Cos'è Iqirvo?
Iqirvo è un farmaco a base del principio attivo
Elafibranor , appartenente alla categoria degli farmaci per il trattamento della colestasi intraepatica
e nello specifico Altri farmaci per la terapia biliare. E' commercializzato in Italia dall'azienda
Ipsen S.p.A. .
Iqirvo può essere prescritto con Ricetta RRL - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti.
Iqirvo può essere prescritto con Ricetta RRL - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti.
Confezioni
Iqirvo 80 mg 30 compresse rivestite con film
Indicazioni
Perché si usa Iqirvo? A cosa serve?
Iqirvo è indicato per il trattamento della colangite biliare primitiva (primary biliary cholangitis, PBC) in associazione con acido ursodesossicolico (ursodeoxycholic acid, UDCA) in soggetti adulti che mostrano una risposta inadeguata all'UDCA oppure in monoterapia in pazienti che non sono in grado di tollerare l'UDCA.
Posologia
Come usare Iqirvo: Posologia
Posologia
La dose raccomandata è 80 mg una volta al giorno.
Dose saltata
In caso di dose saltata di Elafibranor, il paziente non deve assumere la dose saltata e deve invece assumere la dose successiva al momento pianificato. Il paziente non deve assumere una dose doppia per compensare la dose saltata.
Pazienti anziani
Non è necessario alcun aggiustamento della dose in pazienti di età superiore a 65 anni (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica
Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di elafibranor nella popolazione pediatrica (bambini al di sotto dei 18 anni di età) per l'indicazione PBC.
Compromissione renale
Non è necessario alcun aggiustamento della dose in pazienti con compromissione renale (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione epatica
Non è necessario alcun aggiustamento della dose in pazienti con compromissione epatica lieve (Child- Pugh A) o moderata (Child-Pugh B).
La sicurezza e l'efficacia di elafibranor non sono state stabilite in pazienti affetti da PBC con compromissione epatica severa. L'uso in pazienti con compromissione epatica severa (Child-Pugh C) non è raccomandato (vedere paragrafo 5.2).
Modo di somministrazione
Per uso orale.
Controindicazioni
Quando non dev'essere usato Iqirvo
- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
- Gravidanza accertata o sospetta e in donne in età fertile che non usano metodi contraccettivi (vedere paragrafo 4.6).
Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
Cosa serve sapere prima di prendere Iqirvo
Eventi correlati al fegato
Nei soggetti trattati con Elafibranor è stato segnalato un aumento dei parametri biochimici epatici, tra cui i livelli di transaminasi e di bilirubina.
Prima dell'inizio del trattamento con elafibranor e successivamente in base alla pratica di gestione ordinaria del paziente, deve essere eseguita una valutazione clinica e di laboratorio della funzionalità epatica.
Se si osservano aumenti dei parametri biochimici epatici e/o disfunzione epatica, si raccomanda di eseguire tempestivamente un'indagine della causa e di prendere in considerazione l'interruzione del trattamento con elafibranor.
Creatinfosfochinasi ematica elevata e danno muscolare
Nei soggetti trattati con elafibranor sono stati segnalati aumenti della creatinfosfochinasi (creatine phosphokinase, CPK) ematica (vedere paragrafo 4.8). Prima dell'inizio del trattamento con elafibranor e successivamente in base alla gestione ordinaria del paziente, deve essere eseguita una valutazione della CPK. Nei pazienti che iniziano il trattamento con elafibranor, in particolare in quelli in trattamento concomitante con inibitori della HMG-CoA reduttasi, si possono prendere in considerazione misurazioni periodiche della CPK. Se si osservano aumenti della CPK o segni e sintomi inspiegabili di danno muscolare, si raccomanda di eseguire tempestivamente un'indagine della causa e di prendere in considerazione l'interruzione del trattamento con elafibranor (vedere paragrafo 4.8).
Tossicità embriofetale
Sulla base dei dati provenienti da studi sugli animali, si sospetta che elafibranor causi malformazioni congenite e riduca la sopravvivenza fetale quando somministrato a donne in gravidanza (vedere paragrafo 4.6). Pertanto, elafibranor è controindicato nelle donne con gravidanza nota o sospetta e nelle donne in età fertile che non usano metodi contraccettivi (vedere paragrafo 4.3). Le donne in età fertile dovrebbero essere informate al riguardo.
Eccipienti
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio'.
Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Iqirvo
In base agli studi in vitro e in vivo, non sono attese interazioni farmacologiche clinicamente rilevanti in caso di somministrazione concomitante di elafibranor con qualsiasi altro medicinale (vedere paragrafo 5.2).
Fertilità , gravidanza e allattamento
Fertilità
Non sono disponibili dati relativi agli effetti di Elafibranor sulla fertilità nella specie umana. Gli studi sugli animali non indicano alcun effetto dannoso diretto o indiretto sulla fertilità o sulla capacità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Donne in età fertile/contraccezione
Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con elafibranor e fino ad almeno 3 settimane dopo l'ultima dose di elafibranor. Prima dell'inizio del trattamento con elafibranor si deve verificare lo stato di gravidanza delle pazienti in età fertile (vedere paragrafo 4.4).
Gravidanza
I dati relativi all'uso di elafibranor in donne in gravidanza sono limitati.
Gli studi condotti con elafibranor su animali gravidi hanno mostrato tossicità riproduttiva (perdita fetale, malformazioni, piccoli nati morti e/o morti perinatali) ad un'esposizione clinicamente rilevante (vedere paragrafo 4.4 e 5.3).
Elafibranor è controindicato durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.3). In caso di gravidanza, il trattamento con elafibranor deve essere sospeso.
Allattamento
Non è noto se elafibranor o i suoi metaboliti vengano escreti nel latte materno. Non esistono informazioni sull'escrezione di elafibranor o dei suoi metaboliti nel latte animale, tuttavia sono stati osservati effetti avversi nella prole di femmine di ratto a cui era stato somministrato elafibranor durante la gravidanza (vedere paragrafo 5.3) e l'allattamento ad un'esposizione clinicamente rilevante.
Il rischio per il lattante non può essere escluso.
Elafibranor non deve essere usato durante l'allattamento e si deve evitare di allattare al seno per almeno 3 settimane dopo l'ultima dose di elafibranor.
Effetti sulla capacità  di guidare veicoli e sull'uso di macchinari
Elafibranor non altera la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.
Effetti indesiderati
Quali sono gli effetti collaterali di Iqirvo
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
Le reazioni avverse al farmaco segnalate più comunemente in associazione con il trattamento con Elafibranor (n=108), che si sono verificate in oltre il 10% dei soggetti e con un'incidenza più elevata rispetto al gruppo placebo (n=53; differenza >1%), sono state dolore addominale (11,1% rispetto a 5,7%), diarrea (11,1% rispetto a 9,4%), nausea (11,1% rispetto a 5,7%) e vomito (11,1% rispetto a 1,9%). Si è trattato di reazioni avverse non gravi, di intensità da lieve a moderata, che si sono verificate nelle prime fasi del trattamento e hanno mostrato la tendenza a risolversi entro qualche giorno o qualche settimana senza alcuna modifica della dose o misure di supporto.
La reazione avversa al farmaco più comune, che ha determinato la sospensione del trattamento, è stato l'aumento di CPK ematica (3,7%).
Tabella delle reazioni avverse
All'interno della classificazione per sistemi e organi, le reazioni avverse sono elencate per frequenza utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1 000), molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
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Classificazione per sistemi e organi
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Molto comune
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Comune
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Non comune
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Patologie del sistema nervoso
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Cefalea
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Patologie gastrointestinali
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Dolore addominalea
Diarrea
Nausea
Vomito
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Stipsi
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Patologie epatobiliari
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Colelitiasi
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Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
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Eruzione cutanea pruriginosa
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Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
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Mialgia
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Esami diagnostici
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CPK ematica aumentata
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Creatinina ematica aumentata
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a Include dolore addominale superiore e dolore addominale inferiore
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Cefalea
Nel corso dello studio registrativo di fase 3 ELATIVE, 9 (8,3%) partecipanti nel gruppo elafibranor e 6 (11,3%) partecipanti nel gruppo placebo hanno manifestato cefalea. Tuttavia, nei primi 10 giorni di trattamento durante lo studio, un numero maggiore di partecipanti nel gruppo elafibranor ha manifestato cefalea rispetto al gruppo placebo (rispettivamente 3,7% in confronto a 0%).
CPK ematica aumentata
Nel corso dello studio registrativo di fase 3 ELATIVE, 4 (3,7%) partecipanti nel gruppo elafibranor e nessun partecipante nel gruppo placebo hanno manifestato un aumento clinicamente significativo della CPK ematica che ha determinato la sospensione del farmaco. In 2 dei 4 partecipanti, la CPK è risultata
>5 volte maggiore rispetto al limite superiore della norma (upper limit of normal, ULN). Tutti gli eventi sono stati non gravi, di intensità da lieve a moderata. Due dei partecipanti hanno manifestato, inoltre, un sintomo associato di mialgia. Al basale, i valori medi della CPK erano simili tra i gruppi di trattamento e rientravano nell'intervallo normale; i valori alla settimana 52 sono rimasti all'interno dell'intervallo normale in entrambi i gruppi. La variazione media (deviazione standard) dal basale alla settimana 52 è stata di 6,2 (38,1) U/L nel gruppo elafibranor e di 12,3 (67,0) U/L nel gruppo placebo.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione Agenzia Italiana del Farmaco Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Sovradosaggio
Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Iqirvo
In caso di sospetto sovradosaggio, i pazienti devono essere tenuti sotto stretta osservazione e si devono iniziare un trattamento sintomatico appropriato e cure di supporto.
Scadenza
3 anni
Conservazione
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Elenco degli eccipienti
Contenuto della compressa
Cellulosa microcristallina
Povidone
Croscarmellosa sodica
Silice colloidale anidra
Magnesio stearato
Rivestimento con film
Polivinilalcol-parte idrolizzata
Biossido di titanio (E171)
Macrogol
Talco
Ossido di ferro giallo (E172)
Ossido di ferro rosso (E172)
