UniversitÓ degli Studi di MilanoFederazione Ordini Farmacisti Italiani
banda blu

Oxaliplatino Sandoz

Sandoz S.p.A.
Ultimo aggiornamento: 11/10/2022




Cos'Ŕ Oxaliplatino Sandoz?

Oxaliplatino Sandoz Ŕ un farmaco a base del principio attivo Oxaliplatino, appartenente alla categoria degli Antineoplastici e nello specifico Composti del platino. E' commercializzato in Italia dall'azienda Sandoz S.p.A..

Oxaliplatino Sandoz pu˛ essere prescritto con Ricetta OSP - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile.


Confezioni

Oxaliplatino Sandoz 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 100 mg/20 ml 1 flaconcino
Oxaliplatino Sandoz 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 150 mg/30 ml 1 flaconcino
Oxaliplatino Sandoz 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 200 mg/40 ml 1 flaconcino
Oxaliplatino Sandoz 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 50 mg/10 ml 1 flaconcino

Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: Sandoz S.p.A.
Ricetta: OSP - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile
Classe: H
Principio attivo: Oxaliplatino
Gruppo terapeutico: Antineoplastici
ATC: L01XA03 - Oxaliplatino
Forma farmaceutica: soluzione (uso interno)

Indicazioni

L'Oxaliplatino in associazione a 5-fluorouracile (5-FU) e acido folinico (AF) è indicato per:
  • il trattamento coadiuvante del tumore del colon di stadio III (stadio C di Dukes) in seguito alla completa resezione del tumore primario
  • il trattamento del tumore colorettale metastatico.

Posologia

La preparazione di soluzioni iniettabili di agenti citotossici deve essere effettuata da personale qualificato dotato di adeguata conoscenza del medicinale utilizzato, in condizioni che garantiscano l'integrità del prodotto medicinale, la protezione dell'ambiente di lavoro e in particolare quella del personale sanitario che manipola i medicinali, in conformità con la politica ospedaliera. La preparazione del medicinale deve essere effettuata in un'area riservata a questo scopo. In quest'area è vietato fumare, mangiare o bere (per informazioni dettagliate vedere il paragrafo 6.6).
Posologia
SOLO PER ADULTI
La dose raccomandata di Oxaliplatino come coadiuvante è 85 mg/m² somministrati per via endovenosa, da ripetersi ogni 2 settimane per 12 cicli (6 mesi).
La dose raccomandata di oxaliplatino nel trattamento dei tumori colorettali metastatici è 85 mg/m² somministrati per via endovenosa, da ripetersi ogni 2 settimane, fino alla progressione della malattia o tossicità inaccettabile
La dose deve essere modificata in funzione della tollerabilità (vedere il paragrafo 4.4).
La somministrazione di oxaliplatino deve sempre precedere quella delle fluoropirimidine, per esempio 5-fluorouracile (5-FU).
L'oxaliplatino deve essere somministrato mediante infusione endovenosa della durata di 2-6 ore in 250-500 ml di una soluzione di glucosio al 5% (50 mg/ml), al fine di ottenere una concentrazione compresa tra 0,2 e 0,70 mg/ml; nella pratica clinica 0,7 mg/ml è la concentrazione massima per una dose di oxaliplatino di 85 mg/m2.
L'oxaliplatino è stato utilizzato in prevalenza in associazione a regimi basati sull'infusione continua di 5-fluorouracile. Per il trattamento ogni due settimane sono stati usati regimi di 5-fluorouracile costituiti da una combinazione di bolo e di infusione continua.
Popolazioni speciali
  • Compromissione della funzionalità renale
L'oxaliplatino non deve essere somministrato nei pazienti con insufficienza renale grave (vedere il paragrafo 4.3 e 5.2).
Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale lieve o moderata si deve iniziare il trattamento con la dose normalmente raccomandata (vedere il paragrafo 4.4 e 5.2).
  • Compromissione della funzionalità epatica
In uno studio di fase I condotto su pazienti affetti da diversi livelli di compromissione della funzionalità epatica, la frequenza e la gravità dei disturbi epato-biliari sono sembrate correlate alla progressione del disturbo e agli esami di compromissione della funzionalità epatica al basale. Durante lo sviluppo clinico non è stato effettuato alcun aggiustamento specifico della dose nei pazienti con esami della funzionalità epatica anormali.
  • Pazienti anziani
Non è stato osservato alcun aumento di tossicità grave quando l'oxaliplatino è stato usato, in monoterapia o in associazione a 5-fluorouracile, nei pazienti con più di 65 anni. Di conseguenza nei pazienti anziani non è richiesto alcun adattamento specifico della dose.
  • Popolazione pediatrica
Non esiste alcuna indicazione rilevante relativa all'uso di oxaliplatino nei bambini. L'efficacia dell'oxaliplatino in monoterapia nella popolazione pediatrica con tumori solidi non è stata stabilita (vedere il paragrafo 5.1)
Modo di somministrazione
L'oxaliplatino deve essere somministrato mediante infusione endovenosa.
La somministrazione di oxaliplatino non richiede iperidratazione.
L'oxaliplatino, diluito in 250-500 ml di soluzione di glucosio al 5% per ottenere una concentrazione non inferiore a 0,2 mg/ml, deve essere infuso tramite una linea venosa centrale o una periferica per una durata di 2-6 ore. L'infusione di oxaliplatino deve sempre precedere quella di 5-fluorouracile.
In caso di stravaso, la somministrazione deve essere interrotta immediatamente.
Istruzioni per l'uso
L'oxaliplatino deve essere ulteriormente diluito prima dell'uso. Per diluire il concentrato per soluzione per infusione deve essere utilizzata esclusivamente una soluzione di glucosio al 5% (vedere il paragrafo 6.6).

Controindicazioni

L'Oxaliplatino è controindicato nei pazienti che:
  • presentano un'anamnesi nota di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.
  • stanno allattando al seno.
  • presentano mielosoppressione antecedente all'inizio del primo ciclo, evidenziata da una conta basale dei neutrofili <2 x 109/l e/o da una conta piastrinica <100 x 109/l.
  • soffrono di una neuropatia sensoriale periferica con compromissione funzionale antecedente al primo ciclo.
  • presentano una funzionalità renale gravemente compromessa (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min) (vedere il paragrafo 5.2).


Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

L'uso dell'Oxaliplatino è riservato ai reparti specializzati di oncologia e deve essere somministrato sotto il controllo di un medico oncologo qualificato.

Compromissione renale
I pazienti con compromissione renale da lieve a moderata devono essere monitorati attentamente per reazioni avverse e il dosaggio deve essere modificato in base alla tossicità (vedere paragrafo 5.2).
Reazioni di ipersensibilità
Particolare monitoraggio deve essere assicurato ai pazienti con una storia di manifestazioni allergiche ad altri medicinali contenenti platino. In caso di manifestazioni anafilattiche, l'infusione deve essere interrotta immediatamente e si deve iniziare un appropriato trattamento sintomatico. La risomministrazione dell'oxaliplatino a tali pazienti è controindicata. Sono state riportate reazioni crociate, a volte fatali, con tutti i composti del platino.
In caso di stravaso, l'infusione deve essere interrotta immediatamente e si deve iniziare un normale trattamento sintomatico locale.
Sintomi neurologici
La tossicità neurologica dell'oxaliplatino deve essere monitorata attentamente, in particolare nel caso di somministrazione concomitante con farmaci che presentano una specifica tossicità neurologica. Prima di ogni somministrazione, e in seguito periodicamente, deve essere effettuato un esame neurologico.
Nei pazienti che sviluppano disestesia faringolaringea acuta (vedere il paragrafo 4.8) durante o entro alcune ore che seguono l'infusione 2 ore, la susseguente somministrazione di oxaliplatino deve essere effettuata nell'arco di 6 ore.
Neuropatia periferica
In caso di comparsa di sintomi neurologici (parestesie, disestesie), la dose di oxaliplatino deve essere aggiustata in funzione della durata e della gravità di questi sintomi, con le seguenti raccomandazioni:
  • Nel caso in cui i sintomi durino più di 7 giorni e siano dolorosi, la dose di oxaliplatino per il trattamento seguente deve essere ridotta da 85 a 65 mg/m2 (tumori metastatici) o a 75 mg/m2 (terapia coadiuvante)
  • se una parestesia senza disturbo funzionale persiste fino all'inizio del ciclo seguente, la dose successiva di oxaliplatino deve essere ridotta da 85 a 65 mg/m2 (tumori metastatici) o a 75 mg/m2 (terapia coadiuvante)
  • se una parestesia con disturbo funzionale persiste fino all'inizio del ciclo seguente, il trattamento con oxaliplatino deve essere interrotto
  • se questi sintomi migliorano dopo l'interruzione del trattamento con oxaliplatino, se ne può considerare la ripresa.
I pazienti devono essere informati riguardo alla possibilità di sintomi persistenti di neuropatia sensoriale periferica dopo il termine del trattamento. Le parestesie locali moderate o le parestesie che potrebbero interferire con le attività funzionali possono persistere fino a tre anni dopo il termine di un trattamento coadiuvante.
Sindrome da Leucoencefalopatia Posteriore Reversibile (RPLS)
Sono stati segnalati casi di Sindrome Leucoencefalopatica Posteriore Reversibile (RPLS, nota anche come PRES, Sindrome Encefalopatica Posteriore Reversibile) nei pazienti trattati con chemioterapia di associazione con oxaliplatino. La RPLS è una condizione neurologica rara, reversibile a rapida evoluzione che può manifestare convulsioni, ipertensione, cefalea, confusione, cecità e altri disturbi visivi e neurologici (vedere paragrafo 4.8).
La diagnosi di RPLS è basata su conferma da diagnostica cerebrale per immagini, preferibilmente MRI (risonanza magnetica).
Nausea, vomito, diarrea, disidratazione, e alterazioni ematologiche
Le manifestazioni di tossicità gastrointestinale dell'oxaliplatino, per esempio sintomi, quali nausea e vomito, richiede l'uso profilattico e/o terapeutico di antiemetici (vedere il paragrafo 4.8).
Diarrea e vomito in forma grave possono causare disidratazione, ileo paralitico, occlusione intestinale, ipokaliemia, acidosi metabolica e compromissione della funzionalità renale, in particolare in caso di somministrazione concomitante di oxaliplatino e 5-fluorouracile (5-FU).
Durante il trattamento con oxaliplatino sono stati riportati casi di ischemia intestinale, inclusi esiti fatali. In caso di ischemia intestinale, il trattamento con oxaliplatino deve essere interrotto e devono essere messe in atto misure opportune (vedere paragrafo 4.8).
In caso di tossicità di tipo ematologico (neutrofili <1,5x109/l o piastrine <50x109/l), è necessario ritardare il successivo ciclo di terapia finché i valori ematologici non sono tornati a livelli accettabili. Si raccomanda di eseguire una conta ematica completa con differenziale dei globuli bianchi prima di iniziare il trattamento con oxaliplatino e prima di ogni nuovo ciclo.
Gli effetti mielosoppressivi possono essere additivi a quelli di una chemioterapia concomitante. I pazienti con una grave e persistente mielosoppressione sono ad alto rischio di complicanze infettive. Sepsi, sepsi neutropenica e shock settico sono stati osservati in pazienti trattati con oxaliplatino, inclusi esiti fatali (vedere paragrafo 4.8). Se uno di questi eventi si verifica, oxaliplatino deve essere interrotto.
I pazienti devono essere informati in modo adeguato riguardo il rischio di diarrea/emesi, mucosite/stomatite e neutropenia in seguito a somministrazione di oxaliplatino e di 5-fluorouracile (5-FU), in modo che possano contattare con urgenza il medico curante per un adeguato trattamento.
Se si manifesta mucosite/stomatite, con o senza neutropenia, il trattamento successivo deve essere ritardato finché la mucosite/stomatite non regredisce fino al grado 1 o inferiore e/o la conta dei neutrofili è ≥1,5 x 109/l.
Per l'oxaliplatino in associazione al 5-fluorouracile (5-FU) (con o senza acido folinico), è necessario effettuare il normale aggiustamento della dose in relazione alla tossicità del 5-fluorouracile.
In caso di comparsa di diarrea di grado 4, di neutropenia di grado 3 o 4 (neutrofili <1,0x109/l) neutropenia febbrile (febbre di origine sconosciuta senza un'infezione documentata clinicamente o microbiologicamente con una conta assoluta dei neutrofili <1,0 x 109/l, una temperatura superiore ai 38,3°C in una singola misurazione o una temperatura costante confermata superiore ai 38°C per più di un'ora), o di trombocitopenia di grado 3 o 4 (piastrine <50x109/l), è necessario ridurre la dose di oxaliplatino da 85 a 65 mg/m2 (tumori metastatici) o a 75 mg/m2 (terapia coadiuvante), oltre a ridurre quella di 5-fluorouracile (5-FU) al bisogno.
Funzionalità polmonare
In caso di sintomi respiratori inspiegabili, quali tosse non produttiva, dispnea, crepitii o infiltrati polmonari radiologici, si deve interrompere il trattamento con oxaliplatino fino a quando ulteriori analisi polmonari escludano una malattia polmonare interstiziale o fibrosi polmonare (vedere il paragrafo 4.8).
Patologie del sangue
La sindrome emolitica-uremica (SEU) è un effetto indesiderato pericoloso per la vita (frequenza non nota). Oxaliplatino deve essere interrotto ai primi segni di anemia emolitica microangiopatica, come una rapida diminuzione dell'emoglobina in concomitanza a trombocitopenia, innalzamento della bilirubina sierica, della creatinina sierica, dell'urea nel sangue o delle LDH. L'insufficienza renale può non essere reversibile con la sospensione della terapia e può essere necessaria la dialisi.
In associazione al trattamento con oxaliplatino è stata riportata coagulazione intravascolare disseminata (DIC), inclusi esiti fatali. Nel caso in cui la DIC sia stata diagnosticata, il trattamento con oxaliplatino deve essere interrotto, e deve essere instaurato un adeguato trattamento (vedere paragrafo 4.8). Si deve prestare cautela in pazienti con condizioni che sono associate a DIC, come infezione, sepsi, ecc.
Prolungamento QT
Il prolungamento QT può indurre un aumentato rischio di sviluppare aritmie ventricolari, comprese le Torsioni di punta, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.8). L'intervallo QT deve essere attentamente monitorato su base regolare prima e dopo la somministrazione di oxaliplatino. Si deve prestare cautela in pazienti con storia o predisposizione per il prolungamento del QT, in quei pazienti che stanno assumendo medicinali noti per prolungare l'intervallo QT, e in quelli con alterazioni elettrolitiche come ipokalemia, ipocalcemia o ipomagnesiemia. In caso di prolungamento del QT, il trattamento con oxaliplatino deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.5 e 4.8).
Rabdomiolisi
È stata riportata rabdomiolisi, inclusi esiti fatali, in pazienti trattati con oxaliplatino. In caso di dolore muscolare e gonfiore, in associazione a debolezza, febbre o urine scure, il trattamento con oxaliplatino deve essere interrotto. Se viene confermata la diagnosi di rabdomiolisi, devono essere messe in atto misure opportune. Si raccomanda cautela se medicinali associati a rabdomiolisi sono somministrati in concomitanza con l'oxaliplatino (vedere paragrafi 4.5 e 4.8)
Ulcera gastrointestinale/emorragia gastrointestinale e perforazione
Il trattamento con oxaliplatino può causare ulcera gastrointestinale e potenziali complicanze, come emorragia e perforazione gastrointestinali, che possono essere fatali. In caso di ulcera gastrointestinale il trattamento con oxaliplatino deve essere sospeso e devono essere messe in atto opportune misure (vedere paragrafo 4.8).
Funzionalità epatica
In caso di risultati anomali nelle analisi della funzionalità epatica o di ipertensione portale non chiaramente dovuta alle metastasi nel fegato, è necessario considerare la rara possibilità di casi di disturbi vascolari epatici farmaco-indotti.
Gravidanza
Per l'uso in donne in gravidanza vedere paragrafo 4.6.
Fertilità
Nel corso di studi preclinici con l'oxaliplatino sono stati osservati effetti genotossici; pertanto è necessario istruire i pazienti maschi trattati con oxaliplatino affinché non procreino durante e fino a 6 mesi dopo il trattamento e affinché considerino l'opportunità di ricorrere alla conservazione del seme prima dell'inizio della terapia, poiché l'oxaliplatino può avere un effetto anti-fertilità che può essere irreversibile.
Le donne devono evitare la gravidanza durante il trattamento con oxaliplatino e devono usare un efficace metodo contraccettivo (vedere paragrafo 4.6).
Quando oxaliplatino è somministrato per via intraperitoneale (via di somministrazione off label) può verificarsi emorragia peritoneale.

Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Non è stata osservata alcuna modifica dei livelli plasmatici di 5-fluorouracile (5-FU) nei pazienti che avevano ricevuto un'unica dose di 85 mg/m² di oxaliplatino immediatamente prima della somministrazione di 5-fluorouracile (5-FU).In vitro non è stato osservato alcuno spiazzamento significativo del legame dell'oxaliplatino alle proteine plasmatiche con i seguenti farmaci: eritromicina, salicilati, granisetron, paclitaxel e sodio valproato.
Si raccomanda cautela quando il trattamento con oxaliplatino viene somministrato in concomitanza con altri medicinali noti per causare il prolungamento dell'intervallo QT. In caso di associazione con questi medicinali, l'intervallo QT deve essere attentamente monitorato (vedere paragrafo 4.4). Si raccomanda cautela quando il trattamento con oxaliplatino è somministrato in concomitanza con altri medicinali noti per essere associati a rabdomiolisi (vedere paragrafo 4.4).

FertilitÓ, gravidanza e allattamento

Gravidanza
Finora non sono disponibili informazioni sulla sicurezza di impiego dell'Oxaliplatino in gravidanza. In studi sugli animali è stata osservata tossicità riproduttiva. Di conseguenza l'oxaliplatino non è raccomandato durante la gravidanza e nelle donne potenzialmente fertili che non utilizzano misure anticoncezionali.
L'uso di oxaliplatino deve essere preso in considerazione solo con il consenso della paziente e dopo averla informata in modo adeguato sul rischio per il feto.
Durante il trattamento e dopo il suo termine per le donne devono essere adottate opportune misure anticoncezionali fino a 4 mesi dopo la fine della terapia.
Allattamento
L'escrezione nel latte materno non è stata studiata.
L'allattamento è controindicato durante la terapia con oxaliplatino.
Fertilità
L'oxaliplatino può avere un effetto anti-fertilità (vedere paragrafo 4.4).
A causa dei potenziali effetti genotossici dell'oxaliplatino devono essere utilizzati metodi contraccettivi appropriati durante e dopo la fine della terapia, fino a 4 mesi per le donne e fino a 6 mesi per gli uomini.


Effetti sulla capacitÓádi guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sugli effetti del medicinale relativi alla capacità di guidare o di utilizzare macchinari. Tuttavia il trattamento con Oxaliplatino provoca un aumento del rischio di capogiri, nausea e vomito e altri sintomi neurologici che compromettono l'andatura e l'equilibrio e che possono pertanto esercitare un'influenza lieve o moderata sulla capacità di guidare e usare macchinari.
Le anomalie della vista, in particolare la perdita transitoria della vista (reversibile all'atto della sospensione della terapia) possono alterare la capacità dei pazienti di guidare e utilizzare macchinari. I pazienti devono pertanto essere avvertiti del potenziale effetto di questi eventi sulla loro capacità di guidare e di usare macchinari.


Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza
I più frequenti eventi avversi dovuti all'Oxaliplatino in associazione con 5-fluorouracile/acido folinico (5-FU/AF) sono di tipo gastrointestinale (diarrea, nausea, vomito e mucosite), ematologico (neutropenia, trombocitopenia) e neurologico (neuropatia sensoriale periferica acuta dovuta a dose cumulativa).
In genere questi eventi avversi si sono manifestati più frequentemente e in modo più grave con l'oxaliplatino in associazione a 5-FU/AF rispetto a 5-FU/AF da solo.
Elenco tabulato delle reazioni avverse
Le frequenze segnalate nella tabella sottostante derivano da studi clinici effettuati nel metastatico e adiuvante (che comprendevano rispettivamente 416 e 1108 pazienti nel gruppo di trattamento oxaliplatino più 5 FU/AF) e dall'esperienza post-marketing.
Le frequenze degli effetti indesiderati elencati di seguito vengono definite secondo la seguente convenzione: molto comune (>1/10), comune (>1/100, <1/10), non comune (da >1/1000 a <1/100), raro (>1/10.000 , <1/1000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Altri dettagli vengono forniti nella tabella seguente.
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA
Molto comune
Comune
Non comune
Raro
Molto raro
Non nota
Infezioni e infestazioni*
- infezioni
- rinite
- infezioni del tratto respiratorio superiore
-sepsi neutropenica
-Sepsi +
 
 
 
 
Patologie del sistema emolinfopoietico *
- anemia
- neutropenia
- trombocitopenia
- leucopenia
- linfopenia
-neutropenia febbrile
 
- anemia emolitica
- trombocitopenia immuno-allergica
 
 
- Pancitopenia autoimmune
Disturbi del sistema immunitario *
- allergia/reazioni allergiche ++
 
 
 
 
 
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
 
- anoressia
- iperglicemia
- ipokaliemia
-ipernatremia
- disidratazione
- ipocalcemia
 
- acidosi metabolica
 
 
 
 
Disturbi psichiatrici
 
 
- depressione
- insonnia
-nervosismo
 
 
 
Patologie del sistema nervoso*
- neuropatia sensoriale periferica
- cefalea
- disturbi sensoriali
- disgeusia
- capogiri
- nevrite motoria
- meningismo
 
 
- disartria
- Sindrome leucoencefalopatica posteriore reversibile (RPLS o PRES) **
 
 
Patologie dell'occhio
 
-congiuntivite
- disturbi della vista
 
- riduzione transitoria dell'acutezza visiva
- difetti del campo visivo
- nevrite ottica
- perdita transitoria della vista, (reversibile all'atto della sospensione della terapia)
 
 
Patologie dell'orecchio e del labirinto
 
 
- ototossicità
- sordità
 
 
Patologie vascolari
 
-
 
- emorragie
- vampate
- trombosi venosa profonda
- ipertensione
 
 
 
 
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
- dispnea
- tosse
-epistassi
- singhiozzo
-embolia polmonare
 
- polmonite interstiziale, a volte fatale
- fibrosi polmonare**
 
 
Patologie gastrointestinali*
- diarrea
- nausea
- vomito
- stomatite/mucosite
- dolori addominali
- stipsi
- dispepsia
- reflusso gastroesofageo
- emorragie gastrointestinali
- emorragie rettali
- ileo
- occlusione intestinale
- colite, compresa diarrea da Clostridium difficile
-pancreatite
 
 
 
Patologie epatobiliari
 
 
 
 
Sindrome da ostruzione sinusoidale epatica (vedere sotto
 
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
- disturbi cutanei
- alopecia
- esfoliazione della cute (per esempio sindrome mano e piede)
- rash eritematoso
- rash della pelle
- iperidrosi
- malattia delle unghie
 
 
 
-Vasculite da ipersensibilità
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
- dolori alla schiena
 
- artralgia
- dolori ossei
 
 
 
 
Patologie renali e urinarie
 
- ematuria
- disuria
- frequenza anormale della minzione
 
 
 
 
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
- febbre+++
- reazioni nel sito di somministrazione++++
- affaticamento
- astenia
- dolore
 
 
 
 
 
Esami diagnostici
- aumento della fosfatasi alcalina nel sangue
- aumento della bilirubina nel sangue
- aumento di lattato deidrogenasi nel sangue (LDH)
- aumento degli enzimi epatici
- aumento del peso corporeo (terapia coadiuvante)
- aumento della creatinina nel sangue
- diminuzione del peso corporeo (tumori metastatici)
 
 
 
 
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
 
Cadute;
 
 
 
 
* Per ulteriori dettagli vedere il paragrafo seguente.
** Vedere il paragrafo 4.4
+ Comune sepsi neutropenica incluso esito fatale
+ + Molto comuni allergie/reazioni allergiche che si verificano principalmente durante l'infusione, talvolta fatali. Comuni reazioni allergiche comprendenti eruzione cutanea, in particolare orticaria, congiuntiviti e riniti. Comuni reazioni anafilattiche o anafilattoidi, comprendenti broncospasmo, angioedema, ipotensione, sensazione di dolore toracico e shock anafilattico. Ipersensibilità ritardata è stata inoltre segnalata con oxaliplatino ore o anche giorni dopo l'infusione.
+++ Molto comune febbre, brividi febbrili (tremori), sia da infezione (con o senza neutropenia febbrile) che forse da meccanismi immunologici
++++ Sono state segnalate reazioni al sito di iniezione che includono dolore locale, rossore, gonfiore e trombosi. Stravaso può anche dare luogo a dolore locale e infiammazione che può essere grave e portare a complicazioni che includono necrosi, specialmente quando oxaliplatino è infuso attraverso una vena periferica (vedere paragrafo 4.4).
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Patologie del sistema emolinfopoietico
Incidenza in funzione dei pazienti (%) e del grado
Oxaliplatino / 5-FU/AF, 85 mg/m2 ogni 2 settimane
Trattamento delle metastasi
Terapia coadiuvante
 
Tutti i gradi
Grado 3
Grado 4
Tutti i gradi
Grado 3
Grado 4
Anemia
82,2
3
<1
75,6
0,7
0,1
Neutropenia
71,4
28
14
78,9
28,8
12,3
Trombocitopenia
71,6
4
<1
77,4
1,5
0,2
Neutropenia febbrile
5,0
3,6
1,4
0,7
0,7
0,0
Raro (>1/10.000, < 1/1000)
Coagulazione intravascolare disseminata (DIC), inclusi esiti fatali (vedere paragrafo 4.4)
Esperienza post-marketing con frequenza non nota
Sindrome emolitico uremica
Pancitopenia autoimmune
Pancitopenia
Leucemia secondaria
Infezione e infestazioni
Incidenza per paziente (%).
Oxaliplatino e 5- FU/AF 85 mg/m² ogni 2 settimane
Setting metastatico
Tutti i gradi
Setting adiuvante
Tutti i gradi
Sepsi (inclusa sepsi e sepsi neutropenica)
1.5
1.7
Esperienza post-marketing con frequenza non nota.
Shock settico, inclusi esiti fatali.
Disturbi del sistema immunitario
Incidenza delle reazioni allergiche per paziente (%) e grado
 
Trattamento delle metastasi
Terapia adiuvante
Oxaliplatino e 5-FU/AF
85 mg/m2 ogni 2 settimane
Tutti i gradi
Grado 3
Grado 4
Tutti i gradi
Grado 3
Grado 4
Reazioni allergiche/allergia
9,1
1
<1
10,3
2,3
0,6
Patologie del sistema nervoso
La tossicità dose limitante di oxaliplatino è di tipo neurologico. Si tratta di una neuropatia sensoriale periferica caratterizzata da disestesia e/o parestesia delle estremità accompagnate o meno da crampi, spesso indotte dal freddo. Questi sintomi si verificano in una percentuale fino al 95% dei pazienti trattati. La durata di questi sintomi, che in genere regrediscono tra un ciclo e l'altro, aumenta con il numero dei cicli di trattamento.
L'insorgenza di dolore e/o di un disturbo funzionale fornisce indicazioni relative all'aggiustamento della dose o perfino all'interruzione del trattamento, a seconda della durata dei sintomi (vedere il paragrafo 4.4).
Questi disturbi funzionali comprendono la difficoltà nell'esecuzione di movimenti fini ed è una possibile conseguenza della compromissione sensoriale. Il rischio di comparsa di sintomi persistenti con una dose cumulativa di 850 mg/m² (10 cicli) è circa il 10% e arriva al 20% con una dose cumulativa di 1020 mg/m² (12 cicli).
Nella maggioranza dei casi la sintomatologia neurologica migliora o scompare del tutto con l'interruzione del trattamento. Nella terapia adiuvante del tumore del colon 6 mesi dopo l'interruzione del trattamento, nell'87% dei pazienti i sintomi erano scomparsi o rimasti in forma lieve. Dopo un periodo di follow up durato fino a 3 anni, circa il 3% dei pazienti presentava parestesie localizzate persistenti di moderata intensità (2,3%) o parestesie che possono interferire con le attività funzionali (0,5%).
Sono state segnalate reazioni neuro-sensoriali acute (vedere il paragrafo 5.3). Queste reazioni iniziano entro poche ore dalla somministrazione e spesso si verificano a causa dell'esposizione al freddo. Si manifestano solitamente come parestesia transitoria, disestesia e ipoestesia. La Sindrome acuta di disestesia faringolaringea si manifesta nell'1-2% dei pazienti ed è caratterizzata da sensazioni soggettive di disfagia o dispnea/sensazione di soffocamento, senza evidenze oggettive di distress respiratorio (nessuna cianosi o ipossia) o di laringospasmo o broncospasmo (nessuno stridore o sibilo). Sebbene in questi casi siano stati somministrati antistaminici e broncodilatatori, anche senza trattamento i sintomi si sono dimostrati rapidamente reversibili. Il prolungamento dell'infusione aiuta a ridurre l'incidenza di questa sindrome (vedere il paragrafo 4.4).
Durante la terapia con oxaliplatino sono stati occasionalmente osservati altri sintomi neurologici, ivi compresi spasmi della mandibola, spasmi muscolari, contrazioni muscolari involontarie, mioclono, anomalie della coordinazione e dell'andatura, atassia, disturbi dell'equilibrio, oppressione/pressione/fastidio/dolore alla gola o al torace.
A questi sintomi possono esserne associati altri, quali una disfunzione dei nervi cranici, che potrebbero tuttavia presentarsi anche in forma di eventi isolati, come ptosi, diplopia, afonia/disfonia/raucedine (a volte descritta come paralisi delle corde vocali), sensazioni anomale nella lingua o disartria, a volte descritta come afasia, nevralgia del trigemino/dolore al viso/dolore agli occhi, diminuzione dell'acutezza visiva e difetti del campo visivo. In corso di trattamento con oxaliplatino sono stati segnalati anche altri sintomi neurologici, come disartria, perdita del riflesso tendineo profondo e segno di Lhermitte. Sono stati segnalati casi isolati di nevrite ottica.
Esperienza post-marketing con frequenza non nota
Convulsioni
Disturbo cerebrovascolare ischemico o emorragico
Patologie cardiache
Esperienza post-marketing con frequenza non nota
Prolungamento QT, che può portare ad aritmia ventricolare incluse Torsioni di punta, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.4).
Sindrome coronarica acuta (compresi infarto miocardico e arteriospasmo coronarico e angina pectoris in pazienti trattati con oxaliplatino in associazione con 5-FU e bevacizumab).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Esperienza post-marketing con frequenza non nota
Laringospasmo
Polmonite e broncopolmonite, inclusi esiti fatali
Patologie gastrointestinali
Incidenza per tipo di paziente (%) e grado
Oxaliplatino /5 FU/FA, 85 mg/m2 ogni 2 settimane
 
Trattamento delle metastasi
Terapia adiuvante
Tutti i gradi
Grado 3
Grado 4
Tutti i gradi
Grado 3
Grado4
Nausea
69.9
8
< 1
73.7
4.8
0.3
Diarrrea
60.8
9
2
56.3
8.3
2.5
Vomito
49.0
6
1
47.2
5.3
0.5
Mucosite / Stomatite
39.9
4
< 1
42.1
2.8
0.1
Sono indicati profilassi e/o il trattamento con agenti antiemetici potenti.
Diarrea/vomito gravi possono causare disidratazione, ileo paralitico, ostruzione intestinale, ipokalemia, acidosi metabolica e insufficienza renale, in particolare in caso di somministrazione concomitante di oxaliplatino e 5-fluorouracile (5-FU) (vedere paragrafo 4.4).
Esperienza post-marketing con frequenza non nota
Ischemia intestinale, inclusi esiti fatali (vedere paragrafo 4.4).
Ulcera e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.4).
Esofagite
Patologie epatobiliari
Molto raro (< 1/10.000): Sindrome da ostruzione sinusoidale epatica, nota anche come malattia veno-occlusiva del fegato, o manifestazioni patologiche correlate a tale alterazione epatica, che comprendono peliosi epatica, iperplasia nodulare rigenerativa, fibrosi perisinusoidale. Le manifestazioni cliniche possono essere ipertensione portale e/o aumento delle transaminasi.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Esperienza post-marketing con frequenza non nota.
Rabdomiolisi inclusi esiti fatali (vedere paragrafo 4.4).
Patologie renali ed urinarie
Molto raro (< 1/10.000):
Necrosi tubulare acuta, nefrite interstiziale acuta e insufficienza renale acuta.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Esperienza post-marketing con frequenza non nota.
Vasculiti da ipersensibilità.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

Sovradosaggio

Sintomi
Non esistono antidoti noti all'Oxaliplatino. In caso di sovradosaggio si può prevedere un'esacerbazione degli effetti indesiderati.
Gestione
È necessario pertanto iniziare il monitoraggio dei parametri ematologici e somministrare un trattamento sintomatico.


Scadenza

Prodotto medicinale confezionato per la vendita: 24 mesi.
Stabilità in uso dopo la diluizione
Da un punto di vista microbiologico e chimico, la soluzione ricostituita deve essere usata immediatamente.
In caso contrario i tempi di conservazione in uso e le condizioni prima dell'uso sono responsabilità dell'utilizzatore e di norma non superano le 24 ore a una temperatura di 2-8°C, a meno che la diluizione non sia stata effettuata in condizioni asettiche controllate e convalidate.
La stabilità chimica e fisica in uso è stata dimostrata per 48 ore a una temperatura di 2-8°C quando viene diluito a concentrazioni di 0,2 mg/ml e 2,0 mg/ml con glucosio al 5% e per 6 ore a 20-25°C quando viene diluito a una concentrazione di 0,2 mg/ml e 2,0 mg/ml con glucosio al 5%.


Conservazione

Conservare il flaconcino nella confezione esterna per proteggere il medicinale dalla luce.
Non congelare.
Non conservare a temperatura superiore a 25°C.
Per le condizioni di conservazione dopo diluizione delmedicinale, vedere il paragrafo 6.3.


Elenco degli eccipienti

Acqua per iniezioni


Farmaci Equivalenti


Foglietto Illustrativo


Fonti Ufficiali


Servizi Avanzati

Digita il Marchio o il Principio
Attivo di 2 o pi¨ prodotti e trova
le interazioni.
Marchio / Principio Attivo 1

Marchio / Principio Attivo 2




Cerca