Glipressina

    Ultimo aggiornamento: 11/04/2024

    Cos'è Glipressina?

    Glipressina è un farmaco a base del principio attivo Terlipressina Acetato Idrato, appartenente alla categoria degli Ormoni antidiuretici e nello specifico Vasopressina ed analoghi. E' commercializzato in Italia dall'azienda Ferring S.p.A..

    Glipressina può essere prescritto con Ricetta OSP - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile.


    Confezioni

    Glipressina 0,1 mg/ml soluz. iniett. 5 fiale da 8,5 ml

    Informazioni commerciali sulla prescrizione

    Titolare: Ferring S.p.A.
    Ricetta: OSP - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile
    Classe: H
    Principio attivo: Terlipressina Acetato Idrato
    Gruppo terapeutico: Ormoni antidiuretici
    ATC: H01BA04 - Terlipressina
    Forma farmaceutica: soluzione (uso interno)


    Se sei un professionista, potrai trovare le schede tecniche complete e molto altro nell'area riservata di Codifa.it

    Indicazioni

    Perché si usa Glipressina? A cosa serve?

    Emorragie da varici esofagee. Prevenzione delle emorragie da sclerotizzazione intravaricosa esofagea. Trattamento della sindrome epatorenale in pazienti con cirrosi epatica, in associazione alla somministrazione di albumina umana.


    Posologia

    Come usare Glipressina: Posologia

    Emorragie da varici esofagee

    2 mg di terlipressina acetato (2 fiale) come bolo lento endovena ogni 4-6 ore fino al controllo dell'emorragia. Dopo l'arresto dell'emorragia, il trattamento dovrebbe essere continuato fino ad un massimo di 24 ore, eventualmente riducendo il dosaggio.

    Glipressina può essere impiegata anche in associazione a sonde esofagee quali la sonda di Sengstaken-Blakemore e di Linton-Nachlas.
    Prevenzione delle emorragie da sclerotizzazione intravaricosa esofagea
    2 mg di terlipressina acetato (2 fiale) come bolo lento endovena, 30-60 minuti prima dell'intervento sclerosante.
    Trattamento della sindrome epatorenale in pazienti con cirrosi epatica, in associazione alla somministrazione di albumina umana
    Dose iniziale 2-3 mg di terlipressina acetato (2-3 fiale) /24 ore in infusione continua endovenosa (si raccomanda di diluire la dose giornaliera di terlipressina in 50 ml di soluzione fisiologica 0,9% e di somministrarla successivamente con pompa infusionale alla velocità di 2,1 ml/h) o in boli endovenosi di 0,5 mg di terlipressina acetato (metà fiala) ogni 4-6 ore. La risposta terapeutica deve essere valutata ogni 48 ore dall'avvio della terapia. Se la creatinina sierica aumenta o si riduce meno del 25% rispetto al valore basale pre-trattamento, la dose di terlipressina può essere aumentata gradualmente di 2-3 mg di terlipressina acetato (2-3 fiale)/24 ore sino ad un dosaggio massimo di 12 mg di terlipressina acetato (12 fiale)/24 ore. Il trattamento con terlipressina deve essere mantenuto almeno per 24 ore dopo il recupero della funzione renale. Non ci sono dati precisi sulle modalità di interruzione della terapia ma si consiglia una riduzione graduale della dose giornaliera di terlipressina, specie in caso di alti dosaggi.
    Nei pazienti che rispondono parzialmente o non rispondono al trattamento, la durata massima del trattamento è di 14 giorni.
    Studi favorevoli a supporto dell'uso della terlipressina per il trattamento della sindrome epatorenale prevedono in associazione anche la somministrazione di albumina umana alla dose di 1 g/kg di peso corporeo il primo giorno e successivamente alla dose di 20-40 g/die.
    In seguito all'utilizzo parziale della fiala (metà fiala), il cui prelievo deve avvenire in condizioni asettiche e controllate, i tempi e le modalità di conservazione della soluzione residua rientrano nella responsabilità dell'utilizzatore e comunque non devono superare le 4-6 ore tra 2°C – 8°C (in frigorifero).
    Popolazioni speciali
    Sindrome epatorenale di tipo 1
    Compromissione renale
    La terlipressina deve essere evitata nei pazienti con disfunzioni renali avanzate, ad esempio, con livelli basali di creatinina ≥ 442 µmol/L (5,0 mg/dL), a meno che non si ritenga che il beneficio superi i rischi (vedere paragrafo 4.4).
    Compromissione epatica
    La terlipressina deve essere evitata nei pazienti con malattia epatica grave definita come insufficienza epatica cronica riacutizzata/Acute-on-Chronic Liver Failure (IECR/ACLF) di grado 3 e/o con modello per la valutazione di malattia epatica allo stadio terminale ≥39, a meno che non si ritenga che il beneficio superi i rischi (vedere paragrafo 4.4).
    Modo di somministrazione
    Sindrome epatorenale di tipo 1: iniezione in bolo o infusione endovenosa
    Come alternativa alla iniezione in bolo, la terlipressina può essere somministrata attraverso infusione endovenosa (EV) continua, con una dose iniziale di terlipressina acetato di 2 mg/24 ore e aumentata sino a un massimo di 12 mg/24 ore. La somministrazione di terlipressina attraverso infusione endovenosa (EV) continua può essere associata a tassi più bassi di eventi avversi gravi, rispetto alla somministrazione endovenosa in bolo (vedere paragrafo 5.1).

    Controindicazioni

    Quando non dev'essere usato Glipressina

    Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

    Glipressina è controindicata in gravidanza (vedere paragrafo 4.6).

    Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

    Cosa serve sapere prima di prendere Glipressina

    Sindrome epatorenale di tipo 1
    Compromissione renale
    L'uso di terlipressina deve essere evitato nei pazienti con disfunzione renale avanzata, cioè con livelli basali di creatinina sierica ≥ 442 µmol/L (5,0 mg/dL), quando trattati con terlipressina per la sindrome epatorenale di tipo 1, a meno che non si ritenga che il beneficio superi i rischi. In questo gruppo di pazienti, durante gli studi clinici sono stati osservati ridotta efficacia della reversione della sindrome epatorenale, aumento del rischio di eventi avversi e aumento della mortalità (vedere paragrafo 4.2).
    Compromissione epatica
    L'uso di terlipressina deve essere evitato nei pazienti con grave malattia epatica definita come insufficienza del fegato cronica riacutizzata/Acute on Chronic Liver Failure (IFCR/ACLF) di grado 3 e/o con modello per la valutazione di malattia epatica allo stadio terminale ≥39, quando trattati con terlipressina per la sindrome epatorenale di tipo 1, a meno che non si ritenga che il beneficio superi i rischi. Durante gli studi clinici, in questo gruppo di pazienti sono stati osservati ridotta efficacia della reversione della sindrome epatorenale, aumento del rischio di insufficienza respiratoria e aumento della mortalità (vedere paragrafo 4.2).
    Eventi respiratori
    In pazienti con sindrome epatorenale di tipo 1, trattati con terlipressina, sono stati segnalati casi fatali di insufficienza respiratoria, inclusa l'insufficienza respiratoria causata da sovraccarico di liquidi.
    I pazienti con una nuova insorgenza di difficoltà nella respirazione o un peggioramento della malattia respiratoria, devono essere stabilizzati prima di ricevere la prima dose di terlipressina.
    Si deve prestare attenzione quando la terlipressina è co-somministrata con l'albumina umana come parte della cura standard della sindrome epatorenale di tipo 1. In caso di segni o sintomi di insufficienza respiratoria o sovraccarico di liquidi, deve essere presa in considerazione la riduzione della dose di albumina umana. Se i sintomi respiratori sono gravi o permangono, il trattamento con terlipressina deve essere interrotto.
    Sepsi/Shock settico
    In pazienti con sindrome epatorenale di tipo 1, trattati con terlipressina, sono stati segnalati casi di sepsi/shock settico, inclusi casi fatali. I pazienti devono essere monitorati quotidianamente per rilevare eventuali segni o sintomi indicativi di un'infezione.
    Avvertenze e precauzioni per tutte le indicazioni
    L'esperienza d'uso di Glipressina in pazienti con sindrome epatorenale di tipo 2 è limitata. Pertanto, Glipressina deve essere utilizzata con cautela in questi pazienti, attenendosi strettamente ai protocolli previsti dalle linee guida specifiche per questa patologia.
    Monitoraggio durante il trattamento
    Durante il trattamento, è richiesto un monitoraggio regolare di pressione arteriosa, frequenza cardiaca, saturazione d'ossigeno, livelli di sodio e potassio sierici, così come dell'equilibrio dei fluidi.
    Pazienti con malattie cardiovascolari e polmonari
    Tenuto conto che la terlipressina può causare ischemia e congestione vascolare polmonare, è richiesta particolare attenzione nella gestione dei pazienti con malattia cardiovascolare o polmonare.
    Pazienti con shock settico
    Glipressina non deve essere utilizzata in pazienti con shock settico con bassa gittata cardiaca.
    Reazioni al sito di iniezione
    Per evitare necrosi locale in corrispondenza della sede dell'iniezione, l'iniezione deve essere fatta per via endovenosa.
    Necrosi cutanea
    Durante l'esperienza post-marketing con terlipressina si sono verificati diversi casi di ischemia cutanea e sono state segnalate necrosi non correlate al sito di iniezione (vedere paragrafo 4.8). Pazienti con diabete mellito e obesità sembrano avere una maggiore tendenza a questa reazione. Pertanto, dovrebbe essere esercitata cautela durante la somministrazione di terlipressina in questi pazienti.

    Torsione di punta
    Durante gli studi clinici e nell'esperienza post-marketing, sono stati segnalati diversi casi di prolungamento dell'intervallo QT e aritmie ventricolari, tra cui la "torsione di punta" (vedere paragrafo 4.8). Nella maggior parte dei casi, i pazienti presentavano fattori predisponenti come il prolungamento basale dell'intervallo QT, alterazioni elettrolitiche (ipokaliemia, ipomagnesiemia) o farmaci con concomitante effetto sul prolungamento dell'intervallo QT. Pertanto, si deve usare estrema cautela nell'uso della terlipressina in pazienti con anamnesi di prolungamento dell'intervallo QT, anomalie elettrolitiche o trattati con farmaci concomitanti che possono prolungare l'intervallo QT (vedere paragrafo 4.5).
    Popolazione pediatrica e anziani
    Particolare cautela deve essere usata nel trattamento nei bambini e nei pazienti anziani, dato che l'esperienza in questi gruppi è limitata.
    Non ci sono dati disponibili relativi alla dose raccomandata in queste categorie di pazienti.
    Contenuto di sodio
    Questo medicinale contiene 1,33 mmol di sodio per fiala. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalità renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.


    Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

    Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Glipressina

    L'effetto ipotensivo dei farmaci beta-bloccanti non-selettivi sulla vena porta è aumentato dall'uso contemporaneo di terlipressina. Il trattamento concomitante con medicinali con noto effetto bradicardizzante (es. propofol, sufentanil) può abbassare la frequenza cardiaca e la gittata cardiaca. Questi effetti sono dovuti all'inibizione riflessa dell'attività cardiaca attraverso il nervo vago a causa della pressione arteriosa elevata.

    La terlipressina può innescare una "torsione di punta" (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Pertanto, si deve usare estrema cautela nell'uso della terlipressina in pazienti trattati con farmaci concomitanti che possono prolungare l'intervallo QT, come gli antiaritmici di classe IA e III, eritromicina, alcuni antistaminici e antidepressivi triciclici o farmaci che possono causare ipokaliemia o ipomagnesiemia (ad es. alcuni diuretici).

    Fertilità, gravidanza e allattamento

    Gravidanza
    Il trattamento con Glipressina durante la gravidanza è controindicato (vedere paragrafi 4.3 e 5.3). È stato dimostrato che Glipressina provoca contrazioni uterine e aumento della pressione intrauterina all'inizio della gravidanza e può causare la riduzione del flusso ematico uterino. Glipressina può avere effetti nocivi sulla gravidanza e sul feto. Aborto spontaneo e malformazioni si sono verificati nei conigli dopo trattamento con Glipressina.
    Allattamento
    Non è noto se terlipressina viene escreta nel latte materno. L'escrezione di terlipressina nel latte non è stata studiata negli animali. Non è possibile escludere rischi per il bambino in allattamento. La decisione di proseguire/interrompere l'allattamento o di continuare/sospendere la terapia con terlipressina deve essere presa tenendo conto dei benefici dell'allattamento per il bambino e dei benefici della terlipressina per la donna.

    Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

    Non sono stati effettuati studi degli effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari.


    Effetti indesiderati

    Quali sono gli effetti collaterali di Glipressina

    Gli effetti indesiderati più frequentemente riportati negli studi clinici sono dolore addominale, nausea, diarrea, pallore, dispnea (per Sindrome epatorenale di tipo 1), insufficienza respiratoria (per sindrome epatorenale di tipo 1), vomito e bradicardia.
    L'effetto antidiuretico della Glipressina può causare iponatriemia a meno che il bilancio idrico venga mantenuto sotto controllo.
    Ci sono reazioni avverse che compaiono due volte nella tabella, poiché le differenze stimate differiscono tra le indicazioni (come da note in tabella).

    Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA
    Molto comune
    (>1/10)
    Comune
    (≥1/100,<1/10)
    Non comune
    (≥ 1/1.000, <1/100)
    Frequenza non notaa
    Infezioni e infestazioni
     
    Sepsi/shock setticob, c
     
     
    Disturbi del metabolismo e della nutrizione
     
    Iponatriemia
     
     
    Patologie del sistema nervoso
     
    Mal di testa
     
     
    Patologie cardiache 
     
    Dolore toracico
    Bradicardia
    Tachicardia
    Fibrillazione atriale, infarto del miocardio, torsione di punta, scompenso cardiaco, extrasistoli ventricolarid
     
    Patologie vascolari
     
    Vasocostrizione, ischemia periferica, pallore, ipertensione arteriosa, cianosi
    Vampate
     
    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
    Insufficienza respiratoriab,
    Dispneab
    Edema polmonare,
    Distress respiratoriob
    Dispneae
    Insufficienza respiratoriae,
    Distress respiratorioe
     
    Patologie gastrointestinali
    Dolore addominale
    Diarrea
    Nausea
    Vomito
     
    Ischemia intestinale
     
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
     
     
    Necrosi cutanea (non correlata al sito di somministrazione)c,d
     
    Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali
     
     
     
    Ipertono uterino
    Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
     
     
     
    Ischemia uterina
    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
     
     
    Necrosi nel sito di iniezione
     
     
    a Frequenza non stimabile con i dati disponibili
    b Per il trattamento della sindrome epatorenale di tipo 1.
    Le frequenze sono calcolate sulla base dei dati aggregati di sicurezza di popolazione negli studi clinici OT-0401, REVERSE e CONFIRM
    c Vedere paragrafo 4.4 per ulteriori informazioni
    d Eventi avversi identificati post-commercializzazione presentati in ordine di frequenza su base teorica se non osservati in studi clinici
    e Riferibili al trattamento delle varici esofagee
    Sicurezza correlata al metodo di somministrazione
    Sulla base dei risultati ottenuti da uno specifico studio clinico multicentrico controllato e randomizzato, la somministrazione di terlipressina per infusione continua endovenosa può essere associata a più bassi tassi di eventi avversi gravi rispetto alla somministrazione in bolo endovenoso (vedere paragrafi 4.2 e 5.1).
    Segnalazione delle reazioni avverse sospette
    La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

    Sovradosaggio

    Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Glipressina

    La dose raccomandata (2 mg di terlipressina acetato (2 fiale)/4 ore) non deve essere superata, in quanto il rischio di gravi effetti indesiderati a carico del sistema circolatorio è dose-dipendente.

    L'eventuale incremento della pressione ematica da sovradosaggio del farmaco o in pazienti già ipertesi può essere controllato con clonidina: 150 μg per via endovenosa.
    L'insorgenza di bradicardia che richieda trattamento deve essere trattata con atropina.

    Scadenza

    2 anni.

    La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro correttamente conservato.

    Conservazione

    Conservare in frigorifero (2°C - 8°C) nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.


    Farmaci Equivalenti

    I farmaci equivalenti di Glipressina a base di Terlipressina Acetato Idrato sono: Terlipressina SUN

    Foglietto Illustrativo


    Fonti Ufficiali


    Servizi Avanzati


       © 2022 EDRA S.p.A. - P.iva 08056040960
      DPO - dpo@lswr.it