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Università degli Studi di MilanoFederazione Ordini Farmacisti Italiani
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Medrol Vet

Zoetis Italia S.r.l.
Ultimo aggiornamento: 03/01/2022




A cosa serve

Medrol Vet è un medicinale veterinario a base del principio attivo Metilprednisolone, appartenente alla categoria degli Corticosteroidi e nello specifico Glicocorticoidi. E' commercializzato in Italia dall'azienda Zoetis Italia S.r.l..

Medrol Vet può essere prescritto con Ricetta RRV - ricetta medico-veterinaria in copia unica ripetibile.

Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: Zoetis Italia S.r.l.
Concessionario: Zoetis Italia S.r.l.
Ricetta: RRV - ricetta medico-veterinaria in copia unica ripetibile
Principio attivo: Metilprednisolone
Gruppo terapeutico: Corticosteroidi
Forma farmaceutica: compressa

Confezioni

Medrol Vet 30 compresse 4 mg in 3 blister da 10 compresse

Principio Attivo

«compresse 2-4 mg»: metilprednisolone 2-4 mg.

Indicazioni

è indicato nei cani e nei gatti per il trattamento di, o come parte di un regime terapeutico per, processi infiammatori ed allergici come processi allergici od infiammatori aspecifici cutanei, muscolo-scheletrici, oculo-auricolari ed altri processi allergico/infiammatori, che normalmente rispondono alla terapia corticosteroidea, per es. disordini autoimmunitari; Medrol Vet compresse può essere usato per iniziare un trattamento antiinfiammatorio o per continuare la terapia dopo la somministrazione di un corticosteroide iniettabile.

Posologia

il dosaggio necessario può variare a seconda delle circostanze cliniche individuali come la gravità della malattia, la durata prevista della terapia ed anche tenendo conto della storia clinica del soggetto; le seguenti raccomandazioni per il dosaggio sono perciò delle linee guida iniziali che possono richiedere una modifica in base alle circostanze cliniche individuali; da 1 a 5 kg: 1 mg/die; da 5 a 9 kg: 2 mg/die; da 9 a 18 kg: da 2 a 4 mg/die; da 18 a 36 kg: da 4 a 8 mg/die; la dose giornaliera iniziale dovrebbe essere somministrata in due dosi equamente divise; al fine di controllare i sintomi clinici di certi disordini autoimmunitari, per es. il Pemfigo volgare, è possibile che il dosaggio iniziale debba essere superiore a quello sopra raccomandato; appena si ottiene una risposta clinica soddisfacente, la dose giornaliera dovrebbe essere gradualmente ridotta fino al termine del trattamento nel caso di processi acuti, o fino al dosaggio più basso che mantiene un'adeguata risposta clinica nel caso di processi cronici.

Avvertenze

precauzioni speciali per l'impiego negli animali: gli animali in terapia corticosteroidea devono essere monitorati per sintomi di infezione e dove necessario, si deve adottare un'appropriata terapia antimicrobica. Come con tutti i corticosteroidi, il monitoraggio della possibile soppressione surrenale dovrebbe essere considerato durante e successivamente un trattamento di lungo termine di processi cronici. Può rendersi necessaria una stimolazione della surrenale con l'ormone adrenocorticotropo (ACTH), in particolare se l'animale è stato sottoposto a particolari stress insoliti. La concomitante somministrazione di barbiturici, fenilbutazone, fenitoina o rifampicina può aumentare il metabolismo e ridurre gli effetti dei corticosteroidi. I corticosteroidi possono anche ridurre la risposta agli anticoagulanti. I corticosteroidi possono ritardare la cicatrizzazione di lesioni e l'azione immunosoppressiva può indebolire la resistenza od aggravare infezioni esistenti. In corso di infezioni la terapia corticosteroidea deve essere associata ad un trattamento antibatterico eziologico. In presenza di infezioni virali, gli steroidi possono peggiorare od accelerare lo sviluppo della malattia. Gli steroidi stessi, durante il trattamento, possono causare una notevole alterazione del metabolismo lipidico, glucidico, proteico e minerale, per es. può manifestarsi una ridistribuzione del grasso corporeo, debolezza muscolare, deperimento ed osteoporosi. I corticosteroidi possono causare ingrossamento del fegato (epatomegalia), fare aumentare i livelli sierici degli enzimi epatici ed aumentare il rischio di pancreatiti acute. Durante la terapia, dosi efficaci sopprimono l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Dopo il termine della terapia possono insorgere sintomi di insufficienza surrenalica che possono evolvere fino ad atrofia corticosurrenalica, e questo può rendere l'animale incapace di rispondere adeguatamente alle situazioni stressanti. Quindi, si dovrebbe considerare come minimizzare l'insufficienza surrenalica in seguito alla sospensione del trattamento, per es. mediante una riduzione graduale del dosaggio.