Cos'è Idrossicarbamide Aurobindo?
Idrossicarbamide Aurobindo è un farmaco a base del principio attivo
Idrossicarbamide , appartenente alla categoria degli Antineoplastici
e nello specifico Altri antineoplastici. E' commercializzato in Italia dall'azienda
Aurobindo Pharma (Italia) S.r.l. .
Idrossicarbamide Aurobindo può essere prescritto con Ricetta RNR - medicinali soggetti a prescrizione medica da rinnovare volta per volta.
Idrossicarbamide Aurobindo può essere prescritto con Ricetta RNR - medicinali soggetti a prescrizione medica da rinnovare volta per volta.
Confezioni
Idrossicarbamide Aurobindo 500 mg 20 capsule rigide
Indicazioni
Perché si usa Idrossicarbamide Aurobindo? A cosa serve?
Trattamento di pazienti adulti affetti da leucemia mieloide cronica (LMC) nella fase cronica o accelerata della malattia nella fase di pretrattamento, quando è necessario ottenere una rapida diminuzione della leucocitosi e come trattamento palliativo nei casi resistenti o nei casi che non tollerano altre alternative terapeutiche.
Trattamento di pazienti adulti affetti da trombocitemia essenziale o policitemia vera ad alto rischio di complicanze tromboemboliche.
Posologia
Come usare Idrossicarbamide Aurobindo: Posologia
Posologia
La terapia deve essere condotta esclusivamente da un medico esperto in oncologia o ematologia. Le dosi si basano sul peso corporeo reale o ideale del paziente, se inferiore.
Leucemia mieloide cronica (LMC)
Terapia di supporto della leucocitosi e della trombocitosi sintomatiche nella fase di pretrattamento e/o terapia palliativa in pazienti trattati per la leucemia mieloide cronica.
Si raccomanda un trattamento continuo (da 20 a 30 mg/kg di peso in un’unica dose giornaliera).
Per poter determinare l’efficacia del trattamento è necessario che essa venga proseguito per sei settimane.
Quando si verifica una regressione delle dimensioni del tumore o un arresto della sua crescita, il trattamento verrà continuato.
La terapia deve essere monitorata mediante ripetizione dell’emocromo
Devono essere prese in considerazione le linee guida cliniche correnti.
Se la conta dei globuli bianchi scende al di sotto di 2,5 x 109/L, oppure la conta delle piastrine scende al di sotto di 100 x 109/L, la terapia deve essere interrotta finché la conta non aumenti significativamente verso la normalità. In questa situazione, la conta dei globuli bianchi e delle piastrine deve essere monitorata almeno ogni 3 giorni.
Qualora vi sia una risposta clinica significativa, la terapia può essere continuata indefinitamente, a condizione che il paziente sia tenuto sotto adeguata osservazione e non mostri reazioni insolite o gravi.
L’uso concomitante di Idrossicarbamide con altri agenti mielosoppressori può richiedere aggiustamenti della dose.
Un periodo di prova adeguato al fine di determinare l’effetto antineoplastico di Idrossicarbamide Aurobindo è di sei settimane. La terapia deve essere interrotta a tempo indeterminato se si verifica un progresso significativo della malattia. Se vi è una risposta clinica significativa, la terapia può essere continuata indefinitamente.
Trombocitemia essenziale
Nella trombocitemia essenziale, l’idrossicarbamide viene solitamente somministrata a dosi iniziali di 15 mg/kg/die con aggiustamento della dose per mantenere una conta piastrinica al di sotto di 600 x 109/L senza abbassare la conta dei globuli bianchi al di sotto di 4 x 109/L.
Policitemia vera
Nella policitemia vera, la somministrazione di idrossicarbamide deve essere iniziata alla dose di 15-20 mg/kg/die. La dose di idrossicarbamide deve essere aggiustata su base individuale per mantenere l’ematocrito al di sotto del 45% e la conta piastrinica al di sotto di 400 x 109/L. Nella maggior parte dei pazienti, ciò può essere ottenuto con la somministrazione continua di idrossicarbamide a dosi medie giornaliere comprese tra 500 e 1 000 mg.
Se l’ematocrito e la conta piastrinica riescono ad essere sufficientemente controllati, la terapia può essere continuata indefinitamente.
Gruppi speciali di pazienti
Popolazione pediatrica
A causa della rarità di queste condizioni nei bambini, non sono stati stabiliti regimi posologici.
Anziani
I pazienti anziani possono essere più sensibili agli effetti dell’idrossicarbamide e potrebbero richiedere un regime posologico inferiore.
Funzionalità renale e/o epatica compromessa
Poiché l’escrezione renale è una via di eliminazione, si deve prendere in considerazione la possibilità di ridurre il dosaggio di idrossicarbamide in questa popolazione.
L’esperienza nei pazienti con compromissione epatica è limitata. Non è possibile fornire raccomandazioni sulla dose (vedere paragrafo 4.4).
Si raccomanda un attento monitoraggio dei parametri ematologici.
Modo di somministrazione
Le capsule devono essere deglutite intere e non devono disintegrarsi in bocca.
Se il paziente non è in grado di deglutire le capsule intere, queste possono essere aperte, il contenuto sciolto in un bicchiere d’acqua e bevuto immediatamente (vedere paragrafo 6.6). Alcuni eccipienti potrebbero non dissolversi completamente e rimanere sulla superficie del liquido.
Si raccomanda di premere solo su un’estremità della capsula per rimuoverla dal blister, riducendo così il rischio di deformazione o rottura della capsula stessa.
Controindicazioni
Quando non dev'essere usato Idrossicarbamide Aurobindo
- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. La terapia deve essere interrotta in caso di ipersensibilità a Idrossicarbamide Aurobindo.
- Severa depressione del midollo osseo, leucopenia (< 2,5 x 109 leucociti/L), trombocitopenia (< 100 x 109 piastrine/L) o anemia severa.
- Insufficienza epatica severa (Child-Pugh classe C), insufficienza renale severa (CrCL< 30 ml/min), gravidanza, allattamento al seno (vedere paragrafo “Fertilità, gravidanza e allattamento”), uso concomitante di antiretrovirali per il trattamento dell’HIV, vaccino contro la febbre gialla (febbre gialla).
Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
Cosa serve sapere prima di prendere Idrossicarbamide Aurobindo
Avvertenze speciali
Il trattamento non deve essere iniziato in pazienti con funzionalità midollare compromessa.
A causa dell’attività mielosoppressiva di Idrossicarbamide Aurobindo, possono verificarsi granulocitopenia, trombocitopenia e anemia, raramente verificatesi senza leucopenia preesistente (la granulocitopenia è la prima e la più comune di queste manifestazioni); ciò giustifica il monitoraggio regolare dei parametri ematologici.
Il riscontro di una granulocitopenia inferiore a 1 000/mm³ o di una trombocitopenia inferiore a 100 000/mm³ determina in linea di principio l’interruzione del trattamento.
Se la conta dei globuli bianchi scende al di sotto di 2,5 x 109/L, oppure la conta delle piastrine scende al di sotto di 100 x 109/L, la terapia deve essere interrotta finché la conta non aumenti significativamente verso la normalità.
Il recupero della funzionalità del midollo osseo è rapido dopo interruzione del trattamento (vedere il paragrafo Precauzioni per l’uso). Sono stati segnalati casi gravi di anemia emolitica in pazienti trattati con Idrossicarbamide Aurobindo per malattie mieloproliferative (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati). In caso di anemia persistente, è necessario monitorare i parametri biologici di emolisi. È stata inoltre descritta la ricomparsa di anemia emolitica dopo reintroduzione di Idrossicarbamide Aurobindo. In caso di diagnosi confermata di anemia emolitica, il trattamento con Idrossicarbamide Aurobindo deve essere interrotto.
Se è presente anemia preesistente, questa deve essere corretta prima di iniziare il trattamento.
Poiché il rischio di depressione del midollo osseo è maggiore nei pazienti che hanno ricevuto in precedenza radioterapia o chemioterapia, la somministrazione di Idrossicarbamide Aurobindo dovrà essere effettuata con prudenza in questi pazienti.
L’uso concomitante di Idrossicarbamide Aurobindo e di altri agenti mielosoppressivi può richiedere un aggiustamento della dose. Una grave mielosoppressione può portare a febbre e infezioni. I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di infezione e trattati tempestivamente.
Anomalie eritrocitarie: all’inizio del trattamento è comune osservare una macrocitosi che si risolve spontaneamente. Ciò non è collegato ad una carenza di acido folico o vitamina B12. Poiché la macrocitosi può mascherare la comparsa secondaria di carenza di acido folico, si raccomanda di effettuare regolari controlli dei folati sierici.
I pazienti che hanno ricevuto in precedenza radioterapia possono manifestare un’esacerbazione dell’eritema da radiazioni durante la somministrazione di Idrossicarbamide Aurobindo.
Sono stati segnalati casi di pancreatite fatale e non fatale in pazienti affetti da HIV durante il trattamento con idrossicarbamide e didanosina, con o senza stavudina. Epatotossicità e insufficienza epatica con esito fatale sono state segnalate durante la sorveglianza post-marketing di pazienti affetti da HIV durante il trattamento con idrossicarbamide e altri farmaci antiretrovirali. Eventi epatici fatali sono stati segnalati più spesso in pazienti trattati con la combinazione di idrossicarbamide, didanosina e stavudina. Tale associazione dovrebbe essere evitata. Neuropatia periferica, in alcuni casi grave, è stata segnalata in pazienti affetti da HIV trattati con idrossicarbamide in combinazione con altri farmaci antiretrovirali, inclusa la didanosina, con o senza stavudina.
Lesioni cutanee simil-vasculitiche, comprese ulcere e cancrena, si sono verificate in pazienti affetti da sindrome mieloproliferativa durante il trattamento con Idrossicarbamide Aurobindo. Queste lesioni sono state segnalate più spesso in pazienti che avevano ricevuto o stavano ricevendo un trattamento con interferone. A causa del decorso potenzialmente grave di questi pazienti, il trattamento con Idrossicarbamide Aurobindo deve essere interrotto e, se necessario, deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo.
Pazienti che hanno assunto idrossicarbamide come terapia a lungo termine per il trattamento di sindromi mieloproliferative come la policitemia primaria e la trombocitemia hanno sviluppato leucemia secondaria; non è stabilito se questo effetto leucemogeno sia dovuto all’assunzione di Idrossicarbamide Aurobindo o alla malattia di base del paziente. È stato segnalato cancro della pelle in pazienti trattati con idrossicarbamide a lungo termine. È necessario raccomandare ai pazienti di proteggere la pelle dall’esposizione al sole. Inoltre, i pazienti devono essere sottoposti ad ispezione cutanea durante il trattamento e dopo l’interruzione del trattamento con idrossicarbamide e a screening per tumori maligni secondari durante le visite di routine.
Disturbi respiratori:
In pazienti trattati per neoplasia mieloproliferativa sono stati segnalati casi di malattia polmonare interstiziale, inclusa fibrosi polmonare, infiltrazione polmonare, polmonite e alveolite/alveolite allergica e possono essere associati ad esito fatale. I pazienti che sviluppano piressia, tosse, dispnea o altri sintomi respiratori devono essere attentamente monitorati, sottoposti ad ulteriori indagini e trattati. La tempestiva interruzione della somministrazione di idrossicarbamide e il trattamento con corticosteroidi sembrano essere associati alla risoluzione degli eventi polmonari (vedere paragrafo 4.8).
Monitoraggio della diuresi:
In caso di leucocitosi grave, marcata splenomegalia o livelli elevati di acido urico, deve essere consigliato di bere abbondantemente per ottenere una sufficiente diuresi.
Questo medicinale non è raccomandato con vaccini vivi attenuati, fenitoina e fosfenitoina (vedere paragrafo 4.5).
Genotossicità
A causa del potenziale genotossico dell’idrossicarbamide, le donne non devono iniziare una gravidanza e gli uomini non devono concepire durante il trattamento con idrossicarbamide. Nelle donne in età fertile, prima della somministrazione di idrossicarbamide deve essere verificata l’assenza di gravidanza. Uomini e donne in età fertile devono essere informati del rischio e devono utilizzare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per almeno 3 mesi e 6 mesi, rispettivamente, dopo l’interruzione del trattamento con idrossicarbamide (vedere paragrafo 4.6).
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia non sono state studiate nei bambini.
Precauzioni per l’uso
Controlli ematologici settimanali all’inizio del trattamento.
I controlli verranno distanziati in base alla tolleranza ematologica e alla risposta osservata (vedere la sezione Avvertenze speciali).
Controlli della funzionalità renale e monitoraggio della diuresi.
Idrossicarbamide Aurobindo può causare lisi cellulare massiva, soprattutto all’inizio del trattamento, iperuricemia e iperuricosuria, che devono essere prevenute (assunzione abbondante di bevande, alcalinizzazione delle urine, prescrizione di agenti ipouricemizzanti) e monitorate durante il trattamento. Poiché l’idrossicarbamide può aumentare l’acido urico sierico, può essere necessario un aggiustamento della dose dell’uricosurico.
Poiché Idrossicarbamide Aurobindo viene eliminato principalmente attraverso i reni, la sua somministrazione sarà effettuata con cautela nei casi di insufficienza renale confermata.
Lattosio
Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio (rari problemi ereditari) non devono assumere questo medicinale.
Sodio
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè è essenzialmente ‘senza sodio’.
Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Idrossicarbamide Aurobindo
Gravi disturbi gastrici quali nausea, vomito, anoressia, causati dalla combinazione di trattamenti, possono solitamente essere controllati interrompendo la somministrazione di Idrossicarbamide Aurobindo.
Il dolore e il fastidio dovuti all’infiammazione delle mucose irradiate (mucosite) sono generalmente controllati dall’applicazione di anestetici topici o dalla somministrazione orale di analgesici. Se la reazione è grave, la somministrazione di Idrossicarbamide Aurobindo può essere temporaneamente interrotta.
Se è estremamente grave, l’irradiazione può essere temporaneamente rinviata.
Interazioni comuni a tutti i citotossici
A causa dell’aumento del rischio trombotico nelle malattie tumorali, il ricorso al trattamento anticoagulante è frequente. La grande variabilità della coagulabilità durante queste condizioni, a cui si aggiunge la possibilità di un’interazione tra anticoagulanti orali e chemioterapia antitumorale, richiede di aumentare la frequenza dei controlli dell’INR, se si decide di trattare il paziente con anticoagulanti orali.
Combinazioni controindicate
(Vedere paragrafo 4.3)
Vaccino contro la febbre gialla (febbre gialla)
Rischio di malattia da vaccino generalizzata fatale.
Associazioni non raccomandate
(Vedere paragrafo 4.4)
Fenitoina (e, per estrapolazione, fosfenitoina)
Rischio di insorgenza di convulsioni dovute al ridotto assorbimento digestivo della sola fenitoina causato dall’agente citotossico, o rischio di aumento della tossicità o perdita di efficacia dell’agente citotossico a causa dell’aumento del metabolismo epatico da parte della fenitoina o della fosfenitoina.
Vaccini vivi attenuati, ad eccezione della febbre gialla
L’uso concomitante di Idrossicarbamide Aurobindo e di vaccini vivi può potenziare la replicazione del virus vaccinale e/o aumentare gli effetti avversi del vaccino poiché le difese naturali dell’organismo possono essere soppresse da Idrossicarbamide Aurobindo.
Nei pazienti trattati con Idrossicarbamide Aurobindo, la vaccinazione con un vaccino vivo può portare a gravi infezioni. La risposta anticorpale del paziente ai vaccini può essere ridotta.
Esiste il rischio di una malattia da vaccino diffusa e possibilmente fatale. Questo rischio è aumentato nei soggetti già immunocompromessi dalla malattia di base.
L’uso concomitante di vaccini vivi non è raccomandato.
Utilizzare un vaccino inattivato quando disponibile (poliomielite).
Associazioni da tenere in considerazione
Immunosoppressione eccessiva con rischio di sindrome linfoproliferativa.
La somministrazione concomitante di Idrossicarbamide Aurobindo e di altre terapie mielosoppressive o radioterapie può aumentare il rischio di depressione del midollo osseo o altri effetti avversi (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).
Tenere in considerazione l’effetto radiosensibilizzante di Idrossicarbamide Aurobindo in caso di radioterapia.
Altre interazioni
Gli studi hanno dimostrato che esiste un’interferenza analitica tra l’idrossicarbamide e gli enzimi (ureasi, uricasi e lattico deidrogenasi) utilizzati per la determinazione di urea, acido urico e acido lattico, fornendo risultati falsamente elevati nei pazienti trattati con Idrossicarbamide Aurobindo.
Fertilità , gravidanza e allattamento
Contraccezione negli uomini e nelle donne
A causa del potenziale genotossico dell’Idrossicarbamide, le donne non devono iniziare una gravidanza e gli uomini non devono concepire durante il trattamento con idrossicarbamide. Nelle donne in età fertile, prima della somministrazione di idrossicarbamide deve essere verificata l’assenza di gravidanza. Si consiglia agli uomini in trattamento di utilizzare misure contraccettive sicure durante il trattamento e per almeno 3 mesi dopo il trattamento. Le donne in età fertile devono essere informate di utilizzare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo il trattamento (vedere paragrafo 4.4).
Gravidanza
Esistono dati limitati sull’uso di idrossicarbamide nelle donne in gravidanza. Studi sugli animali in numerose specie hanno dimostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). L’idrossicarbamide ha un effetto genotossico e può essere dannosa per il feto se somministrata a donne in gravidanza. Pertanto, Idrossicarbamide Aurobindo è controindicato durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.3).
Quando si inizia il trattamento:
Le pazienti devono essere informate del rischio per il feto in caso di esposizione durante la gravidanza.
È importante verificare l’assenza di gravidanza mediante un test di gravidanza prima di somministrare idrossicarbamide.
Le donne in età fertile devono utilizzare un metodo contraccettivo efficace. A causa del potenziale genotossico, l’uomo in trattamento (o la sua partner) deve utilizzare un metodo contraccettivo efficace (vedere paragrafo 4.4).
In caso di esposizione all’idrossicarbamide di una paziente in gravidanza, oppure della partner incinta di un paziente in trattamento o precedentemente trattato con idrossicarbamide (vedere paragrafo 4.4), deve essere attuato un monitoraggio clinico, biologico ed ecografico in centri specializzati.
Allattamento
L'idrossicarbamide viene escreta nel latte materno. A causa del rischio di effetti avversi gravi dell’idrossicarbamide nei neonati, l’allattamento con latte materno è controindicato e deve pertanto essere interrotto durante il trattamento (vedere paragrafo 4.3).
Fertilità
Gli studi mostrano un aumento della frequenza di azoospermia o oligozoospermia (generalmente reversibile) negli uomini trattati con Idrossicarbamide Aurobindo. Pertanto, la fertilità maschile può risultare compromessa durante il trattamento. Gli uomini trattati con Idrossicarbamide Aurobindo devono essere informati del rischio di dànno ai gameti e della possibilità di conservazione dello sperma prima di iniziare il trattamento.
Effetti sulla capacità  di guidare veicoli e sull'uso di macchinari
La capacità di reazione può risultare compromessa durante il trattamento con Idrossicarbamide. Questo deve essere tenuto in considerazione quando è richiesta maggiore attenzione, ad es. per la guida e l’uso di macchinari.
Effetti indesiderati
Quali sono gli effetti collaterali di Idrossicarbamide Aurobindo
Sono state osservate le seguenti reazioni avverse, elencate di seguito in base alle seguenti categorie di frequenza:
Molto comune: > 1/10;
Comune: > 1/100 a < 1/10;
Non comune: > 1/1.000 a < 1/100;
Raro: > 1/10.000 a < 1/1.000;
Molto raro < 1/10.000;
Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili.
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | Termine MedDRA |
| Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella | Molto comune | Oligospermia, azoospermia generalmente reversibile |
| Infezioni ed infestazioni | Raro | Cancrena |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Molto comune | Depressione del midollo osseo, diminuzione dei linfociti CD4, leucocitopenia, trombocitopenia, anemia da diminuzione piastrinica |
| Non nota | Anemia emolitica | |
| Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) | Comune | Cancro della pelle |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Molto comune | Vasculite cutanea, dermatomiosite, alopecia, rash maculopapulare, rash papulare, esfoliazione cutanea, atrofia cutanea, ulcera cutanea, eritema cutaneo, eritema iperpigmentazione, patologia ungueale |
| Non nota | Pigmentazione delle unghie, lupus cutaneo eritematoso | |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Molto comune | Anoressia |
| Raro | Sindrome da lisi tumorale | |
| Disturbi psichiatrici | Comune | Allucinazione, disorientamento |
| Patologie del sistema nervoso | Comune | Convulsioni, vertigini, neuropatia periferica, sonnolenza, mal di testa |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Non nota | Malattia polmonare interstiziale, polmonite, alveolite, alveolite allergica, tosse |
| Patologie gastrointestinali | Molto comune | Pancreatite, nausea, vomito, diarrea, costipazione, stomatite, mucosite, disturbi di stomaco, dispepsia, ulcere alla bocca |
| Patologie epatobiliari | Comune | Epatotossicità, aumento degli enzimi epatici, colestasi, epatite |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Non nota | Lupus eritematoso sistemico |
| Patologie renali e urinarie | Molto comune | Disuria, aumento della creatinina sierica, uremia, uricemia |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Molto comune | Piressia, astenia, brividi, malessere |
Ipersensibilità
Febbre alta
È stata segnalata febbre alta (> 39°C) non infettiva e che in alcuni casi ha richiesto il ricovero ospedaliero, isolata o associata a manifestazioni gastrointestinali, polmonari, muscoloscheletriche, epatobiliari, dermatologiche o cardiovascolari. La febbre è generalmente comparsa entro 6 settimane dall’inizio del trattamento con Idrossicarbamide Aurobindo e si è risolta rapidamente dopo la sospensione dell’idrossicarbamide. La febbre è ricomparsa entro 24 ore dalla ripresa del trattamento.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Sovradosaggio
Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Idrossicarbamide Aurobindo
Sintomi mucocutanei acuti sono stati osservati in pazienti trattati con dosi di Idrossicarbamide diverse volte superiori rispetto alla dose raccomandata. Sono stati osservati anche dolore, eritema violaceo, edema sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi seguito da desquamazione delle mani e dei piedi, grave iperpigmentazione generalizzata della pelle e stomatite.
Il trattamento immediato consiste nella lavanda gastrica, seguita da terapia di supporto e monitoraggio del sistema emopoietico.
Scadenza
2 anni.
Conservazione
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Elenco degli eccipienti
Lattosio monoidrato,
Acido citrico,
Fosfato disodico,
Magnesio stearato.
Cappuccio della capsula:
Ferro ossido giallo (E172),
Indaco carminio (E132),
Titanio diossido (E171),
Gelatina.
Corpo della capsula:
Ferro ossido rosso (E172),
Titanio diossido (E171),
Gelatina.
Inchiostro di stampa (nero):
Gommalacca,
Ferro ossido nero (E172),
Potassio idrossido.
