Attertium

    Ultimo aggiornamento: 19/12/2022

    Cos'è Attertium?

    Attertium è un farmaco a base del principio attivo Antitrombina Iii Umana Concentrata Liofilizzata, appartenente alla categoria degli Eparine e nello specifico Eparinici. E' commercializzato in Italia dall'azienda Grifols Italia S.p.A..

    Attertium può essere prescritto con Ricetta OSP - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile.


    Confezioni

    Attertium 1000 UI/20 ml polv. per soluzione iniett. flacone + siringa preriempita solvente + set

    Informazioni commerciali sulla prescrizione

    Titolare: Grifols Italia S.p.A.
    Ricetta: OSP - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile
    Classe: CN
    Principio attivo: Antitrombina Iii Umana Concentrata Liofilizzata
    Gruppo terapeutico: Eparine
    ATC: B01AB02 - Antitrombina III
    Forma farmaceutica: Polvere


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    Indicazioni

    Perché si usa Attertium? A cosa serve?
    • Pazienti con deficit congenito o acquisito di antitrombina:
    a) Profilassi della trombosi venosa profonda e del tromboembolismo in situazioni cliniche a rischio (specialmente durante interventi chirurgici o durante il periodo peri-parto), in associazione ad eparina se indicato;
    b) Prevenzione della progressione della trombosi venosa profonda e del tromboembolismo in associazione con eparina come indicato.

    Posologia

    Come usare Attertium: Posologia
    Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento di pazienti con deficit di antitrombina.
    Posologia
    Nel deficit congenito, il dosaggio deve essere individualizzato per ogni paziente, tenendo conto dell'anamnesi familiare riguardo agli eventi tromboembolici, i fattori di rischio effettivi e i dati di laboratorio.
    Nel deficit acquisito, il dosaggio e la durata della terapia sostitutiva dipendono dal livello plasmatico di antitrombina, dalla presenza di segni di un aumentato turnover, dalla patologia di base e dalla gravità della condizione clinica. La quantità e la frequenza con cui deve essere somministrato il prodotto si devono sempre basare, caso per caso, sull'efficacia clinica del trattamento e sulle valutazioni individuali di laboratorio.
    Il numero di unità di antitrombina III somministrate è espresso in Unità Internazionali (UI), in aderenza allo standard corrente dell'OMS per l'antitrombina. L'attività dell'antitrombina nel plasma è espressa come percentuale (relativa al plasma umano normale) o in Unità Internazionali (relative allo Standard Internazionale per l'antitrombina nel plasma).
    Una Unità Internazionale (UI) di attività dell'antitrombina III è equivalente alla quantità di antitrombina presente in un millilitro di plasma umano normale. Il calcolo del dosaggio di antitrombina III richiesto si basa sull'osservazione sperimentale che 1 Unità Internazionale di antitrombina per chilogrammo di peso, aumenta l'attività dell'antitrombina III plasmatica di circa l'1% (vedere anche il paragrafo 5.2).
    La dose iniziale da somministrare si ottiene mediante la formula seguente:
    Unità necessarie = peso (kg) x (100 - attività dell'antitrombina rilevata al momento, espressa in percentuale) x 0,8
    L'attività iniziale di antitrombina che si desidera ottenere dipende dalla situazione clinica. Quando è indicata la sostituzione di antitrombina, il dosaggio deve essere sufficiente a raggiungere l'attività desiderata e mantenerla ad un livello efficace. La dose va determinata e monitorata sulla base dell'attività di antitrombina misurata in laboratorio, che deve essere determinata almeno due volte al giorno finché il paziente non si è stabilizzato e poi una volta al giorno, possibilmente subito prima dell'infusione successiva. L'aggiustamento della dose deve tenere conto sia dei segni di aumentato turnover di antitrombina, in accordo ai controlli di laboratorio, sia del decorso clinico. Si deve mantenere un'attività antitrombinica superiore all'80% durante tutto il trattamento, a meno che le condizioni cliniche non indichino un diverso livello di efficacia.
    Nel deficit congenito, la dose iniziale usuale è di 30 - 50 UI/kg.
    Successivamente, dosaggio, frequenza e durata del trattamento devono essere regolati in base ai valori biologici e allo stato clinico.
    Popolazione pediatrica
    Non ci sono dati sufficienti per raccomandare l'uso di Attertium nei bambini al di sotto dei 6 anni.
    Modo di somministrazione
    Il prodotto deve essere somministrato per infusione endovenosa lenta. La velocità di infusione non deve superare gli 0,08 ml/kg/min.
    Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

    Controindicazioni

    Quando non dev'essere usato Attertium
    Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

    Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

    Cosa serve sapere prima di prendere Attertium
    Tracciabilità
    Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
    Come per tutti i prodotti endovenosi a base di proteine, sono possibili reazioni da ipersensibilità di tipo allergico. I pazienti devono essere strettamente monitorati e tenuti sotto attenta osservazione per gli eventuali sintomi che si possono presentare durante l'infusione. I pazienti devono essere informati dei primi segni delle reazioni di ipersensibilità: pomfi, orticaria generalizzata, senso di costrizione al torace, sibili, ipotensione e anafilassi. Se questi sintomi si presentano dopo la somministrazione, i pazienti devono contattare il loro medico.
    In caso di shock, si devono seguire le attuali linee guida per il trattamento di tale condizione.
    Le procedure standard adottate per prevenire infezioni derivanti dall'uso di medicinali preparati da sangue o plasma umano comprendono la selezione dei donatori, lo screening di donazioni individuali e plasma pool per specifici marker di infezione e l'inclusione di efficaci metodi d'inattivazione/rimozione virale durante il processo produttivo.
    Tuttavia, quando vengono somministrati medicinali derivati da sangue o plasma umano, non si può escludere in maniera assoluta la possibilità di trasmissione di agenti infettivi. Ciò vale anche per virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni.
    Le procedure standard sono considerate efficaci per virus con involucro lipidico, come il Virus dell'immunodeficienza umana (HIV), il Virus dell'epatite B (HBV) ed il Virus dell'epatite C (HCV), nonché per il virus senza involucro lipidico dell'epatite A (HAV). Le misure adottate possono avere valore limitato contro virus senza involucro come il parvovirus B19 (B19V). L'infezione da parvovirus B19 può essere grave per le donne in gravidanza (infezione fetale) e per le persone con immunodeficienza o aumentata eritropoiesi (ad esempio anemia emolitica).
    Un'appropriata vaccinazione (epatite A e B) deve essere presa in considerazione per i pazienti che ricevono regolarmente/ripetutamente concentrati di antitrombina derivata dal plasma.
    Sorveglianza clinica e biologica quando l'antitrombina è usata insieme all'eparina:
    • per regolare il dosaggio dell'eparina e per evitare un'eccessiva ipocoagulabilità, vanno eseguiti regolarmente i controlli relativi al grado di anticoagulazione (APPT e, dove appropriato, attività anti-FXa), a intervalli ravvicinati e in particolare nei primi minuti/ore seguenti l'inizio della somministrazione di antitrombina.
    • per regolare la dose individuale vanno controllati ogni giorno i livelli di antitrombina, in quanto esiste il rischio di una diminuzione dei livelli di antitrombina dovuto ad un prolungato trattamento con eparina non frazionata.
    Avvertenze speciali per gli eccipienti
    Questo medicinale contiene 33,35 mg di sodio per flaconcino da 500 UI/10 ml e 66,7 mg di sodio per flaconcino da 1000 UI/20 ml, equivalente rispettivamente al 1,67% e al 3,3% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
    Popolazione pediatrica
    Non ci sono dati sufficienti per raccomandare l'uso di Attertium nei bambini di età inferiore a 6 anni.
    I dati degli studi clinici e delle revisioni sistematiche relative all'uso di antitrombina III per il trattamento di neonati prematuri nell'indicazione non approvata di sindrome da distress respiratorio infantile (Infant Respiratory Distress Syndrome, IRDS) suggeriscono un aumento del rischio di sanguinamento intracranico e della mortalità in assenza di un effetto benefico dimostrato.

    Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

    Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Attertium
    Eparina: la sostituzione di antitrombina durante la somministrazione di eparina in dosi terapeutiche aumenta il rischio di emorragia. L'effetto dell'antitrombina viene fortemente potenziato dall'eparina.
    L'emivita dell'antitrombina può essere notevolmente ridotta da un trattamento concomitante con eparina, per un accelerato turnover dell'antitrombina stessa. Pertanto, la somministrazione contemporanea di eparina ed antitrombina ad un paziente con aumentato rischio di sanguinamento va controllata sia dal punto di vista clinico che biologico.
    Popolazione pediatrica
    Non sono disponibili dati specifici per la popolazione pediatrica.

    Fertilità, gravidanza e allattamento

    Gravidanza e Allattamento
    L'esperienza relativa alla sicurezza dell'uso di prodotti a base di antitrombina umana in donne gravide è limitata.
    Attertium deve essere usato durante la gravidanza e l'allattamento in donne con deficit di antitrombina solo se chiaramente indicato, tenendo in considerazione che la gravidanza comporta un aumento del rischio di eventi tromboembolici in queste pazienti.
    Fertilità
    Non sono disponibili dati relativi agli effetti di Attertium sulla fertilità.

    Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

    Attertium non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

    Effetti indesiderati

    Quali sono gli effetti collaterali di Attertium
    Non frequentemente sono state osservate reazioni di ipersensibilità o allergiche (che possono includere angioedema, bruciore e dolore nel sito d'iniezione, brividi, arrossamento, orticaria generalizzata, mal di testa, pomfi, ipotensione, letargia, nausea, agitazione, tachicardia, senso di costrizione al torace, formicolio, vomito, sibilo) che possono in alcuni casi progredire fino all'anafilassi grave (incluso lo shock).
    In rare occasioni, è stata osservata febbre.
    Per le informazioni sulla sicurezza virale, vedere il paragrafo 4.4.
    Popolazione pediatrica
    Non sono disponibili dati specifici per la popolazione pediatrica.
    Segnalazione delle reazioni avverse sospette
    La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema di segnalazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco.

    Sovradosaggio

    Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Attertium
    Non sono stati riportati casi di sovradosaggio con antitrombina III.
    Popolazione pediatrica
    Non sono disponibili dati specifici per la popolazione pediatrica.

    Scadenza

    Il periodo di validità del prodotto non ricostituito è di 3 anni.
    Dopo la ricostituzione, il prodotto è stabile dal punto di vista chimico-fisico per 12 ore a 25°C.
    Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente. Se non è usato immediatamente, il tempo e le condizioni di conservazione prima dell'uso sono sotto la responsabilità dell'utente e, di norma, non superano le 24 ore a +2-+8 °C, a meno che la ricostituzione non sia stata realizzata in condizioni asettiche controllate e validate.

    Conservazione

    Conservare a temperatura inferiore a 30°C.
    Tenere al riparo dalla luce. Conservare nell'imballaggio esterno.
    Non congelare.
    Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

    Foglietto Illustrativo


    Fonti Ufficiali


    Servizi Avanzati


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