UniversitÓ degli Studi di MilanoFederazione Ordini Farmacisti Italiani
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Adakveo

Novartis Farma S.p.A.
Ultimo aggiornamento: 06/10/2022




Cos'Ŕ Adakveo?

Adakveo Ŕ un farmaco a base del principio attivo Crizanlizumab, appartenente alla categoria degli Antianemici e nello specifico Altri agenti ematologici. E' commercializzato in Italia dall'azienda Novartis Farma S.p.A..

Adakveo pu˛ essere prescritto con Ricetta OSP - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile.


Confezioni

Adakveo 10 mg/ml concentrato per soluzione per infusione uso endovenoso 1 flaconcino

Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: Novartis Europharm Ltd
Concessionario: Novartis Farma S.p.A.
Ricetta: OSP - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile
Classe: H
Principio attivo: Crizanlizumab
Gruppo terapeutico: Antianemici
ATC: B06AX01 - Crizanlizumab
Forma farmaceutica: concentrato

Indicazioni

Adakveo è indicato per la prevenzione delle crisi vaso-occlusive (vaso occlusive crises - VOC) ricorrenti nei pazienti con malattia a cellule falciformi di età uguale e superiore a 16 anni. Può essere somministrato come terapia aggiuntiva a idrossiurea/idrossicarbamide (HU/HC) o come monoterapia in pazienti per i quali il trattamento con HU/HC è inappropriato o inadeguato.

Posologia

Il trattamento deve essere iniziato da medici esperti nella gestione della malattia a cellule falciformi.
Posologia
Dose raccomandata
La dose raccomandata di Crizanlizumab è di 5 mg/kg somministrata mediante infusione endovenosa nell'arco di 30 minuti alla settimana 0, alla settimana 2 e successivamente ogni 4 settimane.
Crizanlizumab può essere somministrato da solo o con HU/HC.
Dosi ritardate o dimenticate
Se una dose viene dimenticata, il trattamento deve essere somministrato il prima possibile.
  • Se crizanlizumab viene somministrato entro 2 settimane dopo la dose dimenticata, la somministrazione deve proseguire come pianificato originariamente per il paziente.
  • Se crizanlizumab viene somministrato più di 2 settimane dopo la dose dimenticata, la somministrazione deve proseguire ogni 4 settimane.

Gestione delle reazioni correlate all'infusione

La Tabella 1 riassume le raccomandazioni per la gestione delle reazioni correlate all'infusione (vedere anche paragrafi 4.4 e 4.8).
Tabella 1 Raccomandazioni per gestire le reazioni correlate all'infusione
Severità della reazione avversa
Raccomandazione per la gestione
Reazioni correlate all'infusione da lievi (Grado 1) a moderate (Grado 2)
Interrompere temporaneamente o ridurre la velocità di infusione.
Iniziare un trattamento sintomatico.*
Per le infusioni successive, considerare una premedicazione e/o una velocità di infusione più lenta.
Reazioni correlate all'infusione severe (≥ Grado 3)
Interrompere il trattamento con Adakveo. Iniziare un trattamento sintomatico.*
* Per esempio, antipiretico, analgesico e/o antistaminico. Si deve usare cautela con i corticosteroidi nei pazienti con malattia a cellule falciformi a meno che non siano clinicamente indicati (ad es. trattamento dell'anafilassi).
Popolazioni speciali
Anziani
Crizanlizumab non è stato studiato in pazienti anziani. Non è richiesto alcun aggiustamento della dose poiché la farmacocinetica di crizanlizumab negli adulti non è influenzata dall'età.
Compromissione renale
Sulla base dei risultati di farmacocinetica (PK) di popolazione, non è necessario alcun aggiustamento della dose in pazienti con compromissione renale lieve o moderata (vedere paragrafo 5.2). I dati da pazienti con compromissione renale severa sono troppo limitati per trarre conclusioni su questa popolazione.
Compromissione epatica
La sicurezza e l'efficacia di crizanlizumab in pazienti con compromissione epatica non sono state stabilite. Crizanlizumab è un anticorpo monoclonale e viene eliminato tramite catabolismo (ad esempio suddivisione in peptidi e aminoacidi), e non è prevista una variazione della dose in pazienti con compromissione epatica (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l'efficacia di crizanlizumab in pazienti pediatrici da 6 mesi a 16 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di crizanlizumab nei bambini di età inferiore a 6 mesi per l'indicazione della prevenzione delle crisi vaso-occlusive ricorrenti.
Modo di somministrazione
Adakveo deve essere diluito con una soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) o destrosio 5% prima della somministrazione.
La soluzione diluita deve essere somministrata attraverso un filtro in linea, sterile, non-pirogeno, da 0,2 micron, mediante infusione endovenosa nell'arco di 30 minuti. Non deve essere somministrato mediante infusione endovenosa rapida o bolo.
Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Ipersensibilità a prodotti derivati da cellule ovariche di criceto cinese (CHO).


Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Tracciabilità
Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Reazioni correlate all'infusione
Negli studi clinici, reazioni correlate all'infusione (ossia reazioni che si sono verificate durante l'infusione o entro 24 ore dall'infusione) sono state osservate in 3 pazienti (2,7%) trattati con Crizanlizumab 5 mg/kg (vedere paragrafo 4.8).
Nel contesto post-marketing sono stati segnalati casi di reazioni correlate all'infusione, inclusi eventi di dolore severo, diversi per localizzazione, severità, e/o natura rispetto alle condizioni al basale del paziente e che in diversi casi hanno richiesto il ricovero. La maggior parte di queste reazioni correlate all'infusione si è verificata durante l'infusione o entro alcune ore dal completamento della prima o della seconda infusione. Tuttavia, è stata segnalata anche un'insorgenza tardiva di eventi di dolore severo a seguito di precedenti infusioni ben tollerate. Alcuni pazienti hanno anche avuto complicazioni successive come sindrome toracica acuta e embolia grassa, in particolare in pazienti trattati con steroidi.
I pazienti devono essere monitorati e informati per individuare segni e sintomi di reazioni correlate all'infusione, che possono includere dolore in varie sedi, cefalea, febbre, brividi, nausea, vomito, diarrea, stanchezza, capogiro, prurito, orticaria, sudorazione, respiro affannoso o sibili (vedere paragrafo 4.8).
In caso di una reazione correlata all'infusione severa, crizanlizumab deve essere interrotto e deve essere iniziata una terapia appropriata (vedere paragrafo 4.2).
Per le raccomandazioni sulla gestione di reazioni correlate all'infusione lievi o moderate vedere il paragrafo 4.2.
Si deve usare cautela con i corticosteroidi nei pazienti con malattia a cellule falciformi a meno che non siano clinicamente indicati (ad es. trattamento dell'anafilassi).
Interferenza con i test di laboratorio: conta piastrinica automatizzata
L'interferenza con la conta piastrinica automatizzata (aggregazione piastrinica) è stata osservata in pazienti trattati con crizanlizumab in studi clinici, in particolare quando sono state usate provette contenenti EDTA (acido etilendiamminotetraacetico). Questo può portare a una conta piastrinica non valutabile o falsamente diminuita. Non vi sono evidenze che crizanlizumab causi una riduzione delle piastrine circolanti o che abbia un effetto pro-aggregante in vivo.
Per mitigare la potenziale interferenza nei test di laboratorio, si raccomanda di eseguire il test il prima possibile (entro 4 ore dal prelievo di sangue) o usare provette con citrato. Quando necessario, la conta piastrinica può essere stimata tramite striscio di sangue periferico.
Eccipienti con effetti noti
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè essenzialmente “senza sodio“.

Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Le interazioni tra crizanlizumab e altri medicinali non sono state analizzate in studi dedicati.
Gli anticorpi monoclonali non vengono metabolizzati dagli enzimi del citocromo P450 (CYP450). Perciò, non si prevede che i medicinali che sono substrati, inibitori or induttori del CYP450 influenzino la farmacocinetica di crizanlizumab. Negli studi clinici, HU/HC non ha avuto effetti sulla farmacocinetica di crizanlizumab nei pazienti.
Sulla base delle vie metaboliche degli anticorpi monoclonali, non si prevedono effetti sull'esposizione di medicinali co-somministrati.

FertilitÓ, gravidanza e allattamento

Gravidanza
I dati relativi all'uso di Adakveo in donne in gravidanza sono in numero limitato. Sulla base dei dati degli studi sugli animali, Crizanlizumab può causare perdite del feto quando somministrato a donne in gravidanza (vedere paragrafo 5.3). A scopo precauzionale, è preferibile evitare l'uso di Adakveo durante la gravidanza e in donne in età fertile che non usano misure contraccettive.
Per contribuire a determinare gli effetti nelle donne in gravidanza, gli operatori sanitari sono incoraggiati a segnalare tutti i casi di gravidanza e le complicanze durante la gravidanza (a partire da 105 giorni prima dell'ultimo periodo mestruale in poi) al rappresentante locale del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (vedere il foglio illustrativo), per permettere il monitoraggio di queste pazienti mediante il programma Pregnancy outcomes Intensive Monitoring (PRIM). Inoltre, tutti gli eventi avversi in gravidanza devono essere segnalati tramite l'Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Allattamento
Non è noto se crizanlizumab sia escreto nel latte materno dopo la somministrazione di Adakveo. Non vi sono dati sugli effetti di crizanlizumab su neonati/lattanti o sulla produzione di latte materno.
Poiché molti medicinali, compresi gli anticorpi, possono essere escreti nel latte materno, il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.
Deve essere presa la decisione se interrompere l'allattamento o interrompere la terapia con Adakveo tenendo in considerazione il beneficio dell'allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità
Non vi sono dati sugli effetti di Adakveo sulla fertilità umana. I dati non clinici disponibili non suggeriscono un effetto sulla fertilità durante il trattamento con crizanlizumab (vedere paragrafo 5.3).


Effetti sulla capacitÓádi guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Adakveo può alterare lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Dopo la somministrazione di Crizanlizumab possono verificarsi capogiro, stanchezza e sonnolenza.


Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse al medicinale più frequentemente segnalate (≥10% dei pazienti) nel gruppo con Adakveo alla dose di 5 mg/kg sono state artralgia, nausea, dolore dorsale, piressia e dolore addominale. Queste reazioni avverse al medicinale, insieme a mialgia, dolore toracico muscoloscheletrico e diarrea, possono essere segni e sintomi di una reazione correlata all'infusione quando osservate durante l'infusione o entro 24 ore da un'infusione (vedere paragrafo 4.4). Eventi severi sono stati osservati per piressia e artralgia (ciascuno 0,9%). Dopo la commercializzazione sono stati segnalati eventi di dolore severo come parte delle reazioni correlate all'infusione.
Tabella delle reazioni avverse
La tabella 2 elenca le reazioni avverse basate su dati aggregati da due studi: lo studio registrativo SUSTAIN ed uno studio di farmacocinetica/farmacodinamica e sicurezza in aperto a braccio singolo. L'uso di Crizanlizumab in associazione a HU/HC non ha comportato differenze significative nel profilo di sicurezza. Nella tabella 2 sono presentate anche le reazioni avverse segnalate nel contesto post- marketing.
All'interno della classificazione per sistemi e organi, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di frequenza. All'interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità. Inoltre, la categoria di frequenza corrispondente per ciascuna reazione avversa si basa sulla seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tabella 2 Reazioni avverse da studi clinici e sorveglianza post-marketing
Classificazione per sistemi e organi
Frequenza
Reazione avversa
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune
Dolore orofaringeo
Patologie gastrointestinali
Molto comune
Nausea, dolore addominale*
Comune
Diarrea, vomito
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune
Prurito*
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto comune
Artralgia, dolore dorsale
Comune
Mialgia, dolore toracico muscolo- scheletrico
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune
Piressia
Comune
Reazione in sede di infusione*
Non nota
Dolore#
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
Comune
Reazione correlata a infusione
*I raggruppamenti sotto riportati contengono i seguenti termini preferiti MedDRA:
-Dolore addominale: dolore addominale, dolore addominale superiore, dolore addominale inferiore, fastidio addominale e dolorabilità addominale
-Prurito: prurito e prurito vulvovaginale
-Reazione in sede di infusione: stravaso in sede di infusione, dolore in sede di infusione e tumefazione in sede di infusione
# Dolore in varie sedi che si verifica durante l'infusione o entro 24 ore dall'infusione (ad es. potenziale reazione correlata all'infusione). Questo include ma non è limitato a dolore addominale, artralgia, dolore dorsale, dolore osseo, dolore toracico, dolore generale del corpo, cefalea, spasmi muscolari, dolore
muscoloscheletrico, mialgia, dolore a un arto. Vedere paragrafo 4.4.
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Immunogenicità
Negli studi clinici, in 1 paziente (0,9%) dei 111 che hanno ricevuto Adakveo 5 mg/kg sono stati rilevati, in modo transitorio, anticorpi anti-crizanlizumab indotti dal trattamento.
Non vi sono state evidenze di alterazioni della farmacocinetica o di un alterato profilo di sicurezza con lo sviluppo di anticorpi anti-crizanlizumab.

Popolazione pediatrica

Si prevede che frequenza, tipologia e severità delle reazioni avverse in pazienti di età compresa tra i 16 e i 17 anni siano le stesse degli adulti. La sicurezza di crizanlizumab è stata valutata in 3 pazienti di età
<18 anni.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l'Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

Sovradosaggio

Negli studi clinici non sono stati segnalati casi di sovradosaggio.
In caso di sospetto sovradosaggio, devono essere avviate misure generali di supporto e un trattamento sintomatico.


Scadenza

Flaconcino chiuso
2 anni
Soluzione diluita
Stabilità chimica e fisica durante l'uso, dall'inizio della preparazione della soluzione diluita per infusione fino alla fine dell'infusione, è stata dimostrata fino a 8 ore a temperatura ambiente (fino a 25°C) e a una temperatura compresa tra 2°C e 8°C fino a 24 ore complessive.
Dal punto di vista microbiologico, la soluzione diluita per infusione deve essere utilizzata immediatamente. Se non viene utilizzata immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell'uso sono di responsabilità dell'utilizzatore e normalmente non devono essere maggiori di 24 ore a una temperatura compresa tra 2°C e 8°C, incluse le 4,5 ore a temperatura ambiente (fino a 25°C) dall'inizio della preparazione fino al completamento dell'infusione, a meno che la diluizione abbia avuto luogo in condizioni asettiche controllate e validate.


Conservazione

Conservare in frigorifero (2°C – 8°C). Non congelare.
Tenere il flaconcino nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione vedere paragrafo 6.3.


Elenco degli eccipienti

Saccarosio
Sodio citrato (E331)
Acido citrico (E330)
Polisorbato 80 (E433)
Acqua per preparazioni iniettabili


Foglietto Illustrativo


Fonti Ufficiali



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