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Università degli Studi di MilanoFederazione Ordini Farmacisti Italiani
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Trisulfan 30%

Ultimo aggiornamento: 16/03/2020




A cosa serve

Trisulfan 30% è un medicinale veterinario a base del principio attivo Sulfametazina + Sulfamerazina + Sulfadiazina, appartenente alla categoria degli Sulfamidici e nello specifico Sulfonamidi. E' commercializzato in Italia dall'azienda Ceva Salute Animale S.p.A..

Trisulfan 30% può essere prescritto con Ricetta RNRT - ricetta medica in triplice copia non ripetibile.

Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: Ceva Salute Animale S.p.A.
Concessionario: Ceva Salute Animale S.p.A.
Ricetta: RNRT - ricetta medica in triplice copia non ripetibile
Principio attivo: Sulfametazina + Sulfamerazina + Sulfadiazina
Gruppo terapeutico: Sulfamidici
Forma farmaceutica: fiala iniettabile

Confezioni

Trisulfan 30% im o ev al 30% soluzione 250 ml

Principio Attivo

100 ml di prodotto contendono: solfadiazina 10 g, solfamerazina 10 g, solfadimidina 10 g.

Indicazioni

bovini, equini ed ovini: polmonite e broncopolmonite, peritonite, metrite settica e ritenzione placentare, sepsi puerperale, mastite acuta, poliartrite, colibacillosi, flemmonie ascessi, gangrene gassose, necrobacillosi dei vitelli (pseudodifterite), dei bovini (zoppina) e della pecora (pedaina).
Cani: polmonite e broncopolmonite, ascessi, diarree bacillari.
Suini: setticemia emorragica, paratifosi cronica Voldagsen,enterite necrotica superficiale.

Posologia

bovini (per 100 kg di peso vivo): dose d'attacco (1 giorno): 34 - 47 ml pari a 102-141 mg/kg p.v.; dose di mantenimento (successivi 4 giorni): 20 - 24 ml per via endovenosa pari a 60-72 mg/kg p.v..
Equini (per 100 kg di peso vivo): dose d'attacco (1 giorno): 34 - 47 ml pari a 102-141 mg/kg p.v.; dose di mantenimento (successivi 4 giorni) 20 - 24 ml per via parenterale pari a 60-72 mg/kg p.v.
Suini, ovi-caprini, cani (per 10 kg di peso vivo): dose d'attacco(1 giorno): 5 ml pari a 15 mg/kg p.v.; dose di mantenimento (successivi 4 giorni) 3,5 ml per via parenterale pari a 10,5 mg/kg p.v..
Al fi ne di evitare eventuali reazioni anafilattiche in caso di somministrazione endovenosa, il prodotto dovrebbe essere scaldato fino a temperatura corporea e iniettato lentamente.Negli equini, quando si utilizza la via intramuscolare, non inoculare mai più di 15 ml nello stesso punto d'inoculo.

Avvertenze

la sulfadiazina nei cani può indurre una cheratocongiuntivite secca (KCS) con un meccanismo che resta ancora sconosciuto. I sulfamidici possono interferire con la sintesi degli ormoni tiroidei per blocco della conversione dello ioduro a iodio, oltre che a determinare aumento delle concentrazioni di TRH e TSH. La sulfadimidina può indurre iperplasia tiroidea nei ratti. A causa di possibili variazioni (nel tempo o geografica) della sensibilità delle specie microbiche target ai sulfamidici, si raccomanda di effettuare l'antibiogramma. L'uso improprio del prodotto potrebbe incrementare la prevalenza di batteri resistenti ai sulfamidici e ridurre l'efficacia dei trattamenti con altri sulfamidici, a causa della possibile comparsa di cross-resistenza.
Precauzioni speciali per l'impiego negli animali: per tutto il periodo del trattamento garantire agli animali trattati adeguate quantità di acqua da bere. Nei cani si possono talvolta osservare reazioni idiosincrasiche con febbre, poliartriti, eruzioni cutanee ed epatiti dovute a reazioni immunologiche scatenate da componenti del farmaco. Queste reazioni sono state osservate più frequentemente nella razza Pincher Doberman.