Università degli Studi di Milano Federazione Ordini Farmacisti Italiani
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Vectimax 1%

Ecuphar Italia S.r.l.
Ultimo aggiornamento: 01/04/2020




A cosa serve

Vectimax 1% è un medicinale veterinario a base del principio attivo Ivermectina, appartenente alla categoria degli Endectocidi e nello specifico Avermectine. E' commercializzato in Italia dall'azienda Ecuphar Italia S.r.l..

Vectimax 1% può essere prescritto con Ricetta RNRT - ricetta medica in triplice copia non ripetibile.

Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: ECO Animal Health Europe Limited
Concessionario: Ecuphar Italia S.r.l.
Ricetta: RNRT - ricetta medica in triplice copia non ripetibile
Principio attivo: Ivermectina
Gruppo terapeutico: Endectocidi
Forma farmaceutica: fiale flaconcini fialoidi

Confezioni

Vectimax 1% soluzione iniettabile flacone 50 ml

Principio Attivo

1 ml = ivermectina 10 mg

Indicazioni

trattamento dei nematodi gastrointestinali, dei nematodi polmonari, dei nematodi oculari, ditteri degli acari e dei pidocchi (come indicato di seguito) dei bovini da carne e da latte non in lattazione: Nematodi gastrointestinali (adulti e larve al 4° stadio): ostertagia ostertagi, ostertagia lyrata Haemonchus placei, Trichostrongylus colubriformis, Cooperia oncophora (adulti), Cooperia punctata (adulti), Cooperia pectinata (adulti), Bunostomum phlebotomum, Oesophagostomum radiatum. Nematodi polmonari (adulti e larve al 4° stadio): Dictyocaulus viviparus. Nematodi oculari (adulti): Thelazia spp. Ditteri (stadi parassitici): Hypoderma bovis H. lineatum. Acari: Psoroptes bovis, Sarcoptes scabiei var. bovis. Pidocchi succhiatori: Linognathus vituli, Hauematopinus eurysternus, Solenopotes capillatus. Può anche essere usato quale coadiuvante per il controllo dell'acaro della scabbia Chorioptes bovis, ma è possibile che non si ottenga l'eliminazione completa. Il trattamento con Vectimax 1% soluzione per iniezione al dosaggio raccomandato previene la re infezione provocata da Haemonchus placei, Cooperia oncophora, Cooperia pectinata e Trichostromgylus axei fino a 7 giorni dopo il trattamento, da OIstertagia ostertagi e da Oesophagostomum radiatum fino a 14 giorni dopo il trattamento e da Dictuocaulus viviparus fino a 21 giorni dopo il trattamento.
Ovini: per il trattamento della scabbia psoroptica (scabbia ovina), dei nematodi gastrointestinali, dei nematodi polmonari e dell'estro nasale della pecora. Nematodi gastrointestinali (forme adulte): Ostertagia circumcincta, Haemonchus contortus, Trichostrongylus axei, T. Colubriformis e T. vitrinus, Cooperia curticei, Nematodirus follicolis. È possibile osservare un'attività variabile Cooperia curticei e Nematodirus fillicolis. Nematodi polmonari: Dictuocaulus filaria (forme adulte). Acari della scabbia: Psoroptes ovis. Estro nasale: Oestrus ovis (tutti gli stadi larvali). Suini: per il trattamento dei nematodi gastrointestinali, dei nematodi polmonari, dei pidocchi e degli acari della scabbia nei suini. Nematodi gastrointestinali (adulti e larve al quarto stadio): Ascaris suum, Hyostrongylus rubidus, Oesophagostomum spp., Strongyloides ransomi (adulti). Nematodi polmonari: Metastrongylus spp. (adulti). Pidocchi: Haematopinus suis. Acari della scabbia: Sarcoptes scabiei var. suis

Posologia

solo per somministrazione singola (ad eccezione del trattamento delle infezioni da Psoroptes ovis nelle pecore). Bovini: 1 ml per 50 kg di p.c. (sulla base di un dosaggio raccomandato di 200 mcg di ivermectina per kg di p.c.). Iniettare sotto la cute davanti o dietro alla scapola adottando una tecnica asettica. Si consiglia un ago sterile da 1,4 x 15 mm. Ovini: 0,5 ml per 25 kg di p.c. (sulla base di un dosaggio raccomandato di 200 mcg di ivermectina per kg di p.c.). Per il trattamento dei nematodi gastrointestinali, dei nematodi polmonari e dell'estro nasale, iniettare una volta per via sottocutanea nel collo, adottando una procedura asettica, si raccomanda l'uso di un ago sterile da 1,4 x 15 mm. Per il trattamento di Psoroptes ovis (scabbia ovina) sono necessarie due iniezioni a distanza di una settimana per trattare i segni clinici della scabbia e per eliminare gli acari vivi. Per gli agnelli giovani di peso inferiore a 20 kg, somministrare 0,1 ml per 5 kg. In questi agnelli si raccomanda l'uso di una siringa capace di somministrare dosi piccole fino a 0,1 ml. Suini: 1,5 ml per 50 kg di p.c. (sulla base di un dosaggio raccomandato a 300 mcg di ivermectina per kg di peso corporeo). La via di somministrazione raccomandata è per iniezione sottocutanea nel collo adottando una tecnica asettica e un ago sterile da 1,4 x 15 mm. Per i maialini di peso inferiore a 16 kg somministrare 0,1 ml di prodotto per 3 kg. In tali animali si consiglia di usare una siringa per la somministrazione di dosi piccole fino a 0,1 ml.

Avvertenze

non si raccomanda il trattamento della scabbia psoroptica (scabbia ovina) con una sola iniezione poichè, sebbene si possa osservare un miglioramento clinico, l'eliminazione di tutti gli acari potrebbe non essere completa. La scabbia ovina (Psoroptes ovis) è un parassita esterno delle pecore estremamente contagioso. Dopo il trattamento degli ovini infetti, è necessario prestare la massima attenzione per evitare la re-infestazione, in quanto gli acari possono sopravvivere fino a 15 giorni fuori dagli animali. È importante assicurarsi che vengano trattati tutti gli ovini che siano stati in contatto con ovini infetti. È necessario evitare il contatto fra gruppi trattati infetti e non trattati non infetti per almeno 7 giorni dopo l'ultimo trattamento. L'invermectina può non essere ben tollerata da specie diverse da quella di destinazione. Sono stati segnalati casi di intolleranza ad esito fatale in cani, specialmente di razza. Collie, Bobtail e razze simili ed incroci con tali razze, oltre che nelle tartarughe di acqua e di terra. Non associare il trattamento alla vaccinazione contro i nematodi polmonari. Nel caso che si debbano trattare animali vaccinati, il trattamento non deve essere eseguito nei 28 giorni precedenti o seguenti la vaccinazione stessa. La diffusione di uova di nematodi può continuare per qualche tempo dopo il trattamento. Nei bovini: per evitare reazioni secondarie provocate dalla presenza di larve morte di Hypoderma nell'esofago o in prossimità del midollo spinale, si raccomanda di somministrare il prodotto alla fine dell'attività delle mosche e prima che le larve raggiungano la sede di riposo. L'uso frequente e ripetuto può provocare lo sviluppo di resistenza. È importante somministrare la dose corretta per ridurre al minimo il rischio di resistenza. Per evitare il rischio di somministrazione di un dosaggio troppo basso, gli animali devono essere raggruppati secondo il loro peso e trattati con la dose prevista per l'animale più pesante del gruppo. Il prodotto può essere somministrato alle vacche, alle pecore ed alle scrofe gravide. La somministrazione del prodotto non pregiudica la fertilità degli animali maschi. I sintomi clinici di intossicazione da ivermectina comprendono atassia e depressione. Non è stato individuato alcun antidoto. In caso di sovradosaggio il trattamento deve essere sintomatico. Non sono stati osservati segni di tossicità in bovini ed ovini trattati con dosi fino a 3 volte superiori al dosaggio raccomandato