Levobupivacaina Kabi - Soluzione (uso Interno)

    Ultimo aggiornamento: 06/06/2023

    Cos'è Levobupivacaina Kabi - Soluzione (uso Interno)?

    Levobupivacaina Kabi - Soluzione (uso Interno) è un farmaco a base del principio attivo Levobupivacaina Cloridrato, appartenente alla categoria degli Anestetici locali e nello specifico Amidi. E' commercializzato in Italia dall'azienda Fresenius Kabi Italia S.r.l..

    Levobupivacaina Kabi - Soluzione (uso Interno) può essere prescritto con Ricetta OSP - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile.


    Confezioni

    Levobupivacaina Kabi 2,5 mg/ml soluzione per infusione 5 fiale sterili da 10 ml

    Informazioni commerciali sulla prescrizione

    Titolare: Fresenius Kabi Italia S.r.l.
    Ricetta: OSP - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile
    Classe: C
    Principio attivo: Levobupivacaina Cloridrato
    Gruppo terapeutico: Anestetici locali
    ATC: N01BB10 - Levobupivacaina
    Forma farmaceutica: soluzione (uso interno)


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    Indicazioni

    Perché si usa Levobupivacaina Kabi? A cosa serve?
    Adulti e adolescenti (≥ 12 anni )
    Anestesia chirurgica
    • Maggiore, ad es. anestesia epidurale (compresa quella per il taglio cesareo), intratecale, perineurale (blocco della conduzione nervosa periferica).
    • Minore, ad es. per infiltrazione locale (compreso il blocco peribulbare nella chirurgia oftalmica).
    Trattamento del dolore
    • Infusione epidurale continua, somministrazione epidurale in bolo singolo o multiplo per il trattamento del dolore soprattutto del dolore post-operatorio o per l'analgesia del parto.
    Bambini(< 12 anni)
    Analgesia: perineurale (blocco ileoinguinale/ileoipogastrico). 
    Non ci sono dati disponibili sulla popolazione pediatrica al di sotto dei 6 mesi di età.

    Posologia

    Come usare Levobupivacaina Kabi: Posologia
    La levobupivacaina deve essere somministrata esclusivamente da un medico o sotto la supervisione di un medico dotato di esperienza e competenze adeguate.
    Posologia
    La tabella di seguito riportata è una guida al dosaggio per i blocchi più comunemente eseguiti.
    Per l'analgesia (ad es. somministrazione epidurale per il trattamento del dolore) sono raccomandate le concentrazioni ed i dosaggi inferiori. Laddove sia richiesta un'anestesia profonda o prolungata con blocco motorio consistente (blocco epidurale o peribulbare), possono essere utilizzate concentrazioni maggiori.
    Si raccomanda un'accurata aspirazione prima e durante la somministrazione per evitare l'iniezione intravascolare. C'è una limitata esperienza di sicurezza con la terapia a base di levobupivacaina per periodi superiori a 24 ore. Per minimizzare il rischio di gravi complicazioni neurologiche, il paziente e la durata di somministrazione di levobupivacaina devono essere attentamente monitorati (vedere la sezione 4.4).
    Dose massima
    La dose massima deve essere calcolata valutando la massa, le condizioni fisiche del paziente, insieme con la concentrazione del medicinale, l'area da anestetizzare e la via di somministrazione. Possono verificarsi variazioni individuali riguardo l'insorgenza e la durata del blocco. Studi clinici hanno dimostrato che l'insorgenza di un adeguato blocco sensitivo per un intervento chirurgico si instaura in 10-15 minuti dopo somministrazione epidurale con un tempo di regressione compreso nell'intervallo tra 6- 9 ore.
    La singola dose massima raccomandata è di 150 mg. Quando è richiesto un profondo blocco motorio e sensitivo per una procedura prolungata, possono essere richieste dosi aggiuntive. La dose massima raccomandata nelle 24 ore è di 400 mg. Per il trattamento del dolore post-operatorio la dose non deve superare i 18,75 mg/h.
    Chirurgia ostetrica
    Per il taglio cesareo non si devono usare concentrazioni superiori a 5,0 mg/ml (vedere paragrafo 4.3). La dose massima raccomandata è di 150 mg.
    Nell'analgesia del parto per infusione epidurale, la dose non deve superare i 12,5 mg/h.
    Popolazione pediatrica
    Nei bambini (< 12 anni), la dose massima raccomandata per l'analgesia (blocco ileoinguinale/ileoipogastrico) è di 1,25 mg/kg/per lato.
    Il dosaggio massimo deve essere regolato secondo il peso, la corporatura e la condizione fisica del paziente/bambino.
    La sicurezza e l'efficacia della levobupivacaina nei bambini nelle altre indicazioni non sono state stabilite. 
    Popolazioni speciali
    Nei pazienti debilitati, anziani o affetti da patologie acute devono essere somministrate dosi ridotte di levobupivacaina, in rapporto alla loro condizione fisica.
    Nel trattamento del dolore post-operatorio, si deve considerare la dose somministrata durante l'intervento chirurgico. Non ci sono dati rilevanti in pazienti con compromissione epatica (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).
    Tabella delle dosi
    Adulti e adolescenti (≥ 12 anni )
     
    Concentrazione
    (mg/ml)1
    Dose
    Blocco motorio
    Anestesia chirurgica
    Bolo epidurale2 (lento) per intervento
     - Adulti
     
    5,0-7,5
     
    10-20 ml (50-150 mg)
     
    Da moderato a completo
    Epidurale ad iniezione lenta3 per taglio cesareo
    5,0
    15-30 ml (75-150 mg)
    Da moderato a completo
    Intratecale
    5,0
    3 ml (15 mg)
    Da moderato a completo
    Nervo periferico
    2,5-5,0
    1-40 ml (2,5-150 mg max.)
    Da moderato a completo
    Uso oftalmico (blocco peribulbare)
    7,5
    5-15 ml (37,5-112,5 mg)
    Da moderato a completo
    Infiltrazione locale
    - Adulti
     
    2,5
     
    1-60 ml (2,5-150 mg max.)
     
    Non applicabile
    Trattamento del dolore4
    Analgesia da parto (bolo epidurale5)
     
    2,5
     
    6-10 ml (15-25 mg)
     
    Da minimo a moderato
    Analgesia da parto (infusione epidurale)
    1,256
    4-10 ml/h (5-12,5 mg/h)
    Da minimo a moderato
    Dolore post-operatorio
    1,256
    2,5
    10-15 ml/h (12,5-18,75 mg/h)
    5-7,5 ml/h (12,5–18,75 mg/h)
    Da minimo a moderato
    1. Levobupivacaina soluzione iniettabile/per infusione è disponibile in soluzioni da 2,5; 5,0; 7,5 mg/ml
    2. Somministrare nell'arco di 5 minuti (vedere anche il testo)
    3. Somministrare nell'arco di 15-20 minuti
    4. Nei casi in cui la levobupivacaina è associata ad altri medicinali come oppioidi nel trattamento del dolore, la dose di levobupivacaina deve essere ridotta ed è preferibile l'uso della concentrazione più bassa (esempio 1,25 mg/ml)
    5. L'intervallo minimo raccomandato tra un'iniezione e l'altra è di 15 minuti
    6. Per informazioni sulla diluizione, vedere paragrafo 6.6.
    Popolazione pediatrica (< 12 anni)
     
    Concentrazione (mg/ml)1
    Dose
    Blocco motorio
    Blocco ileoinguinale/ileoipogastrico nei bambini < 12 anni
    2,5
    5,0
    0,5 ml/kg/lato (1,25 mg/kg/lato)
    0,25 ml/kg/lato (1,25 mg/kg/lato)
    Non applicabile
    1Levobupivacaina soluzione per iniezione/infusione è disponibile in soluzioni da 2,5, 5,0 e 7,5 mg/ml.
    2Non ci sono dati disponibili per la popolazione pediatrica al di sotto dei 6 mesi di età.
    Modo di somministrazione
    Levobupivacaina Kabi 2,5 mg/ml è indicata per uso epidurale, intratecale, perineurale (blocco dei nervi periferici) e per infiltrazione (compreso l'uso peribulbare) (vedere la tabella delle dosi sopra).
    L'aspirazione deve essere ripetuta prima e durante la somministrazione di un bolo, che deve essere iniettato lentamente e in dosi crescenti, ad una velocità di 7,5-30 mg/min; durante la procedura controllare accuratamente le funzioni vitali del paziente e mantenere il contatto verbale.
    Se compaiono sintomi di tossicità, interrompere immediatamente l'iniezione.
    Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere il paragrafo 6.6.

    Controindicazioni

    Quando non dev'essere usato Levobupivacaina Kabi
    Si devono tenere in considerazione le controindicazioni generali correlate all'anestesia regionale, indipendentemente dall'anestetico locale utilizzato.
    Le soluzioni a base di levobupivacaina sono controindicate nei pazienti che presentano un'accertata ipersensibilità alla levobupivacaina, agli anestetici locali di tipo amidico o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 (vedere paragrafo 4.8).
    Le soluzioni di levobupivacaina sono controindicate nell'anestesia regionale endovenosa (Blocco di Bier).
    Le soluzioni di levobupivacaina sono controindicate nei pazienti affetti da grave ipotensione, come lo shock cardiogeno o lo shock ipovolemico.
    Le soluzioni di levobupivacaina sono controindicate per il blocco paracervicale in ostetricia (vedere paragrafo 4.6).

    Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

    Cosa serve sapere prima di prendere Levobupivacaina Kabi
    Tutte le tipologie di anestesia locale e regionale effettuate con la levobupivacaina devono essere eseguite in strutture ben attrezzate e la somministrazione deve essere eseguita da uno staff formato e con esperienza riguardo le tecniche anestesiologiche richieste e capace di diagnosticare e trattare ogni eventuale effetto avverso.
    La levobupivacaina può causare reazioni allergiche acute, effetti cardiovascolari e danni neurologici (vedere paragrafo 4.8).
    La levobupivacaina nell'anestesia regionale deve essere somministrata con cautela nei pazienti con compromessa funzionalità cardiovascolare, ad es. grave aritmia cardiaca (vedere paragrafo 4.3).
    L'introduzione di anestetici locali, attraverso la somministrazione intratecale o epidurale, nel sistema nervoso centrale di pazienti con preesistenti patologie del SNC può potenzialmente esacerbare alcuni di questi stati patologici. Di conseguenza è richiesta un'attenta valutazione clinica quando è prevista un'anestesia epidurale o intratecale in tali pazienti.
    Anestesia epidurale
    Durante la somministrazione epidurale di levobupivacaina, le soluzioni concentrate (0,5-0,75%) devono essere somministrate a dosaggi crescenti di 3-5 ml e con un intervallo di tempo tra le dosi sufficiente a rilevare manifestazioni tossiche dovute ad un'accidentale iniezione intravascolare o intratecale. Casi di grave bradicardia, ipotensione e compromissione respiratoria con arresto cardiaco (alcuni dei quali mortali) sono stati segnalati in associazione con anestetici locali, inclusa la levobupivacaina. Quando deve essere iniettata un'alta dose, come ad es. nel blocco epidurale, si raccomanda di somministrare una dose di prova di 3-5 ml di lidocaina con l'aggiunta di adrenalina.
    Un'accidentale iniezione intravascolare può quindi essere riconosciuta da un aumento temporaneo della frequenza cardiaca, mentre un'accidentale iniezione intratecale si riconosce da segni di blocco spinale.
    Devono essere inoltre eseguite con la siringa delle aspirazioni prima e durante ogni iniezione supplementare nelle tecniche con catetere in infusione continua (intermittente).
    Un'iniezione intravascolare è possibile anche se le aspirazioni del sangue sono negative. Durante la somministrazione dell'anestesia epidurale si raccomanda di somministrare inizialmente una dose di prova e monitorarne gli effetti prima di somministrare l'intera dose.
    L'anestesia epidurale con qualsiasi anestetico locale può dare luogo ad ipotensione e bradicardia. Per tutti i pazienti deve essere previsto un accesso venoso. Deve essere assicurata la disponibilità di fluidi appropriati, vasopressori, anestetici con proprietà anticonvulsivanti, miorilassanti e atropina, attrezzatura e personale esperto per la rianimazione (vedere paragrafo 4.9).
    Analgesia epidurale
    Ci sono state segnalazioni post-marketing di sindrome di cauda equina ed eventi indicativi di neurotossicità (vedere paragrafo 4.8) temporaneamente associati con l'uso di levobupivacaina per l'analgesia epidurale per un periodo di tempo maggiore o uguale a 24 ore. Questi eventi sono stati più gravi ed in alcuni casi hanno portato a postumi permanenti quando la levobupivacaina è stata somministrata per più di 24 ore. Pertanto l'infusione di levobupivacaina per un periodo superiore a 24 ore deve essere valutata attentamente e deve essere utilizzata solo quando il beneficio per il paziente supera il rischio.
    È essenziale che l'aspirazione di sangue o liquido cerebrospinale (quando applicabile) vada eseguita prima dell'iniezione di un qualsiasi anestetico locale, sia prima della dose iniziale sia per tutte le dosi successive al fine di evitare l'iniezione intravascolare o intratecale. Tuttavia una aspirazione a pressione negativa non protegge dal rischio di una iniezione intravascolare o intratecale. La levobupivacaina deve essere usata con cautela in pazienti che ricevono altri anestetici locali o agenti strutturalmente correlati ad anestetici locali di tipo amidico, poichè gli effetti tossici di questi farmaci sono additivi.
    Blocchi nervosi regionali maggiori
    Al paziente devono essere somministrati fluidi per via endovenosa mediante un catetere a permanenza per assicurare la disponibilità di un accesso intravenoso. Si deve utilizzare la più bassa dose di anestetico locale efficace per l'anestesia allo scopo di evitare alti livelli plasmatici e effetti avversi gravi.
    Si raccomanda di evitare la rapida iniezione di grandi volumi di soluzione di anestetico locale e quando possibile si devono utilizzare dosi frazionate (crescenti).
    Utilizzo nella zona cefalica e del collo
    Piccole dosi di anestetici locali iniettati nella zona cefalica e del collo, compresi i blocchi retrobulbari, dentali e del ganglio stellato, possono dar luogo a reazioni avverse, simili a quelle da tossicità sistemica osservate con iniezioni intravascolari accidentali di dosi maggiori. Le tecniche di iniezione richiedono la massima attenzione. Le reazioni avverse possono essere dovute all'iniezione intraarteriosa dell'anestetico locale con flusso retrogrado, fino alla circolazione cerebrale. Esse possono essere dovute anche alla puntura della membrana durale del nervo ottico durante un blocco retrobulbare, con conseguente diffusione dell'anestetico locale lungo lo spazio subdurale fino al mesencefalo. I pazienti che ricevono questi tipi di blocco devono essere osservati costantemente ed i loro parametri circolatori e respiratori devono essere monitorati. Si raccomanda di avere immediatamente disponibile l'attrezzatura per la rianimazione ed il personale per il trattamento delle reazioni avverse.
    Utilizzo in chirurgia oftalmica
    Il personale medico che effettua blocchi retrobulbari deve essere consapevole che si sono avuti casi di arresto respiratorio in seguito ad iniezione di anestetico locale. Prima di un blocco retrobulbare, così come con tutte le altre procedure regionali, devono essere assicurati l'immediata disponibilità di attrezzature, farmaci e personale competente per il trattamento della depressione o dell'arresto respiratorio, delle convulsioni e della stimolazione o depressione cardiaca. Così come per altre procedure anestesiologiche, i pazienti, dopo un blocco di tipo oftalmologico, devono essere costantemente tenuti sotto controllo per il riconoscimento dei segni di tali reazioni avverse.
    Condrolisi
    Ci sono state segnalazioni post-marketing di condrolisi nei pazienti che hanno ricevuto un'infusione continua intraarticolare post-operatoria di anestetici locali. La maggior parte dei casi segnalati di condrolisi hanno coinvolto l'articolazione della spalla. A causa di molteplici fattori che contribuiscono e all'inconsistenza nella letteratura scientifica in materia di meccanismo d'azione, non è stata stabilita la causalità. L'infusione continua intra-articolare non è un'indicazione approvata per levobupivacaina.
    Popolazioni speciali
    Pazienti debilitati, anziani o affetti da patologie acute: la levobupivacaina deve essere usata con cautela nei pazienti debilitati, anziani o pazienti con patologie acute (vedere paragrafo 4.2).
    Compromissione epatica: dal momento che la levobupivacaina è metabolizzata a livello epatico, deve essere usata con cautela nei pazienti con malattia epatica o con una circolazione sanguigna epatica ridotta, p. es. alcolisti o pazienti cirrotici (vedere paragrafo 5.2).

    Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

    Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Levobupivacaina Kabi
    Studi in vitro indicano che l'isoforma CYP3A4 e l'isoforma CYP1A2 mediano il metabolismo della levobupivacaina. Sebbene non siano stati condotti studi clinici in merito, il metabolismo della levobupivacaina può essere influenzato dagli inibitori del CYP3A4, quali chetoconazolo, e dagli inibitori CYP1A2, quali le metilxantine.
    La levobupivacaina deve essere usata con cautela in pazienti in trattamento con farmaci antiaritmici dotati di attività anestetica locale, ad esempio mexiletina, o farmaci antiaritmici di classe III in quanto i loro effetti tossici possono sommarsi.
    Non è stato ancora completato alcuno studio clinico per valutare la levobupivacaina in associazione con l'adrenalina.

    Fertilità, gravidanza e allattamento

    Gravidanza
    Le soluzioni di levobupivacaina sono controindicate per il blocco paracervicale in ostetricia.
    Basandosi sull'esperienza con la bupivacaina può insorgere bradicardia fetale in seguito a blocco paracervicale (vedere paragrafo 4.3).
    Per la levobupivacaina, non ci sono dati clinici relativi all'esposizione al farmaco durante il primo trimestre di gravidanza. Studi condotti sugli animali non indicano effetti teratogeni, ma hanno evidenziato tossicità embrio-fetale a livelli di esposizione sistemica nello stesso intervallo dei livelli di esposizione ottenuti nell'uso clinico (vedere paragrafo 5.3). Il potenziale rischio per l'uomo non è noto. La levobupivacaina non deve quindi essere somministrata durante le prime fasi della gravidanza a meno che non sia strettamente necessario.
    Tuttavia, ad oggi, l'esperienza clinica con bupivacaina nella chirurgia ostetrica (al termine della gravidanza o per il parto) è ampia e non ha evidenziato effetti fetotossici.
    Allattamento
    Non è noto se la levobupivacaina o i suoi metaboliti sono escreti nel latte materno umano. Come per la bupivacaina, la levobupivacaina è probabile che sia scarsamente escreta nel latte materno. Di conseguenza l'allattamento è possibile dopo anestesia locale.
    Fertilità
    Per la levobupivacaina non sono disponibili o sono solo limitati i dati per valutare l'impatto sulla fertilità.

    Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

    La levobupivacaina ha una forte influenza sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.
    I pazienti devono essere avvertiti che non devono guidare o operare con macchinari finché non scompaiono gli effetti dell'anestesia e quelli immediati dell'intervento chirurgico.

    Effetti indesiderati

    Quali sono gli effetti collaterali di Levobupivacaina Kabi
    Le reazioni avverse relative alla levobupivacaina sono simili a quelle note per la stessa classe di medicinali. Le reazioni avverse al farmaco più comunemente riportate sono ipotensione, nausea, anemia, vomito, capogiri, cefalea, febbre, dolore procedurale, dolore alla schiena e sindrome da sofferenza fetale relativa all'uso del medicinale in ostetricia (vedere la tabella sotto riportata).
    Sia le reazioni avverse riportate nella segnalazione spontanea sia quelle osservate negli studi clinici sono elencate nella seguente tabella. In ogni classe per sistemi e organi le reazioni avverse sono classificate per tipologia di frequenza usando la seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10) comune (≥ 1/100, < 1/10) non comune (≥ 1/1.000, < 1/100), rara (≥ 1/10.000, < 1/1.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
    Classificazione per sistemi e organi
    Frequenza
    Reazioni avverse
    Patologie del Sistema emolinfopoietico
    Molto comune
    Anemia
    Patologie del Sistema immunitario
     
    Non nota
    Non nota
    Reazioni allergiche (in casi gravi shock anafilattico)
    Ipersensibilità
    Patologie del sistema nervoso
    Comune
    Comune
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Capogiri
    Mal di testa
    Convulsioni
    Perdita della coscienza
    Sonnolenza
    Sincope
    Parestesia
    Paraplegia
    Paralisi1
    Patologie dell'occhio
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Visione offuscata
    Ptosi2
    Miosi2
    Enoftalmo2
    Patologie cardiache
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Blocco atrioventricolare
    Arresto cardiaco
    Tachiaritmia ventricolare
    Tachicardia
    Bradicardia
    Patologie vascolari
    Molto comune Non nota
    Ipotensione
    Vampate2
    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Arresto respiratorio
    Edema laringeo
    Apnea
    Starnutazione
    Patologie gastrointestinali
    Molto comune
    Comune
    Non nota
    Non nota
    Nausea
    Vomito
    Ipoestesia orale
    Perdita di controllo dello sfintere1
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Non nota
    Angioedema
    Orticaria
    Prurito
    Iperidrosi
    Anidrosi2
    Eritema
    Patologie del Sistema
    muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
    Comune
    Non nota
    Non nota
    Mal di schiena
    Spasmi muscolari
    Debolezza muscolare
    Patologie renali e urinarie
    Non nota
    Disfunzione della vescica1
    Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali
    Comune
    Sindrome da sofferenza fetale
    Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
    Non nota
    Priapismo1
    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
    Comune
    Febbre
    Esami diagnostici
    Non nota
    Non nota
    Diminuzione della gittata cardiaca Variazioni nell'elettrocardiogramma
    Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
    Comune
    Dolore da procedura
    1Questo può essere un segno o sintomo della sindrome della cauda equina (vedere testo aggiuntivo di seguito al paragrafo 4.8).
    2Questo può essere un segno o sintomo di sindrome di Horner transitoria (vedere testo aggiuntivo di seguito al paragrafo 4.8).
    Le reazioni avverse con gli anestetici locali di tipo amidico sono rare, ma possono verificarsi in seguito a sovradosaggio o iniezione intravascolare accidentale e possono essere gravi.
    È stata riportata sensibilità crociata fra i medicinali appartenenti al gruppo degli anestetici locali di tipo amidico (vedere paragrafo 4.3).
    Un'iniezione intratecale accidentale di anestetici locali può portare ad una anestesia spinale molto alta.
    Gli effetti cardiovascolari sono legati ad una depressione del sistema di conduzione cardiaco e ad una riduzione della eccitabilità e della contrattilità miocardica. Di norma, questi effetti sono preceduti da una forte tossicità a carico del sistema nervoso centrale, per esempio convulsioni; ma in rari casi l'arresto cardiaco può insorgere senza effetti prodromici sul sistema nervoso centrale.
    Il danno neurologico è una conseguenza rara ma ben nota dell'anestesia regionale e, in particolare, dell'anestesia epidurale e spinale. Può essere dovuto ad una lesione diretta del midollo o dei nervi spinali, alla sindrome dell'arteria spinale anteriore, all'iniezione di una sostanza irritante o di una soluzione non sterile. Raramente tali danni risultano permanenti.
    Sono stati segnalati casi di prolungata debolezza o disturbi sensoriali, alcuni dei quali possono essere stati permanenti, in associazione alla terapia con levobupivacaina. È difficile determinare se gli effetti a lungo termine sono stati il risultato di tossicità ai medicinali o traumi non riconosciuti durante l'intervento chirurgico o di altri fattori meccanici, come l'inserimento del catetere e la manipolazione.
    Sono stati segnalati casi di sindrome della cauda equina o segni e sintomi di potenziali lesioni alla base del midollo spinale o delle radici del nervo spinale (compresa parestesia degli arti inferiori, debolezza o paralisi, perdita del controllo intestinale e/o del controllo della vescica e priapismo) associati alla somministrazione con levobupivacaina. Questi eventi sono stati più gravi ed in alcuni casi non sono stati risolti quando la levobupivacaina è stata somministrata per più di 24 ore (vedere paragrafo 4.4). Tuttavia non è possibile determinare se questi eventi siano dovuti ad un effetto della levobupivacaina, a traumi meccanici del midollo spinale o delle radici del nervo spinale o alla raccolta del sangue alla base della spina dorsale.
    Sono stati segnalati anche casi di sindrome di Horner transitoria (ptosi, miosi, enoftalmo, sudorazione unilaterale e/o vampate) in associazione all'uso di anestetici regionali, tra cui la levobupivacaina. Questo evento si risolve con l'interruzione della terapia.
    Segnalazione delle reazioni avverse sospette
    La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

    Sovradosaggio

    Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Levobupivacaina Kabi
    L'iniezione intravascolare accidentale di anestetici locali può causare reazioni tossiche immediate. In caso di sovradosaggio, le concentrazioni di picco plasmatiche non possono essere raggiunte fino a 2 ore dopo la somministrazione a seconda del sito di iniezione e, di conseguenza, i segni di tossicità possono manifestarsi in ritardo. Gli effetti del medicinale possono risultare prolungati.
    Le reazioni avverse a livello sistemico, in seguito a sovradosaggio o ad iniezione intravasale accidentale, osservate con agenti anestetici locali ad azione prolungata, interessano sia il sistema nervoso centrale sia effetti cardiovascolari.
    Effetti a carico del sistema nervoso centrale
    Le convulsioni devono essere subito trattate con tiopentale o diazepam per via endovenosa in dosi adeguate a secondo della necessità. Queste due sostanze deprimono anche il sistema nervoso centrale e le funzioni cardiaca e respiratoria. Il loro uso può quindi indurre apnea. È possibile usare bloccanti neuromuscolari solo nel caso in cui il medico sia in grado di garantire la pervietà delle vie aeree e di trattare un paziente completamente paralizzato.
    Se non sono trattate immediatamente, le convulsioni, con conseguente ipossia e ipercapnia, unite a depressione miocardica dovuta agli effetti dell'anestetico locale a carico del cuore, possono determinare aritmia cardiaca, fibrillazione ventricolare o arresto cardiaco.
    Effetti cardiovascolari
    L'ipotensione può essere prevenuta o attenuata da un pretrattamento con un'infusione di fluidi e/o con l'impiego di vasopressori. Nel caso in cui si verificasse ipotensione, essa deve essere trattata per via endovenosa con cristalloidi o colloidi e/o con dosi crescenti di un vasopressore quale efedrina 5-10 mg. Ogni altra causa coesistente di ipotensione deve essere rapidamente trattata.
    Nel caso in cui si verificasse una bradicardia grave, un trattamento con atropina 0,3-1,0 mg normalmente ripristina la frequenza cardiaca a livelli accettabili.
    L'aritmia cardiaca deve essere trattata come raccomandato e la fibrillazione ventricolare deve essere trattata con la cardioversione.

    Scadenza

    2 anni.
    Dopo la prima apertura: il medicinale deve essere usato immediatamente.
    Validità dopo la diluizione: la stabilità chimico-fisica in condizioni d'uso è stata dimostrata per Levobupivacaina Kabi diluita con sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) ad una concentrazione finale di 0,625 mg/ml e 1,25 mg/ml rispettivamente per 30 giorni a 2-8°C o 20°C-25°C.
    La stabilità chimico-fisica in condizioni d'uso è stata dimostrata per Levobupivacaina Kabi diluita con sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) ad una concentrazione finale di 0,625 mg/ml e 1,25 mg/ml rispettivamente
    • con clonidina cloridrato 8,4 µg/ml, morfina solfato 50 µg/ml e fentanil citrato 2-4 µg/ml per 30 giorni a 2-8°C o 20°C-25°C.
    • con sufentanile aggiunto alla concentrazione di 0,4 µg/ml per 30 giorni a 2-8°C o 7 giorni a 20°C-25°C.
    Da un punto di vista microbiologico il medicinale deve essere usato immediatamente. Se non usato immediatamente i tempi di conservazione in condizioni d'uso e le condizioni di conservazione prima dell'uso sono di responsabilità dell'utilizzatore e non dovrebbero normalmente superare le 24 ore a 2-8°C, a meno che la diluizione e la miscelazione non siano state allestite in condizioni di asepsi controllata e validata.

    Conservazione

    Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Per le condizioni di conservazione del medicinale diluito, vedere paragrafo 6.3.

    Foglietto Illustrativo


    Fonti Ufficiali


    Servizi Avanzati


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