle linee guida nazionali, la terapia deve essere iniziata e controllata da un medico esperto nel trattamento di pazienti dipendenti da oppiacei e pazienti dipendenti da alcool.
L'assunzione di oppiacei ad alto dosaggio, in concomitanza con il trattamento con naltrexone, può causare un'intossicazione da oppiacei potenzialmente letale con insufficienza respiratoria e circolatoria.
Se il naltrexone è somministrato a pazienti dipendenti da oppiacei, può insorgere rapidamente una sindrome da astinenza. I primi sintomi possono insorgere entro 5 minuti e durare fino a 48 ore. Il trattamento dei sintomi di astinenza è sintomatico.
Non è raro che i soggetti che abusano di alcool presentano segni di alterata funzionalità epatica. Alterazioni dei test di funzionalità epatica sono stati riferiti in pazienti obesi ed anziani che assumevano naltrexone a dosi più elevate di quelle consigliate (fino a 300 mg/die). La funzionalità epatica deve essere controllata sia prima che durante il trattamento. Particolare attenzione si impone nei pazienti con livelli sierici degli enzimi epatici che superano tre volte il valore normale e nei pazienti con insufficienza renale.
Alterazioni dei test della funzionalità epatica sono state segnalate nei pazienti obesi e anziani che assumono naltrexone e che non hanno una storia di abuso di droga. I test della funzionalità epatica devono essere effettuati sia prima che dopo il trattamento.
I pazienti devono essere avvertiti sull'uso concomitante di oppiacei (ad es., oppiacei nei preparati contro la tosse, oppiacei nei preparati per il trattamento sintomatico del raffreddore od oppiacei contenuti negli antidiarroici, ecc.) durante il trattamento con naltrexone (vedere paragrafo 4.3).
Il trattamento con naltrexone deve iniziare soltanto quando l'oppiaceo è stato interrotto per un periodo sufficientemente lungo (circa 5-7 giorni per l'eroina e almeno 10 giorni per il metadone).
Se il paziente necessita di un trattamento con oppiacei, ad es. analgesia o anestesia con oppiacei in situazioni di emergenza, la dose necessaria può essere superiore al normale. In questi casi, la depressione respiratoria e gli effetti circolatori saranno più profondi e prolungati. Inoltre, i sintomi connessi con il rilascio di istamina (eritema generalizzato, diaforesi , prurito ed altre manifestazioni a carico della cute e delle membrane mucose) possono manifestarsi con maggiore facilità. In tali situazioni, il paziente richiede attenzione e cure specifiche.
Durante il trattamento con naltrexone, le condizioni dolorose devono essere trattate unicamente con analgesici non oppiacei.
I pazienti devono essere avvertiti del fatto che dosi superiori di oppiacei per contrastare il blocco indotto dal farmaco possono provocare, dopo la sospensione del naltrexone, un sovradosaggio acuto da oppiacei, con possibile esito fatale.
Dopo il trattamento con naltrexone, i pazienti potrebbero essere più sensibili ai medicinali contenenti oppiacei.
I pazienti in cui si sospetti l'uso di oppiacei o la dipendenza da oppiacei devono sottoporsi al test di provocazione con naloxone, salvo che sia possibile verificare che il paziente non assume oppiacei da 7-10 giorni (esame delle urine) prima dell'inizio del trattamento con naltrexone.
Una sindrome di astinenza precipitata dal naloxone sarà di durata minore rispetto a quella precipitata dal naltrexone.
Si consiglia la procedura seguente:
Provocazione per via endovenosa
  • iniezione endovenosa di 0,2 mg di naloxone;
  • se, dopo 30 secondi, non insorgono reazioni avverse, può essere somministrata un'ulteriore iniezione endovenosa di 0,6 mg di naloxone;
  • il paziente deve essere tenuto sotto osservazione continua per 30 minuti al fine di rilevare eventuali segni di sindrome da astinenza.
In caso di insorgenza di sintomi di astinenza, la terapia con naltrexone non deve essere intrapresa. Se il risultato del test è negativo, il trattamento può essere iniziato. In caso di dubbio circa l'assunzione di oppiacei da parte del paziente, il test di provocazione può essere ripetuto con la dose di 1,6 mg. Se, successivamente, non insorgono reazioni, è possibile somministrare al paziente 25 mg di Naltrexone Cloridrato.
Un test di provocazione con naloxone cloridrato non deve essere eseguito nei pazienti con sintomi di astinenza clinicamente evidenti o, in ogni caso, in presenza di un esame delle urine positivo per gli oppiacei.
Il naltrexone è estesamente metabolizzato a livello epatico ed escreto in prevalenza con le urine. Pertanto, occorre cautela nella somministrazione del medicinale a pazienti con alterazioni della funzionalità epatica o renale. I test di funzionalità epatica dovrebbero essere eseguiti sia prima che durante il trattamento.
È noto che il rischio di suicidio aumenta nel caso di pazienti che abusano di sostanze, con o senza concomitante depressione. Il trattamento con naltrexone compresse non elimina questo rischio
Lattosio
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp-lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

La somministrazione concomitante di naltrexone con un medicinale contenente oppiacei deve essere evitata.
Attualmente, l'esperienza clinica ed i dati sperimentali concernenti l'effetto del naltrexone sulla farmacocinetica di altre sostanze sono limitati. Il trattamento concomitante di naltrexone ed altri medicinali deve essere effettuato con cautela e seguito attentamente.
Non sono stati effettuati studi di interazione.
Studi in vitro hanno dimostrato che né naltrexone né il suo principale metabolita, il 6-beta-naltrexolo, sono metabolizzati attraverso gli enzimi CYP450 umani. Di conseguenza, è improbabile che la farmacocinetica del naltrexone sia modificata dai farmaci che inibiscono gli enzimi del citocromo P450.
Associazione non raccomandata: derivati degli oppioidi (analgesici, antitussivi, trattementi sostitutivi), antipertensivi ad azione centrale (alfa-metildopa).
La somministrazione concomitante di naltrexone con un medicinale contenente oppiacei deve essere evitata.
Metadone nel trattamento sostitutivo. Esiste il rischio di insorgenza della sindrome da astinenza.
Associazione da prendere in considerazione: barbiturici, benzodiazepine, ansiolitici diversi dalle benzodiazepine (cioè meprobamato), ipnotici, antidepressivi sedativi (amitriptilina, doxepina, mianserina, trimipramina), sedativi anti-istaminici H1, neurolettici (droperidolo).
I dati di uno studio di sicurezza e tollerabilità della co-somministrazione di naltrexone ed acamprosato in soggetti dipendenti da alcool, che non chiedevano di essere sottoposti a trattamento, hanno dimostrato che la somministrazione di naltrexone aumentava significativamente la concentrazione plasmatica di acamprosato. Non è stata studiata l'interazione con altre sostanze psicofarmacologiche (disulfiram, amitriptilina, doxepina, litio, clozapina, benzodiazepine).
Finora non sono state descritte interazioni tra cocaina e naltrexone cloridrato.
Non sono note interazioni tra naltrexone ed alcool.
Per le interazioni con i farmaci contenenti oppiacei, vedere paragrafo 4.4.

FertilitÓ, gravidanza e allattamento

Gravidanza
Non sono disponibili dati clinici sull'uso di Naltrexone Cloridrato in gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Tuttavia i dati di questi studi non sono sufficienti per stabilire una rilevanza clinica. Il rischio potenziale per l'uomo non è noto. Il naltrexone deve essere somministrato in gravidanza soltanto quando, a giudizio del medico curante, i potenziali benefici superano il possibile rischio.
L'uso di naltrexone nelle pazienti alcoliste durante la gravidanza che ricevono il trattamento con oppiacei o il trattamento sostitutivo con oppiacei a lungo termine, o nelle pazienti in gravidanza che sono dipendenti dagli oppiacei, crea un rischio di sindrome acuta da astinenza che potrebbe avere conseguenze gravi per la madre e per il feto (vedere paragrafo 4.4). La somministrazione di naltrexone deve essere sospesa se sono prescritti gli analgesici oppiacei (vedere paragrafo 4.5).
Allattamento
Non vi sono dati clinici sull'uso di naltrexone HCl durante l'allattamento. Non è noto se il naltrexone o il 6-beta-naltrexolo viene escreto nel latte materno. Si sconsiglia l'allattamento al seno durante il trattamento.


Effetti sulla capacitÓádi guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Il naltrexone può alterare le capacità mentali e/o fisiche necessarie per l'esecuzione di compiti potenzialmente pericolosi, come guidare veicoli o operare macchinari


Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono classificati per sistemi ed organi ed in base alla loro frequenza:
Molto comune (≥1/10)
Comune (da ≥1/100 a <1/10)
Non comune (da ≥1/1.000 a <1/100)
Raro (da ≥1/10.000 a <1/1.000)
Molto raro (<1/10.000)
Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Classificazione per sistemi ed organi secondo MedDRA
Infezioni ed infestazioni
Non comune
Herpes orale
Tigna dei piedi
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune
Linfadenopatia
Raro
Porpora trombocitopenica idiopatica
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune
Riduzione dell'appetito
Disturbi psichiatrici
Molto comune
Nervosismo
Ansia
Insonnia
Comune
Disordini affettivi
Senso di abbattimento
Irritabilità
Variabilità del tono dell'umore
Non comune
Allucinazione
Stato confusionale
Depressione
Paranoia
Disorientamento
Incubi
Agitazione
Disturbo della libido
Sogni anormali
Raro
Ideazione suicidaria
Tentativo di suicidio
Molto raro
Euforia
Patologie del sistema nervoso
Molto commune
Cefalea
Disturbi del sonno
Irrequietezza
Comune
Capogiri
Brividi
Vertigini
Non comune
Tremore
Sonnolenza
Raro
Disturbo della parola
Patologie dell'occhio
Comune
Aumento della lacrimazione
Non comune
Vista annebbiata
Irritazione oculare
Fotofobia
Gonfiore degli occhi
Dolore agli occhi
Astenopia
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Non comune
Fastidio all'orecchio
Dolore all'orecchio
Tinnito
Vertigini
Patologie cardiache
Comune
Tachicardia
Palpitazioni
Alterazione dell'elettrocardiogramma
Patologie vascolari
Non comune
Fluttuazioni della pressione sanguigna
Vampate
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune
Dolore toracico
Non comune
Congestione nasale
Fastidio nasale
Rinorrea
Starnuti
Dolore orofaringeo
Aumento dello sputo
Disturbo ai seni nasali
Dispnea
Disfonia
Tosse
Sbadigli
Patologie gastrointestinali
Molto comune
Dolore addominale
Crampi addominali
Nausea o tendenza al vomito
Vomito
Comune
Diarrea
Stipsi
Non commune
Flatulenza
Emorroidi
Ulcera
Secchezza delle fauci
Patologie epatobiliari
Non comune
Disturbo epatico
Aumento della bilirubina ematica
Epatite
Durante il trattamento può verificarsi un aumento delle transaminasi epatiche. Dopo l'interruzione di naltrexone le transaminasi sono scese al valore basale entro diverse settimane.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune
Eruzione cutanea
Non comune
Seborrea
Prurito
Acne
Alopecia
Molto raro
Esantema
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto comune
Artralgia
Mialgia
Non comune
Dolore inguinale
Molto Raro
Rabdomiolisi
Patologie renali e urinarie
 
Comune
Ritenzione urinaria
Non comune
Pollachiuria
Disuria
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Comune
Eiaculazione ritardata
Disfunzione erettile
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune
Debolezza
Astenia
Comune
Inappetenza
Sete
Aumento di energia
Brividi
Iperidrosi
Non comune
Aumento di appetito
Perdita di peso
Aumento di peso
Piressia
Dolore
Freddezza periferica
Sensazione di calore
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite Agenzia Italiana del Farmaco Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

Sovradosaggio

Sintomi
  • L'esperienza clinica con il sovradosaggio da naltrexone nei pazienti è limitata.
  • Non vi sono state evidenze di tossicità in volontari che hanno assunto 800 mg/die per sette giorni.

Trattamento

  • In caso di sovradosaggio, i pazienti devono essere monitorati e trattati in maniera sintomatica in un ambiente strettamente controllato.


Scadenza

2 anni.


Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare per la conservazione.


Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa
Lattosio monoidrato
Cellulosa microcristallina
Crospovidone
Silice colloidale anidra
Magnesio stearato
Film di rivestimento
Ipromellosa (E464)
Macrogol 400
Polisorbato 80 (E433)
Ossido di ferro giallo (E172)
Ossido di ferro rosso (E172)
Titanio diossido (E171)


Farmaci Equivalenti

I farmaci equivalenti di Naltrexone Accord Healthcare a base di Naltrexone Cloridrato sono: Nalorex

Foglietto Illustrativo


Fonti Ufficiali



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