Università degli Studi di Milano Federazione Ordini Farmacisti Italiani
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Vectimax Premix 6 Mg/g

Ecuphar Italia S.r.l.
Ultimo aggiornamento: 17/03/2020




A cosa serve

Vectimax Premix 6 Mg/g è un medicinale veterinario a base del principio attivo Ivermectina, appartenente alla categoria degli Endectocidi e nello specifico Avermectine. E' commercializzato in Italia dall'azienda Ecuphar Italia S.r.l..

Vectimax Premix 6 Mg/g può essere prescritto con Ricetta RNRT - ricetta medica in triplice copia non ripetibile.

Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: ECO Animal Health Europe Limited
Concessionario: Ecuphar Italia S.r.l.
Ricetta: RNRT - ricetta medica in triplice copia non ripetibile
Principio attivo: Ivermectina
Gruppo terapeutico: Endectocidi
Forma farmaceutica: fiala iniettabile

Confezioni

Vectimax Premix 6 mg/g busta alluminio da 5 kg

Principio Attivo

ivermectina

Indicazioni

trattamento delle infestazioni da nematodi o artropodi dovute a: Ascaridi gastrointestinali: Ascaris suum (adulti e L4), Hyostrongylus rubidus (adulti e L4), Oesophagostomum spp. (adulti e L4), Strongyloides ransomi (adulti)*. Strongilosi polmonare: Metastrongylus spp. (adulti). Pidocchi: Haematopinus suis Acari della scabbia: Sarcoptes scabiei var. suis
*Somministrato a scrofe gravide prima del parto controlla efficacemente la trasmissione via latte di S. ransomi alla figliata

Posologia

per garantire una buona distribuzione del prodotto, questo dovrebbe essere preventivamente miscelato con una quantità idonea di ingredienti alimentari prima di essere incorporato nella miscela finale. Il livello di dosaggio raccomandato è 0,1 mg ivermectina/kg di peso corporeo al giorno per sette giorni consecutivi. La quantità idonea di premiscela di ivermectina in grammi per tonnellate di mangime finale può quindi essere calcolata come segue: percentuale premiscela (g/t mangime) 100 x peso corporeo medio (kg) diviso 6 x quantità media cibo assunto giornalmente (kg). Per evitare il sottodosaggio o il sovradosaggio, i suini da trattare vanno raggruppati in base al peso, e la dose da somministrare va calcolata in base all'animale più pesante di tale gruppo. Suini giovani: il livello di dosaggio raccomandato di 0,1 mg/kg di peso corporeo al giorno per 7 giorni si ottiene generalmente, per suini fino a 40 kg di peso, aggiungendo 333 g di premiscela di ivermectina per ogni tonnellata di mangime finale. La premiscela di ivermectina deve essere mescolata uniformemente nel mangime finale e somministrata in maniera continuata in un'unica razione per sette giorni consecutivi. In suini di peso vivo pari e superiore ai 40 kg, il consumo medio giornaliero di mangime in termini di cibo assunto può risultare inferiore al 5% del peso corporeo, nel caso in cui siano applicati programmi di alimentazione limitata o nel caso in cui i suini vengano alimentati con mangimi ad alto valore proteico. Per i suini di peso pari e superiore ai 40 kg, aggiungere 400 g di premiscela di ivermectina per ogni tonnellata di mangime finale. Suini adulti: il livello di dosaggio raccomandato per suini adulti di peso vivo superiore ai 100 kg si ottiene generalmente mescolando uniformemente 1,67 kg di premiscela di ivermectina per ogni tonnellata di mangime. Il mangime medicato che ne risulta deve essere somministrato calcolando 1 kg per 100 kg di peso corporeo, tutti i giorni per sette giorni consecutivi, come parte della razione individuale. Nei casi in cui il mangime medicato venga somministrato come parte della razione, si raccomanda di somministrare il mangime contenente ivermectina per primo. Dopo il consumo di questo, somministrare la quantità giornaliera di mangime rimanente. Questa procedura deve essere ripetuta per sette giorni consecutivi. In alternativa, nei casi in cui l'assunzione di mangime secco possa essere determinata con precisione e tutti gli animali da trattare abbiano un peso corporeo simile, le quantità da aggiungere possono essere calcolate usando la formula precedente per consentire la somministrazione del solo mangime contenente il farmaco

Avvertenze

l'esposizione dei suini trattati ad animali infestati, edifici, terreni o pascoli contaminati, può determinare la reinfestazione rendendo necessaria la ripetizione del trattamento. Per ottenere un controllo adeguato dei parassiti e ridurre la probabilità che si sviluppi farmacoresistenza agli antelmintici, chiedere consiglio al veterinario sui programmi di dosaggio appropriati e sulla gestione adeguata delle scorte