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Jakavi

Novartis Farma S.p.A.
Ultimo aggiornamento: 16/05/2022




Cos'Ŕ Jakavi?

Jakavi Ŕ un farmaco a base del principio attivo Ruxolitinib, appartenente alla categoria degli Antineoplastici, inibitori delle proteasi e nello specifico Inibitori chinasi janus-associata (JAK). E' commercializzato in Italia dall'azienda Novartis Farma S.p.A..

Jakavi pu˛ essere prescritto con Ricetta RNRL - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, da rinnovare volta per volta, vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti.

Confezioni

Jakavi 5 mg 56 compresse
Jakavi 10 mg 56 compresse
Jakavi 15 mg 56 compresse
Jakavi 20 mg 56 compresse

Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: Novartis Europharm Ltd
Concessionario: Novartis Farma S.p.A.
Ricetta: RNRL - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, da rinnovare volta per volta, vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti
Classe: H
Principio attivo: Ruxolitinib
Gruppo terapeutico: Antineoplastici, inibitori delle proteasi
Forma farmaceutica: compressa

Indicazioni

Mielofibrosi (MF)
Jakavi è indicato per il trattamento della splenomegalia o dei sintomi correlati alla malattia in pazienti adulti con mielofibrosi primaria (nota anche come mielofibrosi idiopatica cronica), mielofibrosi post policitemia vera o mielofibrosi post trombocitemia essenziale.
Policitemia vera (PV)
Jakavi è indicato per il trattamento di pazienti adulti con policitemia vera che sono resistenti o intolleranti a idrossiurea.
Malattia del trapianto contro l'ospite (GvHD)
Jakavi è indicato per il trattamento di pazienti di età pari o superiore ai 12 anni con malattia del trapianto contro l'ospite acuta o con malattia del trapianto contro l'ospite cronica che presentano una risposta inadeguata al trattamento con corticosteroidi o altre terapie sistemiche (vedere paragrafo 5.1).

Posologia

Il trattamento con Jakavi deve essere iniziato solo da un medico esperto nella somministrazione di medicinali antitumorali.
Prima di iniziare la terapia con Jakavi deve essere effettuata una conta ematica completa, inclusa una conta differenziale dei globuli bianchi.
Monitorare ogni 2-4 settimane la conta ematica completa, inclusa la conta differenziale dei globuli bianchi, fino alla stabilizzazione delle dosi di Jakavi, e in seguito come clinicamente indicato (vedere paragrafo 4.4).
Posologia
Dose iniziale
La dose iniziale raccomandata di Jakavi nella mielofibrosi (MF) è basata sulla conta piastrinica (vedere Tabella 1):
Tabella 1 Dosi iniziali nella mielofibrosi
Conta piastrinica
Dose iniziale
Maggiore di 200.000/mm3
20 mg per via orale due volte al giorno
Da 100.000 a 200.000/mm3
15 mg per via orale due volte al giorno
Da 75.000 a meno di 100.000/mm3
10 mg per via orale due volte al giorno
Da 50.000 a meno di 75.000/mm3
5 mg per via orale due volte al giorno
La dose iniziale raccomandata di Jakavi nella policitemia vera (PV) è di 10 mg per via orale due volte al giorno.
La dose iniziale raccomandata di Jakavi nella malattia del trapianto contro l'ospite (GvHD) acuta e cronica è di 10 mg per via orale due volte al giorno. Jakavi può essere aggiunto all'uso continuato di corticosteroidi e/o inibitori della calcineurina (CNIs).
Modifiche della dose
Le dosi possono essere titolate sulla base dell'efficacia e della sicurezza.
Mielofibrosi e policitemia vera
Se l'efficacia è considerata insufficiente e le conte ematiche sono adeguate, le dosi possono essere aumentate di un massimo di 5 mg due volte al giorno, fino alla dose massima di 25 mg due volte al giorno.
La dose iniziale non deve essere aumentata entro le prime quattro settimane di trattamento e in seguito non più frequentemente di intervalli di 2 settimane.
Il trattamento deve essere interrotto per conte piastriniche inferiori a 50.000/mm3 o conte assolute di neutrofili inferiori a 500/mm3. Nella PV, il trattamento deve essere interrotto anche quando l'emoglobina è inferiore a 8 g/dL. Dopo il recupero delle conte ematiche sopra questi livelli, la somministrazione può essere ripresa con dosi di 5 mg due volte al giorno, gradualmente aumentate sulla base di un accurato monitoraggio della conta ematica completa, inclusa una conta differenziale dei globuli bianchi.
Devono essere considerate riduzioni di dose se la conta piastrinica diminuisce durante il trattamento come indicato nella Tabella 2, con l'obiettivo di evitare interruzioni di dose per trombocitopenia.
Tabella 2 Raccomandazioni posologiche per pazienti con MF con trombocitopenia
 
Dose al momento della diminuzione delle piastrine
 
25 mg
due volte al giorno
20 mg
due volte al giorno
15 mg
due volte al giorno
10 mg
due volte al giorno
5 mg
due volte al giorno
Conta piastrinica
Nuova dose
Da 100.000 a <125.000/mm3
20 mg
due volte al giorno
15 mg
due volte al giorno
Nessuna modifica
Nessuna modifica
Nessuna modifica
Da 75.000 a <100.000/mm3
10 mg
due volte al giorno
10 mg
due volte al giorno
10 mg
due volte al giorno
Nessuna modifica
Nessuna modifica
Da 50.000 a <75.000/mm3
5 mg
due volte al giorno
5 mg
due volte al giorno
5 mg
due volte al giorno
5 mg
due volte al giorno
Nessuna modifica
Meno di 50.000/mm3
Sospendere
Sospendere
Sospendere
Sospendere
Sospendere
Nella PV, devono essere considerate riduzioni di dose se l'emoglobina scende al di sotto di 12 g/dL e sono raccomandate se questa scende al di sotto di 10 g/dL.
Malattia del trapianto contro l'ospite
Possono essere necessarie delle riduzioni della dose e delle temporanee interruzioni del trattamento nei pazienti con GvHD con trombocitopenia, neutropenia o livelli elevati di bilirubina a seguito di una terapia di supporto standard inclusi fattori di crescita, terapie antiinfettive e trasfusioni. È raccomandata la riduzione della dose di un livello (da 10 mg due volte al giorno a 5 mg due volte al giorno o da 5 mg due volte al giorno a 5 mg una volta al giorno). Nei pazienti che non riescono a tollerare Jakavi alla dose di 5 mg una volta al giorno, il trattamento deve essere interrotto. Le raccomandazioni posologiche dettagliate sono indicate nella Tabella 3.
Tabella 3 Raccomandazioni posologiche durante la terapia con Ruxolitinib per pazienti con GvHD con trombocitopenia, neutropenia o un livello elevato di bilirubina totale
Parametro di laboratorio
Raccomandazioni posologiche
Conta piastrinica <20,000/mm3
Ridurre la dose di Jakavi di un livello. In caso di conta piastrinica ≥20,000/mm3 nell'arco di 7 giorni, la dose può essere aumentata fino al livello di dose iniziale, in caso contrario mantenere la dose ridotta
Conta piastrinica <15,000/mm3
Sospendere Jakavi fino a conta piastrinica ≥20,000/mm3, quindi riprendere ad un livello di dose inferiore
Conta assoluta dei neutrofili (Absolute neutrophil count, ANC) ≥500/mm3 to <750/mm3
Ridurre Jakavi di un livello di dose. Riprendere al livello di dose iniziale in caso di ANC >1,000/mm3
Conta assoluta dei neutrofili <500/mm3
Sospendere Jakavi fino a ANC >500/mm3, quindi ripendere ad un livello di dose inferiore. In caso di ANC >1,000/mm3, la dose può essere ripresa al livello iniziale
Aumento della bilirubina totale non causato da GvHD (GvHD non epatica)
Da >3,0 a 5,0 x limite superiore della norma (upper limit of normal, ULN): continuare Jakavi ad un livello di dose inferiore fino a ≤3,0 x ULN
Da >5,0 a 10,0 x ULN: sospendere Jakavi fino a 14 giorni fino ad un livello di bilirubina totale ≤3,0 x ULN. In caso di livello di bilirubina totale ≤3,0 x ULN, il dosaggio può essere ripreso alla dose corrente. Se la bilirubina totale non si riduce ≤3,0 x ULN dopo 14 giorni, riprendere ad un livello di dose inferiore.
>10,0 x ULN: sospendere Jakavi fino ad un livello di bilirubina totale ≤3,0 x ULN, quindi riprendere ad un livello di dose inferiore
Aumento della bilirubina totale causato da GvHD (GvHD epatica)
>3,0 x ULN: continuare Jakavi ad un livello di dose inferiore fino ad un livello di bilirubina totale ≤3,0 x ULN.
Aggiustamento della dose in concomitanza con inibitori potenti del CYP3A4 o inibitori sia dell'enzima CYP2C9 che del CYP3A4
Quando ruxolitinib viene somministrato con inibitori potenti del CYP3A4 o con inibitori sia dell'enzima CYP2C9 che del CYP3A4 (es. fluconazolo), la dose unitaria di ruxolitinib deve essere ridotta di circa il 50%, da somministrarsi due volte al giorno (vedere paragrafo 4.5). Deve essere evitato l'uso concomitante di ruxolitinib con dosi di fluconazolo superiori a 200 mg die.
Si raccomanda un monitoraggio più frequente (es. due volte la settimana) dei parametri ematologici e dei segni e sintomi clinici delle reazioni avverse al medicinale correlate a ruxolitinib durante la somministrazione di inibitori potenti del CYP3A4 o inibitori sia dell'enzima CYP2C9 che del CYP3A4.
Popolazioni speciali
Compromissione renale
Nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata non è necessario uno specifico aggiustamento della dose.
Nei pazienti con compromissione renale severa (clearance della creatinina inferiore a 30 mL/min) la dose iniziale raccomandata per i pazienti con MF, basata sulla conta piastrinica, deve essere ridotta di circa il 50% da somministrarsi due volte al giorno. La dose iniziale raccomandata per i pazienti con PV e GvHD con compromissione renale severa è di 5 mg due volte al giorno. Durante il trattamento con ruxolitinib i pazienti devono essere attentamente monitorati per quanto riguarda la sicurezza e l'efficacia.
I dati per determinare le migliori opzioni di dose per i pazienti in emodialisi con malattia renale in fase terminale (end-stage renal disease, ESRD) sono limitati. Simulazioni farmacocinetiche/farmacodinamiche basate sui dati disponibili in questa popolazione suggeriscono che la dose iniziale per i pazienti con MF in emodialisi con ESRD è una dose singola di 15-20 mg o due dosi di 10 mg prese a distanza di 12 ore, da somministrarsi dopo la dialisi e solo il giorno dell'emodialisi. Per i pazienti con MF con una conta piastrinica compresa tra 100.000/mm3 e 200.000/mm3 la dose singola raccomandata è di 15 mg. Per i pazienti con MF con una conta piastrinica >200.000/mm3 la dose raccomandata è una dose singola di 20 mg o due dosi di 10 mg prese a distanza di 12 ore. Le dosi successive (singola somministrazione o due dosi di 10 mg prese a distanza di 12 ore) devono essere somministrate solo nei giorni di emodialisi dopo ogni seduta di dialisi.
La dose iniziale raccomandata per i pazienti con PV in emodialisi con ESRD è una dose singola di 10 mg o due dosi di 5 mg prese a distanza di 12 ore, da somministrarsi dopo la dialisi e solo il giorno dell'emodialisi. Queste raccomandazioni sulla dose sono basate su simulazioni ed ogni modifica della dose nei pazienti con ESRD deve essere seguita da un attento monitoraggio della sicurezza e dell'efficacia nei singoli pazienti. Non sono disponibili dati sulla dose da utilizzare in pazienti che sono sottoposti a dialisi peritoneale o a emofiltrazione veno-venosa continua (vedere paragrafo 5.2).
Non ci sono dati disponibili per pazienti con GvHD con ESRD.
Compromissione epatica
Nei pazienti con MF con qualsiasi tipo di compromissione epatica la dose iniziale raccomandata basata sulla conta piastrinica deve essere ridotta di circa il 50% da somministrarsi due volte al giorno. Le dosi successive devono essere aggiustate sulla base di un attento monitoraggio della sicurezza e dell'efficacia. Per pazienti con PV la dose iniziale raccomandata è di 5 mg due volte al giorno. Nei pazienti con compromissione epatica diagnosticata durante il trattamento con ruxolitinib devono essere monitorate le conte ematiche complete, inclusa una conta differenziale dei globuli bianchi, almeno ogni una-due settimane per le prime 6 settimane dopo l'inizio della terapia con ruxolitinib e poi come clinicamente indicato una volta che la funzione epatica e le conte ematiche si sono stabilizzate. La dose di ruxolitinib può essere titolata per ridurre il rischio di citopenia.
Nei pazienti con compromissione epatica lieve, moderata o severa non correlata a GvHD, la dose iniziale di ruxolitinib deve essere ridotta del 50% (vedere paragrafo 5.2).
Nei pazienti con GvHD con coinvolgimento epatico ed un incremento di bilirubina totale >3 x ULN, le conte ematiche devono essere monitorate più frequentemente per la tossicità ed è raccomandata una riduzione della dose di un livello.
Pazienti anziani (≥65 anni)
Per i pazienti anziani non sono raccomandati ulteriori aggiustamenti di dose.
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l'efficacia di Jakavi nei bambini e negli adolescenti fino a 18 anni con MF e PV di età non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili (vedere paragrafo 5.1).
Nei pazienti pediatrici (di età pari o superiore ai 12 anni) con GvHD, la sicurezza e l'efficacia di Jakavi sono supportate dalle evidenze degli studi randomizzati di fase 3 REACH2 e REACH3. Il dosaggio di Jakavi nei pazienti pediatrici con GvHD di età pari o superiore ai 12 anni è lo stesso rispetto a quello nei pazienti adulti. La sicurezza e l'efficacia di Jakavi non sono state stabilite nei pazienti di età inferiore ai 12 anni.
Interruzione del trattamento
Il trattamento della MF e PV può essere continuato fino a quando il rapporto beneficio-rischio rimane positivo. Tuttavia, il trattamento deve essere interrotto dopo 6 mesi se dall'inizio della terapia non c'è stata riduzione delle dimensioni della milza o miglioramento nei sintomi.
Per i pazienti che hanno dimostrato un certo grado di miglioramento clinico, si raccomanda che la terapia con ruxolitinib venga interrotta se i pazienti presentano un aumento del 40% della lunghezza della milza rispetto alla dimensione al basale (all'incirca equivalente ad un aumento del 25% del volume della milza) e non mostrano più un miglioramento tangibile dei sintomi correlati alla malattia.
Nella GvHD, la graduale riduzione di Jakavi può essere considerata nei pazienti che hanno risposto al trattamento e dopo aver interrotto il trattamento con corticosteroidi. Si raccomanda una riduzione della dose di Jakavi del 50% ogni due mesi. Se si ripresentano segni e sintomi della GvHD durante o dopo la graduale riduzione di Jakavi, deve essere preso in considerazione un aumento della dose.
Modo di somministrazione
Jakavi deve essere assunto per via orale, con o senza cibo.
Se una dose viene omessa, il paziente non deve assumere una dose aggiuntiva, ma deve assumere la consueta dose successiva prescritta.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Gravidanza e allattamento.


Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Mielosoppressione
Il trattamento con Jakavi può causare reazioni avverse al medicinale di tipo ematologico, incluse trombocitopenia, anemia e neutropenia. Prima di iniziare la terapia con Jakavi deve essere effettuata una ...

Vedi la Scheda Tecnica del farmaco - RCP - completa: accedi al sito www.codifa.it

Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Sono stati effettuati studi d'interazione solo negli adulti.
Ruxolitinib viene eliminato attraverso metabolismo catalizzato dal CYP3A4 e dal CYP2C9. Perciò, i medicinali che inibiscono questi enzimi possono dare origine ad ...

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Assumere Jakavi durante la gravidanza e l'allattamento

Posso prendere Jakavi durante la gravidanza e l'allattamento?
Gravidanza
Non ci sono dati relativi all'uso di Jakavi in donne in gravidanza.
Gli studi sugli animali hanno mostrato che Ruxolitinib è embriotossico e fetotossico. Non è stata osservata teratogenicità ...

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Effetti sulla capacitÓádi guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Jakavi ha un effetto sedativo nullo o trascurabile. Tuttavia, i pazienti che accusano capogiri dopo l'assunzione di Jakavi devono astenersi dal guidare veicoli o dall'utilizzare macchinari.


Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza
Mielofibrosi
Le reazioni avverse al medicinale più frequentemente segnalate sono state trombocitopenia e anemia.
Le reazioni avverse al medicinale di tipo ematologico (ogni grado del ...

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Sovradosaggio

Non è noto un antidoto per i sovradosaggi con Jakavi. Dosi singole fino a 200 mg sono state somministrate con tollerabilità acuta accettabile. Dosi ripetute più alte di quelle raccomandate sono associate ad aumentata mielosoppressione inclusa leucopenia, anemia e trombocitopenia. Deve essere somministrato un adeguato trattamento di supporto.
Non è atteso che l'emodialisi aumenti l'eliminazione di Ruxolitinib.


ProprietÓ farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Agenti antineoplastici, inibitori della protein-chinasi, codice ATC: L01EJ01
Meccanismo d'azione
Ruxolitinib è un inibitore selettivo delle Janus Associated Kinases (JAKs) JAK1 e JAK2 (valori di IC50 di 3,3 ...


ProprietÓ farmacocinetiche

Assorbimento
Ruxolitinib è un composto di classe 1 secondo BCS (Biopharmaceutical Classification System), con caratteristiche di elevata permeabilità, elevata solubilità e rapida dissoluzione. Negli studi clinici, ruxolitinib è stato rapidamente ...


Dati preclinici di sicurezza

Ruxolitinib è stato valutato in studi farmacologici di sicurezza, di tossicità a dosi ripetute, di genotossicità e tossicità riproduttiva e in uno studio di carcinogenicità. Gli organi bersaglio associati all'azione ...


Elenco degli eccipienti

Cellulosa, microcristallina
Magnesio stearato
Silice colloidale anidra
Carbossimetilamido sodico (Tipo A)
Povidone K30
Idrossipropilcellulosa 300-600 cps
Lattosio monoidrato


Farmaci Esteri

Per conoscere i farmaci esteri che corrispondono ad Jakavi a base di Ruxolitinib ...
Vedi la Scheda Tecnica del farmaco - RCP - completa: accedi al sito www.codifa.it

Fonti Ufficiali



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