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Escitalopram


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A cosa serve

L'escitalopram è un farmaco antidepressivo appartenente alla classe degli inibitori selettivi del reuptake di serotonina (SSRI). In realtà, l'escitalopram non è altro che l'enantiomero S del citalopram (infatti, si legge es-citalopram)


Indicazioni

Trattamento di episodi depressivi maggiori; trattamento dei disturbi da attacco di panico con o senza agorafobia.


Posologia

Il dosaggio iniziale raccomandato dalla ditta è di 10 mg una volta al giorno, indifferentemente mattino o sera, aumentabili a 20 mg in base alla risposta individuale.


Medicinali che contengono il Principio Attivo Escitalopram


Controindicazioni

Deve essere evitato l'impiego concomitante di MAO-inibitori per la possibile comparsa di reazioni gravi, a volte fatali (ipertermia, rigidità, mioclono, rapide fluttuazioni dei segni vitali, agitazione, delirio, coma).
Nei pazienti diabetici, l'impiego di SSRI può alterare il controllo glicemico; in questo caso potrebbe rendersi necessaria una modifica del dosaggio dell'insulina o degli antidiabetici orali.


Avvertenze

E' necessario monitorare attentamente i pazienti affetti da epilessia e sospendere il farmaco in caso di aumento della frequenza degli attacchi convulsivi. Come tutti gli SSRI, anche l'escitalopram va evitato in pazienti con epilessia non controllata.
La sospensione del trattamento deve avvenire, come per gli altri SSRI, in modo graduale per evitare la comparsa di sindrome da astinenza.


Interazioni

Dati in vitro indicano che l'escitalopram ha uno scarso effetto sugli isoenzimi CYP ed è a sua volta metabolizzato da sistemi enzimatici differenti7; il farmaco possiede perciò un basso potenziale di interazioni farmacocinetiche clinicamente significative. Sono, tuttavia, possibili interazioni con altri farmaci che agiscono sul SNC. L'escitalopram non va somministrato insieme con MAO-inibitori (attendere 2 settimane dalla sospensione), moclobemide, selegilina, litio. E' possibile la compasa di sindrome serotoninergica per somministrazione contemporanea di sibutramina, triptani e farmaci serotoninergici in genere (compreso l'iperico).


Effetti Indesiderati

Gli effetti indesiderati sono gli stessi del ecitalopram e risultano avere analoga frequenza; i più comuni sono nausea, diarrea, secchezza delle fauci, insonnia o sonnolenza, capogiri, iperidrosi, disfunzioni sessuali, soprattutto disturbi dell'eiaculazione (9%), ma anche diminuzione della libido (4%) e impotenza (3%).


Sovradosaggio

Se ha assunto una dose di Escitalopram superiore a quella prescritta, deve contattare il medico o recarsi immediatamente al Pronto Soccorso dell'ospedale più vicino, lo faccia comunque anche se non si hanno segni di malessere. Alcuni dei sintomi da sovradosaggio possono essere capogiri, tremore, agitazione, convulsioni, coma, nausea, vomito, alterazione del ritmo cardiaco, diminuzione della pressione sanguigna e modifica dell'equilibrio elettrolitico.
Se dimentica di prendere una dose di Escitalopram, non assuma una doppia dose. Se dimentica di prendere una dose di Escitalopram, e se ne ricorda prima di coricarsi, la prenda subito. Continui l'assunzione come il solito il giorno successivo. Se invece se ne ricorda durante la notte oppure il giorno dopo, salti la dose dimenticata e continui con la normale posologia.
Non sospenda l'assunzione di Escitalopram fino a quando non glielo dice il medico. Quando ha completato il trattamento con Escitalopram, è generalmente consigliato che la dose di Escitalopram sia ridotta gradualmente in un paio di settimane.
Quando interrompe l'assunzione di Escitalopram, specialmente se lo sospende improvvisamente, può avvertire sintomi da sospensione. Questi sono comuni quando si interrompe il trattamento con Escitalopram. Il rischio è maggiore se ha assunto Escitalopram per lungo tempo o in dosi elevate o se la dose viene ridotta troppo velocemente. La maggior parte dei pazienti ha riscontrato che tali sintomi sono di lieve entità e che in genere scompaiono spontaneamente nell'arco di un paio di settimane. Comunque, in alcuni pazienti i sintomi da sospensione possono essere di intensità grave o possono prolungarsi nel tempo (2-3 mesi o più). Se manifesta sintomi da sospensione gravi quando interrompe il trattamento con Escitalopram, informi il medico. Questi può chiederle di ripristinare il trattamento e continuare riducendo le dosi più gradualmente.
I sintomi da sospensione includono: capogiri (sentirsi instabili o senza equilibrio), sensazione di punture da spilli e aghi, sensazione di bruciore (meno frequente), sensazione di scossa elettrica, anche nella testa, disturbi del sonno (sogni vividi,
incubi, difficoltà nel dormire), ansia, cefalea, malessere (nausea), sudorazione (inclusa sudorazione notturna), irrequietezza o agitazione, tremore (scuotimento), confusione o disorientamento, eccessiva emotività o irritabilità, diarrea (feci liquide), disturbi visivi, disturbi del battito cardiaco (palpitazioni).
Se ha qualsiasi dubbio sull'uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.


Gravidanza e Allattamento

Gravidanza
Per escitalopram sono disponibili solo limitati dati clinici per quanto riguarda l’esposizione in gravidanza. In studi sulla tossicità riproduttiva effettuati nei ratti con escitalopram, sono stati osservati effetti embrio-fetotossici, ma nessun aumento dell’incidenza delle malformazioni.Escitalopram non deve essere usato durante la gravidanza a meno che strettamente necessario e solo dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. I neonati di madri che hanno continuato l’assunzione di Escitalopram fino agli ultimi periodi della gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre, devono essere tenuti sotto osservazione. L’interruzione improvvisa del trattamento deve essere evitata durante la gravidanza. I seguenti sintomi possono comparire nel neonato dopo l’uso materno di SSRI/SNRI durante gli ultimi periodi della gravidanza: difficoltà respiratorie, cianosi, apnea, convulsioni, instabilità della temperatura corporea, difficoltà di nutrizione, vomito, ipoglicemia, ipertonia, ipotonia, iperiflessia, tremore, nervosismo, irritabilità, letargia, pianto continuo, sonnolenza e difficoltà nel dormire. Tali sintomi possono essere interpretati sia come effetti serotoninergici sia come sintomi da sospensione. Nella maggior parte dei casi le complicanze iniziano immediatamente o subito dopo il parto (entro 24 ore). Dati epidemiologici indicano che l’uso di farmaci SSRI durante la gravidanza, in particolare nell’ultimo periodo della gravidanza, può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (IPPN). Il rischio osservato è stato di circa 5 casi per 1000 gravidanze. Nella popolazione in generale si sono verificati da 1 a 2 casi di IPPN su 1000 gravidanze.
Allattamento 
Ci si aspetta che escitalopram venga escreto nel latte. Pertanto, non è raccomandato allattare durante il trattamento. 
Fertilità 
I dati sugli animali hanno dimostrato che escitalopram può influire sulla qualità dello sperma (vedere paragrafo 5.3). Nell’uomo, segnalazioni provenienti da pazienti trattati con SSRI hanno dimostrato che l’effetto sulla qualità dello sperma è reversibile. A oggi non è stato osservato alcun impatto sulla fertilità.



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