Università degli Studi di MilanoFederazione Ordini Farmacisti Italiani
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Donepezil Mylan Generics

Mylan Italia S.r.l.
Ultimo aggiornamento: 05/10/2022




Cos'è Donepezil Mylan Generics?

Donepezil Mylan Generics è un farmaco a base del principio attivo Donepezil Cloridrato, appartenente alla categoria degli Antidemenza anticolinesterasici e nello specifico Anticolinesterasici. E' commercializzato in Italia dall'azienda Mylan Italia S.r.l..

Donepezil Mylan Generics può essere prescritto con Ricetta RRL - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti.


Confezioni

Donepezil Mylan Generics 10 mg 28 compresse rivestite con film
Donepezil Mylan Generics 5 mg 28 compresse rivestite con film

Informazioni commerciali sulla prescrizione

Titolare: Mylan S.p.A.
Concessionario: Mylan Italia S.r.l.
Ricetta: RRL - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti
Classe: A
Principio attivo: Donepezil Cloridrato
Gruppo terapeutico: Antidemenza anticolinesterasici
ATC: N06DA02 - Donepezil
Forma farmaceutica: compresse rivestite

Indicazioni

Donepezil Mylan Generics è indicato per il trattamento sintomatico della demenza di Alzheimer da lieve a moderatamente grave.

Posologia

Posologia
Adulti/anziani
Il trattamento va iniziato con una dose di 5 mg/die (una volta al giorno). La dose di 5 mg/die deve essere mantenuta per almeno 1 mese al fine di consentire di valutare la risposta clinica precoce del trattamento e di permettere il raggiungimento delle concentrazioni allo stato stazionario del Donepezil Cloridrato. Dopo un mese di valutazione clinica del trattamento a 5 mg/die, la dose di donepezil cloridrato può essere aumentata a 10 mg/die (una volta al giorno). La dose massima raccomandata è di 10 mg/die. Dosi maggiori di 10 mg/die non sono state studiate in sperimentazioni cliniche.
Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento della Demenza di Alzheimer. La diagnosi deve essere fatta secondo linee-guida accettate (ad es.: DSM IV, ICD 10). La terapia con donepezil cloridrato deve essere iniziata solo se è disponibile una persona qualificata che possa monitorare regolarmente l'assunzione del farmaco da parte del paziente. Il trattamento di mantenimento può essere continuato fino a quando vi è un beneficio terapeutico per il paziente. Pertanto, il beneficio clinico del donepezil cloridrato deve essere valutato regolarmente. L'interruzione deve essere presa in considerazione quando non vi è più l'evidenza di un effetto terapeutico. La risposta individuale al donepezil cloridrato non può essere prevista.
Dopo l'interruzione del trattamento è stata osservata una graduale riduzione degli effetti benefici di donepezil cloridrato.
Popolazione pediatrica
La somministrazione di donepezil cloridrato in bambini ed adolescenti al di sotto dei 18 anni di età non è raccomandata.
Compromissione renale o epatica
Una posologia simile può essere seguita per i pazienti con compromissione renale, poiché la clearance del donepezil cloridrato non viene influenzata da questa condizione.
A causa del possibile aumento di esposizione, nella compromissione epatica da lieve a moderata (vedi sezione 5.2), l'aumento della dose deve essere eseguito in base alla tollerabilità individuale. Non vi sono dati riguardo ai pazienti con grave compromissione epatica.
Modo di somministrazione
Per uso orale.
Donepezil Mylan Generics deve essere assunto per via orale, alla sera, subito prima di coricarsi.

Controindicazioni

Ipersensibilità alla sostanza attiva, ai derivati della piperidina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.


Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

L'uso di Donepezil Cloridrato in pazienti con grave Demenza di Alzheimer, altri tipi di demenza o altri tipi di compromissione della memoria (ad es. declino cognitivo legato all'età), non è stato studiato.
Anestesia
Donepezil cloridrato, in quanto inibitore della colinesterasi, può esagerare il rilassamento muscolare di tipo succinilcolinico, durante l'anestesia.
Disturbi cardiovascolari
A causa della loro azione farmacologica, gli inibitori della colinesterasi possono avere effetti vagotonici sulla frequenza cardiaca (ad es. bradicardia). L'impatto di questo meccanismo può essere particolarmente rilevante nei pazienti con “malattia del nodo del seno“ o con altri disturbi della conduzione cardiaca sopraventricolare, come blocco atrioventricolare o senoatriale.
Vi sono state segnalazioni di sincope o convulsioni. Nel valutare questi pazienti deve essere considerata la possibilità di blocco cardiaco o di lunghe pause sinusali.
Sono stati segnalati casi di prolungamento dell'intervallo QTc e torsione di punta dopo l'immissione in commercio (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). Si raccomanda cautela in pazienti con anamnesi preesistente o familiare di prolungamento dell'intervallo QTc, in pazienti trattati con farmaci che influenzano l'intervallo QTc o in pazienti con malattia cardiaca preesistente rilevante (ad es. insufficienza cardiaca scompensata, infarto miocardico recente, bradiaritmie) o squilibri elettrolitici (ipokaliemia, ipomagnesiemia). Può rendersi necessario il monitoraggio clinico (ECG).
Disturbi gastrointestinali
I pazienti con aumentato rischio di sviluppare ulcere, ad es. quelli con anamnesi di ulcera o quelli in trattamento concomitante con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) devono essere monitorati per l'insorgenza di eventuali sintomi. Tuttavia, gli studi clinici con donepezil cloridrato non hanno mostrato aumenti dell'incidenza di ulcere peptiche o di sanguinamenti gastrointestinali rispetto al placebo.
Disturbi genito-urinari
Benché non osservato in studi clinici con donepezil cloridrato, i colinomimetici possono causare ostruzione urinaria.
Disturbi neurologici
Convulsioni: si ritiene che i colinomimetici possano avere il potenziale per causare convulsioni generalizzate. Tuttavia, le convulsioni possono anche essere una manifestazione della malattia di Alzheimer.
I colinomimetici possono aver il potenziale di esacerbare o indurre sintomi extrapiramidali.
Sindrome Neurolettica Maligna (NMS): La NMS, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita caratterizzata da ipertermia, rigidità muscolare, instabilità autonomica, alterazione della coscienza e livelli elevati di creatinfosfochinasi nel siero, è stata riscontrata molto raramente in associazione con donepezil, in particolare nei pazienti che assumono contemporaneamente medicinali antipsicotici. Ulteriori segni possono includere mioglobinuria (rabdomiolisi) ed insufficienza renale acuta. Se un paziente sviluppa segni e sintomi indicativi di una sindrome neurolettica maligna o presenta una febbre elevata inspiegabile senza ulteriori manifestazioni cliniche della NMS, il trattamento deve essere interrotto.
Disturbi polmonari
A causa della loro azione colinomimetica, gli inibitori della colinesterasi devono essere prescritti con cautela ai pazienti con anamnesi di asma o di malattie ostruttive polmonari.
Deve essere evitata la somministrazione di donepezil cloridrato assieme ad altri inibitori agonisti dell'acetil-colinesterasi o antagonisti del sistema colinergico.
Grave compromissione epatica
Non vi sono dati relativi ai pazienti con compromissione epatica grave.
Mortalità negli studi sulla demenza vascolare
Sono stati condotti tre studi clinici della durata di 6 mesi su individui che rispettavano i criteri NINDS-AIREN per una probabile o possibile demenza vascolare (VaD). I criteri NINDS-AIREN sono stati disegnati per identificare i pazienti la cui demenza appare dovuta solamente a cause vascolari ed escludere pazienti con morbo di Alzheimer. Nel primo studio l'indice di mortalità era di 2/198 (1%) con donepezil cloridrato 5 mg, 5/206 (2,4%) con donepezil cloridrato 10 mg e 7/199 (3,5%) con placebo. Nel secondo studio l'indice di mortalità era di 4/208 (1,9%) con donepezil cloridrato 5 mg, 3/215 (1,4%) con donepezil cloridrato 10 mg e 1/193 (0,5%) con placebo. Nel terzo studio l'indice di mortalità era di 11/648 (1,7%) con donepezil cloridrato 5 mg e 0/326 (0%) con placebo. Il tasso di mortalità combinato per i 3 studi VaD nel gruppo donepezil cloridrato (1,7%) era numericamente maggiore che nel gruppo placebo (1,1%), tuttavia questa differenza non era statisticamente significativa. La maggior parte dei decessi nei pazienti che assumevano donepezil cloridrato o placebo sembra essere il risultato di varie cause vascolari che possono essere attese in questa popolazione anziana con malattie vascolari sottostanti. Un'analisi di tutti gli eventi seri non-fatali e fatali non ha mostrato differenze nel tasso di incidenza fra il gruppo trattato con donepezil e quello trattato con placebo.
Nell'insieme degli studi sulla malattia di Alzheimer (n=4146) e quando questi studi sulla malattia di Alzheimer sono stati sommati con altri studi sulla demenza, inclusi gli studi sulla demenza vascolare (n totale 06888), il tasso di mortalità nel gruppo placebo ha superato numericamente quello nei gruppi trattati con donepezil cloridrato.
Questo medicinale contiene lattosio
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Donepezil cloridrato e/o i suoi metaboliti non inibiscono nell'uomo il metabolismo di teofillina, warfarina, cimetidina o digossina. Il metabolismo di donepezil cloridrato non viene modificato dalla somministrazione concomitante di digossina o cimetidina.
Gli studi in vitro hanno dimostrato che l'isoenzima 3A4 del citocromo P450, ed in minore misura il 2D6, sono coinvolti nel metabolismo di donepezil. Gli studi di interazione farmacologica condotti in vitro hanno evidenziato che il ketoconazolo e la chinidina, rispettivamente inibitori del CYP3A4 e del 2D6, inibiscono il metabolismo di donepezil. Pertanto, questi ed altri inibitori del CYP3A4, come l'itraconazolo e l'eritromicina, e gli inibitori del CYP2D6, come la fluoxetina possono inibire il metabolismo di donepezil. In uno studio condotto su volontari sani, il ketoconazolo ha determinato un aumento delle concentrazioni medie di donepezil di circa il 30%. Gli induttori enzimatici come la rifampicina, la fenitoina, la carbamazepina e l'alcol, possono ridurre i livelli di donepezil. Poiché non si conosce l'entità di un effetto inibitorio o induttivo, la somministrazione delle suddette associazioni farmacologiche deve essere effettuata con cautela. Donepezil può interferire potenzialmente con i farmaci dotati di attività anticolinergica. È inoltre possibile un'attività sinergica con il trattamento concomitante a base di farmaci come la succinilcolina, altri bloccanti neuromuscolari o colinomimetici o con i beta-bloccanti che agiscono sulla conduzione cardiaca.
Sono stati segnalati casi di prolungamento dell'intervallo QTc e di torsione di punta per donepezil. Si consiglia cautela quando donepezil è usato in associazione ad altri medicinali noti per prolungare l'intervallo QTc; può rendersi necessario il monitoraggio clinico (ECG). Alcuni esempi:
  • Antiaritmici di classe IA (ad es. chinidina)
  • Antiaritmici di classe III (ad es. amiodarone, sotalolo)
  • Alcuni antidepressivi (ad es. citalopram, escitalopram, amitriptilina)
  • Altri antipsicotici (ad es. derivati fenotiazinici, sertindolo, pimozide, ziprasidone)
  • Alcuni antibiotici (ad es. claritromicina, eritromicina, levofloxacina, moxifloxacina)


Interazioni riportate su letteratura scientifica internazionale
Prima di prendere "Donepezil Mylan Generics" insieme ad altri farmaci come “Atracurium Hameln”, “Esmeron”, “Idrossiclorochina Doc”, “Nervaxon”, “Plaquenil”, “Rocuronio B. Braun - Soluzione (uso Interno)”, “Rocuronio Bromuro Salf”, “Rocuronio Hikma”, “Rocuronio Kabi”, “Tracrium”, etc.., chiedi al tuo al tuo medico o farmacista di fiducia di verificare che sia sicuro e non dannoso per la tua salute ...

Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza
Non vi sono dati adeguati dall'uso del Donepezil Cloridrato in donne in gravidanza.
Studi negli animali non hanno mostrato effetti teratogeni ma hanno mostrato tossicità peri- e post-natale (vedere sezione 5.3). Il rischio potenziale non è noto.
Il donepezil cloridrato non deve essere usato durante la gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario.
Allattamento
Donepezil cloridrato viene escreto nel latte dei ratti. Non è noto se il donepezil cloridrato venga escreto nel latte umano e non vi sono studi in donne che allattano. Pertanto, le donne che prendono il donepezil cloridrato non devono allattare.


Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Il Donepezil Cloridrato ha un'influenza lieve o moderata sulla capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.
La demenza può causare compromissione della capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Inoltre, il donepezil cloridrato può indurre senso di affaticamento, capogiri e crampi muscolari, soprattutto all'inizio della terapia o all'aumento della dose. Il medico curante deve valutare di routine la capacità del paziente in trattamento con donepezil a continuare a guidare o ad usare macchinari complessi.


Effetti indesiderati

Gli eventi avversi più comuni sono diarrea, crampi muscolari, affaticamento, nausea, vomito ed insonnia.
Le reazioni avverse segnalate in più di un caso isolato, sono riportate di seguito, ordinate per organi e sistemi e per frequenza. Le frequenze sono definite come: Molto comuni (≥1/10), Comuni (≥1/100 e <1/10), Non comuni (≥1/1.000 e <1/100), Rari (≥1/10.000 e <1/1.000), Molto rari (<1/10.000), Non note (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Classi di organi e sistemi
Molto comuni
Comuni
Non comuni
Rari
Molto rari
Non note
Infezioni ed infestazioni
 
Raffreddore comune
 
 
 
 
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
 
Anoressia
 
 
 
 
Disturbi psichiatrici
 
Allucinazioni**
Agitazione**
Comportamento aggressivo**
Sogni anormali ed incubi**
 
 
 
 
Patologie del sistema nervoso
 
Sincope*
Capogiri
Insonnia
Convulsioni
Sintomi extrapiramidali
Sindrome Neurolettica Maligna
 
Patologie
cardiache
 
 
Bradicardia
Blocco seno-atriale
Blocco atrio ventricolare
 
Tachicardia ventricolare polimorfa, compresa la torsione di punta; prolungamento dell'intervallo QT all'elettrocardiogramma
Patologie gastrointestinali
Diarrea
Nausea
Vomito,
Disturbi addominali
Emorragia gastrointestinale
Ulcere gastriche e duodenali
Ipersecrezione salivare
 
 
 
Patologie epato-biliari
 
 
 
Disfunzioni epatiche inclusa l'epatite***
 
 
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
 
Rash
Prurito
 
 
 
 
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
 
Crampi muscolari
 
 
Rabdomiolisi****
 
Patologie renali ed urinarie
 
Incontinenza urinaria
 
 
 
 
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
 
Cefalea
Affaticamento
Dolore
 
 
 
 
Esami diagnostici
 
 
Lievi aumenti delle concentrazioni sieriche della Creatin kinasimuscolare
 
 
 
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
 
Incidenti comprese le cadute
 
 
 
 
* Nel valutare i pazienti con sincope o convulsioni deve essere considerata la possibilità di un blocco cardiaco o di lunghe pause sinusali
** Casi di allucinazioni, sogni anormali ed incubi, agitazione e comportamento aggressivo sono stati risolti con riduzione della dose o sospensione del trattamento
*** In casi di inspiegabili disfunzioni epatiche, deve essere considerata la sospensione del Donepezil Cloridrato.
**** Dalle segnalazioni riportate la rabdomiolisi si manifesta indipendentemente dalla sindrome neurolettica maligna e in stretta associazione temporale con la dose iniziale o un aumento della dose di donepezil.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco all'indirizzo: www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Sovradosaggio

Donepezil Cloridrato è un inibitore specifico reversibile dell'acetilcolinesterasi.
In seguito alla somministrazione di una singola dose orale di donepezil cloridrato somministrato a topi e ratti è stata calcolata una dose letale media di farmaco pari a 45 mg/kg e 32 mg/kg rispettivamente; tale dose corrisponde a circa 225 e 160 volte la dose massima raccomandata nell'uomo, uguale a 10 mg/die. Nel corso degli studi clinici condotti sugli animali sono stati osservati i segni di una stimolazione colinergica dose-correlata, tra i quali: riduzione dei movimenti spontanei, posizione prona, deambulazione claudicante, lacrimazione, convulsioni cloniche, depressione respiratoria, salivazione, miosi, fascicolazioni ed abbassamento della temperatura corporea.
Il sovradosaggio con gli inibitori della colinesterasi può causare crisi colinergiche caratterizzate da nausea grave, vomito, salivazione, sudorazione, bradicardia, ipotensione, depressione respiratoria, collasso e convulsioni. Esiste la possibilità di un aumento della debolezza muscolare che, in presenza di un coinvolgimento della muscolatura respiratoria, può esitare nel decesso del paziente.
Come per tutti i casi di sovradosaggio, è necessario avvalersi di misure generali di supporto. Gli anticolinergici terziari, come l'atropina, possono essere utilizzati come antidoto in caso di sovradosaggio di donepezil cloridrato. Si raccomanda la somministrazione di atropina solfato per via endovenosa alla dose necessaria per ottenere l'effetto desiderato: una dose iniziale da 1.0 a 2.0 mg e.v. con un aggiustamento dei dosaggi successivi in base alla risposta clinica. Alterazioni delle risposte pressorie e della frequenza cardiaca si sono verificate con altri colinomimetici somministrati contemporaneamente agli anticolinergici quaternari come il glicopirrolato. Non è noto se donepezil cloridrato e/o i suoi metaboliti vengano eliminati per mezzo della dialisi (emodialisi, dialisi peritoneale, o emofiltrazione).


Scadenza

3 anni.


Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione.


Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa
Lattosio monoidrato
Amido di mais
Idrossipropilcellulosa
Cellulosa microcristallina
Magnesio stearato.
Rivestimento della compressa
Ipromellosa
Titanio diossido (E171)
Macrogol.


Farmaci Equivalenti


Foglietto Illustrativo


Fonti Ufficiali


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