Cos'è Didrogyl?
Didrogyl è un farmaco a base del principio attivo
Calcifediolo , appartenente alla categoria degli Vitamine D
e nello specifico Vitamina D ed analoghi. E' commercializzato in Italia dall'azienda
Bruno Farmaceutici S.p.A. .
Didrogyl può essere prescritto con Ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica.
Didrogyl può essere prescritto con Ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica.
Confezioni
Didrogyl 1,5 mg/10 ml os gocce soluzione 10 ml
Indicazioni
Perché si usa Didrogyl? A cosa serve?
DIDROGYL è indicato negli adulti per il trattamento:
• dell’osteomalacia nutrizionale (da carenza o malassorbimento), osteomalacia da anticonvulsivanti;
• dell’osteoporosi con componente osteomalacica, e dell’osteoporosi post-menopausale;
• dell’osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata;
• dell’ipocalcemia da affezioni epatiche;
• dell’ipoparatiroidismo idiopatico o post-operatorio;
• della spasmofilia da carenza di vitamina D.
DIDROGYL è indicato nei bambini per il trattamento:
• dell’ipocalcemia del neonato, prematuro o immaturo;
• dell’ipocalcemia da corticoterapia, da ipoparatiroidismo idiopatico, da anticonvulsivanti;
• del rachitismo carenziale con ipocalcemia;
• dell’osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata.
Posologia
Come usare Didrogyl: Posologia
Posologia
Popolazione adulta
Sotto controllo della calciuria e della calcemia, secondo le precauzioni successivamente indicate:
• osteomalacia da carenza o malassorbimento o da anticonvulsivanti, osteoporosi con componente osteomalacica, osteoporosi post-menopausale, osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata, ipocalcemia da ipoparatiroidismo idiopatico o post-operatorio o ipocalcemia da affezioni epatiche: 10-25 gocce e più algiorno.
• spasmofilia: 10 gocce al giorno (ridurre eventualmente secondo la calciuria a 3 gocce al giorno, o a 10 gocce alla settimana) in cicli terapeutici di 2-3 mesi, da ripetere al bisogno; oppure 30 gocce al giorno, con aggiunta di fosfato (1 g al mattino) e di magnesio (200 mg la sera) per 6 settimane, da ripetere da 3 a 4 volte all’anno. Per la spasmofilia, in assenza dirisposta terapeutica, non si faranno più di due cicli terapeutici; allo stato attuale delle conoscenze la durata totale del trattamento non dovrebbe superare i 2 anni.
Popolazione pediatrica
Sotto il controllo della calciuria e della calcemia, secondo leprecauzioni successivamente indicate:
• ipocalcemia del neonato, prematuro o immaturo: 1 o 2 gocce al giorno per 5 giorni, in associazione con una calcioterapia.
• rachitismo carenziale con ipocalcemia: 4-10 gocce al giorno, a seconda dei segni clinici e biologici, in associazione con una calcioterapia.
• osteodistrofia renale ed emodialisi prolungata: 4-15 gocce e più al giorno.
• ipocalcemia da corticoterapia, da ipoparatiroidismo e daanticonvulsivanti: 5-20 gocce al giorno.
Modo di somministrazione
Per ottenere un dosaggio esatto delle gocce, si tenga il flacone capovolto verticalmente sopra ad un bicchiere. Va assunto in un poco d’acqua, di latte o di succo di frutta. Oltre le 20gocce, frazionare la posologia giornaliera in due o tre assunzioni.
Controindicazioni
Quando non dev'essere usato Didrogyl
Ipersensibilità alla vitamina D o ad uno qualsiasi deglieccipienti elencati al paragrafo 6.1;
Allattamento;
Ipercalcemia;
Ipercalciuria;
Ipervitaminosi D.
Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
Cosa serve sapere prima di prendere Didrogyl
Come per la vitamina D, la somministrazione di DIDROGYL richiede un controllo ripetuto della calciuria e della calcemia al finedi evitare il rischio di sovradosaggio (vedere paragrafo 4.9). Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo somministrando la minima dose efficace per la minima durata necessariaper controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2).
Qualsiasi calcemia pari a 105 mg/l deve fare interrompere il trattamento almeno per tre settimane; se la calciuria ammonta a più di 350 mg/die, occorre consigliare di bere molto (nell’adulto 2 litri d’acqua non calcarea al giorno); se supera i 500 mg/die, sarà prudente anche interrompere il trattamento per lo meno momentaneamente.
Insufficienza cardiaca: è necessario prestare particolare cautela in questi soggetti. Si dovrà provvedere al costante monitoraggio del calcio sierico, in particolare nei pazienti in cura con digitalici, poiché si potrebbero verificare ipercalcemia e aritmie. Si raccomanda di effettuare il controllo della calcemia almeno due volte la settimana ad inizio trattamento.
Sul piano medico generale è richiesta cautela per l’uso di DIDROGYL in pazienti affetti da malattie granulomatose (quali sarcoidosi ed infezioni da Mycobacterium) o in terapia con diuretici tiazidici, (soprattutto nei soggetti a rischio come gli anziani e le persone con funzione renale compromessa o iperparatiroidismo) dove esiste il rischio di possibile ipercalcemia. In tali casi è utile il monitoraggio del 25(OH)D dopo l’inizio della terapia (vedere paragrafo 4.5).
Pazienti obesi o in terapia con sequestranti degli acidi biliari, inibitori delle lipasi, sono a rischio di ipovitaminosi D, poiché, con meccanismi diversi, in queste condizioni esisteuna possibilità di riduzione dei livelli circolanti di vitamina D ematica. In questi casi va valutata l'opportunità di un aggiustamento della posologia dopo attenta verifica deilivelli di 25(OH)D (vedere paragrafo 4.5).
Per evitare eventuali sovradosaggi, è opportuno informare i pazienti, i loro familiari e/o le persone che li assistono dell’importanza di attenersi ai dosaggi indicati ed alle raccomandazioni fornite in merito a dieta e concomitante assunzione di integratori di calcio e/o di vitamina D (vedere paragrafo 4.5).
Nel trattamento delle osteodistrofie renali con DIDROGYL, è opportuno sorvegliare la clearance della creatinina enon fare salire la calcemia oltre 95 mg per litro.
DIDROGYL deve essere usato con prudenza:
• nei soggetti immobilizzati, evitando la somministrazionedi dosi elevate;
• in condizioni di ipercalciuria o con precedenti di litiasi calcica, se necessario riducendo la dose;
• quando associato ad altri preparati contenenti vitamina D o derivati, adeguando la dose per ridurre il rischio di sovradosaggio (vedere paragrafo 4.5 e 4.9).
Il medicinale non è controindicato nei soggetti affetti da malattia celiaca.
Popolazione pediatrica
Nel bambino, la calciuria normale è inferiore a 5 mg/kg/die.
Informazioni importanti su alcuni eccipienti:
Questo medicinale contiene 340 mg di propilene glicole per una dose pari a 10 gocce, equivalente a 4,92 mg/kg per un adulto di 70 kg e a 17,2 mg/kg considerando un bambino di 20 kg.
La co-somministrazione con qualsiasi substrato dell'alcol deidrogenasi come etanolo può indurre gravi effetti avversi nei neonati.
Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di Didrogyl
Quando si associa a preparati contenenti vitamina D o derivati,la dose di DIDROGYL deve essere opportunamente calcolata (vedere paragrafo 4.4).
Sequestranti degli acidi biliari (come colestipolo, colestiramina): possono legarsi alla componente lipofila della vitamina D riducendone l’assorbimento.
Inibitori delle lipasi (come orlistat): possono ridurre l’assorbimento del calcifediolo.
Paraffina ed oli minerali: a causa della liposolubilità del calcifediolo, il prodotto potrebbe sciogliersi in paraffina dando luogo ad una riduzione dell’assorbimento intestinale. Si raccomanda, pertanto, l’uso di altri tipi di lassativo.
Diuretici tiazidici: l’uso concomitante con supplementi di vitamina D può aumentare il rischio di ipercalcemia.
Antibiotici: alcuni antibiotici come penicillina,neomicina e cloramfenicolo possono incrementare l’assorbimento del calcio.
Inibitori del CYP3A: gli inibitori del citocromo P450, come ketoconazolo, atazanavir, claritromicina, indinavir, itraconazolo, nefazodone, nelfinavir, ritonavir, saquinavir, telitromicina o voriconazolo, possono inibire gli enzimi coinvolti nel metabolismo della vitamina D (CYP24A1 e CYP27B1) e possono alterarei livelli sierici di calcifediolo. In caso di uso concomitante,può essere necessario un aggiustamento della dose di DIDROGYL; le concentrazioni sieriche di 25-idrossivitamina D, iPTH e calcio sierico devono essere attentamente monitorate se il paziente inizia o interrompe la terapia con un potente inibitore del CYP3A4.
Fenitoina, fenobarbital, primidone ed altri induttori enzimatici: gli induttori enzimatici, aumentando il metabolismo epatico del calcifediolo, ne possono ridurre la concentrazione plasmatica e di conseguenza gli effetti.
Glicosidi cardiaci: il calcifediolo può provocareipercalcemia; quest’ultima, a sua volta, può far aumentare gli effetti inotropi della digossina e la sua tossicità portando alla comparsa di aritmie.
Chelanti del fosfato come, per esempio, i sali di magnesio: poiché la vitamina D esercita un effetto sul trasporto del fosfato nell’intestino, nei reni e nelle ossa, si può verificare ipermagnesemia. Il dosaggio dei chelanti delfosfato dovrà essere aggiustato in funzione delle concentrazioni sieriche di fosfato.
Verapamil: alcuni studi hanno evidenziato una potenzialeinibizione dell’azione antianginosa dovuta all’antagonismo d’azione dei due medicinali.
Integratori di calcio: l’assunzione senza controllo clinico di ulteriori preparati contenenti calcio deve essere evitata.
Vitamina D: la co-somministrazione di qualsiasi analogo della vitamina D deve essere evitata in quanto può provocare effetti additivi e ipercalcemia.
Corticosteroidi: contrastano gli effetti degli analoghi della vitamina D come il calcifediolo.
Fertilità , gravidanza e allattamento
Gravidanza
Il sovradosaggio di vitamina D deve essere evitato durante la gravidanza perché un'ipercalcemia prolungata nel bambino può portare a disturbi dello sviluppo fisico e mentale, stenosi aortica sopravalvolare e retinopatia. Non esistono studi controllati sul Calcifediolo in donne in gravidanza. Gli studi condotti sugli animali hanno evidenziato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Durante la gravidanza, la vitamina D deve essere prescritta ai dosaggi più bassi.
Allattamento
Il calcifediolo viene escreto nel latte materno.
Non si possono escludere rischi per il neonato/bambino allattato con latte materno. L’assunzione di elevate dosi di calcifediolo da parte della madre può dar luogo ad elevati livelli di calcitriolo nel latte e provocare ipercalcemia nei bambini.
L’uso del medicinale è controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3).
Effetti sulla capacità  di guidare veicoli e sull'uso di macchinari
DYDROGYL non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.
Effetti indesiderati
Quali sono gli effetti collaterali di Didrogyl
In corso di terapia con DIDROGYL, possono manifestarsi alcuni tra i seguenti effetti indesiderati come evidenziato anche dall’esperienza post-marketing.
La frequenza e la gravità degli effetti indesiderati dipende dal dosaggio e dalla durata del trattamento; quelli di seguito riportati includono gli effetti indesiderati dovuti ad un uso a breve e a lungo termine di DIDROGYL.
Gli effetti indesiderati sono elencati, nella tabella sotto riportata, secondo la Classificazione per Sistemi ed Organi (utilizzando la terminologia MedDRA) e secondo la seguente frequenza:
molto comune (≥ 1/10);
comune (≥ 1/100, < 1/10);
non comune (≥ 1/1.000, < 1/100);
raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000);
molto raro (< 1/10.000);
non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
| Disturbi del sistema immunitario | |
| Molto raro | Ipersensibilità |
| Patologie del sistema nervoso | |
| Raro | Vertigine, debolezza muscolare, disturbo sensoriale, ipotonia, iporesponsivo agli stimoli. |
| Patologie cardiache | |
| Raro | Sincope |
| Patologie vascolari | |
| Raro | Calcificazione vascolare |
| Patologie gastrointestinali | |
| Non comune | Vomito, diarrea. |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | |
| Raro | Ipercalcemia, iperfosfatemia, sete, appetito ridotto, ipermagnesemia, disidratazione, alcalosi metabolica, ipervitaminosi D. |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | |
| Raro | Prurito, eritema, dermatite esfoliativa. |
| Non nota | Orticaria |
| Patologie renali e urinarie | |
| Raro | Ipercalciuria |
| Molto raro | Poliuria,nefrolitiasi, nefrocalcinosi, azotemia, calcolo uretrale, idronefrosi. |
| Patologie sistemiche econdizioni relative alla sede di somministrazione | |
| Molto raro | Malessere, calcinosi, astenia,piressia, alterazioni dell’andatura, brividi. |
| Esami diagnostici | |
| Raro | Peso diminuito |
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Sovradosaggio
Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Didrogyl
Il sovradosaggio può provocare ipercalcemia, ipercalciuria ed iperfosfatemia che causano calcificazione dei tessuti molli, dei reni, dei vasi sanguigni e aumentano il rischio di calcoli renali.
Livelli di 25-idrossivitamina D superiori a 200 ng/mL sono da considerarsi come indicatori di una intossicazione da vitamina D.
I segni e sintomi clinici derivano dall’ipercalcemia e dalla conseguente disidratazione.
I primi sintomi sono: debolezza, nausea, vomito, secchezza delle fauci, stitichezza, dolori muscolari.
I sintomi che si verificano in seguito sono: poliuria, polidipsia, anoressia, perdita di peso, congiuntivite, prurito, ipertermia, livelli elevati di azotemia, calcificazioni dei tessuti.
I segni di disidratazione sono costituiti da: congiuntivite, aumento della sete, costipazione, insufficienza renale ed iporiflessia.
Trattamento
La correzione della disidratazione è essenziale per ripristinare la funzione renale.
La sospensione della terapia deve essere continuata fino al raggiungimento dei valori normali di calcemia, generalmente entro 2-4 settimane.
Il trattamento della ipercalcemia può comportare la rimozione di fonti di calcio nella dieta, la somministrazione di calcitonina, corticosteroidi, bifosfonati e l’induzione delladiuresi forzata.
Scadenza
3 anni a confezionamento integro e correttamente conservato.
Dopo la ricostituzione del prodotto la soluzione di 30 gocce incirca 15 ml di acqua, tenuta in osservazione a temperatura ambiente per un’ora, non ha evidenziato alcuna degradazione significativa.
Per il flacone da 10 ml, dopo prima apertura del flacone: 120 giorni (4 mesi).
Conservazione
Da conservare al riparo dalla luce.
Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura vedere paragrafo 6.3.
Elenco degli eccipienti
Glicole propilenico.
